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Vincenzo Peretti » 15.Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione

Nell’ultimo secolo si sono estinte ben 300.000 varietà vegetali, numerose specie/razze animali, mentre molte specie ittiche sono a grave rischio.
Il prediligere razze altamente selezionate perchè molto produttive ha determinato un progressivo abbandono delle razze autoctone.
Le minacce alla biodiversità derivano principalmente dall’attività umana: incremento delle superfici agricole e delle produzioni vegetali e animali per colmare le esigenze alimentari, con il conseguente stravolgimento dell’ambiente naturale, la deforestazione, l’antropizzazione selvaggia, l’inquinamento di aria, acqua e terra.

QUALI SONO LE RAGIONI CHE SPINGONO A TUTELARE LA BIODIVERSITÀ ANIMALE ?

  • ETICHE ED ESTETICHE: rispetto del diritto all’esistenza di tutte le creature ed esaltazione della bellezza del paesaggio;
  • STORICHE E SOCIO-CULTURALI: riscoperta di antiche tradizioni di allevamento e trasformazione quale parte del nostro bagaglio culturale, della nostra memoria;
  • AMBIENTALI: caratteristica comune a tutte le popolazioni animali autoctone è l’essere in armonia con l’ambiente grazie ad una selezione naturale realizzatasi nel corso del tempo.
  • ZOOTECNICHE: le razze autoctone hanno una maggiore rusticità, longevità, resistenza alle avversità climatico-ambientali ed alle patologie, elevata fertilità, produzione a minor costo con risorse alimentari modeste e capacità di adattamento;
  • SCIENTIFICHE: ampliamento delle conoscenze sulla morfologia e fisiologia degli animali, studi sull’evoluzione della specie, sui rapporti esistenti fra le varie popolazioni, sui caratteri genetici unici.

Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

IL RISCHIO DI ESTINZIONE
Gli schemi per valutare il livello di rischio di estinzione di una razza sono basati essenzialmente sul numero di riproduttrici censite e sul rapporto maschio/femmine.

Il censimento dei riproduttori è indispensabile per valutare la reale situazione della razza e la priorità di agire tempestivamente per conservare ciò che rimane è incrementare rapidamente il numero di soggetti quando sono raggiunti livello di rischio importanti.

I livelli di rischio di estinzione in base al numero dei riproduttori.

I livelli di rischio di estinzione in base al numero dei riproduttori.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

IN ITALIA SONO 126 LE RAZZE O POPOLAZIONI IN VIA DI ESTINZIONE

  • 22 bovine (25 estinte)
  • 43 ovine (31 estinte)
  • 26 caprine (4 estinte)
  • 7 suine (31 estinte)
  • 20 equine (5 estinte)
  • 8 asinine (6 estinte)

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Situazione in Regione Campania. ++ (esistenti con successo), + (esistenti), – (nessuna), RA (Registro Anagrafico), PT (Popolazione Totale).

Situazione in Regione Campania. ++ (esistenti con successo), + (esistenti), - (nessuna), RA (Registro Anagrafico), PT (Popolazione Totale).


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Bovino Agerolese e Provolone del Monaco.

Bovino Agerolese e Provolone del Monaco.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Le razze suine italiane autoctone.

Le razze suine italiane autoctone.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Razze ovine autoctone della Regione Campania.

Razze ovine autoctone della Regione Campania.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

I tre sottogruppi della capra Cilentana.

I tre sottogruppi della capra Cilentana.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

La capra Napoletana.

La capra Napoletana.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Altre razze caprine autoctone della Regione Campania.

Altre razze caprine autoctone della Regione Campania.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Il cavallo Salernitano.

Il cavallo Salernitano.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Il cavallo Napoletano.

Il cavallo Napoletano.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Il cavallo Persano.

Il cavallo Persano.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Caratterizzazione di un prodotto.

Caratterizzazione di un prodotto.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Caratterizzazione di un prodotto.

Caratterizzazione di un prodotto.


Recupero e salvaguardia genetica di popolazioni a limitata diffusione (segue)

Il Reg. CEE 2052/88 ha introdotto un nuovo approccio dello sviluppo di un territorio:

  • Individuare e sfruttare le risorse locali;
  • La responsabilità affidata alle popolazioni locali.

Cosa vuol dire risorsa? i mezzi di cui si dispone e che possono costituire sorgente di guadagno o di ricchezza.

Chi individua quali sono le risorse presenti sul territorio? le popolazioni di un territorio sono i protagonisti del futuro e non più spettatori.

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PERCHÉ MARCHI ?

  1. Esigenza di tutelare la tipicità e la qualità dei prodotti alimentari;
  2. In Italia, da oltre trent’anni, i prodotti di pregio, come alcuni formaggi, vini, salumi e altri alimenti tipici, riportano sigle particolari (ad es. DOC);
  3. Anche le altre nazioni europee possiedono da tempo proprie regolamentazioni per i prodotti tipici;
  4. Con l’apertura dei mercati, si è posto il problema di armonizzare le diverse denominazioni e trovare un criterio comune per caratterizzare i prodotti tipici dei diversi Paesi;
  5. La Comunità europea incomincia ad emanare una serie di regolamenti riguardanti la protezione di produzioni tradizionali e la valorizzazione della specificità dei prodotti agroalimentari;
  6. Nel 1991: nascita della regolamentazione sui prodotti biologici;
  7. Nel 1992 vi è l’approvazione dei due provvedimenti che identificano tre qualifiche di tipicità valide in Europa: i marchi D.O.P. I.G.P. e l’attestazione di specificità AS o STG (Reg. CEE 2081 e 2082).

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Prodotti tipici e tradizionali in Italia.

Prodotti tipici e tradizionali in Italia.


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SISTEMI DI CERTIFICAZIONE DI FILIERA E MARCHI COMUNITARI

Il cambiamento degli stili di vita nelle società avanzate ed i recenti scandali alimentari (BSE, prodotti GM) hanno contribuito a concentrare l’attenzione del consumatore verso la provenienza e la qualità dei prodotti.
Conseguenza di ciò: differenziazione dei prodotti tramite i marchi.
Il marchio è un sistema identificativo che consente al consumatore di riconoscere un prodotto sulla base di alcune caratteristiche specifiche. La qualità e le caratteristiche specifiche di questi prodotti sono garantite da un insieme di regole e di controlli.
Almeno due sono le azioni fondamentali per la politica dei marchi:

  • rintracciabilità e certificazione;
  • promozione (comunicare ai consumatori le caratteristiche dei prodotti contraddistinti da un determinato marchio).

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OBIETTIVO DEI MARCHI
Crescita della domanda attraverso la valorizzazione della qualità, delle caratteristiche del prodotto legate a razze/varietà vegetali autoctone ed aree geografiche di origine o all’impiego di particolari metodi di produzione.

Si conseguono attraverso due livelli:

  1. GESTIONE: è necessaria la definizione di un documento (manuale di descrizione) che definisca le caratteristiche del prodotto e/o della produzione non limitandosi a caratteristiche obbligatorie per legge;
  2. CONTROLLO: è necessaria la presenza di un organismo di controllo che garantisca la rispondenza tra i requisiti previsti dal disciplinare e il prodotto che il marchio identifica.
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