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Brunella Restucci » 5.Lesioni della cavità orale: stomatiti vescicolari e papulo-pustolose


Stomatiti

Le flogosi della cavità orale vengono classificate in:

Superficiali → Profonde
Aspecifiche  → Acute
Specifiche → Croniche

Primitive → Secondarie
Idiopatiche → Sintomatiche

Stomatiti: classificazione

Classificazione in base all’essudato:

  • Stomatite catarrale.
  • Stomatite purulenta.
  • Stomatite gangrenosa.
  • Stomatite fibrinosa (crupale/difteroide).
  • Stomatite necrotica.

Stomatiti: classificazione (segue)

Classificazione in base alla lesione elementare:

  • Stomatite vescicolare.
  • Stomatite papulosa.
  • Stomatite pustolosa.
  • Stomatite erosivo/ulcerosa.

Lesioni elementari

  • Vescicola: raccolta di essudato sieroso nello spessore dell’epitelio pavimentoso polistratificato.
  • Bolla: vescicola di diametro superiore a 10mm.
  • Afta: vescicola necrotica ricoperta da essudato necrotico-fibrinoso.
  • Pustola: come la vescicola, ma l’essudato è purulento.
  • Papula: sopraelevazione solida per infiltrazione siero-cellulare della membrana propria.
  • Erosione: perdita di sostanza fino alla membrana basale o alla muscolaris mucosae.
  • Ulcera: perdita di sostanza fino alla sottomucosa o oltre.
Vescicola: raccolta di essudato sieroso nell’ambito dello strato spinoso.

Vescicola: raccolta di essudato sieroso nell'ambito dello strato spinoso.

Pustola: granulociti neutrofili e detriti necrotici che complicano l’essudato sieroso.

Pustola: granulociti neutrofili e detriti necrotici che complicano l'essudato sieroso.


Lesioni elementari (segue)

Stomatite vescicolare
Flogosi superficiale caratterizzata dalla formazione di vescicole, contenenti essudato sieroso, nella compagine dell’epitelio polistratificato.

La vescicola si forma per degenerazione idropica/palloniforme delle cellule dello strato spinoso, che si rigonfiano. In seguito a rottura il liquido sieroso accumulato si riversa tra le cellule formando una raccolta. Intervengono successivamente fenomeni infiammatori essudativi e cellulari.

Degenerazione palloniforme  a carico delle cellule epiteliali dello starto spinoso.

Degenerazione palloniforme a carico delle cellule epiteliali dello starto spinoso.

Formazione di più vescicole nell’ambito dell’epitelio.

Formazione di più vescicole nell'ambito dell'epitelio.


Lesioni elementari (segue)

In seguito a traumatismi la vescicola si rompe, l’essudato sieroso si riversa, e residua un erosione superficiale con superficie leggermente emorragica.
Se non intervengono fenomeni di complicazione batterica secondaria, l’erosione guarisce con restitutio ad integrum.
L’intervento di batteri secondari può complicare invece la lesione trasformandola in ulcera, che è una perdita di sostanza più profonda dell’erosione.

Stomatiti vescicolari

Stomatiti in corso di Malattie vescicolari:

  1. Afta epizootica.
  2. Stomatite vescicolare.
  3. Malattia vescicolare.
  4. Esantema vescicolare.

Afta epizootica

Malattia infettiva virale che colpisce tutti gli animali ad unghia fessa.
Agente eziologico:

  • RNAvirus.
  • famiglia Picornaviridae.
  • genere Aftovirus.

Afta epizootica: patogenesi


Afta epizootica: lesioni

Le lesioni sono caratterizzate da vescicole localizzate sulla faccia interna delle labbra e delle guance, sulle gengive, palato duro e sulla faccia dorsale e sui margini laterali della lingua.
Le vescicole iniziali sono molto piccole e difficili da apprezzare. Per confluenza possono produrre bolle di circa 5-6 cm di diametro.

Dopo breve tempo le vescicole si rompono lasciando erosioni con fondo arrossato e brandelli di epitelio ancora integro.

Suino: piccola erosione rotonda sul palato duro.

Suino: piccola erosione rotonda sul palato duro.

Suino: Erosioni a margini netti sulla lingua.

Suino: Erosioni a margini netti sulla lingua.


Afta epizootica: lesioni (segue)

Altri siti di formazione delle vescicole sono rappresentati dal rumine (pilastri), dai capezzoli, da altre zone glabre della pelle, e dagli spazi interdigitali dove frequente è la complicazione batterica secondaria, con formazione di ulcere profonde.

Bovino: Rumine piccole erosioni presenti sulla mucosa. Fonte: Mouwen, Van Der Gaag, Pospischil, Pohelnz, Atlante a colori della Patologia Veterinaria dell’Apparato digerente. Giraldi, 2002

Bovino: Rumine piccole erosioni presenti sulla mucosa. Fonte: Mouwen, Van Der Gaag, Pospischil, Pohelnz, Atlante a colori della Patologia Veterinaria dell'Apparato digerente. Giraldi, 2002

Suino: Grosse e profonde ulcere negli spazi interdigitali.

Suino: Grosse e profonde ulcere negli spazi interdigitali.


Afta maligna

Particolare orma di afta epizootica è la cosiddetta Afta maligna. Colpisce gli animali giovani ed è caratterizzata da:

  • Assenza di lesioni vescicolari.
  • Miocardite interstiziale (cuore tigrato di Kitt).
  • Morte improvvisa (afta apoplettica).

La lesione miocardica è costituita da strisce e chiazze biancastre e/o giallastre, a margini sfumati che infiltrano le fibre, in particolare a livello della parete ventricolare sinistra, del setto interventricolare e nei muscoli papillari.

Bovino. Cuore: strie biancastre nel miocardio.

Bovino. Cuore: strie biancastre nel miocardio.


Conseguenze dell’afta

  • Ipertricosi.
  • Turbe della termoregolazione.
  • Miocardosi.
  • Diabete mellito.

Stomatite vescicolare

Malattia infettiva del cavallo, bovino e suino, trasmissibile anche all’uomo.

Agente eziologico: DNAvirus.
Famiglia: Rabdoviridae.
Genere: rabdovirus.

Il contagio avviene per via diretta o tramite insetti.
Le lesioni sono caratterizzate da vescicole in cavità orale, cercine coronario, capezzoli.

Malattia vescicolare

Malattia infettiva del suino trasmissibile all’uomo comparsa in Italia nel 1966.

Agente eziologico: RNAvirus.
Famiglia: picornaviridae.
Genere: enterovirus.

La comparsa della malattia è strettamente connessa all’importazione di suini e di carni da paesi infetti.

I suini eliminano il virus con le feci diffondendo il contagio.

Il virus sopravvive a temperature inferiori a 5° per cui può essere ritrovato vivo anche nei salumi.

Altra fonte di contagio è rappresentata da lombrichi, nel cui intestino il virus rimane vitale.

Malettia vescicolare

Le lesioni sono del tutto sovrapponibili a quelle che si riscontrano in corso di afta epizootica, con vescicole che dopo rottura generano piccole erosioni.

Il virus può localizzarsi anche a livello cerebrale con conseguente insorgenza di una encefalomielite.

Suino. Lesioni vescicolari ed erosive sul musello.

Suino. Lesioni vescicolari ed erosive sul musello.


Tabella riassuntiva


Stomatite papulosa

Flogosi caratterizzata dalla formazione di papule.

La papula è una lesione sopraelevata e di consistenza dura. Si forma in seguito ad infiltrazione prima sierosa e poi cellulare dello spessore dell’epitelio polistratificato.

La papula può suppurare (papula pustolosa) o subire una fluidificazione centrale per il raccogliersi di liquido sieroso nella parte centrale, tra lo strato corneo e quello basale (papula vescicolosa).

Stomatite papulosa del bovino

Malattia infettiva esclusiva del bovino a decorso tendenzialmente benigno caratterizzata dalla comparsa di papule sul musello, all’interno delle labbra e sulle gengive.

Agente eziologico: DNAvirus.
Famiglia: Poxviriade.
Genere: parapoxvirus.

Le lesioni inizialmente sono rappresentate da focolai eritematosi da cui originano dopo 24-48 ore pacche di 1 mm di diametro di colore grigiastro che dopo alcuni giorni raggiungono le dimensioni di 2-3 cm.
Successivamente la placca subisce una necrosi centrale che diviene molliccia.
Per cui la lesione conclamata ha una caratteristica morfologia a bersaglio con strati concentrici.
In seguito dalla parte centrale si avvia la riepitelizzazione.

Stomatite pustolosa

Flogosi caratterizzata dalla presenza di pustole sulla mucosa orale.

La pustola è una lesione caratterizzata dalla raccolta di essudato purulento nello spessore dell’epitelio polistratificato.

Può originare direttamente come tale o nascere come complicanza di una papula o di una vescicola, per penetrazione secondaria di germi piogeni.
La stomatite pustolosa caratterizza alcune malattie infettive quali:

  • Ectima contagioso ovino.
  • Infezioni vaiolose.
Aspetto istologico di una pustola, caratterizzato da raccolta di granulociti neutrofili degenerati (piociti) nello spessore dell’epitelio polistratificato.

Aspetto istologico di una pustola, caratterizzato da raccolta di granulociti neutrofili degenerati (piociti) nello spessore dell'epitelio polistratificato.


Ectima contagioso

Malattia infettiva della pecora ma trasmissibile alla capra e all’uomo. Più frequentemente sono colpiti agnelli e capretti.

Agente eziologico: DNAvrius.
Famiglia: Poxviridae.
Genere: Parapoxvirus.

Il virus è molto resistente nell’ambiente esterno per cui la malattia è caratterizzata da periodi di recrudescenza corrispondenti soprattutto ai mesi estivi.

Gli animali si infettano per contatto diretto e il virus penetra attraverso lesioni di continuo.

L’agnello contrae l’infezione da lesioni presenti sui capezzoli della madre, ma anche la madre può infettarsi da lesioni labiali degli agnelli.

Ectima contagioso: patogenesi

Penetrazione per via cutanea

Replicazione locale nel sito di ingresso

Breve diffusione per via linfoematica

Proliferazione in sedi limitrofe alla porta di ingresso

Ectima contagioso: lesioni

Le lesioni insorgono come eritemi rotondeggianti che in breve tempo divengono edematosi assumendo la fisionomia di papule.
Le papule evolvono verso la formazione di vescicole che successivamente divengono pustole.

Il contenuto delle pustole rapidamente si essicca e si formano delle croste di colore bruno nerastro, che nelle forme più gravi e complicate da batteri secondari si estendono a tutta la regione buccale.

Fonte delle immagini a lato: Mouwen, Van Der Gaag, Pospischil, Pohelnz, Atlante a colori della Patologia Veterinaria dell’Apparato digerente. Giraldi, 2002.

Ovino. Palato duro e lingua: presenza di pustole e erosioni.

Ovino. Palato duro e lingua: presenza di pustole e erosioni.

Ovino: Lesioni crostose sul musello.

Ovino: Lesioni crostose sul musello.


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