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Raffaele Grisolia » 10.Tecniche glottodidattiche - parte quarta


Abilità interlinguistiche: la traduzione

Le abilità interlinguistiche comprendono

  1. la traduzione scritta: produzione di un testo scritto nella lingua d’arrivo che risulti equivalente ad un testo scritto nella lingua di partenza;
  2. la traduzione orale o «interpretariato»: traduzione che avviene sull’asse ‘orale-orale’:
  3. la«traduzione «improptu»: traduzione che si realizza quando un testo scritto viene tradotto oralmente o viceversa.

La tradizione glottodidattica assegna un ruolo primario alla traduzione (perciò il suo orientamento è definito “grammatico- traduttivo”).

La traduzione è attività complessa, si fonda su conoscenze e analisi linguistico-culturali e rappresenta un punto d’arrivo dell’insegnamento linguistico

Non dovrebbe, pertanto, essere utilizzata come tecnica esclusiva per apprendere una lingua.

La dimensione culturale nella traduzione

«Converti enim ex Atticis duorum eloquentissimorum nobilissimas orationes inter seque contrarias, Aeschinis et Demosthenis; nec converti ut interpres, sed ut orator, sententiis isdem et earum formis tamquam figuris, verbis ad nostram consuetudinem aptis. In quibus non verbum pro verbo necesse habui reddere, sed genus omne verborum vimque servavi. Non enim ea me adnumerare lectori putavi oportere, sed tamquam appendere».

Cicero, De optimo genere oratorum V 14

Il problema del rapporto tra cultura di partenza e cultura d’arrivo di una traduzione risulta primario rispetto a quello del rapporto tra la lingua di partenza e quella d’arrivo.

In tale prospettiva quando si parla di «lingua» è da intendersi sempre «cultura e lingua».

Traduzione scritta e traduzione orale

Le principali differenze tra traduzione scritta e traduzione orale ( interpretariato) consistono nei seguenti aspetti:

  1. la traduzione scritta permette all’esecutore la massima possibilità di revisione del testo nella lingua d’arrivo. Anche grazio all’ausilio di diversi strumenti, quali dizionari, enciclopedie, lessici, ecc;
  2. quando la possibilità di revisione diventa sempre più ridotta si presentano le seguenti tipologie:
  • traduzione consecutiva: si attua quando un locutore pronuncia alcune frasi e lascia il tempo all’interprete per la traduzione);
  • traduzione simultanea: rappresenta la realizzazione in cui non è possibile alcuna revisione, correzione, spiegazione.

Traduzione «contrastiva» o «analisi comparativa»

La traduzione contrastiva o analisi comparativa può essere utilizzata come un valido strumento didattico da affiancare alla lettura tradizionale dei classici in lingua.

Tale procedura è finalizzata a rendere più razionalmente dominabile il processo della traduzione nel dominio delle lingue classiche attraverso la comparazione di diverse traduzioni di un dato brano.

Bibiliografia minima

S. Japoce – E. Staraz, La traduzione contrastiva. Teoria e prassi, con saggio introduttivo di A. Portolano, Per una teoria della traduzione contrastiva, Padova, 1995, CEDAM

Lefevere, Translating Poetry: Seven Strategies and a Blueprint, Van Gorcum, Assen-Amsterdam, 1975

F. Montanari, A. Barabino, N. Marini, Hellenikòn Phrònema, Firenze 2005, Loescher, è all’apparenza un testo di versioni dal greco ma vi è utilizzato anche una tale metodologia di lavoro e di riflessione sulla lingua

Traduzioni ‘problematiche’

La traduzione contrastiva, intesa quindi come una analisi comparativa, aiuta i docenti anche nel perseguimento di un particolare tipo di obiettivo glottodidattico.

Agli allievi non viene, infatti, offerta una traduzione, quasi che essa fosse la sola possibile e la sola ‘esatta, ma vengono presentate diverse traduzioni, che quindi finiscono con il diventare altrettante possibili interpretazioni.

E ad esse, come vedremo, gli allievi aggiungeranno la propria traduzione-interpretazione, che diventerà una delle possibili traduzioni.

In tal modo gli allievi potranno acquisire la consapevolezza della problematicità e della difficoltà di ogni traduzione, visto che ogni lingua è un sistema solo apparentemente simile al sistema di un’altra lingua.

Per questo tipo di procedura va preferita la traduzione, svolta possibilmente in piccoli gruppi, dalla lingua straniera o classica a quella materna.

Obiettivi didattici della traduzione contrastiva

La procedura della traduzione contrastiva, da diversi anni divenuta pratica abituale di istituti che attuano programmi sperimentali, può essere utilizzata come una alternativa alla lettura tradizionale dei classici in lingua.

Essa si pone le seguenti mete didattiche:

  • stimolare negli allievi un gusto personale del tradurre;
  • fornire agli allievi una corretta metodologia operativa che lo guidi in maniera sistematica nel percorso di analisi e di interpretazione di un testo da tradurre;
  • sviluppare negli allievi processi di riconoscimento e comprensione di fenomeni di tipo linguistico e lessicale;
  • integrare le abituali metodologie di insegnamento relative alle conoscenze morfosintattiche.

La traduzione come processo comunicativo

Il concetto, usuale nella percezione comune, di lingua classica come lingua ‘morta’ va precisato con l’idea di una lingua che ancora vive nella sua dimensione comunicativa.

In una «lingua classica» non si ha più variazione diacronica; i suoi meccanismi sono stabili e, per quanto possibile in una lingua, immutabili ma l’interpretazione dei suoi «monumenti», letterari e ‘materiali’, continua a svolgersi incessante e l’antichità classica ci si palesa con accenti sempre stimolanti e nuovi.

La traduzione, allora, non deve diventare solo un momento di verifica scolastica degli apprendimenti.

Essa deve essere ritenuta un processo comunicativo

  • unidirezionale (solo ricettivo)

ma

  • teso a recepire informazioni connesse alla realtà storico-culturale che ha prodotto determinati messaggi.

La conoscenza e la padronanza delle strutture linguistiche devono diventare:

  • uno strumento della traduzione (non il suo fine);
  • il supporto (non il condizionamento) dell’interpretazione.

Vantaggi della traduzione contrastiva

Per Portolano, nel saggio, già citato, Per una teoria della traduzione contrastiva, Padova 1995, i vantaggi che la traduzione contrastiva offre rispetto alla prassi tradizionale della traduzione in uso nelle nostre scuole consistono per i discenti nelle seguenti acquisizioni.

Imparare ad usare il dizionario come strumento di controllo più che di scelta e sviluppare capacità critiche non solo dal punto di vista linguistico ma anche culturale.

Abituarsi all’intertestualità e acquisire la convinzione, lavorando al confronto tra diverse traduzioni in ugual grado possibili, che non esiste mai una sola verità.

Superare i limiti di un atteggiamento necessariamente passivo e sforzarsi invece, nel rielaborare le diverse traduzioni, di operare in modo attivo ed autonomo sul testo.

Le fasi della traduzione contrastiva

L’ esperienza didattica della traduzione contrastiva, utilizzata di solito nel triennio superiore, spazio privilegiato per la lettura dei classici, può evitare che si trascurino i contenuti linguistici, relegati di solito al biennio.

D’altra parte, essa potrebbe essere utile anche nel biennio, in quanto favorirebbe l’adozione di una didattica della lingua incentrata sui testi.

Di seguito viene esposta una possibile ‘griglia di lavoro’, di cui le prime due fasi possono essere le seguenti:

  1. il docente effettua e fa effettuare agli alunni la lettura del brano scelto, lettura per quanto possibile espressiva, almeno nel rispetto dei segni di punteggiatura;
  2. si fa effettuare agli alunni la lettura delle traduzioni.

È consigliabile proporre almeno 4 traduzioni, anche di epoche diverse, anche in lingua straniera.

Queste prime due operazioni possono essere sincroniche, condotte sulle singole sequenze del testo.

Le fasi della traduzione contrastiva

3) Si invitano gli alunni ad operare un primo confronto tra i testi.

4) Si invitano gli alunni ad identificare le principali differenze o contrasti tra le traduzioni.

5) Segue una fase più analitica di lettura del brano in cui gli alunni si concentrano su dati di interesse morfosintattico e stilistico ed individuano le caratteristiche di alcune traduzioni rispetto ad altre.

6) Si chiede agli alunni di realizzare una traduzione mediata.

7) Successivamente gli alunni vengono invitati ad elaborare un’ulteriore traduzione, assolutamente autonoma.

Si può anche suggerire alla scolaresca di rimontare i frammenti delle varie traduzioni e di integrarli o sostituirli con altre soluzioni, a loro scelta.

Questa fase operativa presenta un aspetto ludico e, allo stesso tempo, concorre a sviluppare competenze linguistiche trasversali e ad acquisire potenzialità metodologiche e critiche.

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