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Paolo Macry » 25.L'Italia liberale fino alla crisi di fine secolo


Il nuovo stato e la costruzione della nazione

La classe politica

  • La classe politica del neonato Regno d’Italia divisa tra i due principali schieramenti liberali della
    • Destra storica, al governo dal 1870 al 1876, formata da liberali moderati di matrice cavouriana, in buona parte aristocratici, proprietari terrieri (piemontesi, toscani, lombardi, emiliani) intrisi di paternalismo e di alta moralità pubblica
    • Sinistra storica, al governo a partire dal 1876, formata da liberali progressisti, ex democratici mazziniani e garibaldini convertiti alla monarchia, esponenti generalmente di una borghesia cittadina, favorevoli ad un ampliamento della base sociale del nuovo stato e quindi ad un allargamento del suffragio
  • Mancanza di una effettiva differenza profonda tra i due schieramenti, politicamente opposti, rappresentanti di una élite di notabili legati, per lo più, ad interessi locali e a rapporti clientelari
  • Conseguente assenza di una moderna dialettica politica tra partiti differenti

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, cap. 13

Il nuovo stato e la costruzione della nazione

Aspetti e strategie nella costruzione del nuovo stato

  • Eterogeneità della società italiana come fattore condizionante le forme dello stato nazionale
  • Affossamento delle iniziali intenzioni di decentramento a favore di un deciso centralismo politico e amministrativo ⇒ il prefetto
  • Istituzione della scuola elementare pubblica gratuita (legge Casati 1859) – Permanenza di un elevato tasso di analfabetismo in molte zone d’Italia – Limiti della legge Casati e sua successiva modifica attraverso la legge Coppino (1877)
  • Assenza di un autonomo potere giudiziario

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.1, 13.2

Il nuovo stato e la costruzione della nazione

Aspetti e strategie nella costruzione del nuovo stato

  • Adozione dello Statuto Albertino come costituzione del Regno d’Italia – Ampi poteri della monarchia sabauda – Importante ruolo dell’esercito
  • Formazione del parlamento italiano su base bicamerale:
    • senato, di nomina regia
    • camera dei deputati, a suffragio maschile estremamente limitato ⇒ base elettorale pari al 2% della popolazione (7% dei maschi adulti) – Successivo limitato allargamento con la riforma elettorale di Depretis del 1882 (7% della popolazione)
  • Introduzione del servizio militare obbligatorio

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.1, 13.2

Il nuovo stato e la costruzione della nazione

Scelte di politica economica e fiscale

  • Costituzione di un mercato unico nazionale e politica economica del libero scambio della Destra ⇒ crollo dei pochi centri produttivi del Meridione sviluppatisi attraverso il protezionismo e la committenza dello stato borbonico
    • Delinearsi della questione meridionale
  • Pesante fiscalismo, attraverso l’aumento delle imposte dirette e specialmente indirette, finalizzato al pareggio del bilancio ⇒ tassa sul “macinato”
  • Potenziamento della rete di comunicazione, in particolare delle ferrovie, attraverso un forte intreccio tra affari e politica a favore di gruppi finanziari privati
  • Progressivo divergere tra paese “legale” e paese “reale”

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.2

Brigantaggio tra protesta sociale e “guerra civile”

  • Disagio delle masse rurali del Meridione di fronte alla politica del nuovo stato
  • Dilagare del brigantaggio nel Mezzogiorno continentale con il sostegno di forze legittimiste borboniche e clericali (1860-66)
  • Guerra contro il brigantaggio attraverso l’impiego dell’esercito e la proclamazione dello stato d’assedio – Altissimi costi umani nella repressione del brigantaggio
  • Moti nell’Italia centrosettentrionale contro la tassa sul macinato (1869)

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.2

Completamento dell’unificazione nazionale e “questione romana”

  • Annessione del Veneto attraverso la “terza guerra d’indipendenza (guerra austro-prussiana, 1866)
  • “Questione romana” (cfr. Lez. 14.9)
    • Dalla Convenzione di settembre (spostamento della capitale da Torino a Firenze, 1864) alla conquista di Roma (settembre 1870)
  • Rifiuto del papa di riconoscere lo stato italiano e di accettare la legge delle “guarentigie” (1871)
    • Proclamazione di Pio IX del non expedit ⇒ divieto per i cattolici italiani di partecipare alle elezioni politiche e amministrative

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.2

La Sinistra storica al potere

  • Raggiungimento del pareggio del bilancio e perdita della maggioranza da parte della Destra storica (marzo 1876)
  • Inizio dei governi della Sinistra storica con Depretis
    • Il programma di Stradella: obbligatorietà dell’istruzione elementare, allargamento del suffragio, decentramento amministrativo ed elettività dei sindaci, diminuzione e redistribuzione del carico fiscale con abolizione della tassa sul macinato
    • Attuazione solo parziale e contraddittoria di tale programma

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.3

Il trasformismo come prassi politica della Sinistra storica

  • Ricerca di maggioranze governative “allargate” con l’appoggio di elettori e parlamentari dello schieramento politico opposto
  • Cooptazione di differenti gruppi d’interesse e dissoluzione delle differenze ideologiche e programmatiche tra Destra e Sinistra
  • Perdurante ristrettezza delle basi sociali dello Stato e aggregarsi del ceto dirigente intorno al partito “ministeriale”
  • Alleanza della maggior parte delle forze moderate, emarginazione delle forze conservatrici reazionarie e della nuova sinistra, i democratici-radicali dell’Estrema di Felice Cavallotti e il nascente movimento socialista

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.3

Politica economica della Sinistra

  • Abbandono del liberismo e svolta protezionistica
  • Introduzione e adozione sistematica di tariffe doganali (1887-1921) a protezione e a vantaggio dell’industria tessile e siderurgica (in particolare contro la potente concorrenza inglese e tedesca) e della produzione granaria di tipo estensivo, particolarmente radicata nei latifondi meridionali (contro la concorrenza delle ingenti importazioni di cereali americani a basso costo)

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.3

Politica economica della Sinistra

Luci e ombre della politica d’intervento statale nell’economia:

  • rafforzamento strutturale dell’economia e nascita della prima moderna industria siderurgica italiana
  • ingente afflusso finanziario straniero (in particolare tedesco)
  • successivo riordino del sistema bancario italiano attraverso la centralizzazione delle banche di emissione e la diffusione delle banche miste
  • inizio delle tensioni commerciali con altri paesi, in particolare con la Francia
  • forte danno all’economia agricola italiana più avanzata (basata sull’agricoltura intensiva) dei produttori/esportatori (in particolare meridionali) di vino, olio e agrumi
  • accentuazione del dualismo nello sviluppo dell’Italia ⇒ cristallizzarsi della „questione meridionale”
  • progressivo aumento del fenomeno dell’emigrazione oltreoceano

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.3

Questione sociale

  • Inchieste parlamentari sulla realtà economico-sociale dell’Italia e prime analisi della questione meridionale da parte di intellettuali come Villari, Fortunato, Franchetti, Sonnino
    • Inchiesta agraria Jacini (1877-1886)
    • Emergere dell’arretratezza del tessuto sociale italiano, caratterizzato da sottoalimentazione, miseria, malattie endemiche (malaria, pellagra, tubercolosi) e alta mortalità infantile
  • Inadeguatezza delle risposte offerte dalla classe politica e crescenti tensioni sociali

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.4

Questione sociale e sviluppo del movimento operaio e del socialismo

  • Prime organizzazioni del mondo del lavoro tra mutualismo e Internazionale dei lavoratori
  • Matrici anarchiche bakuniniane del primo movimento socialista italiano
  • Rivendicazioni economiche, sindacali e normative dei primi partiti operai italiani: aumento salariale, riduzione della giornata lavorativa a otto ore, tutela del lavoro femminile e minorile
  • Diffusione negli ultimi decenni del’Ottocento di leghe bracciantili, in particolare nella Pianura Padana, e di movimenti sindacali urbani
  • Nascita del Partito dei lavoratori italiani (1892), ad opera di Labriola e di Turati, successivamente Partito Socialista Italiano

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.4

Questione sociale e sviluppo del movimento cattolico

  • Dall’intransigentismo cattolico dell’Opera dei Congressi al mutualismo e cooperativismo solidaristico e interclassista di matrice cattolica
  • L’enciclica Rerum Novarum (1891) di Leone XIII e la dottrina sociale della Chiesa
  • Sviluppo del cattolicesimo sociale e del sindacalismo “bianco” accanto al cattolicesimo liberale di matrice risorgimentale

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.4

Il “democraticismo autoritario” dell’età crispina

I governi di Francesco Crispi (1887-91 e 1893-96) tra riformismo modernizzatore e centralismo autoritario:

  • riforma dell’ordinamento comunale e provinciale in senso decentrato e contemporaneo rafforzamento del potere esecutivo
  • riforma igienico-sanitaria
  • riforma della pubblica sicurezza: limitata garanzia della libertà di riunione e misure preventive e coercitive contro le “classi pericolose alla società”
  • riforma del codice penale ad opera di Zanardelli: abolizione della pena di morte e abolizione del divieto di sciopero
  • riforma delle istituzioni pubbliche di beneficienza ⇒ ulteriore limitazione del potere ecclesiastico e completamento della laicizzazione degli istituti di assistenza controllati dal clero ⇒ tensioni tra Stato e Chiesa

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.5

Crispi tra velleità coloniali e repressioni interne

  • Rafforzamento della politica triplicista (⇒ Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria, 1882) per l’avvio di una politica di potenza e colonialista antifrancese
  • Ripresa dell’espansionismo coloniale nel Corno d’Africa, già iniziato da Depretis (Assab, 1882, e Massaua,1885, sul Mar Rosso), attraverso il trattato di Uccialli (1889) con il negus Menelik per la formalizzazione del possesso coloniale dell’Eritrea e il tentativo di penetrazione in Etiopia
  • Forte aumento delle spese militari e rovinosa sconfitta di Adua (1896) ad opera delle forze etiopiche di Menelik
  • Esplosioni delle agitazioni sociali in Sicilia, Fasci siciliani, sotto il primo governo Giolitti (1892-93) e atteggiamento moderato e di non intervento da parte giolittiana
  • Ritorno di Crispi al governo e durissima repressione dei Fasci siciliani e dei moti di Lunigiana, scoppiati in Toscana nel gennaio del 1894 – Leggi eccezionali antiliberali in funzione soprattutto antisocialista
  • Sostanziale affossamento del programma di riforme sociali di Crispi

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.5

Crisi di fine secolo e tentativo di svolta reazionaria e autoritaria

  • Rafforzamento delle forze di opposizione in parlamento dopo la caduta di Crispi e risposta repressiva e di rafforzamento dell’esecutivo da parte del governo Di Rudinì in linea con l’atteggiamento del re Umberto I
  • Proposta di Sonnino, nell’articolo Torniamo allo Statuto, di abbandono della prassi parlamentare e di ripristino dei poteri della Corona
  • Risposta in senso conservatore o autoritario delle classi dirigenti liberali di fronte all’ascesa di vaste forze sociali e politiche a base popolare

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.6

Crisi di fine secolo e tentativo di svolta reazionaria e autoritaria

  • Acuirsi della crisi economica nel 1898 e aumento del prezzo del pane ⇒ ondata di proteste e agitazioni in tutta Italia
  • Violenta repressione contro la folla in protesta a Milano (maggio) da parte del generale Bava Beccaris ⇒ Strage con 80 morti e centinaia di feriti
  • Proclamazione dello stato d’assedio in molte province e arresto di migliaia di esponenti delle forze di opposizione
  • Scioglimento del parlamento e nomina a capo di governo del generale Pelloux – Prosecuzione della linea repressiva e riproposizione delle leggi di restrizione delle libertà statutarie
  • Ostruzionismo ad oltranza da parte dei deputati dell’Estrema e forte resistenza contro le proposte liberticide – Nuovo scioglimento del parlamento e rafforzamento della sinistra e dei socialisti nelle nuove elezioni
  • Governo Saracco e uccisione di Umberto I a Monza da parte dell’anarchico Gaetano Bresci (29 luglio 1900)
  • Il nuovo re Vittorio Emanuele III affida il governo a Zanardelli (1901-03), eponente di spicco, insieme a Giolitti (ministro degli Interni), della Sinistra costituzionale e progressista
  • Fallimento dell’involuzione reazionaria e autoritaria dello stato liberale

Letture:

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L’Ottocento, par. 13.6

Prossima lezione

Italia giolittiana

  • Caratteri generali dei governi Giolitti
  • Sviluppo industriale e politica economica nell’età giolittiana
  • Sviluppo economico e crescita del divario Nord – Sud
  • Riformismo sociale di Giolitti
  • Limiti e ambiguità del riformismo giolittiano
  • Sistema giolittiano delle alleanze “trasversali”
  • Giolitti tra socialisti e cattolici
  • Politica estera giolittiana e conquista della Libia
  • Crisi del sistema giolittiano

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

T.Detti, G.Gozzini, Storia contemporanea. I. L'Ottocento, Milano, Bruno Mondadori, 2000

R. Romanelli, L'Italia liberale (1861-1900), Bologna, il Mulino, 1979 (approfondimento facoltativo)

Id., Il comando impossibile: Stato e società nell'Italia liberale, Bologna, il Mulino, 1988 (approfondimento facoltativo)

G. Carocci (a cura di), Il trasformismo dall'Unità ad oggi, Milano, Unicopli, 1992 (approfondimento facoltativo)

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