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Gerardo Fatone » 17.Apparato genitale maschile


Fisiologia

Apparato genitale maschile è costituito da : prepuzio, pene, scroto, testicoli (gonadi maschili), epididimi, funicolo spermatico, deferenti, prostata, uretra peniena.

Il prepuzio è una guaina tubulare completa che riveste il pene non eretto. I muscoli prepuziali mantengono il prepuzio sempre a contatto con il pene.

Il pene in tutte le specie animali è l’organo copulatore; soltanto nel cane è presente un osso penis che facilita la penetrazione vaginale anche senza una erezione completa.

Lo scroto è una tasca membranosa rivestita da cute povera di peli e ricca di ghiandole sudoripare e sebacee. La sua forma varia a seconda delle specie animale.
Internamente esso si divide in due cavità grazie ad un setto mediano, ogni cavità accoglie un testicolo. La funzione dello scroto è quella di regolare la temperatura testicolare per assicurare il corretto svolgimento dei processi di spermatogenesi, molto sensibili ai cambiamenti termici.

Schema app. genitale cavallo.

Schema app. genitale cavallo.

Schema app. genitale toro.

Schema app. genitale toro.


Fisiologia (segue)

Schema dell’apparato genitale del cane.

Schema dell'apparato genitale del cane.


Fisiologia (segue)

Le gonadi maschili hanno la funzione di produrre gli spermatozoi mediante la spermatogenesi e di secernere gli ormoni sessuali maschili.

Gli epididimi imagazinano, fanno maturare e trasportano gli spermatozoi verso i dotti deferenti, che decorrono nel funicolo spermatico e si aprono a livello di uretra peniena, veicolando il liquido seminale all’esterno durante l’eiaculazione.

La prostata è la principale ghiandola accessoria dell’apparato riproduttore maschile. Produce un secreto che entra nella costituzione del liquido seminale. Ancora non è del tutto chiaro il ruolo svolto dal secreto prostatico, esso non sembra essere fondamentale per la fertilità.

L’uretra peniena rappresenta l’ultimo tratto delle vie escretrici comune sia all’apparato urinario sia a quello riproduttore maschile.

Struttura del testicolo. 1) tuboli seminiferi; 2) setti; 3)rete testis; 4)epididimo; 5) funicolo spermatico.

Struttura del testicolo. 1) tuboli seminiferi; 2) setti; 3)rete testis; 4)epididimo; 5) funicolo spermatico.


Anamnesi

Le patologie dell’apparato riproduttore maschile non sempre producono segni clini specifici anzi in alcuni casi, soprattutto nelle fasi iniziali, esse decorrono in forma asintomatica.
In caso di affezioni prepuziali i proprietari possono riferire: gonfiore prepuziale associato a stranguria, perdita di urina, minzione per gocciolamento o emissione di un getto molto sottile di urina nei casi di fimosi prepuziale; fimosi: incapacità del pene di fuoriuscire dalla guaina prepuziale per ristrettezza dell’anello prepuziale;  difficoltà nell’accoppiamento (accoppiamento doloroso) in caso di acrobustite del toro;  tumefazione prepuziale liscia e lucente associata a difficoltà nello sfoderamento e nella minzione in caso di ptosi del prepuzio nel cavallo spesso secondaria ad intervento di castrazione;  edema prepuziale, sanguinamento, scolo purulento emorragico, abbattimento, disoressia, lambimento insistente in caso di ferite o di corpi estranei prepuziali (possono anche aprirsi dei tragitti fistolosi ai lati del prepuzio); presenza di tessuto neoformato, che può associarsi ai sintomi già riferiti, in caso di neoplasie.

Restringimento dell’ostio prepuziale: fimosi.

Restringimento dell'ostio prepuziale: fimosi.


Anamnesi (segue)

In caso di patologie del pene i proprietari possono notare:

  • gocciolamento di urina, macerazione di pelle e peli intorno al prepuzio e frequente lambimento, in caso di ipospadia;
  • ipospadia: mancata fusione della piega urogenitale ed incompleta formazione dell’uretra peniena cui fa seguito una anormale posizione dell’orifizio uretrale esterno. Esso può aprirsi in qualsiasi posizione lungo il decorso dell’uretra peniena. In genere l’ipospadia si associa a ridotto sviluppo di pene e prepuzio.
Cane: ipospadia

Cane: ipospadia


Anamnesi (segue)

In caso di patologie del pene i proprietari possono notare:

  • emorragie in caso di ferite o neoplasie del pene;
  • incompleto sfoderamento del pene durante l’accoppiamento e riluttanza alla introduzione dopo l’impennata in caso di balanopostite adesiva del toro;
  • congestione della mucosa, scolo giallo-rosato, lambimento in caso di balanopostite;
  • persistente sfoderamento del pene in caso di parafimosi o priaprismo;
  • parafimosi: incapacità di retrarre il pene nel prepuzio;
  • priaprismo: erezione persistente in assenza di eccitamento (rara negli animali in genere dovuta a disturbi neurologici);
  • evidenza di tessuto neoformato associato in alcuni casi ai segni già riportati in caso di neoplasie del pene.
Cane: malformazione congenita. Difallia.

Cane: malformazione congenita. Difallia.

Cavallo:Incapacità alla retrazione del pene per parafimosi.

Cavallo:Incapacità alla retrazione del pene per parafimosi.


Anamnesi (segue)

In caso di patologie dello scroto o dei testicoli può essere riferita:

  • presenza di ferite sulla cute dello scroto;
  • cambiamenti di dimensione dello scroto o formazione di masse nella regione inguinoscrotale, disoressia, abbattimento, dimagramento in caso di neoplasie scrotali o testicolari e di ernie complicate;
  • segni sistemici di disendocrinie gonadiche (alopecia simmetrica etc. femminilizzazione, adenomi paranali, c.d. “coda di stallone” nel cane) in caso di neoplasie gonadiche.
Cane: ernia inguino- scrotale complicata.

Cane: ernia inguino- scrotale complicata.

Cane: adenoma paranale.

Cane: adenoma paranale.


Anamnesi (segue)

Cane: c.d. “coda di stallone”: iperplasia delle ghiandole caudali ed alopecia associata a iperandrogenismo. Tale condizione è molto frequente nel cane anziano. Se concomitante ad aumento di volume delle ghiandole circumanali e della prostata è consigliabile l’esame ecografico dei testicoli per escludere un Leydigoma.

Cane: c.d. “coda di stallone”: iperplasia delle ghiandole caudali ed alopecia associata a iperandrogenismo. Tale condizione è molto frequente nel cane anziano. Se concomitante ad aumento di volume delle ghiandole circumanali e della prostata è consigliabile l'esame ecografico dei testicoli per escludere un Leydigoma.


Anamnesi (segue)

In caso di patologie del funicolo spermatico può essere riferito:

  • presenza di ulcere con gemizio purulento o sieroso che imbratta la peluria a partire dall’area inguino scrotale lungo il piatto della coscia, con comparsa successiva ad un intervento di castrazione in caso di funicolite spermatica postoperatoria;
  • dolore intenso, abbattimento alternato a brevi stati di irrequietezza, brividi e diffusa tumefazione della regione inguinale, che può estendersi all’addome e alla radice degli arti posteriori, in caso di flemmone inguino-scrotale (gravissima complicazione dell’intervento di castrazione).
Cane: tumefazione dello scroto e del canale inguinale omo-laterale. Ernia inguinoscrotale.

Cane: tumefazione dello scroto e del canale inguinale omo-laterale. Ernia inguinoscrotale.


Anamnesi (segue)

In caso di patologie prostatiche all’anamnesi può essere riferito:

  • tenesmo, stranguria, ematuria o sanguinamento uretrale, spesso indipendente dalla minzione, in caso di iperplasia prostatica;
  • infezioni ricorrenti delle vie urinarie non responsive alla terapia antibiotica, abbattimento, letargia, febbre, vomito, dolore alla minzione, dimagrameneto e disoressia in caso di ascessi prostatici;
  • distensione addominale associata a tenesmo e/o stranguria in caso di cisti paraprostatiche molto voluminose;
  • perdita di peso, polidipsia, ematuria, gonfiore di uno o entrambi gli arti pelvici, dolore lombare o pelvico e/o dimagramento in caso di neoplasie prostatiche. In alcuni casi viene riferita facile affaticabilità e dispnea quando sono presenti metastasi polmonari.

Esame clinico

L’esame obiettivo generale dei soggetti affetti da patologie dell’apparato riproduttore non sempre fornisce indicazioni precise. Spesso le patologie possono decorrere in modo asintomatico o comunque non produrre segni clinici specifici. I segni sistemici delle patologie a carico dell’apparato riproduttore maschile in genere compaiono nei casi di infezioni o di neoplasie e sono più spesso rappresentati da abbattimento, febbre, dimagramento, disoressia, letargia etc.

Esame particolare dell’apparato riproduttore maschile consiste:

  • ispezione
  • palpazione;
  • esplorazione rettale;
  • ausili diagnostici (cateterismo uretro-prostatico; radiografia; ecografia; esame liquido seminale).

Ispezione

All’ispezione è possibile osservare atteggiamenti antalgici come la cifosi o lievi zoppie agli arti posteriori. Tali atteggiamenti non consentono una diretta identificazione della sede di algia, ma generalmente la cifosi si accompagna ad affezioni addominali dolorose (ascessi prostatici), mentre lievi zoppie ai posteriori possono essere legate ad intenso dolore scrotale.

Possono essere inoltre identificati all’ispezione dei segni locali quali:

  • tenesmo;
  • stranguria;
  • ematuria;
  • scolo prepuziale (emorragico, purulento);
  • lambimento insistente del pene e del prepuzio.

Quando le patologie locali evolvono al punto da dare coinvolgimento organico sistemico all’ispezione è possibile rilevare alcuni segni sistemici quali:

  • debolezza;
  • dimagramento;
  • letargia;
  • febbre;
  • abbattimento.

Ispezione (segue)

Con l’ispezione locale dell’apparato riproduttore bisogna valutare la forma il volume e la simmetria degli organi esterni ( prepuzio, pene, scroto e testicoli).

Per ispezionare il pene occorre portarlo al di fuori della guaina prepuziale mediante estroflessione manuale.
Nel cavallo è possibile ottenere lo spontaneo sfoderamento del pene portando il soggetto in vicinanza di una cavalla in estro. Per i cavalli molto nervosi e per i tori è in genere necessario ricorrere ad una blanda sedazione che provoca prolasso del pene.

In alcuni casi la sola ispezione locale consente la facile identificazione di un problema: necrosi o iperemia passiva in caso di parafimosi o di strangolamento del pene.

Cane: esteriorizzazione del pene mediante retrazione del prepuzio. Sarcoma di Sticker.

Cane: esteriorizzazione del pene mediante retrazione del prepuzio. Sarcoma di Sticker.


Palpazione

È possibile la palpazione diretta di tutti gli organi genitali esterni, la prostata, invece può essere palpata indirettamente attraverso l’esplorazione rettale.

La palpazione del prepuzio e del pene può evidenziare stati di edema, congestione, algia, processi aderenziali e di proliferazione neoplastica (sarcoma di sticker).
La palpazione di scroto e testicoli avviene contemporaneamente e consente di rilevare:

  • cambiamenti di volume, di forma e di simmetria in caso di orchiti, torsione testicolare, ipoplasia testicolare, varicocele, neoplasie, criptorchidismo, anorchidismo etc…
  • dolore in condizioni di flogosi come l’orchite o in presenza di ferite e/o contusioni.

L’epididimo può essere palpato insieme ai testicoli.

Cane: torsione di funicolo spermatico di testicolo neoplastico  ritenuto in addome (criptorchidismo addominale). Reperto intraoperatorio.

Cane: torsione di funicolo spermatico di testicolo neoplastico ritenuto in addome (criptorchidismo addominale). Reperto intraoperatorio.


Palpazione (segue)

I deferenti sono palpabili solo nel tratto che decorre nel funicolo spermatico dorsalmente ai testicoli.

Sia nei grossi che nei piccoli animali la palpazione va estesa a tutta la regione inguinale alla ricerca di testicoli ectopici, qualora sia stato riscontrato criptorchidismo o anorchidismo, e per valutare l’integrità dell’anello inguinale esterno.

L’uretra non può essere palpata lungo tutto il suo decorso ma è possibile solo la palpazione dell’uretra peniena, a livello perineale, e dell’uretra pelvica, mediante l’esplorazione rettale.

Esplorazione rettale

L’esplorazione rettale è una manualità utile soprattutto per la valutazione della prostata e dell’uretra pelvica. Può essere praticata sia sui cani che sui grossi animali. Nel gatto è meno utilizzata anche perché in questa specie, ad eccezione delle neoplasie, non sono descritte patologie prostatiche.

Nei cani di grossa taglia per palpare attraverso esplorazione rettale la prostata è utile sollevare gli arti anteriori in modo da consentire lo spostamento caudale di vescica e prostata; in alternativa si può cercare di ottenere lo stesso risultato posizionando la mano libera sotto l’addome dell’animale e imprimendo un movimento dorso caudale alla vescica.

Nel cane, specie più colpita da patologie prostatiche, l’esplorazione rettale consente di valutare la simmetria, il volume, la regolarità di superficie dell’organo. Inoltre alcune patologie, come gli ascessi prostatici possono accompagnarsi ad algia locale.

Nei grossi animali (cavallo e toro) l’esplorazione rettale presenta particolare interesse ai fini della valutazione degli anelli inguinali interni apprezzabili come fessure subtriangolari poste davanti al margine craniale del pube. Scarso rilievo riveste l’esplorazione della prostata e delle altre ghiandole annesse all’apparato riproduttore, essendo molto rare in questi animali le patologie riguardanti questi organi.
Soprattutto nell’equino è importante condurre l’esame con delicatezza, avendo cura di svuotare dalle feci il retto e l’ultimo tratto del colon, e di lubrificare adeguatamente il guanto della mano esploratrice per evitare pericolose lesioni alla mucosa intestinale.

Ausili diagnostici/ cateterismo uretro-prostatico

Il cateterismo uretro-prostatico viene effettuato nel cane per prelevare e sottoporre ad analisi cito-batteriologica il secreto prostatico. Inoltre, esso permette di valutare la pervietà dell’uretra e di misurare il volume urinario residuo se si sospetta ritenzione urinaria.
L’esame si esegue su soggetti svegli anche se potrebbe essere necessario sedare i soggetti meno collaborativi.

È importante effettuare una accurata pulizia e disinfezione del prepuzio prima di inserire nel meato uretrale esterno un catetere ad apice chiuso e arrotondato, provvisto di fenestrature laterali.
(Se si vogliono effettuare esami batteriologici è importante il rispetto delle norme dell’asepsi ed è più utile sedare l’animale per evitare movimenti inopportuni che rischierebbero di contaminare il campione).
Contemporaneamente alla progressione del catetere nell’uretra si valuta attraverso esplorazione digito-rettale il suo passaggio nella flessura perineale fino al raggiungimento del pavimento del bacino senza far impegnare il collo vescicale.
Con il catetere in tale posizione, mediante massaggio digito-rettale della prostata, si ottiene, con una siringa raccordata all’imboccatura del catetere, la raccolta del secreto prostatico.

Cateterismo uretro-prostatico.

Cateterismo uretro-prostatico.


Ausili diagnostici/ radiografia

La radiografia non è l’esame diagnostico più appropriato per le patologie dell’apparato riproduttore maschile poiché fornisce poche e generiche informazioni soprattutto sul volume e la posizione della prostata.
Nei cani criptorchidi la radiografia può mostrare i testicoli ritenuti in addome che appaiono come masse in posizione caudale nella cavità addominale. La loro identificazione radiografica, tuttavia, è possibile solo quando le dimensioni testicolari sono almeno il doppio di quelle delle anse del piccolo intestino
Le contrastografie (uretrocistografia) possono mostrare il reflusso di mezzo di contrasto all’interno del parenchima prostatico (in presenza di ascessi) ed alterazioni del diametro dell’uretra (stenosi)
All’esame radiografico diretto possono rendersi evidenti aree di calcificazione del parenchima prostatico spesso corrispondenti a vecchie cisti o ad ascessi.
I radiogrammi latero-laterali del bacino nel cane possono mostrare segni di frattura, esiti di frattura o deformità congenite dell’osso penis.

Cane: radiografia dell’addome. Cisti prostatiche.

Cane: radiografia dell'addome. Cisti prostatiche.


Ausili diagnostici/ ecografia

L’ecografia fornisce chiare informazioni riguardo le malattie prostatiche e l’eventuale coinvolgimento dei testicoli e dei linfonodi. Inoltre, se utilizzata come strumento guida per i prelievi bioptici consente anche di stabilire una diagnosi definitiva.

In alcuni casi l’ecografia può essere usata come ausilio terapeutico: aspirazione del contenuto ascessuale prostatico e iniezione di soluzioni antibiotiche

L’esame ecografico può essere condotto con l’animale sveglio; è necessaria la sedazione solo nei casi di biopsie ecoguidate in cui è importante la completa immobilità del paziente.

Con l’esame ecografico della prostata si possono valutare: posizione, volume, forma ed ecostruttura del parenchima della ghiandola.

L’ecografia consente la visualizzazione di tumori scrotali e testicolari ed ecograficamente è possibile anche identificare i testicoli ritenuti in addome, le ernie scrotali, gli ascessi, l’ischemia e la torsione testicolare.

Cane: ecografia della prostata. Cisti paraprostatica (c).

Cane: ecografia della prostata. Cisti paraprostatica (c).

Cane: ecografia della prostata. Organo normale.

Cane: ecografia della prostata. Organo normale.


Ausili diagnostici/ ecografia (segue)

Cane: ecografia del testicolo. Sertolioma.

Cane: ecografia del testicolo. Sertolioma.


Ausili diagnostici/ esame del liquido seminale

In genere si ricorre alla valutazione del liquido seminale nei soggetti destinati alla riproduzione che mostrano segni di infertilità.

La raccolta del seme avviene in genere mediante l’utilizzo di vagine artificiali.
Nei cani con scarsa libido si può ricorrere a stimolazioni elettriche sui soggetti in anestesia generale (volume dell’eiaculato ridotto e spesso contaminato da urina).

Rapidamente dopo la raccolta il seme deve essere analizzato evitando di sottoporlo a shock termico. In laboratorio si effettuano valutazioni della quantità di eiaculato e delle sue caratteristiche macroscopiche e biochimiche, nonché del numero, della morfologia e della motilità degli spermatozoi.

Le analisi del liquido seminale si basano sulla certezza scientifica che alcune caratteristiche del seme influenzano la capacità fecondativa e quindi consentono di prevederla.

Principali patologie di interesse chirurgico

Patologie del prepuzio e del pene

Ptosi della lamina interna del prepuzio: in genere legata all’edema postoperatorio da astrazione degli equidi. Si accompagna a gonfiore prepuziale e disturbi nello sfoderamento del pene.

Ptosi o prolasso del pene: sfoderamento persistente del pene in genere connesso a disfunzioni neurologiche. Spesso si associa a paralisi dell’ano e della coda ed a lesioni conseguenziali ( ulcere, ferite, essiccamento) del pene.

Ferite del pene: possibili in tutte le specie animali si accompagnano ad emorragie in genere di lieve antita e a frequente lambimento nel cane.

Balano-postite adesiva nel toro: consiste nella formazione di aderenza tra il prepuzio e la base del glande. L’animale non sfodera completamente il pene durante l’accoppiamento.

Granuloma venereo trasmissibile o tumore di Sticker nel cane: colpisce i genitali esterni sia maschili che femminili e raramente può essere localizzato a livello di tartufo o mucosa orale. Il granuloma è visibile sulla superficie del pene come vegetazioni tuberose facili al sanguinamento. In genere è frequente la recidiva dopo asportazione, mentre è buona la risposta alla chemioterapia.

Principali patologie di interesse chirurgico (segue)

Fimosi e Parafimosi: rispettivamente la incapacità di sfoderamento del pene e la impossibilità di retrarre il pene nel prepuzio. In genere la fimosi è conseguenza di stenosi prepuziale, mentre la parafimosi può realizzarsi nei casi in cui si modificano le dimensioni del pene sfoderato per cui non è possibile il suo riposizionamento (disturbi di circolo, neoplasie, traumi etc..).

Ipospadia : è una malformazione congenita che consiste in un anomalo sbocco del meato uretrale esterno che può aprirsi in qualsiasi punto lungo il decorso dell’uretra peniena, quindi sempre più caudalmente e ventralmente rispetto allo sbocco naturale. Generalmente essa si accompagna a malformazione del pene. I sintomi legati all’ipospadia vanno dalla persistente esposizione del prepuzio allo sgocciolamento dell’urina fino alle dermatiti urinose da contatto. In genere il quadro clinico cambia in rapporto alla sede in cui si viene a trovare lo sbocco uretrale.

Principali patologie di interesse chirurgico (segue)

Patologie prostatiche

Iperplasia prostatica benigna: molto diffusa nei cani adulti (7-8 anni di età) maschi ed interi e consiste in un aumento di volume della ghiandola in seguito a stimolazione ormonale. Provoca, in genere tenesmo, stranguria ed ematuria indipendente dalla minzione (perdita di gocce di sangue dal prepuzio). Alla palpazione rettale si palpa un simmetrico aumento di volume della prostata.

Prostatiti ed ascessi prostatici: infezioni della prostata sostenute da germi di vario tipo che in alcuni casi possono portare alla formazione di ascessi nel parenchima ghiandolare. Le infezioni sono generalmente ascendenti. All’esplorazione rettale la ghiandola appare aumentata di volume e con forma irregolare, inoltre la manovra esplorativa provoca molto dolore all’animale. L’esame ecografico aiuta nella diagnosi.

Cisti paraprostatiche: sono cavità a contenuto liquido adese ma esterne al parenchima prostatico, si pensa derivino dall’utero mascolino. Esse possono raggiungere anche dimensioni notevoli e dislocare in addome comprimendo altri organi; in questi casi oppure quando si infettano si accompagnano ad una specifica sintomatologia, altrimenti decorrono in modo asintomatico.

Neoplasie prostatiche: in genere si tratta di adenomi o adenocarcinomi. Le forme benigne si accompagnano ad una sintomatologia del tutto simile all’iperplasia prostatica, mentre le forme maligne in tempi brevi provocano dimagrimento dell’animale, ematuria saltuaria, dischezia etc. all’esplorazione rettale la ghiandola appare asimmetrica e indolente; l’esame ecografico può chiarire il quadro clinico.

Principali patologie di interesse chirurgico (segue)

Patologie del testicolo

Ipoplasia testicolare: di raro riscontro nei tori e nei cani di stretta consanguineità consiste in una riduzione del volume dei testicoli. Nelle forme unilaterali è più facile identificare questa anomalia.

Criptorchidismo ed ectopia testicolare: nel primo caso si tratta di una incompleta migrazione del testicolo dalla sua sede embrionaria allo scroto, per cui è possibile reperirlo in qualsiasi punto lungo il suo decorso ( addome, canale inguinale). Nel secondo caso il testicolo si forma e sviluppa in sede non propria. Sia il criptorchidismo sia la ectopia possono essere mono o bilaterali.

Neoplasie testicolari: spesso colpiscono i testicoli ritenuti in addome ma possono riguardare anche organi normalmente in sede. In genere provocano asimmetria scrotale evidente all’ispezione o alla palpazione. In genere sono neoplasie con basso indice di malignità sistemica.

Principali patologie di interesse chirurgico (segue)

Patologie del funicolo spermatico

Funicolite spermatica postoperatoria: qualche giorno dopo l’intervento di castrazione negli animali colpiti si osserva la presenza di ulcere e tragitti fistolosi nell’area inguino-scrotale con gemizio di pus che spesso imbratta la fine peluria del piatto della coscia, nell’equino e nel suinetto, o i peli della parte posteriore della coscia , nel gatto. L’esplorazione dei tragitti fistolosi completa la diagnosi.

Flemmone inguino-scrotale: è una gravissima complicanza dell’intervento di castrazione che insorge a poche ore di distanza dalla chirurgia con abbattimento, febbre e tremori. Localmente, nell’area inguino-scrotale, è presente una tumefazione molto dolente e diffusa che può estendersi fino all’addome e agli arti posteriori. L’aspetto della tumefazione è tipico del flemmone; la cute è cianotica, asciutta e consistente al tatto. Frequente è il crepitio alla palpazione legato alla proliferazione dei germi anaerobi che producono gas.

Principali patologie di interesse chirurgico (segue)

Patologie dello scroto

Oscheite : è l’infiammazione dello scroto frequente nel cane, é dovuta principalmente ad eventi traumatici. Il suo decorso è acuto e si manifesta con algia che porta il soggetto a camminare con gli arti posteriori abdotti assumendo una andatura falciante. L’animale manifesta un certo disagio e tende a lambirsi lo scroto con insistenza. Localmente è visibile gonfiore ed arrossamento.

Va ricordato che le neoplasie possono riguardare qualsiasi organo o stuttura dell’apparato riproduttore maschile ed accompagnarsi a sintomi clinici molto differenti a seconda della sede in cui si sviluppano.

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