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Marisa Squillante » 28.Il recupero del passato per modificare il presente: Sidonio Apollinare


Situazione storica

Difficoltà nell’arginare le invasioni barbariche.

Nel 475 l’Alvernia cade nelle mani del re visigoto Eurico.

Disinteresse dell’amministrazione centrale.

Immagine di Eurico negli archivi della Biblioteca Nacional de España,Madrid. Fonte Wikipedia

Immagine di Eurico negli archivi della Biblioteca Nacional de España,Madrid. Fonte Wikipedia


Contesto culturale

Assimilazione totale tra cultura pagana e cristiana.

La cultura elemento essenziale per la formazione dell’aristocrazia.

Cultura superficiale, d’apparenza.

Scarsa o quasi nulla la conoscenza del greco.

Letteratura prodotta durante le feste e i banchetti.

Letteratura preziosa e urbana, espressione di una società elegante e raffinata.

Sidonio Apollinare

Sidonio Apollinare fu console nel 468, quindi prefetto di Roma.

Vescovo di Arverna dal 471.

Organizzatore della resistenza contro gli Arverni.

Fatto prigioniero fu liberato da Eurico.

Tornò a fare il vescovo fino alla morte (468).

Apollinaris sidonius: epistolae et carmina ms 246 Spain

Apollinaris sidonius: epistolae et carmina ms 246 Spain


Carmina

24 tra panegirici e poesie d’occasione.

Scritti prima di divenire vescovo.

Raffinati componimenti poetici ricchi di preziosismi verbali, figure retoriche, antitesi.

Lingua e stile

Recupero della forma classica allo scopo di salvaguardare un patrimonio che si teme possa andare distrutto per gli stravolgimenti politici in corso.

Arricchisce la sua opera con le parole e le tematiche degli antichi, le usa come marchio di riconoscimento che oppone il mondo dei colti e dei raffinati a quello rozzo dei barbari invasori per evitare un’insanabile e inevitabile frattura con un mondo che in realtà non si può più recuperare.

Labor limae.

Attenzione alla struttura dei singoli componimenti e insieme della raccolta secondo i dettami della poetica classica.

Fontes

Riprese da Virgilio, Orazio, Persio, Ovidio, Silio Italico, Claudiano, Ausonio.

Epistulae

IX libri che raggruppano le lettere non in ordine cronologico ma secondo criteri letterari.

Lettere pensate per la pubblicazione, le cosiddette lettere d’arte.

Rivelatrici di esercizio di scuola.

Connotate da spirito mondano come già quelle di Plinio.

Epistolario appartenente al genus pingue et floridum secondo la catalogazione di Macrobio (Saturnalia).

Raccordo continuo con la tradizione.

Pratica cristiana

Notazioni e istruzioni per i fedeli.

Consigli sulla pratica delle virtutes.

Caritas e humilitas modificate a seconda delle esigenze di chi le pratica e di chi ne è oggetto.

Consigli di una castità moderata (dopo 2 figli astenersi dai rapporti coniugali).

Mortificazione del corpo, pratica seguita dai monaci ma non da Sidonio, che, se deve proporre a se stesso un sacrificio, si propone di non esercitare più la poesia in quanto espressione di frivolezza.

Testimonianza storica

Epistolario come testimonianza di un’epoca.

Dettagliate notizie su Franchi, Sassoni, Burgundi e Visigoti.

Ricordo della vergognosa pace stipulata nel 475 tra Eurico re dei Visigoti e l’Imperium (epistole 7, 7 e 9, 3).

Nel ricordare le devastazioni perpetrate dai barbari denunzia le violenze inferte da loro agli Arverni (epist. 7, 1, 2 ).

Raccontando in un ampio affresco gli usi e i costumi dei Sassoni ne mette in luce i più riprovevoli, dovuti a superstitio (8, 6, 15).

Parlando della malvagità dei barbari dichiara con orgoglio il suo odio: rivolto all’amico Filargirio dice Barbaros vita, quia mali putentur; ego etiamsi boni (epist. 7, 14, 10).

I materiali di supporto della lezione

Tavola cronologica

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