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Rocco Pititto » 8.Lo studio delle funzioni del linguaggio: i modelli di Bühler e di Jakobson


Le funzioni del linguaggio

Nell’uso, che l’uomo fa del linguaggio, si esplicitano una serie di funzioni. Le funzioni rappresentano le diverse modalità del linguaggio nel suo dispiegarsi e si identificano con i diversi usi. Il linguaggio “comanda ed informa,descrive e fa poesia, giudica ed esprime, crea capolavori” (Bruner), svolge cioè diverse funzioni.

Mediante il linguaggio, l’uomo:

  • prende coscienza della sua capacità creatrice
  • dà un nome alle cose
  • distingue e classifica gli oggetti della sua esperienza
  • accede al sapere, lo memorizza e lo tramanda

Sul piano delle funzioni linguistiche, il linguaggio è un sistema di segni per conoscere, conservare e trasmettere informazioni.

Lo sviluppo linguistico secondo Bruner

Bruner e il linguaggio

Lo studio delle funzioni del linguaggio

  • La Scuola di Praga, con Roman Jakobson in particolare, negli anni Venti del Novecento aveva posto le basi per lo studio delle funzioni del linguaggio, dove funzione aveva il significato di ruolo o compito.
  • Negli anni Trenta, Karl Bühler propose un modello triadico dell’atto comunicativo, facendo riferimento a tre funzioni in particolare: funzione pragmatica, funzione espressiva e funzione rappresentativa.
  • Sul finire degli anni Quaranta, Shannon e Weaver proposero un modello della comunicazione nell’ambito della teoria dell’informazione, modello ripreso più tardi da Jakobson.

Il modello di Bühler

Nell’atto comunicativo si esplicita una triplice funzione, in riferimento ai tre elementi che lo costituiscono:

  • la rappresentazione (Darstellung), o funzione referenziale-designativa, rimanda all’oggetto di cui si parla
  • la notifica (Kundgabe) o l’espressione (Ausdruck), o funzione soggettiva, rimanda al parlante
  • il richiamo (Auslösung) o l’appello (Appell), o funzione intersoggettiva, rimanda all’ascoltatore

Centrale è la nozione del segno linguistico, a cui si ricollega l’atto comunicativo. Quest’ultimo,a seconda delle funzioni che svolge, è segnale, sintomo e simbolo.

Popper e il modello buhleriano

Il modello di Jakobson

Jakobson costruisce il suo modello delle funzioni attorno ad alcuni elementi, che costituiscono l’atto comunicativo:un mittente, un destinatario, un messaggio, un contesto, un codice e un contatto.

Il processo comunicativo postula un messaggio (funzione poetica), un mittente (funzione espressiva o emotiva) e un destinatario (funzione conativa). Mittente e destinatario sono collegati tra loro da una qualche connessione di tipo psicologico (funzione fatica). Il messaggio è costruito su un determinato codice (funzione metalinguistica), in riferimento a un contesto comune (funzione referenziale) per trasmettere qualcosa di personale.

Il modello di Jakobson: una valutazione

  • Secondo Coseriu lo schema di Jakobson è un’estensione in negativo del modello di Bühler. L’intera cornice teorica non può essere accettata:i termini di riferimento (codice,messaggio, ecc.) sono ripresi dalla scienza della comunicazione e si suggerisce l’idea che la comunicazione è il fondamento del linguaggio.
  • Secondo Mounin, il modello di Jakobson non comprende tutti i possibili usi del linguaggio. Manca la funzione “ludica”.
  • Coseriu riconosce l’apporto di Jakobson nell’aver considerato le funzioni di Bühler come funzioni nel suo uso, non tanto come funzioni del segno linguistico.

Firth e Halliday: la classificazione delle funzioni del linguaggio

  • La funzione sociale del linguaggio
  • Firth e la funzione sociale del linguaggio
  • Il modello di Halliday
  • Le funzioni del linguaggio dell’adulto
  • Le funzioni fondamentali del linguaggio

I materiali di supporto della lezione

Lo sviluppo linguistico secondo Bruner

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