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Vincenzo Peretti » 10.Selezione: teoria e pratica della selezione


Selezione: teoria e pratica della selezione

IL MIGLIORAMENTO GENETICO (MG)
Il MG degli animali zootecnici è la tecnica che consente l’aumento delle prestazioni produttive e riproduttive degli allevamenti attraverso la valutazione e la conseguente scelta (selezione) dei riproduttori.
Può essere considerato una delle tecniche di produzione a disposizione dell’allevatore al pari dell’alimentazione, della mungitura, della riproduzione, dell’allevamento dei giovani e della stabulazione.
Rispetto a queste, però il MG genera incrementi permanenti della produttività ed esula dagli stretti interessi aziendali coinvolgendo una parte, e a volte l’intero, patrimonio di una razza (contributo Stato).
Il MG in zootecnica si occupa quasi esclusivamente di caratteri di interesse economico (produzione di latte, contenuto lipidico del latte, ritmo di accrescimento nei giovani, indice di conversione alimentare, numero di uova deposte, spessore del lardo dorsale nei suini, ecc.) che sono espressi in unità di misura (cioè in kg, cm, numero) e sono comunemente indicati come caratteri quantitativi.

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I caratteri quantitativi sono determinati geneticamente da un gran numero di loci (poligeni) poliallelici: ciascun locus contribuisce per una piccola parte (azione infinitesimale) alla espressione genetica del carattere e la somma (non sempre algebrica) di tali azioni fornisce l’espressione complessiva.

Il MG dei caratteri di interesse zootecnico si compie in quattro fasi:

a) la scelta degli obiettivi della selezione;
b) lo studio e la descrizione della popolazione oggetto di selezione;
c) la valutazione genetica dei riproduttori;
d) scelta dei criteri del miglioramento.

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SCELTA DEGLI OBIETTIVI DELLA SELEZIONE
Definizione, a livello operativo, dei caratteri sui quali concentrare gli sforzi del MG.
Questa definizione deve essere la più precisa possibile (es. per la produzione del latte: la quantità prodotta per lattazione, il contenuto lipidico, il contenuto proteico; per la produzione della carne: i ritmi di accrescimento, gli indici di conversione alimentare, la qualità della carne), e limitata.
Il guadagno produttivo ottenibile con il MG nell’intera popolazione (cioè il progresso genetico atteso dR) deve contribuire all’aumento del reddito in maniera superiore, o al limite uguale, ai costi sostenuti per la sua realizzazione.

Si devono verificare tre condizioni:

1) il carattere selezionato abbia un buon prezzo di mercato (ad es. non è pensabile selezionare la razza ovina Sarda per la produzione della lana data il basso prezzo del prodotto) oppure contribuisca significativamente all’aumento del fatturato aziendale (ad es. il miglioramento della riproducibilità influenza positivamente la produzione anche negli allevamenti da latte);
2) gli incrementi ottenibili (dR) siano di una certa entità;
3) gli schemi di miglioramento siano compatibili con il contesto tecnico-culturale delle imprese a cui sono destinati (ad es. adottare per ovini da latte schemi utilizzati nei bovini).

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DESCRIZIONE DELLA POPOLAZIONE
Descrizione sintetica della popolazione in selezione per il carattere scelto a partire dai fenotipi (P), dalle parentele fra gli animali, dalla trasmissibilità di un carattere (misurata dal coefficiente di ereditabilità h2), e dalla entità con cui le misure ripetute di uno stesso animale si rassomigliano (misurata dalla ripetibilità r).

VALUTAZIONE GENETICA DEI RIPRODUTTORI
Stima del valore genetico additivo (valore riproduttivo VR o breeding value BV) dei genitori potenziali in base al quale saranno classificati in una scala di merito.
La stima del VR è attuata con il calcolo dei cosiddetti indici genetici (IG) con metodi statistici a volte molto complessi e con schemi di selezione che variano in funzione delle informazioni fenotipiche utilizzate.

SCELTA DEI CRITERI DI MIGLIORAMENTO
È la scelta dei programmi di selezione in relazione al progresso genetico atteso e dal suo costo.
Saranno valutati anche metodi accessori quali l’incrocio fra razze diverse o fra linee differenti della stessa razza oppure l’uso della consanguineità.

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VALUTAZIONE E SCELTA DEI RIPRODUTTORI
Il miglioramento genetico degli animali di interesse zootecnico è basato sulla scelta dei riproduttori.
La valutazione dei riproduttori si può distinguere in:

  • fenotipica: morfologia dell’animale;
  • funzionale: produttività;
  • genotipica: origine e potenzialità genetiche.

In effetti la valutazione di un riproduttore è una valutazione geno-morfo-funzionale (o integrale) che tiene conto contemporaneamente:
1. genealogia (caratteristiche e produttività dei suoi ascendenti);
2. sue caratteristiche e perfomances;
3. caratteristiche morfologiche, produttive e genetiche che trasmette ai propri discendenti.

INDIVIDUAZIONE DEL RIPRODUTTORE
Quando si prevede di impiegare un determinato animale per la riproduzione è indispensabile la sua identificazione:
1. risalire ai suoi ascendenti per definirne la purezza di razza (certificato genealogico);
2. accertare la paternità e la maternità (conferma dei genitori);
3. controllare che sia sano.

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CERTIFICATO GENEALOGICO
Per la maggior parte delle specie animali di interesse zootecnico sono funzionanti i Libri Genealogici (L.G.).
Il certificato genealogico rappresenta la documentazione ufficiale dell’identità dell’animale, della razza di appartenenza, della data di nascita e dei contrassegni che lo contraddistinguono (marche auricolari, tatuaggi, segni particolari, pezzature o fotografia).
Inoltre si può rilevare la genealogia evidenziando: nomi, caratteristiche morfologiche (punteggiatura) e produttive (kg di latte per lattazione; accrescimenti medi giornalieri e/o pesi alle diverse età; performances funzionali) degli ascendenti fino alla 4a-5a generazione.

CONTROLLO DELLA PATERNITA’
È un controllo fondamentale per salvaguardare la purezza delle razze iscritte ai Libri Genealogici e le azioni di miglioramento, evitando errori di registrazione o frodi per sostituzione di soggetti, con attribuzione di paternità o maternità errate.
I Libri Genealogici pretendono che tutti i riproduttori, o meglio la terna figlio-padre-madre, sia sottoposta al test del DNA o al controllo dei gruppi sanguigni.

CONTROLLO SANITARIO
I soggetti di entrambi i sessi da destinare alla riproduzione devono essere sani, esenti da malattie infettive o diffusive (afta, tubercolosi, brucellosi, anemia infettiva equina, morva, etc.) e da malattie della sfera genitale (tricomoniasi, leptospirosi, vibriosi, morbo coitale maligno, etc.).
I riproduttori maschi inoltre devono essere sottoposti ad accurata visita dei genitali ed a valutazione del materiale seminale (fertility test, esame morfometrico, etc.).

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VALUTAZIONE FENOTIPICA
Il fenotipo è il complesso delle caratteristiche che l’individuo manifesta con la sua “esteriore conformazione” e con le sue “performances” relativamente ai caratteri morfologici, fisiologici e funzionali propri della razza e del “ceppo o linea” di appartenenza.
Pertanto il fenotipo di un riproduttore deve avvicinarsi al “tipo ideale” della sua razza sia morfologicamente che attitudinalmente.

La sua valutazione si realizzerà con un esame diretto valutando i parametri propri:

  1. della specie
  2. della razza o TGA
  3. tipo morfologico
  4. tipo costituzionale
  5. tipo funzionale o attitudinale

Si ricorre a rilevazioni morfologiche (peso, statura, proporzioni diametriche, etc.), fisiologiche (sviluppo, precocità, controllo sanitario, etc.) e di funzionalità (nei maschi: scioltezza dei movimenti e dell’impennata, la mascolinità, l’assenza di difetti nell’apparato riproduttore).
Per la valutazione si deve tener conto degli “standards” di razza, delle “punteggiature” effettuate dagli esperti di razza e delle qualifiche assegnate, delle caratteristiche morfologiche e di funzionalità richieste dai L.G. di appartenenza.

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VALUTAZIONE FUNZIONALE
È fatta tenendo conto delle capacità produttive dell’animale.
Non tutte le produzioni, però, sono valutabili nel maschio (es. il latte), per cui in tal caso la valutazione funzionale è fatta “indirettamente” evidenziando le produzioni delle ascendenti in linea femminile.
La valutazione funzionale si basa sui controlli funzionali, cioè sul controllo periodico delle produzioni, eseguito per tutta la durata della carriera produttiva dell’animale.

Nel caso del latte, si controlla, a scadenze mensili, la produzione delle mungiture effettuate nell’arco delle 24 ore, rilevando con una campionatura anche il tenore in grasso e proteine.
A fine controlli la produzione è calcolata per l’intera lattazione indicandone: l’anno del controllo, la progressione (1a- 2a lattazione), l’età del parto, i Kg di latte prodotto, il contenuto medio percentuale in grasso, i corrispettivi Kg di grasso, il contenuto medio percentuale di proteine, il numero delle mungiture giornaliere.

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VALUTAZIONE FUNZIONALE

Nel caso della carne i controlli funzionali mirano a definire la velocità di accrescimento, la precocità e gli accrescimenti giornalieri, oltre che la produzione totale di carne a fine carriera.
Nel caso della valutazione funzionale dei cavalli da corsa (trottatori e galoppatori) i controlli funzionali sono rappresentati dalle corse classiche cui gli stessi animali partecipano.
La scelta del cavallo futuro stallone si avvale dello studio delle performances (numero delle corse effettuate, numero delle vittorie, numero di piazzamenti, la categoria delle corse disputate, le somme vinte in carriera) rilevate nel corso della carriera agonistica, fatte salve le pregiudiziali di ordine fenotipico e genealogico.

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