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Lorella Severino » 9.Avvelenamento acuto


Comportamento da osservare in caso di avvelenamento acuto

  • 1a Fase RICOVERO
  • 2a Fase RIANIMAZIONE (Terapia d’urgenza)
  • 3a Fase DIAGNOSTICA
  • 4a Fase TERAPIA (Terapia specifica)
  • 5a Fase FOLLOW-UP (Monitoraggio del paziente)

1a Fase RICOVERO

Rimuovere il contatto con il veleno.

In caso di ingestione:

  • Vomito: è inutile ricorrervi dopo 4 h dall’introduzione del tossico. Non provocare il vomito in caso di ingestione di prodotti corrosivi, di petrolio e derivati, negli stati comatosi, quando sono presenti convulsioni e gravi turbe delle respirazione.
  • Lavanda gastrica: si può effettuare solo sull’animale anestetizzato; evitare nei casi di introduzione di sostanze altamente corrosive; inutile dopo che il tossico non è più presente nel lume gastrico.
  • Evacuazione manuale: ruminotomia.
  • Adsorbenti: carbone vegetale attivato alla dose di 1g/kg p.v. (sospeso in 3-5 ml H2O) nei piccoli animali, dai 250 ai 500 mg nei grossi animali.
  • Purganti: salini quali Na2SO4 in soluzione al 20% alle dosi di 2-25 g nei piccoli animali e 50-500 nei grossi (è buona norma associare carbone attivato), olio di paraffina alle dosi di 5-15 ml nel cane e 2-6 nel gatto.

1a Fase RICOVERO

In caso di contatto cutaneo: lavare a lungo le superfici interessate; Tricotomia (nel caso di vernici, colle e sostanze non eliminabili con il lavaggio).

Valutare i parametri vitali del paziente (respiro, polso, cuore, temperatura, SNC):

  1. Se i parametri sono nella norma => 3a Fase => Diagnostica
  2. Se i parametri sono alterati con:
    • Depressione SNC
    • Ipossia/cianosi
    • Edema polmonare
    • Apnea/arresto cardiaco
    • Shock/coma
    • Collasso
    • Aritmie
    • Convulsioni/iperpiressia

=> Rischio di vita => 2a Fase => Rianimazione

Caratteristiche e posologia dei composti


2a Fase RIANIMAZIONE

Trattamento intensivo d’urgenza (terapia sintomatica)

  • Mantenere pervie le vie aeree.
  • Intubare appena possibile.
  • Somministrare O2 in miscela dal 40% al 100%.
  • Posizionare un catetere endovenoso (per infondere fluidi e farmaci e per raccogliere campioni di sangue da mandare in laboratorio).
  • Posizionare un catetere urinario (per valutare la qualità di urine prodotta all’ora, per misurare il pH e per raccogliere campioni da mandare in laboratorio).

Paziente rianimato, stabilizzato e monitorato

  • Elettrocardiogramma
  • Ematocrito
  • Glicemia
  • Urine (quantità, pH)
  • Elettroliti (Na+, Ca++, K+, Cl-)
  • Emo-gas-analisi (pCO2/pO2)

3a Fase DIAGNOSTICA

Accertamento diagnostico

  • Anamnesi
  • Esame obiettivo clinico e/o strumentale:
    • Concordanza fra anamnesi e sintomatologia
    • Diagnosi non accertata ma fortemente sospetta (i sintomi concordano con il sospetto anamnestico): diagnosi specifica probabile
    • Terapia sintomatica più terapia specifica
  • Esami di laboratorio:
    • Concordanza fra anamnesi, sintomatologia ed esami di laboratorio
    • Diagnosi sicura ed accertata: diagnosi specifica certa
    • Terapia sintomatica più terapia specifica

4a Fase TERAPIA

  • Continuare, se necessario, la terapia sintomatica:
    • Rianimazione (analettici)
    • Controllo di vomito e diarrea (antispastici, antiemetici)
    • Controllo del dolore (analgesici)
    • Controllo degli stati eccitativi e della tosse (sedativi, sedativi della tosse)
  • Terapia specifica: antidoti
  • Metodi speciali di depurazione:
    • diuresi forzata alcalina o acida;
    • dialisi peritoneale;
    • emodialisi;
    • trasfusione di sangue;
    • emoperfusione.

5a Fase FOLLOW-UP

Monitoraggio del paziente a medio-lungo termine con pianificazione di visite a intervalli regolari per:

  • Controllare lo stato di salute del paziente
  • Valutare l’efficacia della terapia di mantenimento in corso

Prevenzione

Chiarire le circostanze che hanno portato all’intossicazione ed educare il proprietario a prendere misure preventive.

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