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Marisa Squillante » 1.Ideali letterari e artistici dell'età augustea


Modalità di espressione della poetica augustea

  • Rispetto della convenienza e del decorum.
  • Il giusto mezzo.
  • Labor limae e perfezione formale.
  • Simmetria e ordine nell’opera d’arte.
  • Unità dell’opera d’arte.

Rispetto della convenienza e del decorum

Diffusione dell’estetica paneziana attraverso gli scritti di Cicerone.
Humanitas e urbanitas.

Equazione buono = bello.

Decorum = il poeta augusteo sceglie temi adatti alle proprie forze.

Incertezza e perplessità dichiarate prima di affrontare temi ritenuti superiori alle proprie forze, come il genere epico (recusationes).

Il giusto mezzo

Sintonia tra il poeta e il suo stile di vita.

Abbandono nella lirica del momento soggettivo catulliano per realizzare misura e urbanitas.

Hor. c. II 10, 1-4

Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas/ cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquom.

Giusto mezzo nella satira: la poesia satirica deve educare ma per far ciò può anche servirsi del delectare.

Il poeta satirico comes: non rimprovera ma consiglia in maniera bonaria.
Orazio chiama Sermones le sue satire: è una dichiarazione di poetica per un discorso piano, scorrevole, affabulatore con il ricorso all’aneddoto e alla favoletta.

Il giusto mezzo (segue)

Rifiuto del Witz, della battuta di spirito sferzante.

Sermo = piacevole sorridente narrazione.

Il giusto mezzo = omissione del superfluo.

Rifiuto callimacheo del lungo poema = in Virgilio omissione del sovrabbondante, e esposizione concisa.

Esempio di esposizione essenziale: presentare il personaggio al momento opportuno e non fin dall’inizio dei singoli segmenti narrativi.

Labor limae e ricerca della perfezione

Orazio denuncia i limiti della poesia di Lucilio.

Hor. Sat. I 4, 6-11

…durus componere versus.
Nam fuit hoc vitiosus: in hora saepe ducentos,
Ut magnum, versus dictitabat stans pede in uno.
Cum flueret lutulentus, erat quod tollere velles:
Garrulus atque piger scribendi ferre laborem,
Scribendi recte: nam ut multum nihil moror…

Labor limae e ricerca della perfezione (segue)

  • Lucilio è l’inventor generis della satira e come tale va citato ma bisogna metterne in rilievo i difetti.
  • Lutulentus: Lucilio è “fangoso” perché non ha eliminato i difetti dalla sua scrittura essendo pigro nel recte scribendi ferre laborem.
  • Lucilio aveva i difetti del suo tempo perché non aveva avuto la fortuna di vivere nell’età augustea (Sat. I 10, 75ss.).
  • La ricerca della forma diviene ideale di perfezione, perseguimento dell’esemplarità, di un eidos.
  • La tradizione, a cui pure ampiamente ci si ispira, è innovata attraverso la ricerca dell’equilibrio delle parti dell’opera, la scelta delle parole, una loro attenta disposizione nel verso.

Eidos del poema epico

Richiamo all’inventor generis, Omero, nella bipartizione dell’Eneide: parte odissiaca (errores, vagare dell’eroe: ll. I-VI), parte iliadica, racconto di guerra (ll. VII-XII).

Disposizione simmetrica e proporzionata della materia nell’ambito del poema e dei singoli libri.

Conformazione esterna dei personaggi agli schemi epici omerici ma apporti emozionali e sentimentali nuovi legati per lo più alla finalità fondativa del racconto virgiliano.

Presenza di un pantheon tradizionale governato però dalla figura di Giove le cui azioni sono tutte motivate dalla realizzazione del destino di Roma.

Doctrina espressa nell’opera poetica: rimandi a testi dello stesso genere letterario, di cui si riconosce l’auctoritas.

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