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Lucia Valenzi » 12.Decolonizzazione e Medio Oriente


La battaglia di Dien Bien Phu

Ferhat Abbas, il leader algerino, commenta così la vittoria dei Viet Minh sui francesi nel 1954 a Dien Bien Phu: «… non è soltanto una vittoria militare… ma un simbolo. È l’affermazione dell’uomo asiatico e africano di fronte all’uomo europeo. È la conferma dei diritti umani su scala universale. A Dien Bien Phu, la Francia ha perso l’unica legittimazione della sua presenza, vale a dire il diritto del più forte».

Il generale Giap e Ho Chi Minh nel 1942. Fonte: Wikipedia.

Il generale Giap e Ho Chi Minh nel 1942. Fonte: Wikipedia.


La decolonizzazione

Nel corso del processo di decolonizzazione degli anni Sessanta nascono ben 100 nuovi Stati. La guerra mondiale ha indebolito le potenze europee e agevolato nuove tensioni sociali nelle colonie. Un altro elemento è la “bomba ” demografica: la popolazione di questi paesi raggiungerà alla fine del secolo  l’85% della popolazione mondiale.

Paesi per densità di popolazione. Fonte: Wikipedia.

Paesi per densità di popolazione. Fonte: Wikipedia.


Decolonizzazione o neocolonialismo?

All’autonomia e all’indipendenza politica raggiunta non corrisponde una reale autonomia economica. Le ex colonie restano a lungo in una situazione di sottosviluppo e di dipendenza dalla “madrepatria”. Nasce l’espressione Terzo Mondo.

Paesi per grado di sviluppo. Fonte: Wikipedia.

Paesi per grado di sviluppo. Fonte: Wikipedia.


Problemi del terzo Mondo

Tra i motivi del perpetuarsi del cosidetto scambio ineguale economico tra i paesi ex coloniali e i paesi ricchi vi è, tra l’altro, l’artificiosa divisione delle frontiere e la mancata differenziazione delle colture. Tra i motivi politici il potere di una borghesia corrotta (compradora) e l’assenza di democrazia.

La divisione dell’India nel 1947: si noti il Pakistan con due territori molto distanti. Fonte: Wikipedia.

La divisione dell'India nel 1947: si noti il Pakistan con due territori molto distanti. Fonte: Wikipedia.


La conferenza dei “non allineati”

Nel 1955 si riuniscono a Bandung (Indonesia) alcuni leader dei movimenti di liberazione: l’India con Nehru, l’Egitto con Nasser, e Tito, dittatore della Jugoslavia che avrebbe dovuto far parte del blocco sovietico. Viene lanciata la proposta politica, in realtà presto fallita, dei “non allineati”, che non aderiscono né al blocco sovietico, né a quello americano.

In azzurro chiaro i semplici osservatori del movimento dei non allineati. Fonte: Wikipedia.

In azzurro chiaro i semplici osservatori del movimento dei non allineati. Fonte: Wikipedia.


Gandhi

Nel 1947 l’India è il primo paese a conquistare l’indipendenza dagli inglesi, dopo una lunga lotta iniziata già negli anni Venti, sotto la guida del politico e pensatore Gandhi, detto il Mahatma, teorico del metodo della disobbedienza civile non violenta.

Mahatma Gandhi (1869-1948) durante la marcia contro la tassa del sale nel 1930.

Mahatma Gandhi (1869-1948) durante la marcia contro la tassa del sale nel 1930.


La guerra di Algeria

In molti paesi autonomia e indipendenza si sono ottenuti piuttosto rapidamente. In Algeria invece la guerra è durata ben otto anni: dal 1954 al 1962. La presenza di oltre un milione di coloni francesi, chiamati in maniera dispregiativa pieds noirs, rende difficile il disimpegno del governo della madrepatria e ambigua la posizione della sinistra francese.

Spezzoni da “La battaglia d’Algeri”

Barricate dei francesi di Algeria nel 1960. Fonte: Wikipedia.

Barricate dei francesi di Algeria nel 1960. Fonte: Wikipedia.


FLN e OAS

Gli indipendentisti del Fronte di Liberazione nazionale utilizzano la guerra di guerriglia, con gruppi partigiani che hanno base nella parte storica, araba delle città: la Medina. Attentati terroristici in Francia vengono organizzati dall’OAS dei francesi di Algeria. Dopo avere usato metodi violenti di repressione, e anche la tortura, la Francia di De Gaulle concede l’indipendenza.

Film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri. Fonte: Wikipedia.

Film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri. Fonte: Wikipedia.


Il “socialismo” nei paesi ex coloniali

Alcuni gruppi dirigenti dei paesi del Terzo Mondo si dichiarano socialisti ed entrano nell’orbita sovietica. Si tratta in realtà di accentramento e statalizzazione dell’economia per uscire a marce forzate dal sottosviluppo. È anche il caso della Cina dove Mao Tse Tung interpreta il marxismo con un linguaggio aderente al mondo contadino.

Mao Tse Tung (1893-1976). Fonte: Wikipedia.

Mao Tse Tung (1893-1976). Fonte: Wikipedia.


La rivoluzione cinese

In Cina nel 1948, dopo lunghi scontri con il partito nazionalista Kuo Min Tang, Mao con la Lunga Marcia vince e esilia a Taiwan Chang Kai Shek. Si alternano periodi di apertura democratica, come quella dei “Cento fiori”, a periodi di irrigidimento e di forzata industrializzazione, come il “Grande Balzo”.

Mao proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese l’1 ottobre 1949. Fonte: Wikipedia.

Mao proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese l'1 ottobre 1949. Fonte: Wikipedia.


Arabi e Islam

Per Arabi intendiamo l’etnia delle tribù che con Maometto nell’VIII secolo dall’Arabia conquistarono parte del Medio Oriente e tutta l’Africa del Nord. La religione islamica è invece diffusa in maniera molto più ampia, anche in Asia. Il più grande paese islamico ad esempio è l’Indonesia.

Diffusione della religione islamica. Fonte: Wikipedia.

Diffusione della religione islamica. Fonte: Wikipedia.


Crisi di Suez

Il leader nazionalista egiziano Nasser, nel 1956, nazionalizza il canale di Suez. Francia e Gran Bretagna reagiscono, ma la breve guerra si conclude con il loro ritiro. Nasser dovrà comunque farsi aiutare dalle potenze occidentali per la costruzione della diga di Assuan.

Gamal Abd El-Nasser alla cerimonia d’inaugurazione dell’Alta Diga di Assuan, con il Primo Ministro sovietico Nikita Krusciov. Fonte: Wikipedia.

Gamal Abd El-Nasser alla cerimonia d'inaugurazione dell'Alta Diga di Assuan, con il Primo Ministro sovietico Nikita Krusciov. Fonte: Wikipedia.


L’Iran

Politici più aperti e lungimiranti del Terzo Mondo sono stati spesso assassinati, come Lumumba in Congo o Sakura in Burkina Faso. In Iran Mossadeq che ha nazionalizzato il petrolio viene deposto con un colpo di stato nel 1953, organizzato dallo Scià in accordo con le grandi compagnie petrolifere, le cosiddette “sette sorelle”. Nel 1979 l’integralista Komeini guiderà la rivoluzione islamica.

L’Ayatollah Khomeini (1902-1989). Fonte: Wikipedia.

L'Ayatollah Khomeini (1902-1989). Fonte: Wikipedia.


L’integralismo islamico

Una possibile interpretazione della forte spinta verso il fondamentalismo religioso negli anni Settanta è la relazione del fenomeno con la protesta sociale. Le classi dirigenti dei paesi ex coloniali fanno per lo più proprie lingue e costumi occidentali, mentre le grandi masse dei diseredati o dei giovani che vivono una crisi d’identità si rivolgono alle tradizioni religiose.

Pellegrinaggio alla Mecca. Fonte: Wikipedia.

Pellegrinaggio alla Mecca. Fonte: Wikipedia.


Medio Oriente

L’interesse delle potenze occidentali per il territorio del Vicino Oriente risale all’inizio del XX secolo ed è dovuto alla grande ricchezza di giacimenti di petrolio. L’Inghilterra cerca di sfruttare contemporaneamente gli interessi della popolazione araba e quelli dei gruppi di ebrei europei, che raggiungono la Palestina spinti dall’ideologia sionista per fuggire dalla persecuzione antisemita.

Zone di influenza in Medio Oriente nel 1916. Fonte: Wikipedia.

Zone di influenza in Medio Oriente nel 1916. Fonte: Wikipedia.


La dichiarazione di Balfour

La dichiarazione del 1917 del premier britannico Balfour è la chiara espressione dell’ambiguità della posizione inglese. Si dice che la Gran Bretagna «guarda con favore all’instaurazione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico… Non verrà fatto nulla che possa arrecare danno ai diritti civili e religiosi delle collettività non ebraiche esistenti in Palestina».

Insediamenti ebraici nel 1947. Fonte: Wikipedia.

Insediamenti ebraici nel 1947. Fonte: Wikipedia.


La costituzione dello Stato di Israele

Dopo la seconda guerra mondiale le potenze occidentali favoriscono la nascita di Israele, che viene dichiarata da Ben Gurion nel 1948. Una popolazione come quella ebraica, di cultura occidentale e in grado di gestire uno stato moderno e tecnologicamente avanzato, può rappresentare una valida “testa di ponte” per il controllo della zona mediorientale.

A Tel Aviv Ben Gurion annuncia la nascita di Israele. Sulla parete il ritratto di Theodor Herzl teorico del sionismo. Fonte: Wikipedia.

A Tel Aviv Ben Gurion annuncia la nascita di Israele. Sulla parete il ritratto di Theodor Herzl teorico del sionismo. Fonte: Wikipedia.


Conflitto arabo-israeliano

Gli Stati arabi uniti in una Lega attaccano nel 1948 Israele, che però li respinge e allarga il suo territorio. I palestinesi si uniranno nell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina solo nel 1964, con a capo Arafat, la cui formazione Al-Fatah alternerà disponibilità alla trattativa e ricorso alle armi.

Yasser Arafat (1929-2004). Fonte: Wikipedia.

Yasser Arafat (1929-2004). Fonte: Wikipedia.


La guerra dei sei giorni

Dopo altri conflitti, nel 1967 e in soli sei giorni, Israele attacca da un lato l’Egitto, occupando il Sinai e la striscia di Gaza, dall’altro Gerusalemme e la Cisgiordania, e infine le alture del Golan contro la Siria. L’ONU con la risoluzione n.242 chiede a Israele il ritiro dai territori occupati in cambio del suo riconoscimento da parte degli Stati arabi.

Fonte: Wikipedia.

Fonte: Wikipedia.


Il terrorismo

Gli Stati arabi mentre si presentano come difensori della causa palestinese non li aiutano concretamente. In Giordania nel 1970 i palestinesi che minacciano il potere monarchico vengono massacrati (il Settembre Nero). Iniziano a fronteggiarsi i gruppi terroristici e i servizi segreti israeliani (il Mossad). L’episodio più eclatante è l’attentato agli atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco del 1972.

Munich

Memoriale delle vittime sul sito dell’attacco al Munich Olympic Park. Fonte: Wikipedia.

Memoriale delle vittime sul sito dell'attacco al Munich Olympic Park. Fonte: Wikipedia.


La guerra del Kippur

Nel 1973 Egitto e Siria tentano un attacco a sorpresa credendo di poter approfittare della festa ebraica dello Yom Kippur. L’attacco viene respinto, ma comincia ad affermarsi la necessità di trattative di pace. Nel 1978, sotto l’egida degli Stati Uniti, vengono firmati gli accordi di Camp David tra il premier egiziano Sadat e l’israeliano Begin.

Il Presidente Carter fra Begin e Sadat a Camp David. Fonte: Wikipedia.

Il Presidente Carter fra Begin e Sadat a Camp David. Fonte: Wikipedia.


Il massacro di Sabra e Chatila

Nel 1982 nel Libano dilaniato da conflitti interni e terrorismo avviene il terribile massacro dei palestinesi dei campi profughi di Sabra e Chatila, sotto lo sguardo complice delle truppe israeliane guidate dal generale Sharon. Arafat va in esilio in Tunisia. La protesta dei palestinesi in Israele si accentua nel 1987: è la prima “Intifada” (rivolta).

Ariel Sharon nato nel 1928, oggi è gravemente ammalato. Fonte: Wikipedia.

Ariel Sharon nato nel 1928, oggi è gravemente ammalato. Fonte: Wikipedia.


La politica di pace di Rabin

Nel 1995 l’assassinio del premier Rabin vanifica gli accordi di Oslo, da lui firmati due anni prima con Arafat, promossi dal presidente degli USA Clinton. Nel 2000 la passeggiata di Sharon sulla Spianata delle moschee di Gerusalemme provoca la seconda Intifada.

Ytzhak Rabin, Bill Clinton e Yasser Arafat, a Oslo il 13 settembre 1993. Fonte: Wikipedia.

Ytzhak Rabin, Bill Clinton e Yasser Arafat, a Oslo il 13 settembre 1993. Fonte: Wikipedia.


Hamas e i kamikaze

Nel 2004 la morte di Arafat e la rivelazione della corruzione della dirigenza palestinese apre una crisi di rappresentanza, grazie alla quale cresce la forza della formazione estremistica di Hamas, che promuove il fenomeno dei terroristi suicidi.

Manifestazione per Hamas a Betlemme. Fonte: Wikipedia.

Manifestazione per Hamas a Betlemme. Fonte: Wikipedia.


Gli insediamenti israeliani

Nel 2003 Sharon sgombra dai coloni la striscia di Gaza a vantaggio dell’intensificazione degli insediamenti in Cisgiordania, dove viene edificato un muro. I più recenti tentativi di trattativa della Road Map per la pace sono per il momento arenati.

La striscia di Gaza. Fonte: CIA Factbook .

La striscia di Gaza. Fonte: CIA Factbook .


I materiali di supporto della lezione

Alain Gresh, Israele Palestina, Torino, Einaudi, 2002.

David, Grossman, La guerra che non si può vincere, Milano, Mondadori, 2003.

J.D. Fage, Storia dell'Africa, SEI 1995.

Raymond F. Betts, La decolonizzazione, Bologna, Il Mulino, 2003.

Joe Sacco, Palestina. Una nazione occupata (graphic novel), Milano, Mondadori 2006.

Si consiglia la visione dei seguenti film:

Valzer con Bashir di Ari Folman (2008).

Un'arida stagione bianca, di Euzhan Palacy (1988).

Persepolis, tratto dal libro di Marjane Satrapi.

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