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Brunella Restucci » 2.Anatomia patologica della milza


Cenni di anatomia

La milza è un viscere addominale localizzato nell’ipocondrio sinistro.

Ha forma diversa nelle varie specie.

Nell’equino ha una forma a falce appiattita.

Nel bovino ha forma rettangolare e margini smussati.

Milza di equino

Milza di equino

Milza di bovino

Milza di bovino


Cenni di anatomia (segue)

Nel suino ha una forma allungata e l’ilo si apre in tutta la lunghezza.

Nel cane ha una forma allungata e leggermente incurvata con estremità ventrale slargata.

Milza di suino

Milza di suino

Milza di cane

Milza di cane


Cenni di anatomia (segue)

In sezione di taglio si osservano aree rotondeggianti più chiare, note anche col nome di corpuscoli del Malpighi, di pochi mm che costituiscono la polpa bianca sparse in un tessuto molle rosso scuro che costituisce la polpa rossa.

La polpa bianca forma delle guaine linfatiche periarteriose, che iniziano nel punto in cui le arterie penetrano nel parenchima quindi ne seguono il decorso fin dove le arterie si sfioccano in un ciuffo di piccoli capillari. Lungo il decorso delle guaine sono dislocati i centri germinativi.

Pur se costituite entrambe da tessuto linfatico guaine e centri differiscono dal punto di vista funzionale, infatti nelle guaine sono alloggiati linfociti provenienti dal pool circolante nei centri vi sono alloggiati soprattutto linfociti provenienti dal midollo con un’organizzazione sovrapponibile ai centri dei linfonodi.

I linfociti provenienti dal pool ricircolante sono sia T che B e rappresentano la maggior parte degli elementi linfoidi splenici;
I linfociti T sono posti al centro delle guaine, i B in periferia.

Riconoscimento di lesione

Prima di parlare di lesioni e quindi di aspetti patologici è fondamentale saper riconoscere strutture normali il cui aspetto potrebbe trarre in inganno….

Freccia 1: tessuto adiposo subcapsulare normalmente presente sulla superficie esterna della milza.
Freccia 2: piccola lacerazione della capsula senza segni di reattività dell’organo avvenuta dopo la morte dell’animale e quindi senza alcun significato.
Ο piccola lacinia fibrinosa che si instaura in seguito a piccole lesioni capsulari di natura traumatica causate dallo sfregamento dell’organo sulla parete addominale o sulla superficie ruminale.

Milza di bovino che non presenta lesioni significative.

Milza di bovino che non presenta lesioni significative.


Processi infiammatori e reattivi

Denominati comunemente spleniti racchiudono sia gli stati flogistici veri e propri sia gli stati reattivi che testimoniano la compartecipazione della milza, quale organo linfatico, nella difesa dell’organismo in processi patologici generalizzati sia acuti/setticemici sia ad andamento più lento (sub-acuto/cronici). Si distinguono pertanto:

  • Stati reattivi acuti:
    • splenite congestizio-emorragica.
  • Stati reattivi sub-acuto/cronici:
    • splenite iperplastica.
  • Stati infiammatori:
    • Splenite purulenta.
    • Necrotizzante.
    • Spleniti croniche.
    • Spleniti specifiche/granulomatose.

Splenite congestizio emorragica

È uno stato reattivo acuto che caratterizza patologie e ad andamento setticemico e raggiunge la massima espressione in malattie infettive quali la forma maligna acuta dell’afta epizootica, la forma iperacuta dell’anemia infettiva equina e soprattutto, il mal rosso acuto del suino e il carbonchio ematico nel bovino e nei piccoli ruminanti.

La milza presenta un aumento di volume variabile in grado diverso a seconda della gravità del processo patologico in atto.

Può presentare, quindi, aumento moderato e anche localizzato fino ad aumenti diffusi e di enorme gravità.

Negli stati più moderati la milza presenta margini lievemente arrotondati e capsula non molto tesa; la parte centrale può risultare più rilevata e di consistenza più soda.

Al taglio, la superficie proicide e assume forma convessa.
Passando la lama del coltello sulla superficie di taglio si asporta una discreta quantità di polpa.

Milza di cane aumentata di volume con margini arrotondati.

Milza di cane aumentata di volume con margini arrotondati.


Splenite congestizio emorragica (segue)

Negli stati più gravi, che si verificano nei processi setticemici acuti, la milza risulta enormemente aumentata di volume, con margini tondi e capsula molto tesa al di sotto della quale si intravede la polpa.

Al taglio, la polpa fuoriesce e spesso defluisce sul piano di taglio.

Spesso coesiste un edema che conferisce alla polpa un colorito rosso brillante e una consistenza gelatinosa.

Milza di cane. Polpa scura e granulosa, che tende a defluire.

Milza di cane. Polpa scura e granulosa, che tende a defluire.

Milza di cane. Maggiore ingrandimento.

Milza di cane. Maggiore ingrandimento.


Splenite iperplastica

La Splenite iperplastica è uno stato reattivo che caratterizza patologie generalizzate ad andamento lento quali mal rosso cronico del suino, brucellosi e la tubercolosi del bovino e dei piccoli ruminanti, la leishmaniosi del cane e tutte le parassitosi croniche. Essa tuttavia raggunge il suo massimo sviluppo nelle frome protozoarie del sangue.

La milza si presenta aumentata di volume,con margini e capsula tesi. Al taglio la polpa proicide assumendo una superficie convessa. In superficie di taglio si osservano i follicoli che di colorito biancastro che spiccano sul fondo rosso.

Passando sulla superficie la parte non tagliente del coltello si asporta parte della polpa.

Milza di cane. Splenite iperplastica

Milza di cane. Splenite iperplastica

Milza di cane. Splenite iperplastica. Sezione di taglio

Milza di cane. Splenite iperplastica. Sezione di taglio


Splenite iperplastica (segue)

Milza di suino. Splenite iperplastica. L’organo si presenta aumentato di volume, con margini arrotondati e superficie bozzellata.

Milza di suino. Splenite iperplastica. L'organo si presenta aumentato di volume, con margini arrotondati e superficie bozzellata.


Splenite purulenta

Le flogosi spleniche sono eventi rari e le forme più comuni sono rappresentate dalla splenite purulenta e necrotizzante.

La splenite purulenta è in genere di natura embolico-metastatica, legata all’arrivo di piogeni per via ematica, attraverso le arterie spleniche. È caratterizzata dalla presenza di più focolai ascessuali ed è espressione di setticopioemia.

In casi di infezioni molto gravi da piogeni, la splenite può non assumere la fisionomia ascessuale, ma l’essudato infiltra il parenchima e la flogosi verrà definita splenite purulenta diffusa o flemmonosa.

Bovino. Splenite purulenta. Ascessi multipli disseminati nella polpa.

Bovino. Splenite purulenta. Ascessi multipli disseminati nella polpa.


Splenite purulenta (segue)

Splenite purulenta traumatica
Legata alla presenza di corpi estranei appuntiti in genere di natura metallica che i bovini ingeriscono accidentalmente con gli alimenti e che in seguito ai movimenti contrattili dei prestomaci possono perforare tali organi (rumine-reticolo), portarsi in cavità addominale e perforare altri organi.

Data la sua posizione anatomica, in genere la milza può essere raggiunta da corpi estranei perforanti il rumine. Ma è una evenienza rara.

Nel caso di insorgenza per infissione diretta del coro estraneo, la flogosi sarà caratterizzata da un solo focolaio flogistico, caratterizzato da un grosso ascesso all’interno del quale a volte possibile ritrovare il corpo estraneo.

Splenite necrotizzante

La splenite necrotizzante insorge in corso di infezioni da fusobacterium necrophorum che giunge alla milza per via ematogena da altri focolai, più frequentemente da lesioni podali o uterovaginali.

La milza presenta focolai di necrosi coagulativa asciutti e di colore nerastro.

Spleniti croniche

Insorge in genere come conseguenza di una flogosi acuta ed è caratterizzata da una involuzione della polpa rossa e dei follicoli, e da ispessimenti delle trabecole connettivali e della capsula.

Bovino. Splenite cronica.

Bovino. Splenite cronica.


Disturbi di circolo splenici

  • Iperemie
    • Attive
      • Spleniti acute
    • Passive
      • Ipertensione portale – cardiopatie
  • Emorragie
    • Diffuse
      • Traumatiche
    • Ematomi
      • Traumatiche
  • Infarti
    • Bianchi
    • Rossi
      • Peste suina classica
      • Parvovirosi
      • PMWS

Iperemia passiva

L’iperemia passiva è detta anche stasi splenica ed è legata a difficoltà di deflusso ematico dovuto a:

  • Cause locali: ipertensione portale, trombosi vene spleniche.
  • Cause generali: stasi generalizzata per vizi cardiaci.

Nelle stasi acute, la milza si presenta aumentata di volume con margini arrotondati e al taglio sgorga sangue scuro nerastro. A carico della polpa manca il rammollimento che caratterizza la splenite congestizio-emorragica.
Istologicamente si osserva grossa quantità di eritrociti che diffondono nel parenchima e smembrano le strutture follicolari provocando reazione flogistica.

Cane. Milza da stasi: l’organo presenta margini arrotondati ed una modificazione di forma legata all’aumento di volume.

Cane. Milza da stasi: l'organo presenta margini arrotondati ed una modificazione di forma legata all'aumento di volume.

Cane Milza da stasi: allagamenti ematici  smembrano l’architettura splenica.

Cane Milza da stasi: allagamenti ematici smembrano l'architettura splenica.


Iperemia passiva (segue)

Nelle stasi croniche la milza appare aumentata di volume, di colorito scuro, quasi nerastro, e di consistenza dura. La superficie appare rugosa.

Istologicamente, gli eritrociti sono in quantità molto ridotta rispetto alle stasi acute, e predominano i segni della reazione flogistica cronica, con proliferazione linfo plasmocitaria e macrofagica e ispessimenti connettivali. Sempre presenti cellule macrofagiche che fagocitano granuli di emosiderina.

Cane. Milza aumentata di volume con margini arrotondati e colorito scuro. Stasi cronica.

Cane. Milza aumentata di volume con margini arrotondati e colorito scuro. Stasi cronica.

Milza da stasi cronica. Infiltrato linfoplasmacellulare e macrofagi di colorito marrone dovuto al pigmento emosiderinico.

Milza da stasi cronica. Infiltrato linfoplasmacellulare e macrofagi di colorito marrone dovuto al pigmento emosiderinico.


Emorragie

Ematomi splenici
Sono molto frequenti data la fragilità dei capillari splenici e conseguono a rotture traumatiche. Possono essere singoli e di dimensioni anche notevoli o multipli.

Non danno problemi a meno che le dimensioni elevate non provochino compressioni sulle strutture adiacenti.

Nel cane vanno differenziati da lesioni neoplastiche in particolare dagli emangiomi ed emangiosarcomi che anche istologicamente possono presentare quadri morfologici sovrapponibili.

Milza di cane. Lesione sferica a margini netti di colore rosso scuro. Ematoma.

Milza di cane. Lesione sferica a margini netti di colore rosso scuro. Ematoma.


Infarti splenici

La circolazione arteriosa della milza è di tipo terminale, per cui un occlusione vasale porta all’insorgenza di lesioni infartuali che possono essere rossi/emorragici o bianchi/ischemici.

Gli infarti rossi sono i più frequenti e sono in genere localizzati ai margini della milza, hanno forma grossolanamente triangolare con apice interno, sono di colore nero e sporgono sulla superficie dell’organo.

La presenza di infarti splenici è caratteristica in corso di peste suina e di parvovirosi del cane.

Milza di suino. Lesioni inartuali di colorito nerastro e a margini netti.

Milza di suino. Lesioni inartuali di colorito nerastro e a margini netti.

Milza di suino. Lesioni inartuali di colorito nerastro e a margini netti.

Milza di suino. Lesioni inartuali di colorito nerastro e a margini netti.


Neoplasie spleniche

Le neoplasie primarie della milza sono piuttosto rare e possono essere divise in:

  1. Neoplasie delle cellule mielolinfopoietiche:
    • Neoplasie mieloidi.
    • Neoplasie linfoidi.
    • Neoplasie istiocitiche.
  2. Neoplasie vascolari:
    • Angiomi.
    • Angiosarcomi.

Rari gli altri tipi di neoplasia.

Milza di cane enormemente aumentata di volume, di colore rosso chiaro e presenza di neoformazione sulla superficie. Linfoma.

Milza di cane enormemente aumentata di volume, di colore rosso chiaro e presenza di neoformazione sulla superficie. Linfoma.


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