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Gianfranco Borrelli » 5.Lavoro produttivo e critica dell'economia politica secondo Karl Marx


Lavoro produttivo e critica dell’economia politica secondo Karl Marx: dal potere politico al primato del pubblico potere

Karl Marx: cenni biografici

  • Karl Marx nasce a Treviri in Germania nel 1818 da una famiglia ebraica di ampia cultura. Si laurea in filosofia a Jena con una tesi sulla Differenza fra la Filosofia della Natura di Democrito e quella di Epicuro ed è fortemente influenzato dall’opera di G.W.F. Hegel (1770-1831).
  • Dal 1842 al 1843 lavora come giornalista alla “Gazzetta Renana” e pubblica la Critica alla Filosofia del Diritto di Hegel (1843) con la quale prende definitivamente le distanze dall’idealismo filosofico tedesco.
  • Nel 1844 si trasferisce a Parigi e dal 1849 vive a Londra dove all’intensa attività di studio e di ricerca affiancò un altrettanto intesa attività militante e di organizzazione politica. Tra le moltissime opere pubblicate è importante indicare almeno: i Manoscritti Economico-Filosofici (1844); La Sacra famiglia (1845), L’Ideologia Tedesca (1845), il Manifesto del Partito Comunista (1848) scritti con Friedrich Engels (1820-1895); i Lineamenti Fondamentali della Critica dell’Economia Politica (1857 – 1858); Il Capitale, 1867-1879.
Karl Marx (Treviri 1818, Londra 1883)

Karl Marx (Treviri 1818, Londra 1883)


Il cittadino e il borghese

La critica della filosofia del diritto hegeliana

  • Nella Kritik der Hegelschen Rechtsphilosophie (1843), Marx analizza e discute le categorie principali dello Stato di diritto costituzionale attraverso il commento serrato ai paragrafi della Rechtsphilosophie di Hegel.
  • Egli vuole sottoporre a critica i limiti costitutivi dello Stato moderno rappresentativo; ed in particolare afferma che ogni singolo soggetto – segmentato e scisso tra l’identità formale di cittadino politico e la figura di uomo privato e membro di una classe – vive una condizione “astratta” di appartenenza al sistema giuridico-politico.
  • In questa condizione egli è separato dalla propria realtà effettiva ed empirica: in breve, l’emancipazione politica moderna non è sufficiente alla liberazione del soggetto.

L’alienazione sociale

I Manoscritti economico-filosofici

  • Nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, sottoponendo a critica il pensiero dell’economia politica classica, Marx mette a punto la categoria di alienazione dell’attività lavorativa umana.
  • Il soggetto, come ente naturale, oggettiva il suo lavoro nel prodotto del suo lavoro: tale processo di oggettivazione è costituito dal fatto che il lavoro si è fissato in un oggetto, ma contemporaneamente tale prodotto viene ad ergersi estraneo contro di lui come merce, proprietà privata.
  • Tale estraniazione dell’uomo dal prodotto del suo lavoro, dalla sua essenza umana, si converte pure nell’estraneazione dell’uomo dall’uomo: l’alienazione è stravolgimento del complesso dei rapporti sociali tra gli uomini

L’alienazione economica

Alienazione, lavoro e democrazia

  • Quando parla di alienazione Marx si riferisce al processo in virtù del quale l’uomo viene stravolto e disumanizzato ed è costretto a divenire altro da ciò che è propriamente nel suo essere. Il processo di alienazione viene analizzato in riferimento all’attività lavorativa dell’operaio che, nel modo di produzione capitalistico, produce se stesso come merce.
  • Il punto centrale su cui Marx fa precipitare il suo discorso sul comunismo riguarda l’uomo sociale e quindi la riappropriazione da parte del soggetto della sua umanità (sono evidenti riferimenti diretti a Rousseau ed a Feuerbach). E’ alla luce dell’istanza dell’uomo socializzato che Marx legge la democrazia.
  • «Così la democrazia è l’essenza di ogni costituzione politica, l’uomo socializzato in una particolare costituzione politica» (Kritik, 41).

Il manifesto comunista e la democrazia

Il Manifesto

  • Il Manifesto del partito comunista, scritto da Marx sul modello dei tanti manifesti pubblicati a Londra dagli esuli di varie nazioni europee, costituisce il primo luogo dove vengono espressi con chiarezza i princìpi del materialismo storico e dove viene esplicitata fino in fondo la critica comunista al potere politico.
  • Marx lavora al Manifesto dal novembre ‘47 alla fine del ‘48, nel corso della congiuntura rivoluzionaria europea; bisognerà comunque attendere gli ultimi decenni dell’Ottocento e lo sviluppo delle organizzazioni partitiche socialiste e comuniste per assistere alla diffusione enorme di questo testo .

Il manifesto comunista e la democrazia

Il Piano di uno scritto sullo Stato

Nel Piano di uno scritto sullo Stato (primavera del 1845) si evince la conoscenza profonda di Marx delle categorie politiche principali dello stato costituzionale di diritto, che vengono ordinatamente annotate come elementi di uno specifico progetto di studio:

  1. «La storia della nascita dello Stato moderno ovvero la rivoluzione francese
  2. La proclamazione dei diritti dell’uomo e la Costituzione dello Stato
  3. Lo Stato e la società civile
  4. Lo Stato rappresentativo e la Charte
  5. La divisione dei poteri. Potere legislativo ed esecutivo
  6. Il potere legislativo e i corpi legislativi
  7. Il potere esecutivo. Centralizzazione e gerarchia. Centralizzazione e incivilimento politico. Federalismo ed industrialismo. L’amministrazione statale e l’amministrazione comunale
  8. Il potere giudiziario e il diritto. La nazionalità e il popolo
  9. I partiti politici. Il diritto elettorale, la lotta per il superamento dello Stato e della società civile».

Il manifesto comunista e la democrazia

Il Piano di uno scritto sullo Stato

Il progetto politico, che la classe operaia dovrebbe porre in essere, risulta costituito dai seguenti passaggi:

  • abolizione del potere politico, il tipo di potere più odioso poiché sancisce la dominazione complessiva (sociale, giuridica, politica) di una classe su tutta la società;
  • il proletariato deve impossessarsi di questo potere politico con il duplice obiettivo
    1. guidare la transizione alla società comunista;
    2. procurare di depotenziare questo tipo di potere fino al punto di abolirlo;
  • il proletariato diventa allora classe dominante realizza la democrazia autentica.

Il proletariato e la sua dittatura

Le lotte di classe in Francia

  • Le lotte di classe in Francia ed Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte costituiscono gli scritti in cui Marx analizza le vicende dell’evento rivoluzionario del 1848.
  • Per Marx il 1848 rappresenta la comparsa sulla scena internazionale di un nuovo soggetto sociale e politico: il proletariato che tenta di dare organizzazione politica alla propria forza. Da questo momento in poi, Marx lega direttamente la possibilità della trasformazione politica all’intervento decisivo di questo soggetto collettivo.
  • Inoltre, dall’esito drammatico di quegli avvenimenti prende corpo la convinzione della necessità della dittatura del proletariato come strumento inevitabile di abbattimento del concentrato di potere costituito dallo Stato borghese

Il proletariato e la sua dittatura

Il 1848

Dall’esperienza del 1848, in Francia ed in Europa, Marx trova una conferma al punto del programma del Manifesto:

  • nella fase di lotte politiche che portano alla società di transizione, nella condizione effettiva di conflitti sociali indivisibili (e quindi nelle situazioni particolari di guerra civile), per contrastare la forza organizzata e distruttiva della reazione capitalistica diventa inevitabile l’imposizione della forma di governo che consiste nella concentrazione di potere politico gestita dalla classe operaia

L’economia politica del proletariato

Economia e politica

  • Dalla metà degli anni ‘50 fino alla fine degli anni ‘60, in corrispondenza con i lavori preparatori del progetto critico dell’economia politica del proletariato, e di fatto fino alla pubblicazione del primo volume del Capitale, risulta evidente l’assenza pressoché assoluta di argomentazioni esplicite di natura politica.
  • Si può affermare che a partire dall’epoca della scrittura dei cosiddetti Grundrisse der kritik der politschen Oekonomie (1857-1858) fino alla pubblicazione del primo volume del Capitale (1867) si sia verificata come una messa in parentesi del discorso specificamente politico.

L’economia politica del proletariato

La teoria marxiana della rivoluzione e i suoi critici

La teoria della rivoluzione viene a costituire una parte necessaria del dispositivo teorico-scientifico e risulta inscindibile – secondo Marx – rispetto all’intero complesso espositivo. Su questo punto si concentreranno le critiche più aspre al progetto politico marxiano:

  • Marx non analizzerebbe in profondità le differenze tra modo di produzione capitalistico e le formazioni economico-sociali precedenti.
  • Marx farebbe precipitare tutta la sua analisi sulla specificità della struttura capitalistica di produzione, considerata la forma più enunciata e definitiva dell’inversione sociale e politica, del feticismo strutturato dei rapporti sociali.

La repubblica sociale marxiana

La Guerra Civile in Francia e la Comune

  • Nello scritto su La guerra civile in Francia (1871), Marx produce l’analisi approfondita della Comune di Parigi, nuova esperienza rivoluzionaria, che si conclude – allo stesso modo come gli eventi del 1848 – con la carneficina di larga parte dei lavoratori e dei soggetti che vi parteciparono :
  • Nel merito dell’analisi dell’esperienza tragica della Comune di Parigi, Marx utilizza ancora il riferimento al dispositivo della repubblica rappresentativa per descrivere il tentativo dei comunardi di offrire un avvio concreto alla distruzione della forma-stato: si tratta certamente di un tipo particolare di Republik, della repubblica sociale (der sozialen Republik) come esperimento che ora è alla prova.

La repubblica sociale marxiana

La Critica al Programma di Gotha

  • La critica al programma di Gotha (scritto nel 1875) costituisce il testo delle note che Marx invia alla direzione del Partito socialdemocratico tedesco nel merito del documento delle tesi del congresso di riunificazione tra Partito socialdemocratico tedesco e Associazione operaia tedesca.
  • Nel commento fatto da Marx al programma di Gotha, troviamo ancora la conferma della critica marxiana ai principi della democrazia rappresentativa e, insieme, la critica delle posizioni che riducono l’azione politica dei comunisti unicamente all’interno dell’odierno Stato nazionale, il Reich prussiano-tedesco. Marx conferma i limiti della sovranità giuridico-politica borghese e della forma della repubblica democratica, che mette insieme democratismo e polizia.
  • Secondo Marx, bisogna invece confermare il passaggio necessario, il periodo politico di transizione, tra stato democratico rappresentativo e società comunista: questa forma particolare di Stato sarà appunto la dittatura rivoluzionaria del proletariato.

I materiali di supporto della lezione

Karl Marx, Il Capitale, libro I, Roma Editori Riuniti, 1970

Karl Marx – Fredrich Engels, Il Manifesto del Partito Comunista, Torino, Einaudi, 2005

Karl Marx, Manoscritti Economico-Filosofici, Torino, Einaudi, 1980

Testo della lezione 5

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