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Paola Maiolino » 6.Istopatologia dei processi regressivi: degenerazioni extracellulari


Degenerazioni extracellulari

  1. DEGENERAZIONE MUCOSA DEL CONNETTIVO
  2. DEGENERAZIONE IALINA O IALINOSI
  3. DEGENERAZIONE FIBRINOIDE O FIBRINOIDOSI
  4. AMILOIDOSI

Degenerazione mucosa del connettivo

E’ caratterizzata da un accumulo di mucopolisaccardidi acidi (GAG) negli spazi interstiziali sotto forma di materiale amorfo, filamentoso e/o granuloso, lievemente basofilo detto “sostanza mucoide”. Si colorano metacromaticamente in viola con il blu di toluidina e sono costituiti da ialuronati (acido ialuronico) e condroitinsolfati. L’accumulo di mucopolisaccaridi acidi determina un certo grado di imbibizione idrica del connettivo (mixedema) poiché i GAG possiedono un’elevata capacità di legare l’acqua e di trattenerla.

Degenerazione mucosa del connettivo

Non si conosce ancora il meccanismo che presiede alla produzione della sostanza mucoide. Alla base di questa patologia probabilmente c’è una metaplasia. Si riscontra in corso di : mixomi; stati cachettici (atrofia gelatinosa del grasso); processi flogistici cronici; endocardiosi (animali vecchi); arteriosclerosi; insufficienza tiroidea; adenomi funzionali ipofisari.

Degenerazione mucosa

Fibroma

Tumore mesenchimale benigno che trae origine dal tessuto connettivo duro. Risulta formato da fibroblasti ben differenziati che producono abbondante tessuto connettivo fibroso maturo. E.E.

Mixoma

Tumore mesenchimale benigno che trae origine dal tessuto connettivo lasso. Risulta formato da fibroblasti relativamente differenziati immersi in stroma ricco in proteoglicani. E.E.

Fibroma

Fibroma

Mixoma

Mixoma


Degenerazione mucosa

Atrofia gelatinosa del grasso

Atrofia gelatinosa del grasso


Degenerazione ialina o ialinosi

E’ caratterizzata dall’accumulo negli spazi interstiziali di un materiale omogeneo, granulare, eosinofilo, PAS+, trasparente (ialino, vitreo), che viene chiamato” sostanza ialina”. Questa sostanza è di natura glicoproteica ed è costituita da sieroproteine (albumine, globuline, fibrina) e da carboidrati.

Degenerazione ialina o ialinosi

Si accumula nel connettivo e nelle pareti delle arteriole.

IALINOSI CONNETTIVALE

  • Spesso associata a sclerosi, tessuti cicatriziali, flogosi croniche, tumori (fibromi), atrofia ghiandolare.

IALINOSI ARTERIOLARE

  • Arteriole renali e spleniche, invecchiamento, ipertensione (arteriosclerosi), glomerulonefriti e glomerulonefrosi croniche.

Ialinosi

Ialinosi di un’arteriola splenica. PAS

Ialinosi di un'arteriola splenica. PAS


Ialinosi

Ialinosi glomerulare in un cane diabetico – E.E

Ialinosi glomerulare in un cane diabetico - E.E


Degenerazione o necrosi fibrinoide

Accumulo negli spazi interstiziali di una sostanza omogenea o fibrillare, eosinofila o lievemente basofila, che si colora con i coloranti usati per la fibrina ma che non viene degradata dagli enzimi proteolici che degradano la fibrina e perciò detta “Fibrinoide”.

Risulta costituita generalmente da proteine plasmatiche (fibrina o sostanze simili quali: proteine basiche, complemento), da carboidrati e da immunocomplessi.

Degenerazione o necrosi fibrinoide

Si accumula di solito nel connettivo degli organi e nelle pareti delle piccole arterie. In seguito a:

  • PROCESSI INFIAMMMATORI CRONICI su base immunitaria
  • ARTERIOPATIE a sfondo immunopatologico

Degenerazione fibrinoide

Necrosi fibrinoide di piccole arterie del fegato 
nella Microangiopatia dietetica o Mulberry heart disease del Suino

Necrosi fibrinoide di piccole arterie del fegato nella Microangiopatia dietetica o Mulberry heart disease del Suino


Amiloidosi

Accumulo negli spazi interstiziali di una sostanza proteica fibrillare che, per le sue affinità tintoriali con l’amido, è detta amiloide”. Ha una conformazione caratteristica a β-foglietti pieghettati. Tale struttura le rende particolarmente resistente alla degradazione enzimatica. Microscopicamente appare come una sostanza extracellulare amorfa, eosinofila e ialina. Si localizza in sede perivasale (capillari, arteriole) o nel connettivo sempre in prossimità dei vasi. Da qui si può estendere progressivamente e determinare atrofia cellulare e aumento di volume dell’organo.

Amiloidosi

Macroscopicamente appare biancastra, omogenea e traslucida simile al lardo (l’amiloidosi è chiamata anche degenerazione lardacea).

Gli organi colpiti (milza, rene, fegato, cuore, cervello) sono aumentati di volume, di colore giallo-arancio, friabili e facilmente soggetti alla rottura con conseguenti emorragie interne.

Amiloidosi

Amiloidosi renale in un bovino.
L’organo appare aumentato di volume, di colore giallo-arancio, friabile

Amiloidosi renale in un bovino. L'organo appare aumentato di volume, di colore giallo-arancio, friabile

In superficie di taglio ben evidente è la differenza tra la corticale (giallastra, lucente ed umida) e la midollare

In superficie di taglio ben evidente è la differenza tra la corticale (giallastra, lucente ed umida) e la midollare


Amiloidosi

I glomeruli sono ripieni di amiloide. Rosso Congo. Foto di S. Papparella

I glomeruli sono ripieni di amiloide. Rosso Congo. Foto di S. Papparella


Amiloidosi

Amiloidosi glomerulare. Rosso Congo. Foto di S. Papparella

Amiloidosi glomerulare. Rosso Congo. Foto di S. Papparella


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