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Claudio Buccelli » 12.Lo statuto dell'embrione


Tappe fondamentali nella cronologia dello sviluppo embrionale

(Identità e statuto dell’embrione umano. C.N.B., 1996)

  • Durante lo stadio 1, nel primo giorno della fecondazione, i due genomi (patrimoni genetici codificati nelle sequenze del DNA contenuto nei cromosomi) dei genitori, già in comune nel citoplasma dal momento della fecondazione, si associano per formare lo zigote;
  • durante lo stadio 2 (2° e 3° giorno) avvengono le prime suddivisioni mitotiche dello zigote e la formazione della morula (2-16 cellule) ed inizia l’attività di trascrizione dell’informazione genetica contenuta nello zigote, che esprime i caratteri specifici dell’individuo;
  • durante lo stadio 3 (4°-5° giorno) si forma la blastocisti (64 cellule): le cellule derivate dallo zigote, che fino a questo momento sono “totipotenti”, ovvero possono esprimere ognuna il programma genetico completo di un individuo umano, da questo stadio perdono tale proprietà, nel senso che solo una loro integrazione può esprimere tale programma;

Tappe fondamentali nella cronologia dello sviluppo embrionale (segue)

(Identità e statuto dell’embrione umano. C.N.B., 1996)

  • durante lo stadio 4 (6° giorno) la blastocisti incomincia ad impiantarsi nella parete uterina e si consolidano a livello cellulare le interazioni tra embrione ed organismo materno, già presenti a livello biochimico-endocrinologico nell’ambiente tubarico;
  • gli stadi 5 (dal 7° al 12° giorno) e 6 (dal 13° al 15° giorno) definiscono processi biologici molto significativi: da una parte l’impianto della blastocisti giunge a completamento e si distinguono nettamente la componente embrionaria da quella extraembrionaria, che darà luogo alla formazione delle membrane (placenta, amnio, sacco vitellino, cordone ombelicale); dall’altra, compare (il 15° giorno) la linea o stria primitiva che permette di identificare l’asse cranio-caudale, le estremità, le superfici dorsale e ventrale, la simmetria destro-sinistra, in altre parole il piano costruttivo dell’embrione. La comparsa della linea primitiva al 14°-15° giorno segna il limite superiore per la suddivisione gemellare, limite non valicabile se non in casi patologici estremamente, rari (come quelli dei gemelli siamesi o del gemello “parassita”) [....];
  • lo stadio 8 (18° giorno) caratterizza la comparsa della placca neurale, da cui origineranno le strutture del sistema nervoso, centrale e periferico.

Lo statuto ontologico, morale e giuridico

La questione decisiva riguardante l’embrione è quella del suo statuto ontologico (chi o che cosa è l’embrione?), morale (quali doveri si hanno verso l’embrione?), nonché giuridico (quali doveri vanno anche legalmente sanzionati e regolamentati?).

La questione si può esprimere con una semplice domanda: l’embrione è “uomo”, è “persona” ?

Tale domanda rinvia necessariamente alla definizione di che cosa si intenda per persona umana.

(L. Ciccone: Bioetica. Storia, principi, questioni. Edizioni Ares, Milano, 2003)

Orientamento del “Personalismo ontologico”

  • Al momento del concepimento inizia l’essere umano cui è riconoscibile anche il carattere di persona.
  • L’uomo non “diventa” persona, acquisendo gradualmente determinate capacità: “l’uomo è persona”.
  • L’essere persona costituisce l’identità ontologica. Quando c’è l’essere umano, c’è la persona: lo zigote, essendo la vita umana (allo stadio unicellulare) è già persona.
  • Ogni fase di sviluppo successiva è più o meno complessa, ma solo quantitativamente. Il soggetto umano personale è nella prospettiva ontologica, più della somma delle sue parti e dei suoi atti.
  • In sostanza la persona c’è anche prima e oltre l’espressione delle sue capacità e comportamenti.

(A. Bompiani: Bioetica in medicina. CIC edizioni internazionali. Roma, 1996)

Personalismo ontologico: “lo statuto morale e giuridico”

La risposta alla domanda “che cosa è” l’embrione umano condiziona la risposta alla domanda “come si deve trattare” l’embrione umano. Lo statuto bilogico e metabiologico fondano lo statuto etico e giuridico.

Se l’embrione umano è già persona, è anche soggetto morale e soggetto di diritto. Lo statuto ontologico di persona umana iscrive per se stesso l’embrione nella comunità sociale, alla quale, in forza della sua dignità, incombe l’obbligo della sua tutela giuridica.

In sostanza non si tratta di configurare per l’embrione umano un diritto speciale, quanto piuttosto di estendere la protezione riconosciuta all’uomo anche all’embrione umano in forza della parità ontologica degli esseri umani e della simmetria dei diritti.

(A. Bompiani: Bioetica in medicina. CIC edizioni internazionali. Roma, 1996)
(M. Aramini: Introduzione alla Bioetica. Giuffrè Editore, Milano, 2001)

Orientamento riduzionalista

L’embrione è “individuo della specie umana fin dal concepimento”.

Alla fusione dei due gameti l’embrione formatosi viene considerato essere umano ma non ancora persona; diventa “persona” in un momento successivo in rapporto all’acquisizione di alcune proprietà o funzioni.

Su tali premesse sono sorte diverse teorie:

  • Alcuni autori individuano nella “relazione” la proprietà costitutiva della persona, identificando al momento dell’impianto o annidamento al 6° giorno circa dal concepimento, la prima relazione fisiologica dell’individuo;
  • Altri autori ritengono “l’individualità” il requisito primo per l’attribuzione della categoria personale e fissano al 14° giorno dalla fecondazione l’inizio della persona individuata;
  • Ulteriori autori considerano la “sensitività” la proprietà qualificante lo statuto personale e indicano quale soglia biologica minimale il 14° giorno dal concepimento, momento della formazione della stria primitivo abbozzo del sistema nervoso centrale.

(A. Bompiani: Bioetica in medicina, CIC edizioni internazionali. Roma, 1996)

Orientamento riduzionalista: statuto morale e giuridico

Se l’embrione biologicamente umano non è antropologicamente persona, qual è il suo statuto normativo?

Si può parlare di uno statuto etico e giuridico “debole”.
La titolarità dei diritti non è riconosciuta all’embrione in forza della sua natura umana: i diritti sono attribuiti formalmente in modo graduale.

In sostanza è escluso che l’embrione sia un soggetto di diritto, semmai è un soggetto preso in considerazione accidentalmente dal diritto.

(A. Bompiani: Bioetica in medicina. CIC edizioni internazionali. Roma, 1996)

Tesi per la tutela dell’embrione dal concepimento

a) Argomento biologico-genetico:

  • coordinazione;
  • continuità;
  • gradualità.

b) Argomento probabilistico.

c) Argomento della potenzialità.

L’argomento biologico-genetico

A partire dalla fusione dei gameti si determina una nuova identità genetica pienamente distinta e pressoché irripetibile realizzante una identità individuale, di cui è presupposto necessario ma non sufficiente.
Questa nuova entità biologica è da subito dotata di attività propria mediante la quale attivamente progredisce, nella costruzione di sé con proprietà di coordinazione, continuità e gradualità.
Si tratta di un processo continuativo che implica necessariamente un succedersi di forme che possono dare solo alla apparenza l’impressione di salti di qualità.
Nell’incessante complessificarsi della struttura è sempre lo stesso individuo che accede a stadi diversi dello sviluppo, senza possibilità di individuare soluzioni di continuità o soglie che non siano contrarie.
La possibilità di formazione di gemelli omozigoti non inficia l’individualità del processo.

(M. Aramini: Introduzione alla Bioetica. Giuffrè Editore, Milano, 2001)

L’argomento probabilistico

Nel dubbio si deve comunque propendere in favore della tutela dell’embrione, poiché attentare alla vita dell’embrione significa esporsi a rischio concretamente presente di uccidere una persona.

(A. Bompiani: Bioetica in medicina, CIC edizioni internazionali. Roma, 1996)

L’argomento della potenzialità

L’embrione è un individuo umano in divenire verso il raggiungimento pieno dell’essere personale. La sua potenzialità di sviluppare in sé le capacità e di esercitare in seguito le operazioni tipicamente umane non ha carattere meramente passivo, come quello dei gameti, ma è una potenzialità attiva che senza soglia di rilievo si dispiega nella costruzione del feto quale potenzialità di sviluppo.
La potenzialità personale è inscritta nella natura dell’embrione e quindi va intesa come vera e propria attualità, onde l’imperativo morale di trattare l’embrione come persona.

(A. Bompiani: Bioetica in medicina, CIC edizioni internazionali. Roma, 1996)

Conclusioni del documento “Identità e statuto dell’embrione umano”. C.N.B., 22 giugno 1996

“Il Comitato è pervenuto unanimemente a riconoscere il dovere morale di trattare l’embrione umano, sin dalla fecondazione, secondo i criteri di rispetto e tutela che si devono adottare nei confronti degli individui umani a cui si attribuisce comunemente la caratteristica di persone, e ciò a prescindere dal fatto che all’embrione venga attribuita sin dall’inizio con certezza la caratteristica di persona nel suo senso tecnicamente filosofico, oppure che tale caratteristica sia ritenuta attribuibile soltanto con un elevato grado di plausibilità, oppure che si preferisca non utilizzare il concetto tecnico di persona e riferirsi soltanto a quell’appartenenza alla specie umana che non può essere contestata all’embrione sin dai primi istanti e non subisce alterazioni durante il suo successivo sviluppo”.

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