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Marisa Squillante » 3.Ars, ingenium e novitas nel I sec. d.C


Tramonto di un’epoca

  • Fine di un’epoca:
    • morte di Mecenate e di Orazio (8 a. C.);
    • morte di Augusto (14 d. C.);
    • morte di Tito Livio (17 d. C.).
  • Declino degli ideali artistici di età augustea.
  • Declino del concetto di Romanitas quale trasmesso da Virgilio e Livio.

Gli intellettuali e il potere

Impossibilità del civis Romanus a intervenire sulla politica e conseguente ripiegamento su se stesso.

Esaltazione, ossequio cortigiano, posizione celebrativa (Calpurnio Siculo, Valerio Flacco, Silio Italico, Stazio, Marziale).

Contrapposizione, insofferenza, denuncia del malcostume della propria epoca (Fedro, Giovenale).

Posizione complessa e articolata (Persio, Seneca, Lucano, Petronio).

Trasformazioni politiche e ideologiche

Morte definitiva degli ideali repubblicani.

Annullamento del potere di popolo e senato.

Azzeramento valori religiosi e morali e tradizionali vs. sorgere valori cristiani.

Trasformazione ideali artistici e letterari

Fine della poesia aristocratica di circolo.

Diffusione delle recitationes pubbliche e peso del gusto popolare sul giudizio critico.

Concessione da parte dell’artista all’individualismo.

Fondamenti teorici della nuova estetica

Fine I sec. a. C. espansione della scuola di Teodoro di Gadara.

Maestro di Tiberio si ispira al platonismo e a Posidonio.

Concessione sempre più ampia all’elemento patetico e emozionale.

Indagine dell’io

A. Rodin, Il pensatore, Musée Rodin Parigi.

A. Rodin, Il pensatore, Musée Rodin Parigi.


Indagine dell’io (segue)

  • Sen. Epist. 65, 115 me prius scrutor, deinde hunc mundum.
  • Pers. I 7 … nec te quaesiveris extra.

Il monologo finale di Medea: esempio di analisi della scissione dell’io

Sen. Medea vv. 926-944:
cor pepulit horror, membra torpescunt gelu pectusque tremuit. ira discessit loco materque tota coniuge expulsa redit. egone ut meorum liberum ac prolis meae fundam cruorem? melius, a, demens furor!
incognitum istud facinus ac dirum nefas a me quoque absit; quod scelus miseri luent?
scelus est Iason genitor et maius scelus Medea mater – occidant, non sunt mei;
pereant, mei sunt. crimine et culpa carent, sunt innocentes: fateor, et frater fuit. quid, anime, titubas? ora quid lacrimae rigant variamque nunc huc ira, nunc illuc amor diducit? anceps aestus incertam rapit;
ut saeva rapidi bella cum venti gerunt, utrimque fluctus maria discordes agunt dubiumque fervet pelagus, haut aliter meum cor fluctuatur: ira pietatem fugat iramque pietas – cede pietati, dolor.

Il realismo

Introduzione nella dimensione poetica del realismo quotidiano.

Ricorso in alcuni generi letterari ad un linguaggio mimetico delle classi popolari (epigramma, satira, romanzo).

Poesia delle piccole cose.

Il patetico

Conseguimento del patetico attraverso il ricorso a tecniche retoriche quali l’amplificatio, le iperboli, le metafore, lo straniamento.

Grande risalto alle passioni.

Uso delle sententiae, del periodare frantumato, antitetico, astratto; presenza del monologo, specchio della sofferenza dell’io; predilezione per l’orrido e lo spaventoso.

Vero, verisimile, meraviglioso

Ampio spazio concesso alla fantasia a partire dal racconto meraviglioso delle Metamorfosi di Ovidio.

Abbandono del criterio della verisimiglianza preposto alle scelte della poesia classica (v. Virgilio) e preferenza per il nuovo, il favoloso, il mirabile.

I materiali di supporto della lezione

Tavola cronologica

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