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Luigi Avallone » 1.Fisiologia della digestione nei monogastrici - Prima parte


Generalità

Alimenti: mistura di principi nutritivi a diversa struttura molecolare, distinti in proteine, lipidi, glucidi, vitamine, sali minerali, acqua.
Per la maggior parte non possono esser assorbiti come tali dall’intestino; lungo il canale alimentare le molecole complesse dei principi nutritivi vengono scisse nei loro costituenti elementari facilmente assorbibili.

Digestione: serie dei processi meccanici, enzimatici e microbiologici, che determina la conversione dei principi nutritivi contenuti negli alimenti in piccole molecole diffusibili ed assimilabili.

Alimenti. Fonte: Wikipedia.

Alimenti. Fonte: Wikipedia.


Generalità (segue)

In base alle loro caratteristiche digestive, gli animali sono divisi in quattro categorie:
Carnivori (canidi, felini): digestione quasi esclusivamente enzimatica;

Erbivori poligastrici (bovini, caprini, ovini camelidi): intenso processo di fermentazione microbica nell’apparato prestomacale, prima di sottostare all’attività degli enzimi digestivi dell’abomaso e dell’intestino;

Erbivori monogastrici (equidi, conigli): processi fermentativi microbici di notevole entità si realizzano nel cieco e nel colon dopo l’attacco enzimatico in sede gastrica e intestinale;

Onnivori (suidi, Homo): digestione prevalentemente enzimatica anche se nell’intestino crasso avvengono dei processi fermentativi microbici.

Differenti specie animali. Fonte: Wikipedia.

Differenti specie animali. Fonte: Wikipedia.


Generalità (segue)

L’attività del canale alimentare è caratterizzata da fenomeni meccanici e secretori.

Tutti i processi sono coordinati da influenze nervose ed umorali che assicurano una ordinata sequenza delle diverse fasi della digestione:

Prensione – Masticazione – Deglutizione – Digestione gastrica – Digestione enterica – Assorbimento – Evacuazione.

Le ghiandole annesse all’apparato digerente, sono controllate nella loro attività secretiva da influenze:

  • nervose (ghiandole salivari);
  • nervose ed umorali (ghiandole gastriche);
  • umorali (secrezione biliare, pancreatica ed enterica).

Prensione degli alimenti solidi

Bovino: lingua rugosa e prensile per portare il fieno sotto i molari; oppure avvolgimento del foraggio e trasporto fra gli incisivi inferiori ed il cuscinetto dentale.
Pecora e capra: labbro superiore mobile, coadiuva notevolmente l’azione della lingua nell’assunzione del cibo.
Cavallo: labbra estremamente mobili e sensibili; al pascolo i robusti incisivi addentano e tranciano l’erba alla base, condotta dalla lingua sotto le arcate molari.
Maiale: utilizzazione del grugno per scavare nel terreno; il labbro inferiore è appuntito e conduce l’alimento nella cavità buccale.
Carnivori: masticazione sommaria dopo prensione con incisivi e canini.

Bovini al Pascolo.Fonte: Wikipedia.

Bovini al Pascolo.Fonte: Wikipedia.


Assunzione dei liquidi

Carnivori: utilizzano la porzione libera della lingua.
Maiale: atto inspiratorio eseguito a bocca semiaperta.
Altri animali domestici: processo di suzione che attuano dopo immersione della rima labiale semichiusa al di sotto del livello del liquido; segue retrazione della lingua a creazione di una pressione negativa nel cavo orale, con conseguente richiamo di liquido.

Tale meccanismo è analogo in tutti i mammiferi neonati al momento dell’assunzione del latte dalla mammella; in questo caso anche le guance concorrono a creare la pressione negativa.

Masticazione

Processo eminentemente meccanico con lo scopo di sminuzzare e triturare l’alimento per

  • aumentarne la superficie;
  • facilitare l’azione idrolizzante degli enzimi.

Alla masticazione si accompagna profusa secrezione salivare:

  • rammollimento del cibo;
  • estrazione di sostanze solubili;
  • formazione del bolo e sua lubrificazione.

Erbivori monogastrici: la fine triturazione è particolarmente accurata ed eseguita con i denti.
Ruminanti: la masticazione che fa seguito alla prensione dell’alimento (masticazione primaria) è piuttosto sommaria, a questa seguirà la masticazione mericica (lunga ed accurata).
Carnivori: deglutizione dei boli grossolanamente masticati.

Secrezione salivare

Saliva: liquido incolore, contenente piccoli quantitativi (1%) di elettroliti, proteine (mucine) e nel maiale ptialina, il resto è acqua (99%). Gli elettroliti sono rappresentati da cloruri, fosfati, bicarbonati di potassio di sodio e di calcio. La saliva e ipotonica rispetto al plasma.

Prodotto delle tre principali ghiandole salivari pari: Parotide – Sottomascellare e Sottolinguale e delle numerose ghiandole parietali sparse nella mucosa della cavità buccale.

In base al tipo delle cellule secretrici si distinguono :

  • Gh. SIEROSE;
  • Gh. MUCOSE;
  • Gh. MISTE.
Cavalli al pascolo.Fonte: Wikipedia.

Cavalli al pascolo.Fonte: Wikipedia.


Secrezione salivare (segue)

Le ghiandole salivari presentano una doppia innervazione simpatica e parasimpatica.

  • I. Parasimpatica: determina vasodilatazione, inducendo una secrezione più abbondante;
  • I. Simpatica: induce riduzione di secrezione da parte delle ghiandole sierose con una produzione di saliva più ricca di mucina.

Controllo nervoso: l’alimento stimola i recettori tattili del cavo orale ed i recettori gustativi della lingua, i quali attraverso le radici sensitive dei V°, VII° e XII° paio di nervi cranici trasferiscono l’informazione ai centri bulbari salivatori; essi elaborano risposte secretrici che, mediante fibre parasimpatiche, inducono in via riflessa l’attività ghiandolare.
Secrezione di tipo psichico: per la produzione della saliva è sufficiente anche la vista e l’odore del cibo o anche i rumori ad esso collegabili.

Secrezione salivare (segue)

FUNZIONI:

  • Azione protettiva del cavo orale, impedendo l’essiccamento della mucosa;
  • Facilita la masticazione e la deglutizione degli alimenti;
  • Esercita un’azione estrattiva sulle sostanze idrosolubili favorendone la percezione gustativa ;

Nei ruminanti la saliva è prodotta in notevole quantità da 100 a 190 litri al giorno (bovini), da 6 a 16 (ovini) ed è ricca di bicarbonati e di urea;
Negli onnivori (meno nel cane e nel cavallo) la presenza di ptialina svolge una funzione digestiva sugli amidi, che continua anche nello stomaco finchè non viene inattivata dal pH acido. Essa contiene inoltre un fattore batteriostatico (lisozima).

Deglutizione

Atto mediante il quale il bolo passa dalla bocca, attraverso la faringe, all’ esofago, per poi raggiungere il tratto gastrico.
L’atto deglutitorio inizia come fenomeno volontario, ma diventa successivamente riflesso durante la sua prosecuzione.
Movimenti della bocca e della lingua che convogliano il bolo a contatto con la mucosa del retrobocca, della faringe e dell’epligottide; stimolazione dei recettori che attivano specifici nervi cranici che richiamano in attività i muscoli del pavimento della lingua, della faringe e laringe.
Questi movimenti hanno lo scopo di escludere possibili comunicazioni tra cavità buccale, nasofaringe e trachea; ad essi si accompagna l’inibizione riflessa della respirazione;
Segue chiusura dello sfintere faringo-esofageo, con presenza di un’onda peristaltica che pervade l’esofago e trasferisce l’alimento nei tratti più distali.

I materiali di supporto della lezione

Cunningham James G., Manuale di fisiologia veterinaria, Delfino Antonio Editore

Aguggini G. , Beghelli V., Giulio L.F., Fisiologia degli Animali Domestici con elementi di Etologia, UTET

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