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Raffaele Grisolia » 9.Tecniche glottodidattiche - parte terza


Transcodificazione

La “transcodificazione” è una tecnica utilizzata per guidare alla comprensione di singoli testi ma anche per sottoporre a verifica l’abilità di comprensione.

Agli allievi viene richiesto di trasformare un dato messaggio in un codice diverso da quello proprio del testo di partenza.

Per la glottodidattica la forma più tipica di transcodificazione si basa sull’ascolto-lettura di un testo e sulla conseguente esecuzione di disegni basati sulle informazioni contenute nel testo stesso.

Per il greco, stante quanto si è detto a proposito dell’insegnamento tradizionale di questa lingua, ci si baserà principalmente sulla lettura di un testo.

Altri esempi di transcodificazione sono centrati sugli aspetti pragmatici (ad esempio, si richiede di mimare quanto si è letto).

La Comprensione dei testi letterari

L’aspetto linguistico e l’aspetto letteraria non dovrebbero essere considerati due momenti distinti e separati del processo di apprendimento, come solitamente avviene nella didattica tradizionale, ma procedere di pari passo.

Alcune tecniche possono essere usate in modo specifico per aiutare ad individuare testi letterari distinguendoli da testi scritti con altri scopi.

Tali tipi di tecniche possono essere distinte in tre categorie.

A. La variante più immediata è quella secondo la quale si presentano un testo letterario ed una sua parafrasi, chiedendo all’allievo di individuare il primo e di indicare le ragioni di carattere testuale che hanno motivato la sua scelta.

La Comprensione dei testi letterari (segue)

B. Una seconda variante consiste nella presentazione di più testi su di uno stesso argomento.

C. In una terza variante si presentano agli allievi testi dello stesso genere ma di argomento differente.

In questa categoria si fa rientrare la modifica, anche radicale, da parte degli allievi di un testo ‘letterario’ e l’analisi volta ad esaminare se la ‘letterarietà del testo è stata modificata o annullata in seguito alle modifiche apportate.

Importa non tanto la corretta individuazione del testo letterario quanto la giustificazione delle scelte operate e la discussione con coloro che hanno effettuato scelte diverse o le hanno basate su dati differenti.

Capacità critica

Lo scopo didattico delle procedure descritte consiste nello stimolare negli allievi il formarsi della capacità di giudicare il valore di un testo (apprezzamento critico) di modo che diventi un suo possesso ed entri a fare parte della propria identita culturale (appropriazione personale).

Tra le tecniche che aiutano l’allievo a riflettere sul valore di un testo sono solitamente annoverate le seguenti procedure

  • la variante della “scelta multipla” in cui tutte le risposte risultano valide;
  • il ranking.

Nell’esecuzione di quest’ultima procedura l’allievo deve collocare in una successione gerarchica o ranking i giudizi che per lui meglio definiscono un dato testo collocando man mano nella graduatoria anche gli altri giudizi

Le abilità interlinguistiche

Si è già detto che le abilità linguistiche di tipo ‘produttivo’ sono considerate quelle che consentono di sapere parlare e di saper scrivere

Sono di due tipi

A. Abilità intralinguistiche → si realizzano all’interno di un’unica lingua

Per le lingue classiche presuppongono una padronanza linguistica non prevista nelle nostre scuole, senza contare il fatto che le lingue classiche vivono ormai nella dimensione essenzialmente scritta (un’eccezione potrebbe essere costituita dal dettato che,nell’insegnamento del greco, ha una pura funzione di fissazione ortografica).

B. Abilità interlinguistiche → mettono in gioco due lingue

Coinvolgono quindi sia la lingua materna, di partenza, che la lingua seconda, la lingua che si sta studiando.

Parafrasi

La parafrasi e il riassunto sono abilità interlinguistiche ma interessano anche le abilità intralinguistiche.

Possono risultare di utilità anche nell’apprendimento delle lingue seconde e classiche.

La parafrasi si realizza quando si produce un testo che ha lo stesso significato e una struttura parallela a quelli di un testo di partenza, divergendone però sul piano lessicale e morfosintattico.

Anche se il testo di partenza è un dialogo, la parafrasi non comporta l’uso del discorso diretto.

La parafrasi sviluppa

a) la competenza lessicale: richiede infatti l’uso di sinonimi, iperonimi, iponimi, locuzioni, l’esplicitazione dei riferimenti pronominali, delle metafore, ecc;

b) l’aspetto sintattico: a ragione dell’eliminazione del discorso diretto.

Parafrasi (segue)

Nella tradizione scolastica italiana la parafrasi è quasi esclusivamente ridotta alla resa in prosa di testi poetici del passato.

Essa è quasi assente nell’insegnamento delle lingue straniere anche se, come si ripete da più parti, parafrasare equivale a pensare in lingua straniera.

Lo sviluppo del processo di parafrasi può essere perseguito in diversi modi, come si è visto in precedenza.

a) esecuzione di parafrasi di testi fino ad arrivare alla stesura di veri e propri testi paralleli, che però usano lessico e morfosintassi in modo diverso rispetto al testo originale.

Per l’esecuzione della procedura sarebbe preferibile non utilizzare testi di tipo letterario.

Riassunto

Per riassunto si intende: dato un testo orale o scritto di partenza, l’allievo deve produrre un testo orale o scritto riprendendo i nuclei essenziali e disponendoli in sequenza temporale, causale, ecc.

Il riassunto può essere di dimensione libera o prefissata.

Questa abilità opera a livello cognitivo prima ancora che linguistico:

  • richiede la comprensione dei nuclei informativi;
  • la loro gerarchizzazione;
  • la scelta delle informazioni;
  • la scelta del tipo di sequenza da usare.

La serie di azioni che entrano in gioco spiega per quale ragione il riassunto è una abilità complessa.

La tecnica risulta anche assai utile perché coinvolge la globalità dei processi cognitivo-linguistici.

Quale tipologia di testi ‘riassumere’?

Il primo problema che si pone all’insegnante è quello della scelta di un testo appropriato.

I testi narrativi o contenenti una descrizione di eventi o argomentativi in genere si prestano bene al riassunto.

I testi descrittivi o tecnici o manualistici o letterari o poetici spesso non possono essere riassunti del tutto.

Nella prassi scolastica italiana il riassunto è scritto.
Se, però, si intendono rafforzare i processi cognitivi, può essere preferibile partire da testi orali e produrre riassunti orali.

Questa variante, per l’insegnamento del greco, può essere tentata dopo una fase di intensa preparazione e studio del testo di partenza, preferibilmente non particolarmente esteso.

Le tecniche per insegnare a riassumere

Contrazione del testo: individuazione delle sezioni del testo ridondanti e accessorie.

Riduzione del testo: ha carattere quantitativo (può consistere, per esempio, nell’eliminare il 50 per cento del testo).

Riassunto a incastro: data una lista delle informazioni presenti in un testo elencate in ordine casualegli allievi devono verificare se nella lista manchi qualche informazione rilevante, che va inserita, o se ne compaiono di accessorie, che vanno eliminate.

Dicto-comp: o “riassunto guidato”.

Riassunto a lunghezza fissa: questa tecnica chiede agli allievi un riassunto di un numero fisso di righe o di parole e serve per affinare il processo di selezione.

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