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Rocco Pititto » 1.Perché il linguaggio? Indicazioni preliminari


La domanda sul linguaggio come domanda sull’uomo: “E noi chi siamo?”

Noi siamo esseri umani perché siamo nel linguaggio

«Secondo una tradizione antica, noi, proprio noi, siamo gli esseri che sono in grado di parlare e che perciò possiedono il linguaggio. Né la facoltà del parlare è nell’uomo solo una capacità che si ponga accanto alle altre, sullo stesso piano delle altre. È per contro la facoltà che fa dell’uomo un uomo. Questo tratto è il profilo stesso del suo essere. L’uomo non sarebbe uomo, se non gli fosse concesso di parlare [...], l’essere dell’uomo poggia sul linguaggio. Già all’inizio noi siamo dunque nel linguaggio e con il linguaggio»

(M. Heidegger, In cammino verso il linguaggio, Milano 1973, p. 189.)

La riflessione sul linguaggio in Heidegger, Merleau-Ponty e Mead

Mondo animale e mondo umano

Dall’animanità all’umanità: il ruolo del linguaggio

  • L’essere umano è l’unico tra gli esseri animali non umani a possedere già dalla nascita un patrimonio genetico cognitivo e linguistico, formatosi nel corso dell’evoluzione.
  • Questo patrimonio è costituito da un potenziale cognitivo di partenza, dalla capacità di parlare e di operare con simboli linguistici, dalla disponibilità a conseguire, sotto la pressione dell’ambiente e l’influenza degli adulti, una serie di apprendimenti.
  • Decisivo è il ruolo del linguaggio.

La lingua dei nostri antenati

Dossier linguaggio

Il linguaggio: strumento vivente dell’uomo

Lo strumento linguistico, che è proprio ed esclusivo dell’essere dell’uomo, non è un mero strumento, di cui un individuo possa o meno disporre; non è neppure un semplice atto dell’organismo umano, nei termini di un processo di stimolo-risposta sul modello behaviorista, e regolato, pertanto, da leggi puramente meccaniche; n’è, ancora, un meccanismo di tipo inconscio, costituito di tracce cerebrali, coordinate secondo le leggi dell’associazionismo. Il linguaggio è, invece, uno strumento vivente “che somiglia ai nostri organi corporei, (uno strumento) più naturale che artificiale” (Merleau-Ponty), e quindi parte della nostra stessa identità.

Intervista di De Mauro sul linguaggio

I problemi della comunicazione

 

La diversità dell’uomo rispetto agli altri esseri viventi non umani

La parola rappresenta l’inizio dell’umanità

  • La parola costituisce l’uomo, perché essa crea il mondo nel quale vive e opera l’uomo.
  • Nel Libro della Genesi: “E Dio disse[...] e le cose furono”, la parola non è un mero suono, ma è dinamismo, forza, potenza. Il mondo è creato dalla Parola.
  • Privi del linguaggio, gli esseri umani sarebbero assai simili a Victor, il “ragazzo selvaggio”, trovato nei boschi dell’Aveyron nel 1799.
  • Privo del linguaggio, l’ uomo sarebbe sullo stesso piano di Sarah o di Koko, gli scimpanzé, privi del linguaggio, perché incapaci biologicamente.

Intelligenza umana e intelligenza animale

La storia di Koko

La chat di Koko

La storia di Koko e altre storie

 

I confini del linguaggio e i confini dell’uomo

  • Il linguaggio rappresenta la via privilegiata per accostarsi al mondo dell’uomo, conoscerlo e comprenderlo nella sua specificità di essere umano.
  • Poiché il linguaggio è, in senso stretto, “articolazione verbale del pensiero” e, ancora, “memoria dell’uomo e della società”, questo comporta una delimitazione dei confini dello spazio mentale oltre che fisico, entro cui si costituisce il linguaggio stesso e si dà al parlante.
  • I confini del linguaggio coincidono, in effetti, con i confini stessi dell’uomo, perché il linguaggio ne è la sua dimensione più generale.
  • L’uomo vive nel linguaggio, come nella sua dimora più originaria.

La finitezza dell’uomo

Linguaggio e coscienza

Il linguaggio, casa dell’essere

Considerazioni conclusive

  • La forza del linguaggio è l’uomo stesso nel suo sforzo di dare un nome alle cose e di significare, ricreando il mondo, sia quello interno, sia quello esterno, a misura delle sue capacità di significarlo linguisticamente. Secondo Nelson Goodman, proprio l’atto di dare un nome alle cose consente all’uomo la costruzione di mondi possibili.
  • Il linguaggio nel suo farsi è legato necessariamente al contesto del suo mondo. Nella contestualizzazione mondo-linguaggio si genera il Senso di ogni atto o evento. I mondi possibili e gli scenari di finzione poggiano sul mondo reale e sulle nostre interazioni con esso, e ne prendono a prestito le strutture semantiche.

N. Goodman e la costruzione dei mondi possibili

Il probema del Cratilo

Il nome della cosa

Linguaggio e tecnica

 

Prossima lezione

Io, tu, noi: i soggetti della comunicazione

  • Parlare è parlare con l’altro
  • L’io e il tu si costituiscono nel noi della comunicazione
  • Il noi della comunicazione
  • L’ospitalità linguistica
  • Conclusione
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