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Gerardo Fatone » 16.Apparato urinario


Fisiopatologia

Apparato urinario costituito da: reni, ureteri, vescica, uretra.

Assunzione giornaliera di acqua (vi è una discreta variabilità dei valori riportati in letteratura):

  • cane 6-25 ml/kg;
  • gatto 6-25 ml/kg;
  • cavallo 20-90 l/die;
  • bovino 25 – 80 l/die;
  • più liquidi introdotti con gli alimenti.

Eliminazione di liquidi:

  • urina (15-45 ml/kg cane e gatto, 3-10 L cavallo, 6-20L bovino);
  • gastroenterico;
  • apparato respiratorio;
  • ghiandole sudoripare.

Il bilancio dei liquidi è regolato dall’ADH.

Fisiopatologia (segue)

Controllo volontario della minzione
Capacità di trattenere volontariamente le urine e di attivare spontaneamente la minzione, con svuotamento pressoché completo della vescica.

Meccanismo che si svolge in due fasi con regolazioni complesse

  1. Accumulo: rilasciamento del detrusore e contrazione dello sfintere interno ed esterno. In questa fase prevale il tono del sistema simpatico (nervo ipogastrico) che media il rilasciamento del detrusore e la contrazione della muscolatura sfinteriale, in sinergia con la contrazione della muscolatura striata dello sfintere esterno innervato dal nervo pudendo (S1-2).
  2. Svuotamento: contrazione del muscolo detrusore e rilasciamento degli sfinteri. La distensione d’organo (riempimento) provoca la stimolazione dei recettori della parete che, attraverso le afferenze parasimpatiche (nervo pelvico S1-3) che si portano fino al tronco dell’encefalo, mediano la chiusura dell’arco riflesso. Dal tronco dell’encefalo parte lo stimolo che, attraverso le vie motorie ed il nervo pelvico, induce la contrazione del muscolo detrusore (parasimpatico) ed il rilasciamento degli sfinteri interno (inibizione dell’attività simpatica) ed esterno. A livello del tronco dell’encefalo i neuroni dell’arco riflesso subiscono condizionamenti dalla innervazione della corteccia (minzione volontaria) e del cervelletto (effetto inibitorio).

Fisiopatologia (segue)

Vie nervose per il controllo della funzione urinaria.

Vie nervose per il controllo della funzione urinaria.


Fisiopatologia (segue)

Lesioni neurologiche che interferiscono con la normale urinazione

  • Lesioni corticali (prossimali al centro d’integrazione del riflesso del tronco): emissione apparentemente normale di urina ma con perdita delle abitudini apprese, urinazione in luoghi (casa) dove normalmente, per addestramento, non avveniva.
  • Lesioni al motoneurone superiore – dal ponte a L7: assenza del controllo volontario della minzione, il riflesso è conservato ma, per il rilasciamento dello sfintere diventa fondamentale una rilevante distensione della vescica. Persiste un volume residuo di urina superiore alla norma
  • Lesioni al motoneurone inferiore tra S1-S3 e alle radici emergenti da questo settore:  incontinenza urinaria, rilasciamento degli sfinteri. La parete vescicale conserva un minimo di tono, la urina residua aumenta.
Esame radiografico: gatto affetto da ritenzione urinaria (e fecale) di origine neurogena per compromissione della funzione del motoneurone superiore.

Esame radiografico: gatto affetto da ritenzione urinaria (e fecale) di origine neurogena per compromissione della funzione del motoneurone superiore.


Fisiopatologia (segue)

Cause di incontinenza non neurogena

  • Da carenza di estrogeni: in una bassa percentuale di femmine dopo qualche tempo dalla sterilizzazione.
  • Paradossa da subostruzione: nei maschi da ostruzione uretrale subtotale, aumento di tensione della vescica e fuoruscita spontanea di urina che riesce a superare il sito di ostruzione per pressione.
  • Da stimolo: in casi di cistiti.
  • Iatrogena: in qualche caso in conseguenza di prostatectomia.
  • Da uretere ectopico: sbocco dell’uretere sull’uretra a valle della vescica.
Cane: gocciolamento di urina dal prepuzio per incontinenza urinaria.

Cane: gocciolamento di urina dal prepuzio per incontinenza urinaria.


Incontinenza urinaria cagna

Vulva intrisa di urina nella cagna affetta da incontinenza urinaria di origine neurogena.

Vulva intrisa di urina nella cagna affetta da incontinenza urinaria di origine neurogena.


Fisiopatologia (segue)

Cagna: Urografia discendente. Il mezzo di contrasto dal rene disegna l’uretere che termina in uno sbocco esterno, nella regione vulvare e non, come normalmente dovrebbe essere, in vescica. Uretere ectopico.

Cagna: Urografia discendente. Il mezzo di contrasto dal rene disegna l'uretere che termina in uno sbocco esterno, nella regione vulvare e non, come normalmente dovrebbe essere, in vescica. Uretere ectopico.


Anamnesi

Domande utili da porre al proprietario correlate alle patologie dell’apparato urinario
La frequenza dell’urinazione
La quantità di urina emessa
Le modificazioni macroscopiche dell’urina (colore, limpidezza, odore)

Al racconto anamnestico possono essere rilevati sintomi riferibili a: disuria, stranguria, anuria, poliuria, oliguria, pollachiuria, enuresi. Ognuno di tali sintomi può essere di grande ausilio nell’orientamento diagnostico.

Disuria
Emissione difficoltosa di urina: stenosi parziale dell’uretra, vescica spastica (patologie del tratto toraco-lombare del midollo spinale), calcolosi uretrale

Stranguria
Disuria accompagnata da dolore: cistite, uretrite, calcolosi uretrale, patologie della prostata, frattura dell’osso penis del cane.

Anamnesi (segue)

Anuria
Mancata emissione di urina: paralisi della parete della vescica, spasmo del collo della vescica, occlusione totale dell’uretra (litiasi, frattura dell’osso penis del cane), rottura della vescica o dell’uretra.

Oliguria
Emissione di ridotta quantità di urina nelle 24 ore.

Poliuria
Aumento della quantità di urina emessa nelle 24 ore: neoplasie secernenti dell’ipofisi o dell’ipotalamo, trattamenti di lunga durata con cortisonici.

Anamnesi (segue)

Pollachiuria
Emissione di urina a più riprese ravvicinate: cistiti, uretriti, patologie della prostata.

Enuresi
Incontinenza urinaria: ectopia degli ureteri, paralisi della vescica (patologie del tratto lombosacrale del midollo spinale).

Anamnesi (segue)

Colore dell’urina: normalmente l’urina presenta un colore giallo la cui intensità è relativa allo stato di idratazione. Risulta di tonalità più intensa in caso di concentrazione da disidratazione.

L’urina assume colore rosso in caso di ematuria. Si può avere ematuria in conseguenza di cistite o uretrite di origine batterica o di altra natura, di litiasi vescicale o uretrale, di neoplasie, di trauma (frattura dell’osso penis del cane, lesioni renali o della parete vescicale).

Il colore caffè, invece, si può avere per emoglobinuria o mioglobinuria (miopatie da sforzo del cavallo).

Prelievo di urina, mediante cateterismo, da gatto. Ematuria da cistite emorragica conseguente ad ostruzione uretrale acuta.

Prelievo di urina, mediante cateterismo, da gatto. Ematuria da cistite emorragica conseguente ad ostruzione uretrale acuta.


Anamnesi (segue)

Per l’interpretazione della sede da cui origina la presenza di sangue viene, generalmente, utilizzato il tempo di comparsa del sangue nell’urina in relazione alla fase della minzione.

In caso di sangue durante tutta la minzione l’origine può essere dai reni o dai bacinetti renali.

Nel caso, invece che la presenza di urina sia solo nella fase iniziale, il sanguinamento può essere di origine uretrale.

Quando il colore rosso appare solo nella fase finale della minzione si tende ad interpretare l’origine del sangue come vescicale; il peso specifico maggiore del sangue rispetto all’urina determinerebbe la sedimentazione sul fondo della vescica e la fuoruscita solo quando lo svuotamento è pressoché totale.

Anamnesi (segue)

Talvolta, nel cane, la perdita di sangue può essere indipendente dalla minzione, in particolare il sangue emesso dalle patologie uretrali può fuoruscire dallo sbocco uretrale anche in mancanza della minzione. In questi casi il proprietario riferisce del rinvenimento di macchie dove il paziente ha sostato per qualche tempo. Patologie associate alla perdita di sangue svincolate dalla minzione sono anche alcune affezioni prostatiche (provenienza uretrale), il sarcoma di Sticker (provenienza dal sacco prepuziale).

Le alterazioni della trasparenza dell’urina oltre che essere legate alla presenza di sangue, possono essere la conseguenza della presenza di pus, coaguli di fibrina, frammenti necrotici, renella.

Cane: pene sfoderato dal prepuzio. Sarcoma di Sticker (prof. N. Cocchia).

Cane: pene sfoderato dal prepuzio. Sarcoma di Sticker (prof. N. Cocchia).


Esame clinico

All’esame obiettivo generale possono essere rilevati segni sistemici della patologia dell’apparato urinario, in particolare sono importanti i segni clinici legati all’uremia, come le modificazioni d’aspetto o l’odore emanato all’esame della mucosa orale, le modificazioni dell’aspetto fisico dell’osteodistrofia renale giovanile o senile.

Esame particolare dell’apparato urinario:

  • ispezione;
  • palpazione;
  • esplorazione rettale;
  • ausili diagnostici.
Osteodistrofia fibrosa giovanile.

Osteodistrofia fibrosa giovanile.


Ispezione

Segni clinici di dolore e atteggiamenti antalgici
Cifosi antalgica per contrattura dei muscoli paravertebrali sono segni correlati ad affezioni addominali dolorose come il trauma renale, a tale segno si associa frequentemente un addome non facilmente palpabile per incremento del tono muscolare della parete addominale.

Segni locali legati ad affezioni urinarie possono essere: atteggiamento protratto di minzione (tenesmo), emissione difficoltosa di urina, lambimento continuo di pene o vulva.

Segni sistemici legati ad affezioni urinarie possono essere: shock (indotto dal trauma o dalla patologia urinaria), abbattimento, vomito, bradicardia proporzionale ai livelli di azotemia, acidosi ed iperpotassiemia, febbre.

Gatto: atteggiamento protratto di minzione (tenesmo) da ostruzione uretrale acuta da struvite.

Gatto: atteggiamento protratto di minzione (tenesmo) da ostruzione uretrale acuta da struvite.


Ispezione (segue)

Vitello con atteggiamento di tenesmo per difficoltà di urinazione.

Vitello con atteggiamento di tenesmo per difficoltà di urinazione.


Ispezione (segue)

Ispezione locale

Evidenziazione dello sbocco uretrale per evidenziale lesioni delle vie urinarie basse di natura congenita, traumatica, neoplastica etc…

Valutazione del pene e della vulva: diagnosi differenziale ematuria/ sarcoma di Sticker nel cane maschio, estrofia vescicale nella cavallo o nella bovina.

Nel toro la palpazione del pene può essere eseguita inducendo la distensione della flessura sigmoidea attraverso il massaggio dell’uretra pelvica con esplorazione rettale, mentre per eseguire un cateterismo il pene deve essere rilasciato con l’uso di tranquillanti.
Generalmente nel toro gli uroliti si arrestano nella flessura sigmoidea distale, mentre a monte si ha una tumefazione dolente palpabile dorsalmente allo scroto.

Cane: ipospadia.

Cane: ipospadia.


Ispezione (segue)

Ispezione locale

Esame della zona perineale: possono essere evidenziate tumefazioni riferibili a dilatazione uretrale nel maschio per ostruzione da uroliti (grossi animali), lesioni cutanee in conseguenza di infiltrati urinosi (flemmone urinoso)da rottura dell’uretra, ernia perineale complicata con incarceramento della vescica in casi di anuria

Esame della parete ventrale dell’addome: nei tori, in seguito a rottura dell’uretra per ostruzione da calcoli, si può avere un flemmone urinoso con ampia infiltrazione e necrosi cutanea

Cagna affetta da incontinenza urinaria neurogena (frattura di t12). La regione perivulvare appare intrisa di urina e la faccia interna delle cosce presenta varie aree di dermatite chimica da urina.

Cagna affetta da incontinenza urinaria neurogena (frattura di t12). La regione perivulvare appare intrisa di urina e la faccia interna delle cosce presenta varie aree di dermatite chimica da urina.


Palpazione

La palpazione addominale ha elevato valore diagnostico nei piccoli animali per le patologie dell’apparato urinario.

Sono palpabili entrambi i reni nel gatto e solo il rene sinistro, in condizioni di normalità, in quanto più posteriore e più mobile, nel cane.

I rilievi patologici sono: aumento di volume in caso di neoplasia, rene policistico (gatto), alcune condizioni flogistiche. Dolore: in condizioni di infiammazione come la pielonefrite o di litiasi renale

Gli ureteri in condizioni normali non sono palpabili.

La vescica è palpabile nella parte posteriore dell’addome. Può essere valutata con metodo bimanuale o monomanuale. Si valuta lo stato di pienezza (ritenzione urinaria se sovradistesa), la posizione, le condizioni della parete (eventuali neoplasie intramurali), eventuali alterazioni del contenuto (calcoli, neoplasie).

Uretra
Può essere palpata la porzione perineale nel maschio, per l’uretra pelvica si procede all’esplorazione rettale. Nella femmina lo sbocco uretrale può essere palpato mediante esplorazione vaginale.

Esplorazione rettale

L’esplorazione rettale ha grande valore diagnostico nei grossi animali (cavallo, bovino) , nel cane può essere utile per la valutazione dell’uretra pelvica.

La palpazione della vescica è possibile sia nel cavallo che nel bovino. Spesso è vuota per cui si può avere una difficoltà nel rilevarne la presenza.

Diventa più difficile la palpazione nelle femmine a causa dell’interposizione dell’apparato genitale tra il retto e la vescica.

Esplorazione rettale (segue)

Reni

Cavallo

  • Rene sinistro quasi tutto esplorabile;
  • rene destro non sempre esplorabile o solo in parte;
  • maggiormente nelle razze di piccola e media taglia.

Bovino

  • Rene sinistro ben palpabile la parte caudale, le lobature non sempre sono percettibili alla palpazione per la presenza di grasso perirenale.
  • Talvolta il rene sinistro può essere spinto a destra dal sacco dorsale del rumine.

Nei grossi animali si può avere un aumento di volume per pielonefrite o idronefrosi, neoplasie, ematoma o ascesso. Nei bovini l’aumento di volume può aversi anche per amiloidosi.

Cateterismo uretro-vescicale

Finalità

  • Raccolta di urina.
  • Diagnosticare e tentare di risolvere un’ ostruzione uretrale.
  • Determinare la quantità di urina prodotta.
  • Evacuare l’urina in soggetti incapaci di urinare spontaneamente.
  • Immettere mezzi di contrasto.
  • Chirurgia su uretra, prostata o regione perineale.
  • Diagnosi di patologie prostatiche: massaggio prostatico,  esame citologico.

Procedura (regole generali)
In caso di necessità si prepara la parte (prepuzio e glande o vulva) mediante lavaggio con soluzione disinfettante a base di povidone ioduro. Si indossano guanti. Per mantenere un buon livello di asepsi si aprono i margini della confezione estraendo senza toccare la parte del catetere da far progredire in uretra e spingendo il catetere mantenendolo per la busta senza toccarlo direttamente.
Il catetere è lubrificato con gel sterile per favorire la progressione.

Cateterismo uretrale nel cavallo.

Cateterismo uretrale nel cavallo.

1 e 2) catetere flessibile con scala centimetrica, 3) catetere per gatto libero ed in confezione sterile, 4) catetere semirigido in PVC; 5) catetere di Foley (con estremità gonfiabile per essere lasciato temporaneamente inserito).

1 e 2) catetere flessibile con scala centimetrica, 3) catetere per gatto libero ed in confezione sterile, 4) catetere semirigido in PVC; 5) catetere di Foley (con estremità gonfiabile per essere lasciato temporaneamente inserito).


Cateterismo uretro-vescicale (segue)

Cavallo maschio

  • Con catetere flessibile di dimensioni di 6mm x 1,5mt di lunghezza.
  • In stazione se tranquillo, talvolta può essere utile la somministrazione di un sedativo.

Toro

  • Sottoposto a sedazione o blocco dei nn podendi per consentire il rilasciamento dei muscoli retrattori del pene e l’allungamento della flessura sigmoidea.
  • Il catetere deve essere sottile, 3-4 mm.

Cateterismo uretro-vescicale (segue)

Cavalla
In stazione:

  • palpare lo sbocco dell’uretra sul pavimento della vagina a 10-12 cm dall’apertura vulvare;
  • introdurre il catetere al disotto del dito. Si utilizza una cannula metallica leggermente curva in avanti.

Bovina
Come la cavalla:

  • considerare la plica a fondo cieco in prossimità dello sbocco uretrale;
  • viene impiegata una cannula rigida oppure un catetere flessibile.

Cateterismo uretro-vescicale (segue)

Cane

In decubito laterale: più semplice se l’arto posteriore, disposto superiormente, viene lievemente abdotto.

In alternativa per i soggetti collaborativi il catetere può essere introdotto con il paziente in stazione quadrupedale.

Per evitare cubitature o compressioni sulla mucosa vescicale è opportuno misurare preventivamente la lunghezza del catetere da inserire.

Misurazione della lunghezza del catetere da introdurre.

Misurazione della lunghezza del catetere da introdurre.

Cateterismo uretrale nel cane.

Cateterismo uretrale nel cane.


Cateterismo uretro-vescicale (segue)

Cagna

  • Speculo con illuminatore.
  • In stazione quadrupedale o decubito: divaricare le labbra vulvari, identificare il meato uretrale sul pavimento ventrale della vagina disposto su un piccolo rilievo anteriormente alla fossa clitoridea, introdurre il catetere.

In alternativa nelle cagne di taglia più grande lo sbocco uretrale può essere palpato con li dito indice di una mano ed il catetere spinto dall’altra mano ed orientato nello sbocco stesso dal dito che palpa.

Cateterismo uretro-vescicale (segue)

Gatto

Solitamente si richiede un contenimento farmacologico compatibilmente con le condizioni cliniche del paziente
Si usa un catetere molto sottile.
Decubito laterale.
In caso di ostruzione da struvite molto distale, prima di eseguire dei tentativi di introduzione del catetere, potenzialmente dannosi per l’uretra, va risolta l’ostruzione mediante lavaggio dello sbocco uretrale e della parte distale dell’uretra con soluzione sterile introdotta con un ago bottonuto aperto all’estremità. Per la disostruzione, a tale manovra, va associato il massaggio dell’estremità del pene.
Per il cateterismo a permanenza viene utilizzato un catetere molto morbido

Cateterismo uretrale nel gatto.

Cateterismo uretrale nel gatto.


Cateterismo uretro-vescicale

Rischi:

  • indurre una lesione traumatica iatrogena;
  • infezione alle basse vie urinarie.

Cistocentesi

La cistocentesi è una procedura di accesso trans addominale alla vescica con ago sottile per il prelievo di urina. Tale procedura si rende necessaria quando si ha esigenza di effettuare un prelievo non contaminato.

La vescica deve essere sufficientemente piena da poter essere palpata dall’esterno e bloccata con una mano.
L’ago va inserito con angolo di 45° circa in maniera da favorire la progressione obliqua nella parete per evitare perdite con la retrazione.

La cute va preparata mediante tricotomia e disinfezione accurata.

L’accesso alla vescica avviene dalla parete ventrale per evitare danni agli ureteri.

Cistocentesi con accesso laterale nel cane affetto da ostruzione uretrale acuta da calcoli.

Cistocentesi con accesso laterale nel cane affetto da ostruzione uretrale acuta da calcoli.

Cistocentesi con accesso laterale nel cane affetto da ostruzione uretrale acuta da calcoli.


Indagini collaterali

Indagine radiografica
Semplice o diretta

Alte vie urinarie: permette di individuare i reni, le loro dimensioni e le alterazioni rispetto alla normalità, aumenti di volume associati o meno a modificazioni della forma (tumori, ematomi, cisti ecc.) o, talvolta, della sede, diminuzioni di volume come da nefropatie croniche, può essere individuata una scarsa definizione margini renali (suppurazioni perirenali, raccolte di materiale liquido ecc.)
Basse vie urinarie: documentare lo stato di riempimento della vescica e la sua posizione , la presenza di uroliti radiopachi endovescicali od intrauretrali.
In qualche caso è possibile individuare un aumento di spessore od irregolarità della parete vescicale.

Cane maschio: urolitiasi vescicale. In alto i calcoli dopo l’asportazione chirurgica.

Cane maschio: urolitiasi vescicale. In alto i calcoli dopo l'asportazione chirurgica.

Cane: calcolosi renale.

Cane: calcolosi renale.


Indagini collaterali (segue)

Indagine radiografica
Contrastografica o urografia: a seconde della sede di inoculo del mezzo di contrasto intravenosa o intra vescicale l’urografia può essere definita discendente o ascendente.

Per le alte vie urinarie viene utilizzata l’urografia discendente. Tale procedura consente di individuare affezioni a carico dei reni quali: agenesia, ipoplasia, displasie renali, idronefrosi.
Si può studiare inoltre il decorso e calibro degli ureteri, eventuali avulsioni, interruzioni totali, rottura, ectopia.

Per le basse vie urinarie può essere impiegata l’urografia discendente o ascendente. Può essere studiata la vescica o l’uretra in caso di sospetto di rottura, di alterazioni di pareti o di contenuto.
Particolarmente utile per lo studio della parete vescicale è lo studio con doppio contrasto: radiopaco (mezzi iodati ) e radiotrasparente (aria).

Cane: uretrografia con mezzo di contrasto. Calcolo radiotrasparente impegnato in prossimità dell’osso penis riduce significativamente il lume uretrale.

Cane: uretrografia con mezzo di contrasto. Calcolo radiotrasparente impegnato in prossimità dell'osso penis riduce significativamente il lume uretrale.


Indagini collaterali (segue)

Cane: esame radiologico della vescica con doppio contrasto (aria + mezzo di contrasto radiopaco iodato). Ispessimento diffuso della parete: carcinoma vescicale.

Cane: esame radiologico della vescica con doppio contrasto (aria + mezzo di contrasto radiopaco iodato). Ispessimento diffuso della parete: carcinoma vescicale.


Indagini collaterali (segue)

L’esame ecografico è particolarmente indicato per lo studio delle strutture dell’apparato urinario.

Consente di definire l’eco-struttura dei reni e di neoformazioni endoluminali o parenchimatose, di identificare ectasie ureterali.
Per la vescica è particolarmente utile nello studio della parete, ma anche per il contenuto ed in particolare per la individuazione degli uroliti radiotrasparenti.
Inoltre l’ecografia costituisce un valido supporto per l’esecuzione di prelievi bioptici da eseguire con la massima precisione.

Cane femmina:l’esame ecografico della vescica evidenzia un grosso calcolo.

Cane femmina:l'esame ecografico della vescica evidenzia un grosso calcolo.


Indagini collaterali (segue)

Esame delle urine

Esame del sedimento: cristalli, cilindri.
Identificare un processo settico: urocultura ed antibiogramma.
Determinazione del ph.
Densità.
Presenza di glucosio, proteine, bilirubina, urobilinogeno, nitriti, chetoni etc…

Principali patologie di interesse chirurgico dell’apparato urinario

Si elencano di seguito le più frequenti patologie di interesse chirurgico dell’apparato urinario nelle diverse specie domestiche, ordinate in base all’organo o alla struttura anatomica coinvolti.

Patologie del rene e degli ureteri

  • Calcoli renai e ureterali:sono indicati anche, rispettivamente, come nefroliti ed ureteroliti. Sono di raro riscontro sia nel cane che nel gatto. I alcune razze canine ( ShihTzu Schnauzer nano, Yorkshire, Dalmata) è stata osservata una maggiore incidenza, probabilmente legata ad alterazioni metaboliche specifiche o ad alcune patologie che possono colpire i reni e gli ureteri. Non sempre i calcoli renali si accompagnano ad una sintomatologia evidente, in alcuni casi possono provocare dolore lombare ed infezione dell’organo con ematuria; i calcoli uretrali, invece, si accompagnano quasi sempre ad ostruzione del lume uretrale cui può far seguito idronefrosi e sindrome uremica. L’anamnesi, dunque, può essere molto varia. In caso di ostruzione è necessaria la rimozione chirurgica del calcolo; i calcoli renali se non si accompagnano a sintomi evidenti vanno trattati, quando le dimensioni lo consentono, prima con la terapia medica (che ha la funzione di dissolvere i calcoli) e poi, eventualmente, con la chirurgia, poiché, i danni renali causati dalla rimozione dei calcoli possono essere maggiori di quelli causati dal calcolo stesso. La diagnosi può essere fatta mediante radiografie dirette o con contrasto e/o mediante ecografia.

Principali patologie di interesse chirurgico dell’apparato urinario

Si elencano di seguito le più frequenti patologie di interesse chirurgico dell’apparato urinario nelle diverse specie domestiche, ordinate in base all’organo o alla struttura anatomica coinvolti.

Patologie del rene e degli ureteri

  • Uretere ectopico:anomalia congenita nella quale uno o entrambi gli ureteri sboccano al di fuori della vescica. In base all’andamento degli sbocchi ectopici si distinguono ureteri extraluminali che bypassano completamente la vescica e si connettono a livello di uretra pelvica, ed ureteri intraluminali che prendono contatto con la vescica scorrendo al di sotto della sua mucosa fino ad aprirsi a livello uretrale o vaginale. Nel cane questa patologia è più frequente nei soggetti di sesso femminile. Golden Retriver e Siberian Husky sono razze predisposte. All’anamnesi viene riferita, generalmente, una incontinenza urinaria che si esprime come gocciolamento continuo di urina e presenza di peli bagnati di urina intorno alla vulva o al prepuzio. La diagnosi può essere eseguita attraverso urografia discendente ed ecografia.
  • Neoplasie renali ed ureterali: non sono comuni ed in genere hanno comportamento maligno, possono coinvolgere uno o entrambi i reni o gli ureteri. I sintomi sono spesso vaghi e non specifici. L’animale può presentare ematuria, segni di una sindrome uremica o di una ostruzione delle vie urinarie, in caso di tumori ureterali. Quando le neoformazioni raggiungono dimensioni notevoli possono indurre un aumento di volume dell’addome clinicamente evidente ed è possibile la loro palpazione. Negli stadi avanzati le neoplasie possono accompagnarsi a segni di malessere sistemico: febbre, dimagrimento, anoressia, anemia, dispnea etc. La diagnosi è generalmente, ecografica. La chirurgia è possibile solo per le forme monolaterali.

Principali patologia di interesse chirurgico dell’apparato urinario (segue)

Patologie vescicali e uretrali

  • Calcoli vescicali:la vescica è una sede molto frequente di formazione dei calcoli, che, talvolta, migrano portandosi in uretra. La natura dei calcoli può essere varia ed alcune razze (Dalmata) a causa di alterazioni metaboliche possono presentare questo disturbo con maggiore frequenza. I segni clinici degli animali con calcoli vescicali sono quelli tipici delle infezioni delle vie urinaria: ematuria, pollachiuria e stranguria. I calcoli che migrano nel’uretra possono bloccarsi a suo interno determinando subostruzione o ostruzione urinaria con tutti i segni della sovradistensione vescicale fino al blocco renale acuto: vomito, abbattimento, shock. I calcoli si arrestano in uretra in corrispondenza di strettoie anatmiche (os penis nel cane) o nelle sedi di rallentamento del flusso urinario nel (flessura sigmoidea dell’uretra nel toro). Quando i calcoli vescicali sono numerosi e di dimensioni rilevanti è possibile palpare in addome la vescica con le pareti molto ispessite a cui interno si muovono i calcoli. Per la diagnosi dei calcoli vescicali può essere sufficiente l’ecografia. I calcoli uretrali, in genere si evidenziano con l’esame radiologico.

Principali patologia di interesse chirurgico dell’apparato urinario (segue)

Patologie vescicali e uretrali

  • Neoplasie della vescica e dell’uretra:i carcinomi delle cellule di transizione e i rabdomiosarcomi sono i tumori maligni più frequenti nei piccoli animali. Nel bovino più diffusi sono i papillomi ed i carcinomi dell’epitelio di transizione; nelle forme di ematuria vescicale cronica, inoltre, possono svilupparsi degli emangiomi vescicali suscettibili, nel tempo, di trasformazione neoplastica. Il motivo della visita è in genere l’ematuria o la stranguria; se il tumore provoca ostruzione delle vie urinarie si possono avere i sintomi di una sindrome uremica. Nei piccoli animali, i reperti più comuni all’esame obiettivo sono: presenza di una massa nel tratto caudale dell’addome o nell’uretra, dilatazione della vescica, dolore addominale, linfoadenopatia, dispnea. La cistografia ascendente consente la diagnosi delle neoplasie vescicali ed uretrali; l’ecografia è diagnostica in caso di neoplasie vescicali. Anche l’esame Tc può essere utilizzato con successo. Nel bovino può essere utile la esplorazione rettale o la ecografia transrettale.
  • Prolasso o inversione della vescica: può verificarsi nelle bovine a seguito di distocie quando la parete vescicale rovesciata, passando attraverso l’uretra, corta e dilatabile, si rende visibile nel vestibolo della vagina o addirittura fuoriesce dalla fessura vulvare. Si osservano clinicamente notevoli disturbi della minzione. Questa condizione non può avere una risoluzione spontanea; se la mucosa vescicale fuoriuscita non è particolarmente danneggiata e non si sono ancora formate aderenze tra i tessuti venuti a mutuo contatto, si deve tentare il riposizionamento manuale dell’organo, viceversa, l’animale può venire a morte nel giro di pochi giorni per l’instaurarsi di una peritonite tossico-infettiva dovuta alla necrosi della mucosa vescicale.

Principali patologia di interesse chirurgico dell’apparato urinario (segue)

Patologie vescicali e uretrali

  • Prolasso uretrale:è una condizione possibile nei maschi delle varie specie animali e consiste in una protrusione della mucosa uretrale oltre l’estremità del glande. Le razze canine più colpite sono. Bulldog inglese, Yorkshire terrier e Boston terrier. All’anamnesi i proprietari riferiscono di aver notato una tumefazione o un lieve arrossamento all’estremità del pene associati, talvolta, a sanguinamento. Alcuni cani lambiscono frequentemente l’orifizio prepuziale fino a procurarsi autotraumatismi. Allo sfoderamento del pene il prolasso si rende facilmente visibile.
  • Sindrome urologica felina (FUS):è un processo infiammatorio delle basse vie urinarie nel gatto, che frequentemente esita nella ostruzione uretrale. I soggetti di sesso maschile e castrati sono i più colpiti dalla ostruzione uretrale a causa del diametro ridotto di quest’organo. I soggetti non ostruiti vengono presentati a visita a causa dei sintomi riferibili alla cistite ( ematuria, stranguria, minzione in luoghi inappropriati). In caso di ostruzione uretrale i sintomi sono più seri e vanno dall’abbattimento allo shock conclamato. Talvolta si può verificare anche rottura spontanea della vescica. La ostruzione uretrale necessita del trattamento chirurgico qualora non sia risolutivo il cateterismo uretrale. In questi casi si pratica l’intervento di uretrostomia , che consiste nella rimozione del pene e nella formazione di uno stoma uretrale che si apre direttamente sulla cute del perineo. Altri acronimi impiegati da vari autori per definire questa patologia nel gatto sono: FLUDT: feline lower urinary tract disease; iLUDT: idiopathic lower urinary tract disease; LUDT: lower urinary tract disease; UTI: urinary tract infection.

I materiali di supporto della lezione

Equine medicine and surgery. Vol I-II. P. T. Colchan; I.G. Mayhew; A. M. Merrett; J. N. Moore, Mosby Ed, 1999

Canine and feline geriartric oncology. A. Villalobos; L. Keplan, Blackwell Ed, 2007

Trattato di chirurgia dei piccoli animali. III ed. Slatter D., vol I-II-III, Antonio Delfino editore, 2005

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