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Giuseppe Borzacchiello » 3.Diagnostica in Oncologia


Citopatologia in diagnostica

Diagnosi patologica

E’ il primo step dell’approccio al paziente oncologico.

Fondamentale avere una diagnosi della neoplasia accurata perché da questa deriva il restante algoritmo diagnostico-terapeutico e la prognosi.


Citopatologia in diagnostica (segue)

CITOLOGIA – a cosa serve???

  1. Differenziare una lesione infiammatoria da una neoplasia.
  2. Dare un’ indicazione diagnostica.

Citopatologia in diagnostica (segue)

CITOLOGIA – A cosa NON serve

  1. Avere una diagnosi definitiva della neoplasia (Es. tumori solidi).
  2. Fornire il “grading” del tumore – valutare il grado di flogosi o necrosi – l’architettura – l’indice mitotico.
  3. Differenziare tra le diverse tipologie e/o varianti di neoplasia (es. tumori mammari)

CITOLOGIA dipende da:

  • esperienza del citologo;
  • corretta tecnica di esecuzione.

Tecniche di citopatologia

Agoaspirazione

Si utilizzano siringhe da 5-10 ml con ago (G 20-25) – si esercita una pressione negativa con lo stantuffo della siringa al fine di aspirare cellule nel cono della siringa

Agoinfissione

Si infigge l’ago nella lesione facendo movimenti di andirivieni con diverse traiettorie per permettere alle cellule di raccogliersi per capillarità nel cono dell’ago.

 

Manualità di agoaspirazione. L’ago viene infisso nella lesione e la mano esercita dei movimenti rotatori e di andirivieni.
(Riprodotta con permesso da Duncan e Lacelles, BSAVA 3° edizione).

Manualità di agoaspirazione. L'ago viene infisso nella lesione e la mano esercita dei movimenti rotatori e di andirivieni. (Riprodotta con permesso da Duncan e Lacelles, BSAVA 3° edizione).


Tecniche di citopatologia (segue)

Tecnica dell’ Apposizione

Prevede di “apporre” o semplicemente appoggiare diverse porzioni di una biopsia su un vetrino

Si consiglia di:

  1. eseguire sempre diverse apposizioni su diversi vetrini;
  2. lavare la biopsia con soluzione fisiologica prima di apporre.

E’ utile nel correlare la “visione” citologica con i risultati dell’esame istologico della stessa biopsia.

Citologia esfoliativa

Utile per le cavità corporee ed in tutti i casi di masse a contenuto liquido (es. lavaggio tracheobronchiale, cateterismo vescicale e liquido cefalorachidiano).

Si utilizza una centrifuga specifica per citospin.

Il citocentrifugato va strisciato su vetrino direttamente o in sospensione con sol.ne fisiologica.

Non sempre c’è accuratezza diagnostica per la possibilità di falsi negativi.


Tecnica dello striscio


Colorazioni in citologia

Cosa e come inviare i campioni al laboratorio

Scheda di segnalamento ed anamnestica completa con tutti i dati clinici, strumentali ed il sospetto.

Utilizzare dei contenitori appropriati da non mettere in prossimità di formalina perché i vapori alterano la morfologia.

Separare sempre i campioni citologici da quelli istologici.

Tecnica di osservazione ed Interpretazione dei risultati:

L’osservazione del campione citologico permetterà di discriminare un processo flogistico da uno neoplastico osservando la presenza o meno dei caratteri di malignità:

  • Ipercellularità;
  • Pleomorfismo;
  • Macrocitosi;
  • aumentato rapporto nucleo-citoplasma;
  • mitosi atipiche.

Se il campione è paucicellulare o non permette di arrivare ad una conclusione, conviene ripetere il prelievo.

In ogni caso, bisogna sempre ricorrere all’istologia.

Interpretazione dei risultati

Algoritmo e classificazione citotipi.

Algoritmo e classificazione citotipi.


Interpretazione dei risultati (segue)

Tumori epiteliali. Aggregati di cellule con caratteri di malignità a formare grappoli.

Tumori epiteliali. Aggregati di cellule con caratteri di malignità a formare grappoli.


Interpretazione dei risultati (segue)

Tumori a cellule fusate.

Tumori a cellule fusate.


Interpretazione dei risultati (segue)

Tumori a cellule discrete.

Tumori a cellule discrete.


Interpretazione dei risultati (segue)

Tumori a cellule discrete.

Tumori a cellule discrete.


Importanza della biopsia e tecniche

La biopsia chirurgica è una modalità frequente che permette al patologo di poter esaminare meglio e con maggiori dettagli la neoplasia:

  • ha un maggiore valore diagnostico rispetto alla citologia;
  • permette di definire caratteri della neoplasia quali l’invasività, vascolarizzazione;
  • grading del tumore.

Punch: utile per campionare lesioni superficiali (es. lesioni cutanee).

Tru- cut o Jashmidi (osso): si utilizzano per campionare tessuti duri anche sotto guida ecografica.

Biopsia chirurgica o intracavitaria per organi cavi sotto guida endoscopica.

Invio del campione al patologo

I campioni per l’esame istologico vanno sempre inviati in FORMALINA con rapporto V/V 1:10.

Dettagliare tutte le notizie su segnalamento, anamnesi ed esami clinico-strumentali – riportare anche l’eventuale sospetto clinico - patologo.

I margini della lesione

La valutazione dei margini chirurgici della lesione è di fondamentale importanza per stabilire il grado di infiltrazione della neoplasia nei tessuti circostanti

L’unico modo è quello di “segnare” i margini

  1. Inchiostro di china.
  2. Punti di sutura.
  3. Escissione chirurgica dei margini da fissare in formalina ed inviare separatamente al laboratorio.

Laboratorio di cito-istopatologia

DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA E SANITA’ ANIMALE
Sez. di Anatomia Patologica – Via F. Delpino, 1 – 80137 – Napoli

Tel. 081 2536081 – e-mail:istocitovet@unina.it
Prof. S. Papparella

Dr. O. Paciello

I materiali di supporto della lezione

Marconato- Del Piero: Oncologia medica dei piccoli animali - Poletto editore

Romanelli: Oncologia del cane e del gatto- Elsevier Masson

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