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Brunella Restucci » 8.Anatomia patologica dello stomaco


La parete gastrica

La parete gastrica è costituita da diversi strati. Partendo dall’interno:

  1. Mucosa: costituita da un epitelio monostratificato che poggia su una membrana basale, da una lamina propria e da un esile strato muscolare la muscolaris mucosae.
  2. Sottomucosa con le ghiandole.
  3. Muscolare.
  4. Sierosa.
Cane. Stomaco. Aspetto della parete gastrica normale.

Cane. Stomaco. Aspetto della parete gastrica normale.


Cambiamenti di posizione

  • Dislocazioni.
  • Torsioni.
  • Invaginamenti.

Dislocazione dell’abomaso

La dislocazione dell’abomaso è un problema multifattoriale, le cui cause possono ricercarsi nell’alimentazione, nella gestione aziendale e nella bovina stessa.
Essa si verifica quando l’abomaso si sposta dalla sua collocazione normale, nella parte ventrale destra dell’addome, verso il lato sinistro (più frequentemente) o destro dell’animale e, in questo caso, può essere ulteriormente aggravata dalla torsione dell’organo sull’asse mesenterico. Anche se questa patologia può presentarsi in qualunque momento, la maggior parte dei casi di dislocazione si verifica entro il primo mese dal parto.

Dislocazione abomasale a destra

Dislocazione abomasale a destra

Dislocazione abomasale a sinistra

Dislocazione abomasale a sinistra


Dislocazione dell’abomaso (segue)

Non esiste una causa specifica per la dislocazione dell’abomaso ma una serie di fattori predisponenti. In generale, qualunque motivo causi all’animale inappetenza – e perciò una minore assunzione di sostanza secca – può essere un fattore inducente dislocazione.
Un passaggio troppo veloce dalle razioni ad alto contenuto in fibra ( immediato pre-parto) a quelle ad alta percentuale di concentrati; condizioni di scarso spazio alla mangiatoia, lettiera sporca, abbeveratoi non correttamente posizionati, insilati e foraggi ammuffiti o di scarsa appetibilità; parti difficili, collasso puerperale, metriti, mastiti, ritenzioni placentari, chetosi ecc. sono tutti fattori che predispongono alla dislocazione abomasale, in quanto influiscono sull’appetito dell’animale.

Il periodo successivo al parto inoltre rappresenta un momento decisamene critico anche per l’improvviso spazio che si viene a creare in cavità addominale dopo lo svuotamento e la retrazione dell’utero.

Dislocazione dell’abomaso (segue)

Particolarmente grave è la dislocazione abomasale seguita da torsione che determina schiacciamento dei vasi ematici e linfatici con conseguente stasi, che se la situazione perdura porta all’infarcimento emorragico con successiva necrosi della mucosa, che può estendersi in profondità interessando tutta la parete.

Se la dislocazione abomasale con torsione non viene risolta, si instaurano ipopotassiemia, ipocloremia, alcalosi metabolica seguita da acidosi , grave disidratazione e shock con morte dell’animale.

Dislocazione dell’abomaso (segue)

L’abomaso dislocato appare fortemente dilatato e ripieno di liquido sanguinolento brunastro. La mucosa è arrossata ed edematosa, e nei casi più gravi presenta i segni dell’infarcimento emorragico e della necrosi che possono portare alla rottura dell’organo.

Talvolta omaso e reticolo possono essere coinvolti nel movimento rotatorio dell’abomaso.

Bovino. Abomaso. A destra la parete si presenta congesta con emorragie ed aree di necrosi. Fonte: Marcato P. S., Patologia Sistematica Veterinaria. Il Sole 24 Ore-Edagricole, 2002.

Bovino. Abomaso. A destra la parete si presenta congesta con emorragie ed aree di necrosi. Fonte: Marcato P. S., Patologia Sistematica Veterinaria. Il Sole 24 Ore-Edagricole, 2002.


Torsione gastrica

Frequente nel cane, in particolare le razze di grossa taglia, e nel suino, in particolare nella scrofa dopo il parto.

Se la torsione è totale (180°-360°) si verifica uno stiramento con compressione dei vasi con conseguente stasi a monte e ischemia a valle.

Lo stomaco,inoltre, andrà incontro a dilatazione.

Nella rotazione lo stomaco trascina anche la milza.

Cane. Torsione gastrica con dilatazione e spostamento della milza al centro della cavità addominale.

Cane. Torsione gastrica con dilatazione e spostamento della milza al centro della cavità addominale.

Cane. Stomaco dilatato in seguito a torsione. Milza con gravi segni di stasi.

Cane. Stomaco dilatato in seguito a torsione. Milza con gravi segni di stasi.


Ulcera gastrica

Frequente nel suino e nel bovino, più rara nel cane e nel cavallo, rarissima nel gatto.

Può essere poco profonda non oltrepassando la muscolaris mucosae (erosione gastrica), o più profonda estendendosi nella sottomucosa (ulcera).

L’ulcera gastrica è il risultato di uno squilibrio fra fenomeni aggressivi/distruttivi e fenomeni difensivi.

Più precisamente è il risultato di un:

  • Aumento dei fattori distruttivi (secrezioni acide gastriche).
  • Diminuzione dei fattori difensivi (barriera mucosa dello stomaco) che si oppone alla diffusione degli ioni acidi H+.

Qualsiasi sostanza che ha il potere di forzare la barriera mucosa, esponendo la mucosa gastrica all’effetto delle secrezioni gastriche, può avere effetto ulcerogeno.

Ulcera gastrica (segue)

Il potere di forzare la barriera è legato alla liposolubilità di una sostanza, cioè alla sua capacità di attraversare lo strato fosfolipidico delle membrane cellulari delle cellule dell’epitelio gastrico.

Quando una sostanza combina in se entrambe le capacità di attraversare la membrana cellulare delle cellule dell’epitelio gastrico e di diminuire l’effetto protettivo della barriera della mucosa,d etermina una desquamazione dell’epitelio e si realizza un aumento del flusso a ritroso di ioni H+ che diffondono nella mucosa.

La diffusione di ioni H+ nella mucosa determina:

  • Liberazione di istamina dalle mastzellen.
  • Emorragie capillari.

Le zone di mucosa devitalizzate dall’emorragia subiscono la digestione peptica delle sostanze gastriche e si formano lesioni erosive (erosione peptica).

Ulcera gastrica (segue)

Alla base della lesione erosiva vi è una necrosi coagulativa e al di sopra di essa si stende un essudato fibrinoso mentre al di sotto di essa, nella lamina propria ancora indenne, si ha una essudazione siero granulocitaria, e formazione di un tessuto di granulazione dal quale poi origina la proliferazione connettivale che da origine alla cicatrice.

La retrazione del tessuto cicatriziale determina una introflessione della mucosa indenne verso il fondo dell’ulcera.

Stomaco. Aspetto istologico di un’ulcera. Ematossilina-eosina.

Stomaco. Aspetto istologico di un'ulcera. Ematossilina-eosina.

Stomaco suino. Ulcere disseminate sulla mucosa.

Stomaco suino. Ulcere disseminate sulla mucosa.


Gastriti

Sono considerate le cause più comuni di vomito sia nel cane che nel gatto.

Poco studiate.

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Negli altri animali sono decisamente meno frequenti.

Negli animali da produzione, la patologia infiammatoria dello stomaco riguarda principalmente gli animali molto giovani (agnelli vitelli suinetti) ed in genere è parte di complessi di lesioni causate da agenti infettivi.

Negli animali da compagnia, a parte le patologie infettive dei cuccioli, diviene patologia degli animali più anziani.

Gastriti: classificazione


Gastriti negli animali da produzione

Bovini e ovini

  • Agenti fisici: razioni abbondanti- materiali estranei.
  • Agenti chimici. Sostanze irritanti.
  • Agenti infettivi:virus: peste bovina/BVD batteri: clostridiosi.

Suini

  • Agenti fisici: razioni abbondanti- materiali estranei.
  • Agenti chimici. Sostanze irritanti.
  • Agenti infettivi:
  1. virus: peste suina classica;
  2. batteri: clostridiosi.

Clostridiosi

BRADSOT

Agente eziologico: clostridium septicum.

Gastrotossiemia iperacuta altamente letale che colpisce gli agnelli di 6-18 mesi in paesi a clima molto freddo.

Insorge in seguito all’assunzione di alimenti gelati che determinano necrosi della mucosa abomasale. Nell’ambito dei focolai necrotici le spore del clostrium danno vita alle frome vegetative che sono tossigene.

La lesione è caratterizzata da un’abomasite emorragica, con necrosi diffusa.

La parete abomasale è ispessita per il grave edema e possono essere presenti bolle di gas.

Gastriti negli animali da compagnia


Gastriti: patogenesi


Gastriti negli animali da compagnia

Negli animali la gastrite,a meno che non sia molto grave e acuta, non dà lesioni anatomopatologiche eclatanti ed anche la sintomatologia è solitamente scarsa rappresentata da episodi ricorrenti di vomito.

La diagnosi è infatti sempre supportata dall’esame istologico eseguito su biopsie effettuate mediante endoscopia.

Istologicamente si considerano:

  • Gastrite semplice.
  • Gastrite atrofica.
  • Gastrite ipertrofica.
  • Gastrite eosinofilica.

Gastrite cronica semplice

Detta anche gastrite cronica attiva è caratterizzata da infiltrazione di linfociti e plasmacellule, raramente granulociti neutrofili, nella lamina propria e da un modico aumento del connettivo stromale.

L’epitelio gastrico può presentarsi assottigliato o anche eroso.

Cane. Stomaco. Infiltrazione di linfociti e plasmacellule e lieve aumento del connettivo. Ematossilina-eosina.

Cane. Stomaco. Infiltrazione di linfociti e plasmacellule e lieve aumento del connettivo. Ematossilina-eosina.

Particolare della foto sopra. Linfociti e plasmacellule nella amina propria.

Particolare della foto sopra. Linfociti e plasmacellule nella amina propria.


Gastrite atrofica

E’ caratterizzata da infiltrazione di linfociti plasmacellule, aumento del connettivo stromale, diminuzione fino alla scomparsa delle cellule delle ghiandole gastriche.
L’epitelio si presenta appiattito con scomparsa delle pliche.

Cane. Stomaco. Appiattimento dell’epitelio gastrico e infiltrazione linfoplasmocitaria nella lamina propria.

Cane. Stomaco. Appiattimento dell'epitelio gastrico e infiltrazione linfoplasmocitaria nella lamina propria.

Cane. Stomaco. Drastica diminuzione delle ghiandole gastriche.

Cane. Stomaco. Drastica diminuzione delle ghiandole gastriche.


Gastrite ipertrofica

E’ caratterizzata macroscopicamente dalla presenza di pliche rilevate e ingrossate, che a volte assumono fisionomia polipoide, ricoperte da muco denso e vischioso.

Istologicamente si ha una ipertrofia-iperplasia delle ghiandole con fenomeni anche di metaplasia mucosa.

La gastrite ipertrofica si osserva nel cane, (razza basenji particolarmente colpita), associata a gastroenteropatia proteinodisperdente e occasionalmente nei suini macellati.

Cane stomaco ipertrofia delle ghiandole dell’antro che si presentano allungate e toccano le pliche epiteliali.

Cane stomaco ipertrofia delle ghiandole dell'antro che si presentano allungate e toccano le pliche epiteliali.

Cane. Stomaco. Gastrite ipertrofica.

Cane. Stomaco. Gastrite ipertrofica.


Gastrite eosinofilica

Può presentarsi in forma focale (granuloma gastroenterico) o in forma diffusa.

Istologicamente è caratterizzata da infiltrazione di eosinofili nella lamina propria e talvolta anche nella sottomucosa.

E’ associata a fenomeni di ipersensibilità alimentari, a infestioni parassitarie, o a fenomeni immunomediati.

Cane. Stomaco. Diffuso infiltrato eosinofilico.

Cane. Stomaco. Diffuso infiltrato eosinofilico.

Cane. Stomaco. Granulociti eosinofili tra le ghiandole.

Cane. Stomaco. Granulociti eosinofili tra le ghiandole.


Neoplasie gastriche

I tumori gastrici sono molto rari negli animali domestici, tra questi il più colpito è il cane.

L’età di insorgenza varia dai 3 ai 16 anni con una età media di 9.5 anni.

Maggiormente predisposti i maschi con un rapporto di 17:7 per i carcinomi.

Non sembra esserci predisposizione di razza. Suggerita una predisposizione genetica nel pastore belga.

Neoplasie gastriche: classificazione

Tumori primari epiteliali (Tumori ghiandolari)

  • Adenoma: papillare; tubulare.
  • Adenocarcinoma:
    • tubulare;
    • papillare;
    • a cellule “signet ring”;
    • mucinoso.
  • Carcinoma indifferenziato: solido.

Tumori primari non epiteliali (Tumori non ghiandolari)

  • Leiomioma/leiomiosarcoma.
  • Linfoma.
  • Lipoma/liposarcoma.
  • Fibroma/fibrosarcoma.
  • Emangioma.
  • Carcinoidi.

Neoplasie epiteliali benigne

I tumori benigni si sviluppano per lo più come masse a superficie liscia non ulcerata, sporgenti nel lume gastrico.

Istologicamente sono caratterizzati da strutture papillari e tubulari (adenoma tubulo-papillare) ricoperte da cellule epiteliali pluristratificate ma senza caratteri di malignità.

Cane. Stomaco. Neoplasia gastrica benigna.

Cane. Stomaco. Neoplasia gastrica benigna.

Cane. Stomaco. Adenoma papillare.

Cane. Stomaco. Adenoma papillare.


Neoplasie epiteliali maligne

Adenocarcinoma tubulare gastrico. Cellule maligne che invadon la sottomucosa. Ematossilina eosina.
Le neoplasie maligne (carcinomi) presentano crescita infiltrativa causando scomparsa delle pliche gastriche e ulcerazioni della mucosa.

Istologicamente le cellule neoplastiche, formano strutture tubulari e/o papillari. Elemento diagnostico e prognostico fondamentale è lo sconfinamento da parte della proliferazione neoplastica della membrana basale con invasione della sottomucosa fino allo strato muscolare e sieroso.

Cane. Stomaco. Neoplasia maligna

Cane. Stomaco. Neoplasia maligna

Adenocarcinoma tubulare gastrico. Cellule maligne che invadon la sottomucosa. Ematossilina eosina.

Adenocarcinoma tubulare gastrico. Cellule maligne che invadon la sottomucosa. Ematossilina eosina.


Signet ring carcinoma

Un reperto istologico comune è la presenza di cellule epiteliali secernenti muco che presentano un ampio citoplasma con un grosso vacuolo che spinge il nucleo alla periferia (aspetto ad”anello con castone”- signet ring carcinoma.

Cane. Signet ring carcinoma. Cellule contenenti un grosso vacuolo citoplasmatico con ncleo schiacciato in periferia.

Cane. Signet ring carcinoma. Cellule contenenti un grosso vacuolo citoplasmatico con ncleo schiacciato in periferia.


Neoplasie mesenchimali maligne

I più frequenti sono i leiomiomie i leiomiosarcomi.

Macroscopicamente sono rotondi o ovalari, di dimensioni variabili da 0.5 a 24 cm, capsulati e sporgenti nel lume ricoperti da mucosa intatta. La superficie di taglio è rosa-biancastra e ha un aspetto asciutto e consistenza piuttosto dura.

Il sito più frequente di insorgenza è la giunzione gastroesofagea, seguita dal cardias, fondo e piloro.

Cane. Stomaco. Proliferazione neoplastica a carico della tonaca muscolare.

Cane. Stomaco. Proliferazione neoplastica a carico della tonaca muscolare.


Leiomiosarcomi

Istologicamente sono caratterizzati da fasci di cellule fusate che proliferano in varie direzioni a volte fondendosi le une con le altre. In sezione longitudinale, le cellule neoplastcihe mostrano un abbondante citoplasma eosinofilico e nuclei leggermente allungati con cromatina a piccolissime zolle e nucleoli piccoli.

Le cellule sono fortemente PAS positive per la presenza di glicogeno.

Proliferazione di cellule fusate di natura muscolare colorate in giallo, che invadono la parete gastrica (colorazione di Van Gieson)

Proliferazione di cellule fusate di natura muscolare colorate in giallo, che invadono la parete gastrica (colorazione di Van Gieson)

Presenza di materiale PAS+ nel citoplasma delle cellule (metodica PAS).

Presenza di materiale PAS+ nel citoplasma delle cellule (metodica PAS).


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