Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
I corsi di Medicina Veterinaria
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Luigi Avallone » 19.Fisiologia del SNP - Terza parte


Recettori

Strutture specializzate che hanno la proprietà di trasformare differenti tipi di energia in impulsi elettrici.
Classificazione
In base alla loro morfologia e funzione sono divisi:

  1. Chemocettori: rispondono sostanzialmente alla presenza di sostanze chimiche o riferiscono delle variazioni endogene della composizione dei liquidi circolanti (olfattivi, gustativi, glomi carotidei ed aortico…);
  2. Osmocettori: neuroni modificati che percepiscono le modificazioni di pressione osmotica del sangue;
  3. Meccanocettori: rispondono a stimoli meccanici (terminazione sensitive dei fusi neuromuscolari, dei recettori tendinei, dell’utricolo e del sacculo);
  4. Recettori tattili della pelle: stimolati da pressioni minime.
  5. Recettori termici: influenzati da variazioni di temperatura, sia in riferimento al freddo (corpuscoli bulbo-terminali di Krause) che al caldo (corpuscoli del Ruffini);
  6. Recettori dolorifici (nocicettori): entità recettiva poco definita.

Recettori (segue)

Classificazione in base alla loro sede e funzione

Propriocettori: posti nei muscoli, tendini, articolazioni.

  • Funzione: informazioni riguardanti i movimenti e la posizione del corpo nello spazio.

Esterocettori propriocettivi: recettori cutanei (tattili, dolorifici, termici).

  • Funzione: modificazioni che avvengono nelle zone limitrofe della cute.

Esterocettori telecettivi: recettori specifici della retina, dell’orecchio interno, della mucosa nasale.

  • Funzione: percepiscono a distanza variazioni dell’ambiente.

Enterocettori: trasmettono impulsi provenienti dagli organi interni (visceri cavi, cuore).

Riflessi

Midollo spinale – Funzioni riflesse
Se il  midollo spinale fosse isolato dalle strutture encefaliche superiori, esso mostrerebbe anche allora un’autonomia funzionale rilevante; tale capacità è alla base della integrazione di molti stimoli e della realizzazione di molti riflessi.
Riflesso estensorio
E’ un riflesso cosiddetto monosinaptico, in quanto risulta molto semplice in conseguenza del fatto che  l’arco diastaltico o riflesso che lo sostiene è costituito da due sole unità neuroniche : una sensitiva e l’altra motrice. E’ un riflesso rapido in quanto le anse dell’arco sono composte da fibre di diametro notevole con una velocità di conduzione elevata (70-120 m/sec).
Il neurone sensitivo  è costituito fondamentalmente da:

  • branca che innerva perifericamente la struttura propriocettiva del muscolo (fibra anulospirale del fuso neuromuscolare);
  • branca che penetra nel midollo spinale contraendo un rapporto sinaptico diretto con un motoneurone posto a livello delle corna ventrali.

Il motoneurone pertanto opera una integrazione dell’informazione ricevuta ed è in grado di attivare,  mediante suo prolungamento neuritico, la contrazione del muscolo da cui è originato lo stimolo.

Riflessi

Riflesso inverso da stiramento

Lo stiramento passivo di un muscolo se effettuato in maniera vigorosa ne provoca il rilasciamento; ciò è conseguenza della attività di particolari recettori, cosiddetti “organi tendinei del Golgi” posti a livello tendineo.
Ogni recettore è in grado di convogliare lo stimolo ad un interneurone, conseguentemente esso libera un mediatore inibente (glicina) con funzione iperpolarizzante il motoneurone che innerva il muscolo da cui si è avviato lo stimolo, ciò induce una inibizione dello stesso.
Riflesso flessorio

Conseguente alle stimolazioni dei recettori dolorifici o termici di specifiche aree cutanee degli arti sia anteriore che posteriore; esso consiste nella flessione sul tronco dell’arto stimolato o delle dita sul metatarso o metacarpo.
Funzione: l’animale tende a sottrarsi allo stimolo dolorifico (riflesso fasico protettivo).
Anatomicamente:  l’arco diastaltico di un riflesso flessorio è costituito da più unità neuroniche; infatti lo stimolo prima di arrivare ai motoneuroni che daranno luogo alla risposta flessoria.giunge al midollo con una fibra sensitiva che attraversa più unità neuroniche associative.

Riflessi (segue)

Molti riflessi vengono utilizzati nella pratica cinica:

  • R. rotuleo;
  • R. sopracarpale;
  • R. sopratarsale;
  • R. del garrese;
  • R. del pellicciaio;
  • R. dorsale;
  • R. caudale;
  • R. mammario;
  • R. scrotale,
  • R. anale;
  • R. cremasterico;
  • R. bulbouretrale.
  • Riflesso del garrese.
Il cerchio giallo evidenzia la posizione del garrese. Fonte: Wikipedia

Il cerchio giallo evidenzia la posizione del garrese. Fonte: Wikipedia


Centri vegetativi del tronco encefalo

Riflesso della suzione

Negli animali lattanti (tipico ad es. nel vitello) la zona reflessogena incaricata al controllo della suzione è situata nelle regioni innervate dalla II branca del trigemino e dal IX paio di nervi cranici; la stimolazione di tali centri determina una reazione dei muscoli delle labbra, delle guance e della lingua.

Suzione. Fonte: Wikipedia

Suzione. Fonte: Wikipedia


Riflesso della chiusura della doccia esofagea

Tipico dei poligastrici neonati viene evocato dal contatto del latte con la mucosa della parete posteriore del cavo orale e della faringe.

Le due labbra della doccia per contrazione della propria muscolatura formano un canale chiuso che porta il latte dall’esofago all’omaso-abomaso.

Il centro è nelle strutture vagali bulbari. L’ansa afferente è nel nervo laringeo e l’ansa efferente è nel vago.

Riflesso della deglutizione

Il bolo e la presenza di liquidi induce una zona della cavità buccale (istmo delle fauci)  alla attuazione del riflesso che consente la progressione dei suddetti nel canale alimentare.
Via afferente: fibre del glossofaringeo, del vago e del trigemino.
Centro riflesso: neuroni del nucleo ambiguo.
Vie efferenti motrici: contenute nel vago e glossofaringeo (mm velo palatino e faringe), trigemino (mm del pavimento della bocca), facciale (mm elevatori del velo palatino e stilo-joideo), ipoglosso (mm della lingua e osso joide).

Riflesso del vomito

Riflesso fondamentale in quanto ha la funzione di allontanare dallo stomaco sostanze ingerite potenzialmente tossiche o divenute tali per cattiva digestione. Il centro di questo riflesso ha sede nel bulbo.
Riflessi digestivi specifici dei ruminanti
Sono fenomeni peculiari di tali specie, legati alla morfologia e funzionalità del loro caratteristico apparato digerente, distinguiamo:

  • eruttazione;
  • ruminazione;
  • motilità prestomacale.

Tali riflessi hanno i loro centri di integrazione posti a livello del tronco dell’encefalo.

SNA – Sistema nervoso vegetativo – viscerale- autonomo

Complesso di centri e fibre nervose che tengono sotto controllo, coordinandole, tutte le attività viscerali.
Dal punto di vista morfologico-funzionale basa cioè la sua attività sull’arco riflesso, che consta di una branca sensitiva afferente, di centri riflessi vegetativi situati a diversi livelli dell’asse cerebro-spinale e di una branca motrice o viscerale.

  • Le vie afferenti originano da neuroni sensitivi a T situati nei gangli spinali.
  • Le vie sensitive viscerali stabiliscono rapporti sinaptici con i neuroni dei centri vegetativi che hanno sede nel midollo spinale e nell’encefalo, dai quali originano le branche efferenti dell’arco riflesso.
  • Le vie efferenti risultano costituite da due neuroni tra loro in rapporto sinaptico. Un neurone pregangliare (sede nella sostanza grigia dell’asse cerebro-spinale) e un neurone postgangliare (sede nei gangli vegetativi che si trovano al di fuori dell’asse cerebro-spinale).

SNA (segue)

Il sistema vegetativo è stato suddiviso didatticamente in due grandi sezioni in base alla sede di origine della componente motrice:

  1. Ortosimpatico o simpatico: costituito da neuroni pregangliari efferenti situati nella sostanza grigia intermedio-laterale del midollo spinale (tratto toraco-lombare) collocati a ridosso dei corpi vertebrali (pertanto definiti paravertebrali), o in gangli prevertebrali (celiaco, mesenterico, plesso ipogastrico) posti invece a debita distanza dall’organo.
  2. Parasimpatico: costituito da neuroni pregangliari situati in due differenti settori del sistema nervoso centrale: essi sono dislocati infatti a livello cranico (mesencefalo- bulbo) e a livello spinale  (in particolare a livello della sostanza grigia dei primi tre metameri sacrali). I neuriti postgangliari invece possono avere il corpo cellulare nei gangli posti nelle immediate vicinanze dell’effettore o addirittura nello spessore della parete di questo (plesso mioenterico di Auerbach e sottomucoso di Meissner).

N.B.: Il simpatico e il parasimpatico presiedono all’innervazione degli stessi effettori viscerali, tuttavia l’azione svolta risulta il più delle volte antagonista.

Diversi farmaci possono selettivamente esaltare od inibire ciascuno dei due sistemi (parasimpatico o simpatico mimetici o litici).

Mediatore chimico del simpatico è la noradrenalina e del parasimpatico l’acetilcolina.

I materiali di supporto della lezione

Manuale di fisiologia veterinaria. Cunningham James G. Delfino Antonio Editore

Fisiologia degli Animali Domestici con elementi di Etologia. G. Aguggini, V. Beghelli, L.F. Giulio UTET

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion