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Antonella Borgo » 16.Periodizzazione, temi e problemi della poesia oraziana


Un intellettuale versatile

Figura tra le più rappresentative dell’età augustea, combattente a Filippi a fianco di Bruto e Cassio, poi aderente al circolo di Mecenate e suo stretto amico, incaricato di comporre l’inno ufficiale per i ludi saeculares del 17 a. C., Orazio si provò in più di un genere poetico: la poesia giambica, la satira, la lirica e l’epistola poetica.
Fu anche critico e teorico di poesia.


La teoria letteraria

Di poetica Orazio si occupa specificamente nelle epistole del secondo libro, ad Augusto e a Floro, e nell’epistola ad Pisones (o Ars poetica).
In esse tratta dei caratteri della poesia in relazione alla materia, alla lingua e allo stile; dei rapporti tra la poesia contemporanea e i precedenti greci e latini; del ruolo del poeta nella società.

Una poesia aristocratica

Per Orazio il poeta non deve essere influenzato dalla massa perché mantenga alto il suo livello creativo.
Al principe è riservato il compito di proteggere e di promuovere la vera poesia.


L’opera del poeta

A sua volta al poeta spetta di

  • saper selezionare un tema adeguato alle proprie capacità;
  • usare una lingua e uno stile coerenti al tema e al genere prescelti;
  • curare la forma con una lunga pratica di labor limae;
  • adottare un modello adeguato al conseguimento di un alto livello poetico.

I modelli

Ai modelli latini Orazio preferisce quelli greci: nella satira 1, 4 come esempio di poesia polemica sostituisce a Lucilio, inventor della satira latina, i poeti della commedia greca antica.
Negli epodi si riallaccia ad Archiloco e a Ipponatte; nelle odi ad Alceo e a Saffo, ad Anacreonte e a Pindaro.


Problemi di lingua e di stile

Sul piano formale all’eleganza (urbanitas) della lingua delle odi, caratterizzata da un lessico semplice e raffinato e da un’accorta collocazione delle parole (callida iunctura), egli contrappone il sermo delle satire, più vicino alla lingua parlata.

I temi

Orazio predilige in tutta la sua produzione temi connessi alla vita quotidiana che promuovano la riflessione morale e filosofica.
Ad essi si affiancano soprattutto nella lirica temi desunti dalla tradizione poetica: scene mitiche, motivi erotici e simposiaci.


La prima produzione

È costituita dai due libri di satire, pubblicate tra il 35 e il 30 a. C. (sulle quali vd. la lezione n. 8), e dagli epodi, realizzati tra il 42 e il 30 a. C.
Si tratta di una produzione di argomento vario e di tono spesso polemico.


Gli epodi

Sono 17 componimenti che Orazio intitolò iambi.
Gli argomenti sono vari: polemiche contro poetastri e personaggi corrotti, eventi di storia contemporanea, temi erotici.
Sul piano tematico si collocano a mezza strada tra le satire e le odi.

Il termine ‘epòdo’

Il termine indicava il secondo verso di un distico, più breve del primo, ma anche il componimento realizzato in quel metro.
Rispetto a Catullo e ai neoteroi, che per la loro poesia polemica avevano utilizzato scazonti ed endecasillabi, Orazio si avvicina anche nel metro al modello archilocheo.

Le epistole

Alle odi, che segnano la sua maturità artistica (i primi tre libri furono pubblicati nel 23 a. C., il quarto tra il 17 e il 13: vd. la lezione n. 9), seguono i due libri di epistole, composte tra il 23 e il 13 a. C.
Si riallacciano alle satire per il metro usato, l’esametro, e per il tono discorsivo.

I temi delle epistole

Rispetto a quelle di argomento letterario del secondo libro le venti epistole del primo trattano per lo più temi soggettivi e autobiografici.
Ma si tratta di un’autobiografia interiore, relativa a motivi filosofici e morali.


I materiali di supporto della lezione

Nella sterminata bibliografia oraziana vanno ricordate almeno due opere di particolare rilievo:

E. Fraenkel, Orazio, trad. it., Roma 1993 (Oxford 1957);

G. Pasquali, Orazio lirico, rist. a cura di A. La Penna, Firenze 1966 (Firenze 1920).

Il Podcast della lezione

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