Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica
 
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Rocco Pititto » 9.Firth e Halliday: la classificazione delle funzioni del linguaggio


La funzione sociale del linguaggio

  • Nel modello di Jakobson è assente il riferimento ad un uso più sociale del linguaggio.
  • Firth e Halliday considerano il linguaggio come un fenomeno sociale e integrano il modello jakobsoniano sotto l’aspetto sociale;
  • L’approccio di Firth e di Halliday allo studio delle funzioni del linguaggio riprende la nozione di “contesto situazionale” di Malinowski;
  • Secondo Malinowski, “la situazioni in cui le parole sono pronunciate non può essere trascurata e considerata estranea all’espressione linguistica”, mentre “lo studio di una lingua qualsiasi, parlata da un popolo[...], va condotto insieme allo studio delle condizioni ambientali e della cultura di questo popolo”.

Teoria della comunicazione

Etnografia del linguaggio

Firth e le funzioni sociali del linguaggio

Per Firth, nell’atto linguistico, inteso come fenomeno sociale, opererebbero forze come:

  • La comunione fatica, in funzione del conseguimento e della conservazione della solidarietà di gruppo
  • L’efficienza pragmatica, intesa come lavoro di accompagnamento delle diverse azioni
  • La progettazione e la guida all’azione, in quanto determinazione di un’azione che si deve compiere
  • L’allocuzione, come il ricorso a convenevoli, saluti
  • Un atto di impegno, nel senso che nel parlare si dà vita a certe forme di corteggiamento, promesse, assunzione di responsabilità

Il modello di Halliday

  • Nello studio delle funzioni del linguaggio, Halliday parte dall’osservazione del comportamento linguistico del bambino prescolarizzato e individua sette modelli (o funzioni, o usi) del linguaggio: strumentale, regolatorio, interazionale, personale, euristico, immaginativo e rappresentazionale.
  • Acquistando l’abilità di usare il linguaggio in una di queste funzioni, il bambino costruisce un potenziale di significato per quella funzione.
  • Le funzioni rinviano al potenziale cognitivo di ognuno e coinvolgono la capacità di socializzazione
  • Impiegare le funzioni significa dotarsi di strumenti più adeguati per la conoscenza di sé e delle cose.

Le funzioni del linguaggio nell’adulto

Halliday distingue tra le funzioni del linguaggio nel bambino e quelle nell’adulto:

  • Nel corso dello sviluppo del bambino avviene un processo di “riduzione funzionale” e il sistema di funzioni del linguaggio è sostituito da una organizzazione più elevata e più astratta, ma anche più semplice.
  • L’uomo adulto in ogni suo enunciato fa ricorso alle “macrofunzioni”, che Halliday chiama macrofunzione ideativa, interpersonale e testuale.
  • Le “macrofunzioni” raggruppano in un sistema universalmente identificabile l’infinità delle funzioni presenti nel linguaggio del bambino.

Le funzioni fondamentali del linguaggio

Le funzioni del linguaggio si possono ridurre sostanzialmente a tre:

  • la funzione di simbolizzazione, connessa alla capacità dell’uomo di rispecchiare cognitivamente e affettivamente le sue esperienze significative usando certi simboli
  • la funzione d’espressione, in relazione al processo di rispecchiamento dell’io e del mondo soggettivo da parte del parlante, che avviene nel parlare
  • la funzione di comunicazione interpersonale, definisce nell’incontro con gli altri la dimensione comunicativa dell’esperienza linguistica

Genesi e sviluppo del linguaggio infantile: Il contributo di Piaget e di Vygoskij

  • Lo sviluppo del linguaggio nel bambino
  • Piaget e l’egocentrismo infantile
  • Caratteristiche del pensiero e del linguaggio infantile
  • Il modello piagettiano di sviluppo del linguaggio
  • Il modello di Vygotskij
  • Caratteristiche del linguaggio
  • Piaget-Vygotskij: un confronto

I materiali di supporto della lezione

Le funzioni di Halliday

Teorie della comunicazione

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion