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Paola Maiolino » 12.Istoflogosi specifiche: granulomi immunologici II


Paratubercolosi

  • La paratubercolosi dei ruminanti è una malattia granulomatosa sostenuta da M. paratubercolosis o Johnei caratterizzata da lesioni confinate a livello di intestino tenue e di linfonodi meseraici.
  • Si manifesta nei bovini e negli ovi-caprini adulti (intorno ai 2 anni) e si trasmette per via oro-fecale.

Paratubercolosi

  • La mucosa intestinale si presenta ispessita con grosse pliche cordonifomi che le fanno assumere un aspetto simile alle circonvoluzioni cerebrali (c.d. aspetto encefaloide).
  • Istologicamente la mucosa e la sottomucosa sono invase da un’ infiltrazione diffusa di cellule epitelioidi, che contengono numerosi bacilli, rare cellule giganti tipo Langhans e linfociti.

Foto tratte da P.S. Marcato


Paratubercolosi

I linfonodi meseraici sono aumentati di volume, duri, di aspetto lardaceo uniforme, sarcomatoide senza segni di necrosi e di calcificazione nel bovino, talvolta con questi segni nei piccoli ruminanti.
Istologicamente è caratterizzata da un’infiltrazione di macrofagi epitelioidi ricchi di micobatteri e cellule giganti.


Pseudotubercolosi (linfadenite caseosa)

  • E’ una malattia granulomatosa sostenuta da Corynebacterium pseudotubercolosis (C.ovis)che colpisce i piccoli ruminanti. Le lesioni sono confinate a livello di linfonodi e polmoni e sono caratterizzate da focolai di necrosi caseoso-cretacea con stratificazione concentrica “a cipolla”, talvolta anche molto voluminosi (i linfonodi possono essere completamente trasformati in sacche fluttuanti e grandi fino ad un uovo).
  • Istologicamente, ai focolai necrotico-suppurativi, si susseguono fenomeni di ricostituzione di tessuto connettivo incapsulante.

Pseudotubercolosi


Complesso actinogranulomatoso

  • Actinomyces bovis (G +): actinogranulomatosi ossea mandibolare dei bovini; mastite dei suini.
  • Actinobacillus lignieresii (G – ): actinogranulomatosi cutanea (regione parotidea e della gola), linguale e linfonodale (linfonodi testa, torace e collo), talvolta polmonare. Nel suino lesioni linguali e padiglioni auricolari.
  • Staphyilococcus pyogenes aureus: mastiti actinogranulomatose nei bovini.
  • Nocardia asteroides: fondamentalmente flogosi essudative delle sierose nei piccoli animali.

Complesso actinogranulomatoso

L’actinomicosi nel bovino è sostenuta da Actinomyces bovis (G +) che penetra nella pelle attraverso lesioni traumatiche causate da reste di graminacee alla gengiva e al periodonzio cui seguono piogranulomi e, se si estendono alla mandibola, periostite ossificante ed osteite rarefacente.
L’actinomicosi nel suino è sostenuta da A. suis , rararmente da A. bovis e si manifesta con una mastite piogranulomatosa.

Complesso actinogranulomatoso

  • Mandibola di bovino. Diffusi focolai granulomatosi con materiale purulento denso, grumoso, color giallo zafferano, unitamente ad osteite rarefacente.
  • Nel preparato per macerazione si osservano numerosi tragitti e cavità (osteite rarefacente) in corrispondenza del corpo mandibolare.

Complesso actinogranulomatoso

L’actinobacillosi nel bovino è sostenuta da Actinobacillus lignieresii (G – ) che induce lesioni cutanee a livello della regione parotidea e della gola, a livello della lingua che si ingrossa e si indurisce (c.d. lingua di legno) e dei linfonodi della testa, del torace e del collo, talvolta anche a livello del polmone. La patogenesi è la stessa della actinomicosi.

L’actinobacillosi nel suino sostenuta da A. lignieresii è caratterizzata da lesioni del padiglione auricolare inducendo la c.d. pachidermia auricolare actinomicotica.
Il padiglione appare notevolmente ingrossato, duro, quasi ligneo.

Complesso actinogranulomatoso

  • Actinobacillosi (Actinobacillus lignieresii) polmonare nel bovino
  • Si notano focolai purulenti contenenti tessuto granulomatoso molle e ammassi granulari bianchi di piogeni (microcolonie).
  • Actinogranuloma auricolare (Actinobacillus ligneresii) nel suino.

Complesso actinogranulomatoso

Il piogranuloma risulta costituito da un ammasso di batteri circondati da
numerosi neutrofili, macrofagi, plasmacellule e alcune cellule giganti e da un vallo di tessuto di granulazione che evolve in tessuto connettivo.

Nei tessuti questi agenti oltre alla reazione piogranulomatosa sono responsabili del “Fenomeno di Splendore-Hoeppli”. Questo è rappresentato dalla formazione di un materiale ialino, acidofilo, glicoproteico, PAS + , contenente Ig, che si dispone come una corona o raggiera di sporgenze a forma di clave intorno a ciascuna microcolonia.


Botriococcosi

  • Detta così perché l’agente patogeno responsabile era detto Botriomyces o Botryococcus ascoformans, oggi conosciuto come Staphylococcus aureus, si manifesta nel cavallo, nei punti in cui la pelle è esposta a sfregamento per azione della sella o dei finimenti o in altri punti dove viene esercitato un trauma (garrese, gomito, angoli della bocca, coda ecc.). Si presenta con noduli e nodi di grandezza variabile, duri e contenti all’interno numerosi focolai pio-granulomatosi molli contenenti un pus giallo-arancio in cui si trovano granuli zolfini. Questi spesso si aprono all’esterno con la formazione di una fistola.

Botriococcosi

Botriococcosi. Colonie di cocchi circondate da granulociti  e macrofagi. E.E.

Botriococcosi. Colonie di cocchi circondate da granulociti e macrofagi. E.E.


Pseudomicetoma stafilococcico

Frequente, sia nel cavallo che nel suino, era la localizzazione a livello del funicolo spermatico (c.d. funicolite spermatica piogranulomatosa o fungo del cordone testicolare) in seguito alle ferite da castrazione. Nei carnivori lo S. aureus, insieme ad altri batteri del genere Pseudomonas, Proteus, Streptococcus, induce una lesione sottocutanea tipica ma infrequente anche conosciuta come “Pseudomicetoma stafilococcico”.

N.B.:Bisogna differenziarlo da quello dermatofitico frequente nei gatti Persiani.

Pseudomicetoma stafilococcico

Pseudomicetoma stafilococcico. Colonie batteriche circondate da macrofagi e cellule giganti. E.E.


Pseudomicetoma dermatofitico

Pseudomicetoma dermatofitico. Ife fungine che formano “granuli” circondate da granulociti, macrofagi e cellule giganti. E.E.


Pseudomicetoma dermatofitico


Granuloma di Roeckl

  • L’eziologia è ancora sconosciuta.
  • Le lesioni sono costituite da noduli e nodi, situati nella pelle e nei muscoli pellicciai, muscoli della coda, dell’addome e degli arti. Possono essere evidenziate anche a livello dei testicoli, fegato, polmone e linfonodi.
  • In sezione di taglio si osserva un’area necrotica asciutta, giallastra,con aspetto lamellare concentrico, circondata da un alone di tessuto lardaceo fibro-granulomatoso.

Granuloma di Roeckl

Il nodulo ha una caratteristica consistenza soda elastica, gommosa dovuta alla presenza di macrofagi epitelioidi e cellule giganti collegati da propaggini citoplasmatiche per cui sembrano riuniti in un sincizio cellulare.


Complesso eosinofilico nel gatto

Comprende un gruppo di lesioni ad eziologia sconosciuta, a carattere proliferativo riscontrabili a carico della cute e nell’ambito della cavità orale. Nel gatto si può manifestare in 3 diversi tipi di lesioni:

  • Ulcera eosinofilica: labbro superiore, cavità orale
  • Placca eosinofilica: giunzioni mucocutanee
  • Granuloma eosinofilico collagenolitico: ispessimenti cutanei lineari o a placca, sull’addome o sulle cosce,ma anche labbra e mucosa orale.

Granuloma eosinofilico

Istologicamente è caratterizzato da una infiltrazione cellulare polimorfa (eosinofili, mastociti, macrofagi) e da una necrosi a focolai del connettivo (collagenolisi) circondata da cellule giganti e cellule epitelioidi disposte a palizzata. E.E.


La patogenesi è ancora sconosciuta, vi sono 2 ipotesi patogenetiche: una su
base immuno-allergica e l’altra su base ereditaria.


Leishmaniosi

  • E’ una zoonosi sostenuta da protozoi del genere Leishmania.
  • Le L. sono parassiti intracellulari obbligati del sistema dei fagociti mononucleati. Nei macrofagi si presentano sotto forma di amastigoti cioè di corpiccioli rotondi od ovalari con un cinetoplasto piriforme periferico. La via naturale del contagio è rappresentata dall’inoculazione dell’agente eziologico, da parte dei flebotomi parassitati, durante un pasto di sangue, nella cute (sito primario d’infezione) dei mammiferi ospiti.

Leishmaniosi

  • Patogenesi: attivazione ridotta del burst ossidativo; impedita formazione del fagolisosoma per la presenza di un lipo-fosfoglicano presente nei promastigoti; interferenza nei meccanismi di presentazione dell’Ag con scarsa attivazione dei linfociti T helper (CD4+).
  • Evoca anche una risposta reattiva policlonale dei linfociti B con conseguente ipergammaglobulinemia e la formazione di immunocomplessi circolanti.

Leishmaniosi

Lesioni cutanee più comuni sono:

  • Eczema furfuraceo o dermatite secca esfoliativa alla testa, padiglioni auricolari, estremità.
  • Dermatite ulcerativa con ulcere su varie parti del corpo che non tendono a cicatrizzare , in particolare sul costato e sul piatto delle cosce.
  • Noduli multipli, pruriginosi, costituiti da granulomi macrofagici.

Leishmaniosi

Istologicamente le lesioni sono costituite da macrofagi, linfociti plasmacellule. Le leishmanie possono essere in sede intra e extracellulare. E.E.


Leishmaniosi

Nei macrofagi, le leishmanie si presentano sotto forma di amastigoti cioè di corpiccioli rotondi od ovalari con un cinetoplasto piriforme periferico. Diff Quick


Leishmaniosi


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