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Valeria Viparelli » 11.I derivati con prefisso


I derivati con prefisso

Derivazione e competenza linguistica

Prefissi e suffissi modificano il significato delle parole base.

Ad es.: dico ‘dico’, edīco ‘dichiaro, proclamo’, dicto ‘detto’; traho ‘tiro’, abstraho ‘traggo fuori’, tracto ‘maneggio’.

La conoscenza dei valori semantici dei vari affissi è un elemento importante della competenza linguistica del parlante, che può creare parole nuove e comprendere il significato di quelle create da altri.

Un modello del lessico

Aspetti semantici della formazione delle parole

Produttività

Le Regole di Formazione di Parola

I derivati con prefisso

Didattica del latino e apprendimento del lessico

L’apprendimento del lessico è uno dei settori più trascurati nella didattica del latino. Una risposta riduttiva al problema dell’apprendimento del lessico latino è rimandare soltanto alla lettura dei testi. Molto interessante è lo studio dei procedimenti di formazione delle parole latine.

I derivati con prefisso

Formazione delle parole e apprendimento del lessico latino

La conoscenza dei valori semantici delle parole base e dei principali affissi è fondamentale per favorire l’apprendimento del lessico del latino e per potenziare le competenze lessicali degli studenti anche in relazione all’italiano e alle altre lingue moderne. Inoltre lo studio dei procedimenti di formazione delle parole consente allo studente di ragionare sulle forme che gli si presentano.:

Un approccio al lessico e alla civiltà latina

Un esempio di laboratorio lessicale

I derivati con prefisso

I preverbi

In latino i prefissi più numerosi sono quelli che si aggiungono ad un tema verbale e sono chiamati “preverbi”.

I preverbi possono essere:

- o preposizioni che ricorrono anche liberamente in una frase dove sono dotate di autonomia lessicale (ad es. ab(s), ad, cum)

- o prefissi inseparabili dal verbo (ad es. amb-, dis-, se-).

La prefissazione di verbi in italiano

Verbi latini e verbi italiani

I derivati con prefisso

Funzione dei prefissi nel verbo latino

In moltissimi verbi il prefisso serve a distinguere il senso del verbo derivato da quello del verbo semplice o il senso del verbo derivato da quello del verbo derivato con prefisso diverso.

I derivati con prefisso

Qualche esempio

Carpo: “afferro, strappo, stacco, colgo, sminuzzo”.

- Alia animalia sugunt, alia carpunt “Alcuni animali succhiano, altri brucano”, CIC. Nat. Deor. 2, 122

- Carpere escam “beccare il cibo”, PHAEDR. 1, 28, 4

- Carpere thyma “succhiare il timo”, HOR. Carm. 4, 2, 29.

I derivati con prefisso

Qualche esempio

Decerpo: “afferro e tiro verso di me”, per es. un frutto da strappare.

- Decerpere flores “cogliere fiori”, LUCR. 1, 928

- Nihil sibi ex ista laude centurio decerpit “da codesta gloria nulla per sé toglie il centurione”, CIC. Marc. 7.

Discerpo: “sbrano”.

- Discerptum iuvenem sparsere per agros “sparsero per i campi le membra del giovane fatto a brani”, VERG. Georg. 4, 522.

I derivati con prefisso

Qualche esempio

Iacio “scaglio”.

- In medium mare fulmen iecit “scagliò un fulmine in mezzo al mare”, CIC. Div. 2, 45.

Deicio: “scaglio giù, abbasso (gli occhi)”.

- Deicere togam ab umeris “lasciar cadere la toga dalle spalle”, SUET. Aug. 52, 1

- Deiecti in terram oculi “occhi abbassati a terra”, QUINT. 1, 11, 9.

Disicio: “sparpaglio, scompiglio”.

- Ventus naves disiecit “il vento disperse le navi”, LIV. 30, 24, 7

- Disiectos circumveniri vident “quando vedono che essi, sbandati, sono accerchiati”, SALL. Iug. 53, 3.

I derivati con prefisso

Qualche esempio

Sequor: “seguo”.

- Naturam ducem sequi “seguire la natura come guida”, CIC. Off. 1, 22

- Panaetius, quem secutus sum, non interpretatus “Panezio, che io ho seguito, senza tuttavia tradurlo alla lettera”, CIC. Off. 2, 60.

Subsequor: “seguo immediatamente o da vicino, sono alle calcagna di, vengo dietro”.

- Subsequebatur omnibus copiis “seguiva da vicino con tutte le truppe”, CAES. B.G. 2, 19, 1

- Noctem dies subsequitur “il giorno viene dietro alla notte”, CAES. B.G. 6, 18, 2

- Reliquas (cohortes) confestim sese subsequi iussit “ordinò che le rimanenti (coorti) lo seguissero subito”, CAES. B.G. 4, 32, 2.

I derivati con prefisso

Qualche esempio

Volo: “volo” (detto di uccelli).

Avŏlo: “volo via”.

- Experiar certe ut hinc avolem “proverò certamente ad andarmene via in tutta fretta da qui”, CIC. Att. 9, 10, 3.

Devŏlo: “volo verso il basso”.

- De caelo devolaturam victoriam “dal cielo sarebbe scesa a volo la vittoria”, LIV. 7, 2, 12.

Evŏlo: “volo fuori”.

- E corporum vinclis tamquam e carcere evolaverunt, “si liberarono dei ceppi del corpo e ne volarono via come da un carcere”, CIC. Rep. 6, 14.

I derivati con prefisso

Valore costante di alcuni prefissi

Molto spesso l’uso dei verbi derivati con prefissi consente di esprimere sottili sfumature di significato; è però un uso elastico, che non può essere ridotto in una griglia esaustiva di esempi. Tuttavia si può assegnare ad alcuni prefissi un valore costante.

Ne diamo alcuni esempi.

I derivati con prefisso

La preposizione ab

Nel suo senso originario la preposizione ab indica allontanamento, provenienza, separazione, punto di partenza, in senso locale o temporale.

(A me discessit “si allontanò da me”; Ab illo tempore “da quel tempo, da allora”; Litterae a Caesare “una lettera spedita da Cesare”).

I derivati con prefisso

Il prefisso ab-

Nei verbi derivati ab- indica “allontanamento da” (un allontanamento indeterminato, come il nostro “via”).

Ad es.: ago “spingo, inseguo, guido”; abigo “caccio via (abigere aliquem ab aedibus “cacciar via uno di casa”, PL.);

eo “vado”; abeo “vado via” (etiam tu hinc abis? “ancora non te ne vai?”, TER. Phorm. 542).

I derivati con prefisso

Le preposizioni ex e de

Come preposizioni, ex e de indicano:

A)

- separazione, allontanamento (de finibus exire “uscire dal territorio”)

- la massa o il tutto da cui si toglie una determinata quantità (unus ex illis decemviris “uno di quei decemviri”)

- il moto dall’interno, da, fuori da (pellere aliquem a foro “cacciare uno dal foro”)

I derivati con prefisso

Le preposizioni ex e de

B)

- direzione: da, giù da (desilire ex essedis “saltar giù dai carri”)

C)

- la provenienza (ex tribus uxoribus liberos procreare “generare figli da tre mogli”)

- la causa (laborare ex renibus “soffrire di mal di reni”)

- l’argomento di cui si parla (sermo de amicitia “conversazione sull’amicizia”)

- la discendenza (Priami de gente “della famiglia di Priamo”).

I derivati con prefisso

Il prefisso ex-

Nei derivati ex- indica:

A)

- l’uscita, l’allontanamento immediato (corrisponde spesso al nostro “fuori”) e la provenienza.

Ago: “spingo avanti a me, faccio avanzare, conduco” (pecudes agere “spingere avanti il bestiame”, OV. Fast. 1, 324).

Exigo: “faccio uscire via” (eum domo exegerunt “lo cacciarono di casa”, LIV. 39, 11, 2).

I derivati con prefisso

Il prefisso ex-

Duco: “conduco” (reliquos secum ducere decreverat “aveva stabilito di condurre con sé gli altri capi”, CAES. B.G. 5, 5, 4).

Educo: “faccio uscire fuori” (populum e comitio eduxit “condusse fuori il popolo dal comizio”, VARR. R.R. 1, 2, 9).

I derivati con prefisso

Il prefisso ex-

Eo: “vado, cammino, mi reco, vengo, arrivo” (celeriter isti, redisti “in gran fretta andasti e tornasti”, CIC. Phil. 2, 78).

Exeo: “esco, vado fuori, vado via, parto” (exire e finibus suis “uscire dal proprio territorio”, CAES. B.G. 1, 2, 1).

I derivati con prefisso

Il prefisso ex-

Nei derivati ex- indica:

B)

- un movimento dal basso in alto.

Lĕvo: “levo, sollevo, alleggerisco” (aqua levata vento “l’acqua sollevata dal vento”, LIV. 21, 58, 8; hoc te fasce levabo “ti alleggerirò di questo peso”, VERG. Buc. 9, 65).

Elĕvo: “innalzo, sollevo” (contabulationem elevabant “sollevavano un tavolato”, CAES. B.C. 2, 9, 8).

I derivati con prefisso

Il prefisso ex-

Mergo: “immergo, sommergo, inondo, faccio affogare, affondo” (mergi eos (pullos) in aquam iussit “ordinò di affogare i polli nell’acqua”, CIC. Nat. deor. 2, 7).

Emergo: “vengo su” (equus emersit e flumine “il cavallo emerse dal fiume”, CIC. Div. 2, 67).

I derivati con prefisso

Il prefisso de-

Nei verbi derivati de- indica movimento in una sola direzione, di solito in verticale (dall’alto in basso) e in orizzontale (= “allontanarsi da”).

Rapio: “porto via in fretta, con violenza, strappo, trascino via”.

Deripio: “strappo giù, porto via, levo” (me de curru deripit “mi tira giù dal cocchio”, PL. Men. 870).

I derivati con prefisso

Il prefisso de-

Cedo: “mi ritiro, mi arrendo”.
Decedo
: “mi allontano da, vado via” (hominem de provincia iubet decedere “gli ordina di andar via dalla provincia”, CIC. Verr. 5, 66).

Mitto: “mando, invio, spedisco”.
Demitto
: “faccio scendere, faccio cadere, calo” (in loca plana agmen demittunt “fanno scendere la colonna al piano”, LIV. 9, 27, 4).

I derivati con prefisso

I prefissi ad-, circum-, praeter-

Ad, circum, praeter conservano nei derivati il valore che hanno come preposizioni di luogo.

Adpono: “pongo presso, appongo, colloco” (machina adposita “a mezzo d’un argano posto di fronte”, CIC. Verr. 2, 145).

Circumfluo: “scorro intorno a” (utrumque latus circumfluit unda “l’onda scorre intorno a (bagna) l’uno e l’altro”, OV. Met. 13, 779); “girare attorno” (ut in orbe termini circumfluentis “in una specie di fossato che gira attorno”, APUL. Met. 9, 11).

Praetereo: “passo, vado oltre” (uno aspectu et praeteriens iudicat “giudica con un’occhiata e di passaggio”, CIC. Br. 200).

I derivati di sum, eo e fero

I derivati con prefisso

Prefissi e forma dell’azione verbale

A volte il significato del preverbo si annulla. Spesso infatti il latino ricorre ai prefissi per esprimere, in opposizione al processo verbale considerato nel suo durare indefinito (aspetto durativo, ad es. “dormo”), l’aspetto (o forma) del processo verbale condensato in un punto (ad es. “mi addormento”).

Ad esempio: clamo “grido”, exclamo “lancio un grido”.

L’aspetto e il tipo di azione verbale

L’azionalità

L’aspetto

I derivati con prefisso

Preverbi e vari tipi di forme dell’azione verbale

Il prefisso dà al verbo derivato sfumature di significato che, opponendo all’imperfettivo l’aspetto puntuale, esprimono differenti forme di azione che si possono distinguere in ingressive, terminative o progressive.

I derivati con prefisso

Verbi con prefisso in- e ad-

I verbi prefissati con in- e ad- esprimono spesso l’inizio di un processo.

Invesperascit: “si fa sera”.

Incresco: “cresco, mi sviluppo” (increscunt aequora ventis “le onde si sollevano a causa dei venti”, OV. Trist. 1, 4, 5; increverat valetudo “la malattia si era aggravata”, PLIN. Ep. 1, 12, 9).

Inaresco: “mi inaridisco, divento secco” (ignorant quam celeriter lacrimae inarescant “non sanno quanto rapidamente si asciughino le lacrime”, CURT. 5, 5, 11).

I derivati con prefisso

Verbi con prefisso ex- e de-

I verbi prefissati con ex- e de- esprimono spesso la fine di un processo.

Efficio: “mando a effetto, compio, eseguo, faccio” (si id efficere non posset “se non poteva mandare ad effetto questo piano”, CAES. B.G. 5, 50, 3; efficere mandata (CIC.) o iussa (OV.) “eseguire gli ordini”; efficere munus “assolvere un compito”, CIC. Rep. 1, 70; id se prope iam effectum habere “ritenere di aver ormai compiuto questo progetto”, CAES. B.G. 7, 29, 6).

I derivati con prefisso

Verbi con prefisso ex- e de-

Desino: “cesso, tralascio, abbandono” (desine versus “lascia i versi, cessa di cantare”, VERG. Buc. 8, 61; sidera desinunt cerni “le stelle non si vedono più” (QUINT. 8, 5, 29); desitum est disputari “si cessò di discutere”, CIC. Fin. 2, 43; puer quo ferrea desinet gens “il fanciullo con cui cesserà la generazione del ferro”, VERG. Buc. 4, 9).

Verbi prefissati con de-

I derivati con prefisso

Verbi con prefisso per- , trans-, pro-

I verbi prefissati con per-, trans-, pro-, esprimono spesso un senso progressivo.

Perficio: “faccio, effettuo, compio, conduco a termine, eseguo, perfeziono” (comitia perficere “condurre a termine i comizi”, CAES. B.C. 3, 2, 1; LIV. 22, 34, 3; perficere scelus “perpetrare un delitto”, CIC. Cluent. 194; promissa perficere “mantenere le premesse”, TER. Andr. 631; conata perficere, “condurre a termine l’impresa”, CAES. B.G. 1, 3, 6).

Proficiscor: “parto, me ne vado, mi allontano, mi metto in cammino” (ex hoc loco proficisci Puteolos stadia triginta “iniziare un viaggio di trenta stadi, da qui a Pozzuoli”, CIC. Ac. 2, 100).

I derivati con prefisso

La preposizione cum e il preverbo con-

Il preverbo con- può avere il valore proprio della preposizione cum ed esprime l’unione: ad es. colloquor “parlo con” (de rebus quas tecum colloqui volo “sulle cose che voglio discutere con te”, NEP. Them. 9, 4; commilito “militare insieme”).

Ma la puntualità dell’azione in latino si esprime prevalentemente mediante i preverbi e tra questi soprattutto mediante il preverbo con-: ad es. con-ficio non significa “faccio insieme” ma “porto a termine” (conficere bellum, proelium “portare a termine, terminare una guerra, una battaglia”, CIC., CAES. e a.).

I derivati con prefisso

La preposizione cum e il preverbo con-

In modo simile:

conlacrimo: “scoppio in lacrime” (nonnumquam conlacrumabat “talvolta scoppiava a piangere”, TER. And. 109);

collābor: “crollo, cado, rovino, stramazzo” (domus tota conlapsa est “l’intera casa è andata in rovina” PLIN., Ep. 10, 70, 2).

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