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Antonella Borgo » 15.Caratteri della letteratura augustea: poesia e poetica


I generi poetici

La poesia fu largamente coltivata in età augustea sia nei generi tradizionali come l’epica, la poesia didascalica, la satira, sia in quelli più innovativi come la poesia giambica, la bucolica, la lirica e l’elegia.
In entrambi i casi essa dovette misurarsi da un lato con la tradizione greco-latina dall’altro con le richieste del nuovo regime politico.

Poesia e propaganda politica

Augusto richiese infatti ai poeti non solo di celebrare il suo principato con opere esplicitamente dirette a questo scopo ma anche di testimoniare indirettamente lo splendore della nuova età con una produzione poetica capace di gareggiare con quella greca.


Tradizione e innovazione

I poeti furono animati perciò sia dal rispetto della tradizione, soprattutto greca, considerata l’ideale della perfezione, sia dal desiderio di innovarla accostando ai modelli classici quelli, più raffinati sul piano tecnico e formale, di età ellenistica.

Il classicismo

L’ideale di classicismo al quale essi tendevano li spinse infatti a mettere da parte i precedenti latini, Livio Andronico, Ennio, Lucilio, lo stesso Catullo, che non presentavano i necessari caratteri di ordine, armonia e disciplina.
Furono preferiti come modelli i poeti greci la cui produzione, considerata il τέλος, la perfezione nei singoli generi, fu per loro continuo oggetto di emulazione.

Quinto Ennio

Quinto Ennio


I modelli

Cosicché Virgilio si dichiara nelle Bucoliche il nuovo Teocrito ma anche, nelle Georgiche, il nuovo Esiodo; nell’elegia proemiale del l. IV Properzio si proclama il nuovo Callimaco; Orazio è il nuovo Archiloco negli epodi ma anche il nuovo Alceo nella nascente lirica latina.

Archiloco

Archiloco


L’inventor generis

Era molto sentita la necessità di collocarsi all’interno di un ‘canone’ di poeti che avevano coltivato lo stesso genere e, in particolare, di richiamarsi all’ εὑρετής o inventor generis, il fondatore del genere letterario.
Oltre che per le qualità poetiche anche per questa competenza il poeta augusteo è doctus.

Il poeta vate

Il poeta si considerava anche un vero e proprio sacerdote delle Muse, un vates, perché da loro ispirato e, in quanto strumento della parola divina, destinato a istruire il popolo.
Come maestro di morale, egli poteva appoggiare il programma riformatore promosso dal principe.
Alla poesia era perciò affidata una missione etica e civilizzatrice.


L’impegno civile

Per questo motivo, e pur non essendo mai chiamati a compiti dichiaratamente politici, nei poeti augustei non è assente l’impegno civile.
Virgilio, Orazio, Properzio, in misura diversa e malgrado sporadiche forme di resistenza, condivisero l’ideologia augustea fino a farsene i principali portavoce.

Virgilio tra Clio e Melpomene

Virgilio tra Clio e Melpomene


L’Eneide e le Georgiche

Virgilio celebrò nell’Eneide l’ideologia augustea attraverso il racconto della mitica fondazione di Roma e del compito fatale ad essa assegnato.
Alle Georgiche, composte per gli inviti insistenti di Mecenate, non è estraneo il programma di riforme politiche ed economiche volute dal principe.


Poesia giambica, lirica ed elegiaca

Un impegno non dissimile, nato anche da una generale aspirazione alla pace, animò gli epodi VII e XVI di Orazio e parte della sua produzione lirica.
Anche Properzio accolse temi politici: nelle ‘elegie romane’ del quarto libro (la II, la IV, la VI, la IX e la X), attraverso gli aitia di culti e riti, sono celebrati miti e monumenti della Roma imperiale.


La poesia soggettiva

Tuttavia, l’impegno politico dei poeti fu per lo più marginale: le odi di Orazio lasciano largo spazio all’elemento soggettivo, e lo stesso epos virgiliano non ne è esente nell’attenzione che riserva alla psicologia e ai sentimenti dei personaggi.
La prevalenza del tema erotico rende l’elegia perfino trasgressiva rispetto al programma di riforma morale promosso dal principe.

La recusatio

I poeti augustei adottano perciò con frequenza il topos della recusatio attraverso il quale rifiutano di trattare argomenti elevati o celebrativi adducendo a giustificazione la modestia delle proprie capacità.


I materiali di supporto della lezione

Sul classicismo augusteo sono utili due studi di Mario Citroni:

Percezioni di classicità nella letteratura latina, in Che cos’è il classicismo?, a c. di R. Cardini e M. Regoliosi, Roma 1998, pp. 1-34;

I canoni di autori antichi: alle origini del concetto di classico, in Culture europee e tradizione latina, Atti del Conv. Intern. di studi, Cividale del Friuli, Fondaz. N. Canussio, 16-17 nov. 2001, Univ. di Trieste 2003, pp. 1-22.

In genere sulla poesia augustea è sempre di grande interesse il volume di Fabio Cupaiuolo, Tra poesia e poetica. Su alcuni aspetti culturali della poesia latina nell’età augustea, Napoli 1966

Approfondimento

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