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Gianfranco Borrelli » 4.Contratto sociale e rappresentanza politica secondo Rousseau, Toqueville e Sieyès


Jean Jacques Rousseau

Cenni biografici

Jean Jacques Rousseau nasce a Ginevra nel 1717 e muore ad Ermenonville in Francia nel 1778.

Le sue principali opere sono:

  • Discorso sulle scienze e sulle arti (1750)
  • Discorso sull’origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini (1755)
  • Emilio o dell’educazione (1762)
  • Il contratto sociale. Principi del diritto politico (1762)
  • Considerazioni sul governo della Polonia (1770-71)
  • Progetto costituzionale per la Corsica (pubblicato postumo, 1765)

La libertà del soggetto

L’uomo è ovunque in catene

Il problema principale di Rousseau è quello di garantire la libertà del soggetto; tale obiettivo costituisce il filo conduttore che collega tutte le sue opere e che assegna alla forma politica dell’associazione la finalità di risolvere la contraddizione fondamentale in cui versa ovunque la vita umana:

“L’uomo è nato libero, ma in ogni luogo egli è in catene. Anche chi si crede padrone degli altri, non cessa tuttavia d’essere più schiavo di loro. Come mai è avvenuto questo cambiamento? Lo ignoro. Che cosa può renderlo legittimo? Credo di poter risolvere questo problema” Contratto Sociale, Libro I.

Il contratto sociale

Il Contratto sociale

Il Contratto sociale (1762) argomenta la necessità di costruire un ordinamento giuridico e istituzionale in grado di preservare la libertà naturale degli uomini, intesa come assenza di sottomissione di ciascuno rispetto ad altri.

A partire dalle prime argomentazioni del trattato, Rousseau pare assolutamente convinto di poter coniugare libertà naturale e giuridica, intendendo quest’ultima come prosecuzione e completamento della libertas originaria, e di poter restituire al soggetto inserito nell’ordine sociale le medesime prerogative dell’uomo di natura.

Il contratto sociale

La sovranità

Rousseau conserva le caratteristiche della definizione di sovranità così come si sono sviluppate a partire dalla riflessione di Bodin e Hobbes.

Bisogna produrre un potere concentrato che consenta di dare voce alla volontà generale: in questo modo, il popolo intero, corpo sociale e morale della nazione, potrà esprimere la propria partecipazione alla funzione deliberativa.

Il contratto sociale

La volontà generale

La volontà generale è la volontà che guarda all’interesse comune, mentre la volontà di tutti è la somma di tante volontà particolari, ciascuna finalizzata a perseguire il proprio privato interesse.

Inoltre, per garantire l’espressione giusta della volontà generale, risultano indispensabili una procedura di alienazione del proprio potere naturale da parte dei singoli soggetti a favore dell’autorità sovrana e l’istituzione di un governo che possa mediare il pratico esercizio di quella volontà generale così costituita.

Rousseau resta convinto del primato del potere legislativo rispetto a quello esecutivo, di governo; peraltro si sforza di indicare pregi e limiti delle diverse forme del governo.

Il contratto sociale

Il legislatore

Rousseau entra in una spirale di difficoltà

  1. nel Contratto sociale cerca una soluzione alternativa a quella contrattualistico-giuridica da cui fare scaturire l’origine delle società politiche;
  2. dall’altro, nel Contratto sociale ricerca una forma di governo che liberi il soggetto dalla trama dell’obbedienza giuridica e si avvicini quanto più possibile ai fondamenti di una comunità naturale.

Appare così la figura del legislatore, cui non compete l’esercizio diretto del potere ma che, tuttavia, interviene attraverso la tecnica della persuasione e con capacità di illustrazione giuridica ad offrire una diversa modalità di governo agli uomini (Contratto sociale, II, 7).

Il mandato imperativo

Il mandato e la rappresentanza

Rousseau intende correggere le procedure della democrazia parlamentare facendo ricorso al mandato imperativo che contrappone al principio di rappresentanza.

La libertà, una volta conquistata, va conservata attraverso una rete di dispositivi – tra essi diete e referendum – e lo strumento di delega politica del mandato imperativo.

Grazie al numero ristretto di soggetti che le costituiscono, le diete possono scegliere liberamente un delegato o commissario cui conferire un mandato che è imperativo perchè obbliga il soggetto prescelto a recare nelle sedi istituzionali alte le istanze indicate come prioritarie dai singoli componenti di ciascuna dieta. Il mandatario è pure obbligato a convocare assemblee periodiche per rendere conto del proprio operato e, ciò che più conta, ad espletare il mandato in tempi definiti per ritornare a svolgere i compiti di cui si occupava prima che il mandato fosse depositato nelle sue mani sicure.

Rousseau espone queste sue idee soprattutto in due opere, le Considerazioni sul governo della Polonia (1770/1771) e nel Progetto di costituzione per la Corsica (1765).

L’Emilio, o dell’educazione

Il soggetto in Rousseau

Rousseau affida alle pagine dell’Emilio (1762) la soluzione delle contraddizioni che aveva cercato di risolvere sul terreno politico del governo degli uomini.

In questa opera, egli lascia definitivamente cadere i presupposti del giusnaturalismo etico e politico; nell’Emilio, infatti, la modalità di costituzione del soggetto cade decisamente fuori dallo spazio giuridico, artificiale e fittizio, che sorregge l’impianto del contratto: il soggetto giuridico e l’uomo di ragione sono l’uno l’immagine speculare dell’altro. Queste figure, prodotti normali della civiltà occidentale, vengono educati e formati attraverso pratiche di obbedienza, attive ed operanti in tutti i campi, il cui unico scopo è rendere il soggetto stesso disciplinato inquadrandolo in un contesto di vita determinato a priori.

Ad Emilio vengono invece insegnate libertà e autonomia: è soggettività nuova, diversa e cosmopolita, perché priva di certificato di nascita e di competenze conseguite nelle istituzioni civili. La mancanza di status giuridico fa di lui un soggetto che nessuna forma di potere potrà mai inquadrare e disciplinare secondo modalità precostituite.

Il governo rappresentativo

La rivoluzione americana

La rivoluzione nell’America del Nord segna l’avvio di una sperimentazione che avrà uno sviluppo straordinario in tutte le nazioni occidentali. Si tratta dell’esercizio del governo rappresentativo, il cosiddetto modello Republic, che a modo di vedere dei teorici del Federalist – Hamilton, Madison e Jay – costituisce l’eccellenza del governo repubblicano.

Le caratteristiche tutte nuove di questo risultato recente della scienza politica sono definite con chiarezza: l’ordinata ripartizione dei diversi poteri, l’introduzione di freni e di misure riequilibranti del potere legislativo, l’istituzione della funzione autonome di corti giudiziarie, l’elezione di deputati con il metodo rappresentativo (Federalist, 9).

Quest’ultimo punto viene a costituire l’elemento principale di consapevole differenza rispetto alla forma di governo della democrazia pura, che viene denunciata come irrealizzabile e comunque pericolosa poiché non è strumento idoneo a controllare le passioni emotive dei cittadini.
Howard Chandler Christie, Scene at the signing of the Constitution of the United States, 1940, Camera dei Deputati (Capitol Hill)

I testi della:

Costituzione Americana

Il federalist

Howard Chandler Christie, Scene at the signing of the Constitution of the United States

Howard Chandler Christie, Scene at the signing of the Constitution of the United States


Il governo rappresentativo

L’abate di Sieyès

Joseph-Emmanuel Sieyes, abate e presidente dell’Assemblea Nazionale nella Francia rivoluzionaria del 1790, interviene a difesa della monarchia offrendo un importante contributo di pensiero che ha come obiettivo principale la limitazione del potere legislativo.

Egli argomenta la necessità di dare vita ad una forma di governo rappresentativo che possa solidamente costituire un sistema legislativo tramite rappresentanza. In questo modo egli rivendica il diritto di partecipazione alla formazione della legge da parte del maggior numero di cittadini: tuttavia non attraverso la partecipazione immediata secondo le procedure della vera democrazia, ma tramite un concorso indiretto, rappresentativo.

Ritratto di Emmanuel Joseph Sieyès, Jacques-Louis David (1817)

Ritratto di Emmanuel Joseph Sieyès, Jacques-Louis David (1817)


Il governo rappresentativo

Emmanuel Joseph Sieyes

Al potere legislativo organizzato in questo modo bisogna affiancare l’autonomia del potere esecutivo, ed in particolare di quel potere costituente che viene chiamato a dare le leggi fondamentali allo stato.

Viene dunque teorizzata la distinzione tra potere costituente, che dà vita alle norme costituzionali, e potere costituito, che opera ordinariamente attraverso il potere legislativo nel rispetto di quelle regole fondamentali.

Questo dispositivo complesso – che la civile Inghilterra ignora – dovrebbe porre rimedio agli attentati da parte del potere esecutivo.

Il governo rappresentativo

Alexis de Tocqueville – la Democrazia in America

Alexis de Tocqueville dedica il secondo libro della Dèmocratie en Amérique (1835-40) agli influssi che la tendenza inarrestabile della democrazia sociale agisce su sentimenti, costumi e idee dei cittadini americani. Questi cittadini sono attratti innanzitutto dall’amore per l’uguaglianza. Questa passione principale mette in secondo piano l’attenzione per la libertà: di qui la preoccupazione che gli interessi più immediati per il benessere materiale ed economico stimolato dalla ricerca dell’uguaglianza possano procurare di fare distogliere lo sguardo dalla difesa della libertà, che è valore che richiede l’impegno più difficile di una cura assidua e continua.

La democrazia dell’uguaglianza – destinata a diffondersi ovunque – comporta rischi molteplici:

  • la frantumazione della vita sociale,
  • l’individualismo diffuso,
  • il perseguimento di un’omogeneità sociale che rischia di diventare omologazione dei comportamenti.

Tutto questo può avere come esito complessivo l’affermazione di forme di dispotismo e la perdita della libertà politica.

Prossima lezione

Lavoro produttivo e critica dell’economia politica secondo Karl Marx: dal potere politico al primato del pubblico potere

I materiali di supporto della lezione

Testo della quarta lezione

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