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Brunella Restucci » 3.Anatomia patologica dei linfonodi - linfoadeniti


Iperplasie linfonodali

Sono note anche col termine di stati reattivi linfonodali e sono espressione aspecifica di stimoli antigenici che interessano i linfonodi.
Nei linfonodi tributari di organi rappresentano la risposta ad un processo patologico che interessa la sede drenata dal linfonodo.
Vengono impropriamente definite anche linfoadeniti anche se non sono dei veri stati infiammatori anche perché il più delle volte il quadro puramente reattivo e quello flogistico si sovrappongono.
Quando allo stato reattivo si associa una flogosi con i caratteri di acuzie dell’angioflogosi si parlerà di linfoadenite acuta semplice.
Quando lo stato reattivo si ad un quadro flogistico ad andamento più lento dove gli aspetti dell’angioflogosi sono meno rappresentati si parlerà di linfoadenite iperplastica.

Linfoadenite acuta semplice

La linfoadenite acuta semplice è uno stato reattivo acuto evidenziabile nei linfonodi tributari di organi sedi di patologie ad andamento acuto o in linfonodi esplorabili in corso di patologie acute e iperacute ad andamento setticemico.

I linfonodi si presentano aumentati di volume in forma armonica, colore rosso vivo e lucenti. In sezione di taglio, la superficie mostra colore rosso vivo sul quale risultano ben visibili i follicoli linfatici aumentati di volume, di colore bianco e forma rotondeggiante.

Linfonodo bovino: i follicoli iperplastici ben visibili sulla superficie iperemica.

Linfonodo bovino: i follicoli iperplastici ben visibili sulla superficie iperemica.

Linfonodo bovino: iperplasia follicolare acuta.

Linfonodo bovino: iperplasia follicolare acuta.


Linfoadenite iperplastica

La linfoadenite iperplastica rappresenta uno stato reattivo associato a processi patologici ad andamento più lento.
I linfonodi appaiono aumentati di volume in forma armonica e mancano i segni iperemico emorragici che caratterizzano gli stati reattivi acuti.

La caratteristica fondamentale degli stati reattivi linfonodali cronici è la presenza sulla superficie di taglio di piccole protuberanze nodulari di colore chiaro corrispondenti ai follicoli iperplastici.

Linfonodo bovino:linfoadenite iperplastica.

Linfonodo bovino:linfoadenite iperplastica.

Linfonodo bovino: linfoadenite iperplastica.

Linfonodo bovino: linfoadenite iperplastica.


Linfoadenite iperplastica

La coesistenza nel linfonodo di caratteri di acuzie (iperemia, emorragie) con caratteri più tipicamente cronici quali l’iperplasia follicolare sono testimonianza delle cosiddette linfoadeniti croniche riacutizzate.
Esse sono espressione di stati reattivi legati a processi patologici ad andamento lento nel tempo, ma in attiva evoluzione.

Linfonodo bovino. Iperplasia follicolare cronica associata a piccole emorragie corticali.

Linfonodo bovino. Iperplasia follicolare cronica associata a piccole emorragie corticali.


Linfoadenite iperplastica (segue)

Nelle infezioni parassitarie dei vari organi, i linfonodi tributari presentano quadri di iperplasia reattiva cronica iperplastica a cui spesso si associa una colorazione verde brunastra,marrone di fondo.
Tale colorazione in parte è legata ai metaboliti elaborati dal parassita che drenati dalla linfa vengono captati nel linfonodo, in parte dagli enzimi perossidasi prodotti dai granulociti eosinofili, reclutati nelle flogosi parassitarie.

Linfonodo bovino: i follicoli iperplastici sono ben visibili sul fondo brunastro.

Linfonodo bovino: i follicoli iperplastici sono ben visibili sul fondo brunastro.

Linfnodo bovini: follicoli iperplastici su fondo bruno-verdastro.

Linfnodo bovini: follicoli iperplastici su fondo bruno-verdastro.


Linfoadenite iperplastica (segue)

Istologicamente l’iperplasia follicolare è caratterizzata da un aumento dei centri germinativi follicolari, sede di proliferazione linfocitaria, che appaiono nettamente distinti dal mantello periferico,più scuro, composto da piccoli linfociti.
Accanto alla iperplasia follicolare si ha iperplasia paracorticale con aumento delle venule postcapillari che appaiono anche più ramificate e aumento le delle cellule interdigitate. Frequentemente si hanno proliferazioni plasmacellulari che vanno ad ingrossare anche i cordoni della midollare.

Follicolo linfatico con centro iperplastico.

Follicolo linfatico con centro iperplastico.

Proliferazione di plasmacellule nella midollare.

Proliferazione di plasmacellule nella midollare.


Flogosi linfonodali

I quadri infiammatori linfonodali sono rappresentati da:

LINFOADENITI ASPECIFICHE

  • Linfoadenite purulenta.
  • Linfoadenite emorragica.
  • Linfoadenite necrotica.
  • Linfoadenite gangrenosa.

LINFOADENITI SPECIFICHE

  • Linfoadenite tubercolare.
  • Linfoadenite actinogranulomatosica.
  • Linfoadenite caseosa (LAC).

Linfoadenite purulenta

I linfonodi si presentano aumentati di volume, hanno consistenza piuttosto molliccia e possono riscontrarsi aree di fluttuazione. In superficie di taglio si evidenziano aree disseminate di suppurazione, fino alla completa trasformazione dell’organo in una sacca purulenta.

Lesioni linfonodali di tipo purulento caratterizzano l’adenite equina malattia infettiva sostenuta da Streptococcus equi. L’infezione si realizza per via digerente e la lesione iniziale è confinata ai linfonodi retrofaringei. Dai linfonodi lo streptococco può portarsi attraverso il circolo linfoematogeno in tutti gli organi provocando lesioni purulente in forma di ascessi disseminati.

Linfonodo bovino: Essudato purulento fuoriesce dalla superficie di taglio.

Linfonodo bovino: Essudato purulento fuoriesce dalla superficie di taglio.


Linfoadenite emorragica

I linfonodi si presentano aumentati di volume e di colorito rossastro uniforme o possono mostrare in superficie punteggiature e/o macchie rosse. In sezione di taglio risultano infarciti di sangue o possono presentare variegature ematiche (aspetto a carta geografica).

La linfoadenite emorragica caratterizza malattie infettive acute a andamento setticemico quali la peste suina classica in cui i linfonodi appaiono tumefatti, succosi, cosparsi di petecchie o più spesso diffusamente arrossati, con aspetto marmorizzato (linfonodo a fragola).

Linfonodo bovino: estesa emorragia.

Linfonodo bovino: estesa emorragia.

Linfonodi di suino tumefatti e di colore rosso scuro nerastro. Peste suina classica.

Linfonodi di suino tumefatti e di colore rosso scuro nerastro. Peste suina classica.


Linfoadenite tubercolare

  • Complesso primario.
  • Generalizzazione acuta precoce.
  • Generalizzazione precoce protratta.
  • Generalizzazione tardiva.

La tubercolosi post-primaria è caratterizzata da una resistenza che il soggetto ha acquisito con l’infezione primaria, ed pertanto caratterizzata almeno in un primo momento (TBC cronica evolutiva)da una mancata disseminazione in circolo dei micobatteri che si muovono solo per vie cave, dando lesione confinate a singoli organi, pertanto nei linfonodi non si avranno lesioni ascrivibili a tale periodo.


Linfoadenite tubercolare (segue)

Il complesso primario rappresenta la prima traccia evidente del micobatterio che provoca la prima lesione vicino alla porta di ingresso. Pertanto il complesso primario si sviluppa solo nelle sedi che rappresentano una via di infezione.

Può essere completo o incompleto in base alla presenza di lesioni tubercolari nell’organo e nel linfonodo tributario.

I linfonodi sedi di complesso primario sono i bronchiali, i meseraici e quello epatico.

La linfoadenite raggiata viene definita tale per la presenza della necrosi caseosa nei linfatici afferenti che pertanto appaiono evidenti come strie radiali che dalla corticale si dirigono verso la corticale.

Linfonodo bufalo: linfoadenite raggiata con focolaio polmonare. Complesso primario.

Linfonodo bufalo: linfoadenite raggiata con focolaio polmonare. Complesso primario.


Linfoadenite tubercolare (segue)

La generalizzazione acuta precoce è caratterizzata da una disseminazione massiva di micobatteri in circolo che si propagano e si portano a tutti gli organi provocando la formazioni di focolai tubercolari molto piccoli e numerosissimi che vengono definiti migliari.

È una forma gravissima che denota una carica virulenta estremamente elevata associata ad una scarsa resistenza immunitaria dell’ospite.

Linfonodo bovino: noduli migliari disseminati.

Linfonodo bovino: noduli migliari disseminati.

Linfonodo bovino: piccoli noduli caseosi disseminati.

Linfonodo bovino: piccoli noduli caseosi disseminati.


Linfoadenite tubercolare (segue)

La generalizzazione precoce protratta è una forma di disseminazione più lenta caratterizzata da ondate successive e ripetute nel tempo di micobatteri, che giunti nei vari organi danno lesioni nodulari di dimensioni diverse e tutte ben circoscritte da tessuto connettivo.

Tale generalizzazione è espressione di una carica batterica dotata di minore virulenza e di un organismo ospite resistente che riesce pertanto ad arginare le varie lesioni e a circoscriverle.

Le forme anatomiche legate a questo momento vengono definite nodulari nodose.

Linfonodo bovino.Noduli e nodi caseosi.

Linfonodo bovino.Noduli e nodi caseosi.


Linfoadenite tubercolare (segue)

Il collasso delle resistenze è caratterizzato dalla perdita della resistenza acquisita dal soggetto con l’infezione primaria. In seguito a ciò il micobatterio riacquista la capacità di generalizzare per via linfoematogena.

Linfoadenite apposizionale caratterizzata dalla apposizione di necrosi caseosa acuta su vecchie lesioni primarie.

Linfoadenite concentrica caratterizzata da più apposizioni acute di necrosi caseosa

Linfoadenite colliquante caratterizzata dalla presenza di una cavità centrale contenente liquido grumoso, denso ed emorragico.

Linfondo bovino: linfoadenite apposizionale.

Linfondo bovino: linfoadenite apposizionale.

Linfonodo bovino: linfoadenite colliquante.

Linfonodo bovino: linfoadenite colliquante.


Actinogranulomatosi

Si definisce complesso actinogranulomatosico una serie di lesioni sostenute da batteri, che determinano lesioni a fisionomia differente in vari organi, ma tutte caratterizzate dalla formazione di un granuloma.

I microorganismi appartenenti a tale complesso sono:

  • Actinomyces bovis (G +): actinogranulatosi ossea mandibolare dei bovini. Mastite dei suini.
  • Actinobacillus lignieresii (G – ): actinogranulomatosi cutanea (regione parotidea e della gola), linguale e linfonodale (linfonodi testa, torace e collo), talvolta polmonare. Nel suino lesioni linguali e padiglioni auricolari.
  • Staphyilococcus pyogenes aureus: mastiti actinogranulomatose nei bovini.
  • Nocardia asteroides: provoca flogosi essudative delle sierose nei piccoli animali.

Actinogranulomatosi: lesioni

La lesione tipica è il piogranuloma, un focolaio purulento cronico che in sezione di taglio è caratterizzato da una proliferazione fibrosa nell’ambito della quale sono alloggiati nidi di materiale molliccio, purulento, inodore e granuloso che alla compressione fuoriesce in forma di zaffi.

Istologicamente la lesione è caratterizzata da un centro necrotico circondato da un materiale acidofilo che conferisce una fisionomia detta “a fiamma”. Tale aspetto, inizialmente identificato come ife micotiche, è in realtà dovuto ad una reazione Ag-Ab (druse e clave).

Linfonodo bovino: nodulo actinogranulomatoso. Fonte: Marcato, 
Patologia sistematica veterinaria.

Linfonodo bovino: nodulo actinogranulomatoso. Fonte: Marcato, Patologia sistematica veterinaria.

Actinogranuloma: centro necrotico con lesione a fiamma e proliferazione di granulociti eosinofili.

Actinogranuloma: centro necrotico con lesione a fiamma e proliferazione di granulociti eosinofili.


Linfoadenitecaseosa (LAC) – pseudotubercolosi

Nota anche come “malattia degli ascessi” è una malattia cronica delle pecore e delle capre causata dal Corynebacterium pseudotubercolosis, agente eziologico anche della:

  • Linfangite ulcerosa del cavallo.
  • Poliartrite purulenta contagiosa dell’agnello.
  • Orchite purulenta del montone.

Linfoadenitecaseosa (LAC) – pseudotubercolosi (segue)

Malattia nella pecora. Via di contagio: lesioni cutanee legate soprattutto alla tosatura. Due le forme anatomopatologiche:
Forma superficiale: sedi più comuni di localizzazione sono i linfonodi sottomandibolari e prescapolari seguiti da:

  • Linfonodi precrurali.
  • Inguinali superficiali.
  • Ischiatici.
  • Sopramammari.
  • Poplitei.

Forma viscerale: o disseminata con lesioni anche agli organi. In ordine di frequenza i più colpiti:

  • Polmone.
  • Fegato.
  • Reni.
  • Cervello.
  • Midollo spinale.

Nota anche con il nome di thin ewe syndrome. La forma viscerale non rappresenta una fase di generalizzazione di un superficiale ma le due forme insorgono contemporaneamente, e sono espressione di stati di immunosoppressione.

Linfoadenitecaseosa (LAC) – pseudotubercolosi (segue)

Malattia nella capra. Ad eccezione delle capre di razza Angora, la tosatura n on costituisce un problema come via di contagio; la porta di ingresso è comunque rappresentata da lesioni cutanee (traumi, cornate) frequente anche la mucosa buccale in seguito a lesioni provocate da vegetali.

I linfonodi più colpiti sono i parotidei e i sottomandibolari.

Caratteristica è anche una lesione a livello di ghiandola mammaria (mastite pseudotubercolare).

Linfoadenitecaseosa (LAC) – pseudotubercolosi

Le lesioni sono caratterizzate da processi piogranulomatosi con pus glutinoso giallo verdastro, che progressivamente diventa compatto e di aspetto stratificato lamellare.

I linfonodi si presentano aumentati di volume e al taglio, mostrano una massa di materiale caseo-purulento giallastro, spesso molle e cremoso con caratteristiche stratificazioni concentriche (aspetto a foglia di cipolla). Tale aspetto è caratteristico di tale malattia nella pecora mentre manca quasi sempre nella capra.

Linfonodo ovino: essudato purulento di aspetto lamellare. Linfoadenite caseosa.

Linfonodo ovino: essudato purulento di aspetto lamellare. Linfoadenite caseosa.

Linfonodo ovino: essudato puruleto con aspetto a foglia di cipolla.

Linfonodo ovino: essudato puruleto con aspetto a foglia di cipolla.


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