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Fulvia Bovera » 14.Le tecnologie per l'allevamento alternativo delle galline ovaiole


Generalità

Le galline ovaiole, come è noto, vengono tradizionalmente allevate in batteria in gabbie dalle dimensioni 40 X 55 cm dove venivano, fino a qualche anno fa, ospitate 5 ovaiole con una densità di 440 cmq/capo che significa 22 galline/mq.Questo sistema di allevamento ha ricevuto forti critiche, soprattutto perché irrispettoso delle normative in merito al benessere animale.

Il Consiglio europeo ha approvato una direttiva (99/74/CE) che, di fatto, mette progressivamente al bando l’allevamento delle galline in batteria, che, entro il 2013, dovrà scomparire.

Un’immagine di un tipico allevamento in batteria delle galline ovaiole

Un’immagine di un tipico allevamento in batteria delle galline ovaiole

Un'immagine di un tipico allevamento in batteria delle galline ovaiole


Il benessere animale: le 5 libertà

Il benessere animale può essere valutato sulla base delle cosiddette 5 libertà:

  1. Libertà da sete, fame e malnutrizione.
  2. Libertà dal disagio.
  3. Libertà dal dolore e dalle malattie.
  4. Libertà di esprimere un comportamento normale.
  5. Libertà dallo stress e dalla paura.

Mentre la prima e la terza libertà sono, in genere, perseguite dall’allevatore, molto più difficile è che si realizzino le altre 3, in particolare, l’espressione del repertorio comportamentale tipico della specie che viene considerato come uno dei principali indicatori dello stato di benessere degli animali.

A questo proposito, in un etogramma normale di una gallina, se si esclude il tempo speso per l’alimentazione, i principali comportamenti principali sono: toelettatura, razzolamento, costruzione del nido.

Principali espressioni comportamentali dell’ovaiola

Spazio necessario alle varie espressioni comportamentali dell’ovaiola. Come si può notare, quasi tutti sono impossibili da realizzare in gabbia

Spazio necessario alle varie espressioni comportamentali dell'ovaiola. Come si può notare, quasi tutti sono impossibili da realizzare in gabbia


L’allevamento alternativo delle ovaiole

I punti su cui principalmente si concentra l’attenzione dei ricercatori nello sviluppare nuovi sistemi alternativi per l’allevamento della gallina ovaiola riguardano:

  • disponibilità di spazio (densità degli animali per unità di superficie);
  • disponibilità di spazio – mangiatoia;
  • numerosità dei gruppi, variabile in funzione dell’eventuale utilizzazione dello spazio su più piani;
  • presenza di strutture quali: nidi, vaschette per il bagno di sabbia, strisce abrasive per le unghie, posatoi, partizioni nell’ambiente per limitare la numerosità dei gruppi, presenza di altre forme di arricchimento ambientale;
  • disponibilità di spazi coperti e scoperti.

Le principali tipologie di allevamenti alternativi per le galline ovaiole possono essere classificati in sistemi in gabbie (modificate, arricchite, get-away) o non in gabbia (su lettiera, in capannone su slat, sistemi aviari, perchery, free range).

Le gabbie non modificate dal 1° gennaio 2003

  • Ogni ovaiola deve poter disporre di almeno 550 cm2 di superficie di gabbia, completamente utilizzabile, escludendo dal calcolo eventuali bordi deflettori antispreco. Per ottenere questo risultato, conservando la stessa tipologia di gabbie in batteria, agli allevatori è bastato ridurre da 5 a 4 il numero di ovaiole per gabbia;
  • ogni ovaiola deve avere a disposizione una mangiatoia che garantisca 10 cm lineari a capo per gabbia;
  • deve essere presente un abbeveratoio continuo della stessa lunghezza della mangiatoia, oppure la gabbia deve essere dotata di 2 tettarelle o coppette raggiungibili da ogni ovaiola;
  • l’altezza minima deve essere maggiore di 40 cm per il 65% della superficie e comunque di almeno 35 cm in ogni punto;
  • il pavimento deve poter sostenere adeguatamente ogni unghia anteriore delle zampe ed avere una pendenza non superiore al 14% ovvero a 8 gradi;
  • le gabbie devono essere provviste di adeguati dispositivi per permettere l’erosione delle unghie.

Le gabbie modificate, dal 1.01.2002

È possibile anche utilizzare gabbie modificate che devono rispondere ai seguenti requisiti: almeno 750 cm2 di superficie per capo, di cui 600 cm2 di superficie fruibile, con un’altezza minima sulla parte non utilizzabile di almeno 20 cm in ogni punto. La superficie totale della gabbia deve essere superiore a 2.000 cm2; un nido; una lettiera su cui poter becchettare e razzolare; appropriati posatoi che offrano almeno 15 cm a capo; mangiatoia, utilizzabile senza limitazione, di almeno 12 cm, moltiplicata per il numero di ovaiole presenti in gabbia.

Ogni gabbia deve avere un sistema appropriato di abbeveraggio in relazione al numero di soggetti allevati; nel caso di abbeveraggio a raccordo (compreso tra due gabbie), almeno 2 tettarelle o coppette devono essere raggiungibili da ogni ovaiola.

Tra le fila di gabbie deve essere previsto un corridoio di passaggio di almeno 90 cm nonché uno spazio di almeno 35 cm tra il pavimento e il fondo delle gabbie inferiori; si devono predisporre adeguati dispositivi per ridurre la lunghezza delle unghie.

Gabbie get-away e gabbie arricchite

Get-away (gabbie allargate):

  • doppio “piano”
  • altezza oltre 80 cm
  • Posatoi
  • bagno di sabbia
  • nidi
  • bande abrasive
  • 10 galline/mq

Gabbie arricchite:

  • altezza 50 – 60 cm
  • posatoi su piani “sfalsati”
  • bagno di sabbia
  • nido con raccoglitore uova
  • bande abrasive
  • 10 galline/mq

Allevamento su grigliato

Si tratta di capannoni con pavimento grigliato. L’allevamento è condotto su un solo piano e le densità sono pari a 7 – 10 animali per metro quadrato. Nella figura vengono indicati tutti gli elementi presenti in questa tipologia di allevamento.

Schema di un capannone per allevamento a terra su grigliato

Schema di un capannone per allevamento a terra su grigliato


Gli aviari

In questi sistemi viene invece meglio sfruttata l’altezza e la densità può raggiungere i 20 capi per metro quadrato. I posatoi sono infatti collocati su più piani e soltanto al di sotto di essi il pavimento è costituito da grigliato. L’accesso ai nidi è possibile dai posatoi.

Un tipico esempio di sistema aviario

Un tipico esempio di sistema aviario


I sistemi a posatoio (Perchery)

Sfruttano l’altezza ancora più dei sistemi aviari. A parità di densità, si utilizzano infatti capannoni di minore altezza (minori costi energetici) in quanto i posatoi anziché verticalmente, vengono collocati trasversalmente con un angolo di circa 45 °.

Al centro del sistema si trovano i nidi il cui accesso è sempre dai posatoi. Il pavimento, generalmente, è in grigliato.

Schema di un sistema a posatoi

Schema di un sistema a posatoi

Immagine di un perchery dove si può notare la distribuzione delle ovaiole

Immagine di un perchery dove si può notare la distribuzione delle ovaiole


Valutazione del comportamento delle ovaiole nei diversi sistemi di allevamento


Valutazione delle condizioni fisiche delle ovaiole nei diversi sistemi di allevamento


Confronto di produttività tra aviario e gabbia tradizionale


Il sistema free range

Consiste nell’allevare le ovaiole all’aperto in ampi spazi (1000 galline per ettaro) lasciandole così libere di razzolare. Mangiatoie e abbeveratoi vengono comunque collocati in capannoni chiusi dove gli animali vengono tenuti in caso di condizioni meteorologiche avverse o di notte. Attuabile in aree temperate, non è una realtà della nostra Penisola.

Un esempio di free range

Un esempio di free range


Confronto di produttività tra sistema di allevamento free-range e batterie


Qualche considerazione

Le attuali tecniche di allevamento non in batteria per le ovaiole:

  • non migliorano la qualità nutrizionale, organolettica e igienica dell’uovo;
  • aumentano la mortalità degli animali a causa della maggior aggressività e del cannibalismo;
  • favoriscono un maggior utilizzo di farmaci per il controllo delle patologie;
  • promuovono una maggior produzione di polveri ed ammoniaca, con conseguenze negative per gli operatori, per gli animali e per l’ambente;
  • non è certo che meglio rispondano alle esigenze delle galline;
  • aumentano il costo dell’uovo perché aumenta il numero di uova scartate (p. es per rottura del guscio: molte galline tendono a deporre quando sono sul posatoio anziché nel nido).

In definitiva, le tecniche di allevamento alternative fino ad oggi proposte necessitano di ulteriori miglioramenti per poter veramente creare un punto di incontro tra benessere degli animali e qualità dei prodotti.

I materiali di supporto della lezione

Valentina Ferrante. 2000. Comfort e produttività delle galline ovaiole. I supplementi di agricoltura, 19 – 25

Giuseppe Bonazzi. Le nuove disposizioni sul benessere delle ovaiole. Dossier/Avicoltura, 35-36

Bonazzi G., "Le nuove disposizioni sul benessere delle ovaiole".

Ferrante V., "Comfort e produttività delle galline ovaiole", Istituto di Zootecnica - Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Milano

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