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Rocco Pititto » 10.Genesi e sviluppo del linguaggio infantile: Il contributo di J. Piaget e di L. S. Vygotskij


Lo sviluppo del linguaggio nel bambino

  • Come nasce e si sviluppa il linguaggio nel bambino?
  • Secondo quali fasi e modalità di sviluppo?
  • Quali le differenze tra il linguaggio dell’adulto e del bambino?
  • Come considerare il rapporto linguaggio-pensiero?
  • Quale il ruolo dell’adulto, e della madre in particolare, nell’apprendimento del linguaggio da parte del bambino?

Sono queste alcune delle domande sul linguaggio, che trovano risposta nelle ricerche e negli studi di J. Piaget (1896-1980) e di L.S. Vygotskij (1896-1934), due capiscuola della psicologia del Novecento. Le risposte sono diverse e fanno riferimento a concezioni spesso opposte.

Il contributo di Bruner

Le concezioni linguistiche di Piaget e di Vygotskij

Piaget e l’egocentrismo infantile

Il pensiero infantile, almeno quello del bambino prima dei sette-otto anni, sarebbe caratterizzato, secondo Piaget, dall’egocentrismo, una sorta di via di mezzo tra il pensiero autistico, -un pensiero individuale con leggi interne proprie -, e il pensiero controllato, – un pensiero sociale controllato dalle leggi dell’esperienza. Secondo Piaget, il pensiero egocentrico sarebbe accompagnato dal linguaggio egocentrico.

Con il termine egocentrismo, Piaget voleva indicare una specie di tendenza naturale, presente nel bambino, per cui questi assumerebbe nei suoi comportamenti il proprio punto di vista come l’unico possibile, senza tener conto del punto di vista degli altri.

Testi di Piaget

Acquisizione e sviluppo del linguaggio

Caratteristiche del pensiero e del linguaggio infantile

Sincretismo e giustapposizione sono due caratteristiche del pensiero e del linguaggio infantile.

  • Da un lato, c’è nella percezione del bambino la tendenza a percepire certe parti della realtà in modo globale (sincretismo)
  • dall’altro, l’incapacità di articolare un racconto, fornendo di esso una spiegazione logicamente articolata, porta il bambino a suddividere il racconto in una serie di affermazioni frammentarie, che non sono legate tra loro né da nessi causali, né temporali, né logici, ma unite semplicemente dalla congiunzione “è”

Nel corso dello sviluppo al linguaggio egocentrico seguirebbe una forma più evoluta, il linguaggio socializzato, proprio degli adulti.

Le fasi dell’apprendimento

Acquisizione e sviluppo del linguaggio

Pensiero e linguaggio

Il modello piagettiano di sviluppo del linguaggio

Sulla base di ricerche, condotte con l’osservazione diretta (metodo clinico), Piaget costruì un modello di sviluppo del linguaggio, parlando di linguaggio egocentrico, proprio del bambino, e di linguaggio socializzato, proprio dell’adulto.

  • Il bambino nel parlare usa frasi corte, interrotte da silenzi prolungati, e non si preoccupa di sapere né a chi parla, né di essere ascoltato, né di esprimere parole con un effettivo significato. Il bambino parla, soprattutto, per se stesso, come se fosse solo.
  • Più tardi, quando avrà acquisito forme di linguaggio socializzato, comincerà a tener conto dell’interlocutore e cercherà di farsi capire da lui.

Applicazioni del metodo di Piaget

La teoria di Piaget: una sintesi

Il metodo clinico di Piaget

Il modello di Vygotskij

  • Diverso e contrapposto al modello piagettiano di sviluppo del linguaggio, è il modello di Vygotskij, elaborato agli inizi degli anni Trenta del Novecento.
  • Diversamente da Piaget, Vygotskij afferma che il linguaggio egocentrico e il linguaggio socializzato coesistono nel bambino, come nell’adulto, e non rappresentano due fasi successive del processo di acquisizione linguistica.
  • Sono due modalità del linguaggio e nella loro articolazione costituiscono il linguaggio vero e proprio, di cui l’individuo dispone.
  • La funzione iniziale del linguaggio è la funzione della comunicazione, del legame sociale.

Vygotskij

L’influsso di Vygotskij

Linguaggio e pensiero (ed. inglese)

Caratteristiche del linguaggio

Nell’ambito del linguaggio, Vygotskij distingue due aspetti:

  • un aspetto interno o interiore (o semantico, significativo), che segue un percorso che va dal tutto alla parte,dalla frase alla parola ed è un linguaggio per se stessi
  • un aspetto esterno o esteriore (o fonetico, fasico), che segue un percorso inverso, procedendo dalla parte al tutto, dalla parola alla frase ed è un linguaggio per gli altri

I due aspetti fondano l’unità intrinseca del linguaggio, in virtù della loro opposta direzionalità: il linguaggio interno è un processo di interiorizzazione del linguaggio nel pensiero, quello esterno di trasformazione del pensiero nella parola.

Il passaggio dal piano interno al piano esterno del linguaggio comporta una trasformazione da un linguaggio predicativo e idiomatico ad un linguaggio sintatticamente articolato e comprensibile per gli altri.

Piaget – Vygotskij: un confronto

Le due concezioni – quella di Piaget e quella di Vygotskij – non sono assimilabili l’una all’altra.

Per Piaget lo sviluppo del bambino, sia esso mentale o linguistico procede da sé, purché il bambino possa disporre di adeguate esperienze.

Per Vygotskij, che privilegia il valore sociale dell’apprendimento, lo sviluppo è il risultato di un’azione di promozione sul bambino da parte dell’adulto. Sul piano sociale, l’individuo compie ogni tipo di sviluppo e realizza sé come persona.

Sul piano educativo, le due concezioni rimandano a due strategie diverse:

  • ad uno sviluppo spontaneo del bambino, come ipotizzato da Piaget, sul quale è necessario non intervenire
  • si contrappone per Vygotskij, uno sviluppo intenzionale, diretto dal mondo degli adulti e, inizialmente, dalla madre

La critica di Vygotskij a Piaget

Pensiero e linguaggio: la prospettiva di Vygotskij

Secondo Vygotskij,

  • pensiero e linguaggio sono legati tra loro da un legame originario, un legame che compare, si modifica e cresce nel corso stesso dello sviluppo del pensiero e del linguaggio
  • non sono, però, due processi esterni l’uno all’altro
  • nel significato della parola sta l’unità di pensiero e linguaggio
  • il significato della parola è un fenomeno di pensiero semantizzato o di linguaggio concettualizzato
  • il rapporto tra pensiero e linguaggio è un processo, un movimento continuo, che va dal pensiero alla parola e dalla parola al pensiero
  • nel corso dello sviluppo infantile, questo rapporto subisce dei cambiamenti, che possono essere considerati come le diverse fasi di un unico processo di sviluppo, che accompagna l’individuo
  • nella prima fase di sviluppo, il pensiero non è verbale e il linguaggio non è intellettuale

Vygotskij: pensiero e linguaggio

Il ruolo del linguaggio nello sviluppo dell’individuo

Sviluppo effettivo e sviluppo potenziale dell’individuo

  • La Scuola di Mosca
  • Linguaggio e comportamento
  • Tre forme di controllo del linguaggio sul comportamento
  • Linguaggio e processo di formazione delle operazioni di pensiero
  • La zona di sviluppo prossimale (Zo-ped)
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