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Paolo Macry » 10.Tendenze. Guerra


La guerra rivoluzionaria

Già nella Francia della Grande Rivoluzione, l’identità nazionale si costruisce anche sulla coppia amico/nemico:

  1. i nemici interni della nazione rivoluzionaria (il clero, i nobili)
  2. i nemici esterni, ovvero gli stati che sono contro la nazione rivoluzionaria

Lo Stato-nazione francese ha una forte spinta alla guerra. E si tratta di una guerra diversa dagli usuali conflitti dell’Antico Regime tra dinastie e tra eserciti professionali.

Le guerre dello Stato-nazione sono guerre di popolo, fenomeni di massa:

  • alla vigilia della rivoluzione, l’esercito regio della Francia conta 200.000 uomini
  • tra 1800 e 1814, vengono mobilitati 2,4 milioni di francesi

Le guerre diventano ideologiche: la Francia combatte per difendere/esportare la rivoluzione, convinta che le proprie ragioni morali siano superiori a quelle dei suoi nemici.

Guerra tra Stati nazionali

La guerra che scoppia nel 1914 non è soltanto conflitto geopolitico tra Stati (Russia vs. Austria-Ungheria, ad es.). E’ anche conflitto tra identità nazionali (francesi vs. tedeschi, ecc.)

Nella Grande Guerra, si trovano cioè mescolati i temi classici della guerra tra Stati e i nuovi temi della guerra tra nazioni.

Per la prima volta, un grande conflitto viene combattuto da/tra Stati nazionali.

Letture:

B.H. Liddell Hart, La prima guerra mondiale 1914-1918, Rizzoli, 1968

P. Fussel, La grande guerra e la memoria moderna, Il Mulino 1984

Guerra tra economie nazionali

La guerra del 1914-18 è anche guerra tra economie nazionali, il precipitato di un ciclo di progressiva chiusura del mercato internazionale secondo confini statuali (che ormai sono avvertiti come confini nazionali).

In questo senso, la crescita dell’economia della Germania si confonde con la crescita della sua potenzialità geopolitica (identificazione tra Stato ed economia) e con la minaccia di una espansione della nazione tedesca (identificazione tra Stato e nazione).

Stato, nazione ed economia nazionale sono ormai un tutto unico.

Guerra di masse nazionalizzate

La guerra assume subito un’enfasi nazionale mai vista prima e questa enfasi presenta caratteri inusitatamente popolari.

La “comunità di agosto” è un fenomeno di massa, che vede, nell’estate del 1914, all’indomani dello scoppio del conflitto, folle esultanti nelle piazze delle città europee, stazioni piene di soldati in partenza e di bandiere al vento, valanghe di scritti patriottici dall’una e dall’altra parte.

Intere popolazioni sembrano dare la propria adesione entusiasta alla chiamata alle armi, a dimostrazione di quanto intensamente la “religione della patria” sia diventata un linguaggio comune e una forma di identità collettiva

L’assenso degli stessi partiti socialisti alla scelta bellica dei rispettivi governi è il segno di una comunità nazionale che (finalmente, dirà un raggiante Guglielmo II) sembra unita e coesa.

Il 1914-18 è un conflitto tra popolazioni nazionalizzate, tra masse di contadini diventati cittadini. E, com’era accaduto per il “prototipo” delle guerre napoleoniche, sarà un grande massacro, un continuo confrontarsi di fanterie, un enorme dispendio di vite. Ivi comprese le vite delle popolazioni civili: anche il fronte interno pagherà alla Grande Guerra un prezzo eccezionalmente alto.

Prossima lezione

Gli eventi del primo Ottocento. Francia e Gran Bretagna

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

B.H. Liddell Hart, La prima guerra mondiale 1914-1918, Rizzoli, 1968

P. Fussel, La grande guerra e la memoria moderna, Il Mulino 1984

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