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Natascia Cocchia » 4.Induzione e Sincronizzazione Estri


Induzione estro bovina

Induzione e sincronizzazione dell’ovulazione nella Bovina (specie poliestrale continua).

Perché controllare il ciclo estrale nella bovina?
Il ciclo estrale può essere controllato farmacologicamente in tale specie per indurre o controllare il momento dell’ovulazione in particolare allo scopo di:

  • Ridurre l’intervallo parto-concepimento;
  • In bovine che non vanno in estro dopo 45gg dal parto;
  • In animali da carne con anaestro da lattazione;
  • Riconoscere con precisione il miglior momento per l’AI;
  • Facilitare il rilevamento dell’estro in allevamenti intensivi ed estensivi;
  • Consentire FA con seme pregiato di più Femmine;
  • Sincronizzare i parti.

Induzione estro bovina (segue)

L’induzione farmacologica dell’estro in tale specie equivale ad un Incremento della produttività consentendo di ottenere un ANTICIPO della PUBERTA’ (La produttività aumenta in quanto si possono far riprodurre animali giovani) ed una RIDUZIONE dell’INTERVALLO INTERPARTO (La produttività aumenta in quanto si riduce il periodo di intervallo interparto).

Indici riproduttivi bovina

Gli INDICI RIPRODUTTIVI della BOVINA possono essere ottimizzati con l’applicazione di tali protocolli.

In tale specie l’involuzione uterina e la completa riepitelizzazione avviene in 40-50gg, la ripresa dell’attività ovarica non prima dei 40gg, a 14gg post-parto l’ipofisi è ancora insensibile al GNRH, la 1° FA può essere effettuata 45gg post parto ottenendo i seguenti risultati:

  • 85% concepimento
  • 15% ME
  • 50-60% gravidanze

Se non avviene il concepimento in 18-24 gg la bovina ritorna in estro.

Metodi per l’induzione dell’ovulazione nella bovina

Differenti sono i protocolli farmacologici in grado di indurre l’ovulazione in bovine acicliche o in anaestro. Tali protocolli devono mirare a Stimolare la maturazione follicolare ed a Stimolare l’ovulazione.
L’accrescimento follicolare si può ottenere mediante la somministrazione di gonadotropine o di gnRH.
l’ovulazione si può indurre mediante trattamenti con steroidi,con agenti luteolitici e progesterone associato a luteolitici.

Principi utilizzati sono di seguito elencati:

  • GNRH
  • FSH
  • LH
  • PMSG
  • HCG
  • Progestinici di sintesi
  • PgF2α

Protocollo

Diversi sono i protocolli farmacologici impiegati per l’INDUZIONE dell’ESTRO nella specie BOVINA.

Ad es.:
Prostaglandine per indurre una regressione precoce del corpo luteo
CON IL SEGUENTE SCHEMA DI SOMMINISTRAZIONE:
al g0 ed g11 oppure al g0 ed g6 oppure solo al g0 oppure solo al g6.

Ad es. associazione di:
Progestinici + prostaglandine che agiscono da corpo luteo artificiale
CON IL SEGUENTE SCHEMA DI SOMMINISTRAZIONE:
impianto Crestar + iniezione crestar al g0 e PgF2α  al g8 e rimozione crestar al g10 ed FA dopo 48h.

Ad es. associazione di:
Progestinici + prostaglandine + PMSG (Pregnant Mare Serum Gonadotropin)
CON IL SEGUENTE SCHEMA DI SOMMINISTRAZIONE:
impianto Crestar + iniezione crestar g0 e PgF2α al g8 e rimozione crestar al g10 e iniezione PMSG gg10 e FA dopo 48h.

Recentemente si inizia ad impiegare anche in tale specie il GNRH.

Superovulazione bovina

Procedura farmacologica volta ad indurre l’ovulazione di un più alto numero di follicoli. Utile nei programmi di ET e di IVEP previo ovum pik-up.

Il protocollo più efficace in tale specie prevede:

  • Impianto crestar + iniezione crestar il giorno 0
  • PMSG 3000UI g10
  • PgF2α e rimozione impianto g12
  • Estro g14
  • PMSG + AI g14
  • Flushing g21

Anticipazione della stagione riproduttiva

Anticipazione dell’attività ciclica ed induzione e sincronizzazione dell’ovulazione  nella Cavalla (specie poliestrale stagionale).

L’INDUZIONE dell’ESTRO nella specie EQUINA mira a soddisfare due differenti esigenze:

  1. L’induzione dell’attività ovarica ciclica ossia l’anticipazione del primo estro fertile stagionale;
  2. L’induzione dell’ovulazione allo scopo di sincronizzare l’ovulazione con A.I. (artificial insemination).

Anticipazione della stagione riproduttiva (segue)

La cavalla è una specie poliestrale stagionale a giorno lungo e cioè a fotoperiodo positivo (14-16h luce/die) la cui percezione è legata alla secrezione di melatonina.

La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale o Epifisi, in grado di agire sull’ipotalamo con la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.

Durante le ore di buio la secrezione di tale ormone aumenta e nella cavalla tale incremento sembra essere il più importante cambiamento nella regolazione fotoperiodica della stagionalità riproduttiva.

La secrezione melatonina, rappresenta il meccanismo chiave nella traduzione dei cambiamenti del fotoperiodo in variazioni dell’attività riproduttiva nella cavalla.

La melatonina sarebbe in grado di inibire il rilascio del GnRH da parte dell’Ipotalamo attraverso azione sia diretta sull’ipotalamo sia indiretta riducendo la sensibilità dello stesso agli estrogeni durante la stagione non riproduttiva.

Anticipazione della stagione riproduttiva (segue)

Anche se il fotoperiodo è il fattore predominante che regola la riproduzione stagionale nelle fattrici, la temperatura ambientale, la nutrizione e la condizione corporea modulano chiaramente la risposta. Ad es. soggetti con condizioni corporee scadenti (BCS < 5/9) presentano un intervallo maggiore prima della prima ovulazione rispetto a fattrici con condizioni corporee migliori. Così come un ritardo da un anno all’altro nell’insorgenza della prima ovulazione stagionale nella stessa fattrice può essere correlato ad una temperatura ambientale inferiore. Altro fattore da considerare è il pascolo che sarebbe in grado di anticipare la prima ovulazione, effetto “erba verde”.

Anticipazione della stagione riproduttiva (segue)

L’induzione dell’attività ovarica ciclica è volta ad anticipare la stagione riproduttiva.

L’anticipazione della prima ovulazione stagionale rappresenta uno step di elevato interesse nell’allevamento dei cavalli sportivi, infatti l’anticipazione delle nascite corrisponde ad un periodo più lungo a disposizione dell’allevatore per l’allenamento e la gestione dei puledri da inserire nella stessa categoria sportiva annuale.

Anticipazione dell’attività ciclica stagionale

Protocolli alternativi di tipo farmacologico prevedono ad es. l’impiego di GnRH.

Il GnRH allo scopo di mimare la sua fisiologica produzione necessiterebbe di un rilascio pulsatile, a tale scopo si è tentato l’impiego di micropompe osmotiche rilascianti sottocute, ma tale procedura risulta molto costosa.

Il sistema più promettente prevedo l’impiego di impianti sottocutanei a rilascio controllato che rilasciano un quantitativo costante di agonisti del GnRH (deslorelina) a lungo termine.

Il trattamento durante il periodo di transizione induce ovulazione fertile in 18gg dall’applicazione.

Da posizionare a livello sottocutaneo o della regione del collo o della regione vulvare per permetterne una più rapida e semplice rimozione.

Durante la stagione anovulatoria con follicoli di diametro < ai 15mm i risultati ottenibili sono piuttosto limitati:
tasso di gravidanza (g 11 – 64%) perdite gravidanze (g 40 – 50%)
probabilmente a causa delle basse concentrazioni ematiche di progesterone conseguente a corpi lutei ipofunzionanti. Durante la transizione con follicoli di diametro > ai 20mm i risultati ottenibili sono ottimi con tassi di gravidanza comparabili a quelli ottenuti durante la stagione riproduttiva (80%).

Anticipazione dell’attività ciclica stagionale (segue)

Impiego di gonadotropine.
La somministrazione di 6,25 o 12,5 mg di FSH /die per un massimo di 10gg stimola la ripresa dell’attività ovarica. Tale trattamento va completato con la somministrazione di LH o di HCG.
Migliori risultati si ottengono se tale trattamento viene associato a fotostimolazione.

Impiego di progesterone.
La somministrazione di progesterone alla dose di 150 mg per 10gg da solo o associato alla somministrazione di estrogeni (estradiolo alla dose di 10mg/die) seguito l’ultimo giorno dalla somministrazione di prostaglandine.L’ideale sarebbe far precedere ai 15 giorni di trattamento con progesterone la stimolazione fotoperiodica.

Anticipazione dell’attività ciclica stagionale (segue)

Impiego di Antagonisti della dopamina

Gli antagonisti specifici per il recettore D2 della dopamina sono stati usati con successo in diversi studi per lo stimolo dell’insorgenza dell’ovulazione nella transizione primaverile nelle fattrici.
Due di questi vengono impiegati a tale scopo:
Domperidone → induce aumento dei follicoli per dimensione e numero associato ad aumento dei livelli ematici di prolattina, estradiolo ed LH;
Sulpiride → induce stimolo ovulatorio nel periodo di transizione.

La risposta alla somministrazione sembra condizionata dallo stadio di anaestro e l’inizio del trattamento, pertanto:

  • In fattrici in profondo anaestro il trattamento deve essere prolungato (da 50 a 60g) ed andrebbe preceduto da trattamento luminoso.
  • In fattrici in transizione l’ovulazione si può ottenere a 12 – 22 g. dall’inizio del trattamento.

Di seguito uno schema del protocollo PROTOCOLLO risultato più efficace:
Fotoperiodo esteso (14,5 ore) + sulpiride (1,0 mg/kg, IM; bid) 14gg dopo inizio del fotostimolo = Ovulzione 26 gg dopo l’inizio del trattamento.

Induzione dell’ovulazione nella cavalla

Lo scopo dell’induzione dell’ovulazione nella specie equina è quello di:

  • Sincronizzare l’ovulazione con la fecondazione;
  • Sincronizzare l’ovulazione durante i programmi di Embryo Transfer;
  • Ridurre il numero di interventi fecondativi necessari;
  • Ridurre le spese veterinarie.

Per tale scopo si possono utilizzare diverse sostanze: hCG, GnRH analoghi, e rLH.

Induzione dell’ovulazione nella cavalla (segue)

I protocolli inizialmente impiegati per l’induzione dell’ovulazione nelle cavalle prevedeva l’inizio del trattamento in un momento stabilito nel corso dell’estro; generalmente le cavalle erano trattate al 2° giorno dell’estro.

Una più appropriata procedura consiste nel valutare la crescita e la dimensione follicolare tramite palpazione rettale o, preferibilmente, con un accurato esame ecografico e nell’indurre l’ovulazione quando lo sviluppo follicolare raggiunge una determinata dimensione.

Sebbene non sia stata scientificamente provata la grandezza minima di un follicolo necessaria per ovulare in risposta allo stimolo dell’ormone luteinizzante (LH), l’utilizzo di una dimensione minima di 33-35 mm ha dato ottimi risultati.

Induzione dell’ovulazione nella cavalla (segue)

Visita clinica ed esame ecografico volti al rilievo di dimensioni adeguate (33-35mm di diametro) per l’inizio del trattamento ormonale sono dunque un passaggio fondamentale per l’applicazione di un buon protocollo di induzione dell’ovulazione.

Follicoli ovarici in ovaio equino di diametro pari a 33-35mm.

Follicoli ovarici in ovaio equino di diametro pari a 33-35mm.


Induzione dell’ovulazione nella cavalla (segue)

Per tale scopo si possono utilizzare diverse sostanze: hCG, GnRH analoghi, e rLH.

L‘hCG può essere somministrato a dosi di 1500 – 3000UI per via EV o IM, in presenza di un Follicolo di circa 30 mm di diametro.
L’Ovulazione si ha in 24-48h. L’intervento fecondativo è consigliato 12-24h dopo il trattamento.

A causa della natura dell’hCG che ne comporta una più lunga permanenza nel circolo ematico, tale da renderne sufficiente una unica somministrazione, tale sostanza si è mostrata in grado di indurre lo sviluppo di anticorpi dopo 2-5 iniezioni in cicli successivi.

Non più di 2 somministrazioni sono consigliabili, dunque, nello stesso anno.

Induzione dell’ovulazione nella cavalla (segue)

Per tale scopo si possono utilizzare diverse sostanze: hCG, GnRH analoghi, e rLH.

Analoghi del GnRH possono essere impiegati nell’induzione dell’ovulazione in cavalle cicliche e tra questi va ricordato l’Ovuplant (2,2 mg Deslorelin, GnRH), impianto sottocutaneo.
Indicato prettamente in cavalle cicliche. Va applicato in presenza di un follicolo con diametro maggiore di 30mm.
L’ovulazione avviene entro 48 ore dall’inserimento dell’impianto (in media tra le 38 e le 42h dall’inserimento dell’impianto).

Si consiglia la successiva rimozione dell’impianto, anche in caso di mancata ovulazione, in quanto lo stesso può impedire il ritorno in estro della cavalla.

Induzione dell’ovulazione nella cavalla (segue)

Per tale scopo si possono utilizzare diverse sostanze: hCG, GnRH analoghi, e rLH.

L’rLH (recombinant LH) viene utilizzato alla dose di 0,75 mg o 0,90mg ed induce ovulazione nell’80-90% delle cavalle trattate
In seguito alla somministrazione si ha rilascio pulsatile di GnRH e di LH.

L’utilizzo di queste molecole (LH-RH), per l’induzione dell’ovulazione è indicato solo in cavalle cicliche.

Superovulazione nella cavalla

  • Volta ad indurre l’ovulazione di un più alto numero di follicoli.
  • Utile nei programmi di ET e di IVEP.

L’avvento dell’ecografia ha consentito di approfondire anche in questa specie le conoscenze relative la crescita follicolare e di creare così dei protocolli più efficaci per indurre la superovulazione nella cavalla. Follicolare.

Un protocollo valido è il seguente:

  • 5-6gg dopo l’ovulazione iniziamo la somministrazione di 1ml di eFSH (B-FSH-ReF-001 standard) bidie (12,5mg/ml);
  • Al secondo giorno somministriamo una singola dose di prostaglandina PgF2α (Lutealyse o Estrumate);
  • Continuare le iniezioni di eFSH finchè la maggior parte dei follicoli non raggiunge un diametro di 35mm;
  • Somministrare, a questo punto, 2500UI di FSH ed interrompere l’eFSH.
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