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Vincenzo Peretti » 11.Stima del valore genetico individuale: indice pedigree, performance test, sib test


Stima del valore genetico individuale

VALUTAZIONE GENOTIPICA
Il valore genetico di un individuo è determinato dai geni che esso trasmette ai suoi discendenti e si stima in base all’effetto medio che questi geni hanno nella discendenza (ottenuta in accoppiamenti a caso).
La valutazione genotipica di un riproduttore tende ad evidenziare il suo genotipo, cioè a definire se le sue caratteristiche fenotipiche sono trasmissibili alla propria discendenza.
La valutazione del valore genetico di un animale, per quanto riguarda un carattere quantitativo, è possibile attraverso l’esame del fenotipo dell’animale stesso e/o dei suoi parenti.

TEST DI VALUTAZIONE

  1. Indice pedigree: si basa sulle performances produttive e le caratteristiche genetiche e morfologiche degli ascendenti;
  2. Performance test (o prova individuale): si basa sulle performances di un animale rispetto ad altri soggetti mantenuti nelle stesse condizioni di allevamento e alimentazione;
  3. Sib test (o prova dei fratelli): si basa sulle performances e le caratteristiche genetiche e morfologiche dei suoi collaterali;
  4. Progeny test: si basa sulle performances e le caratteristiche genetiche e morfologiche dei suoi discendenti;
  5. Combined test: si basa sulle performances e le caratteristiche genetiche e morfologiche dello stesso individuo, dei suoi ascendenti, collaterali e discendenti;
  6. Animal model: si basa sulle performances e le caratteristiche genetiche e morfologiche di tutti i riproduttori, controllati, della stessa popolazione di appartenenza del soggetto.

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INDICE PEDIGREE o (EBV – Estimated Breeding Value)
È la stima del valore genetico di un individuo (i) valutata in base al contributo che ci si attende abbia ricevuto dal padre (p) e dalla madre (m).

EBVi = ½ (EBVp + EBVm)

È spesso utilizzato per individuare quali animali devono essere avviati ad una prova di progenie o di performance.
Solo produzioni che si ripetono nelle varie generazioni possono considerarsi trasmissibili alla discendenza; produzioni elevate sporadiche possono dipendere da fattori ambientali e soprattutto da regimi alimentari di “forzatura”.
Ricorda il coefficiente di consanguineità!!!

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IL PERFORMANCE TEST
È il metodo di stima del presunto valore genetico di un animale sulla base delle caratteristiche che egli presenta e delle prestazioni (o produzioni), che egli sa dare.
È attendibile solo per i caratteri di media o alta ereditabilità, cioè caratteri per i quali si può avere quasi la certezza della loro trasmissione ai discendenti (velocità di accrescimento, indici di conversione, etc.). È idoneo per i caratteri suscettibili di misurazione diretta come gli accrescimenti ponderali giornalieri, la rapidità di accrescimento e la precocità, l’indice di conversione degli alimenti, e nei suini per la valutazione delle caratteristiche delle carcasse attraverso lo spessore del lardo dorsale misurato con sonde meccaniche o elettriche ad ultrasuoni alle varie età di ingrassamento.
È impiegato per la valutazione dei tori di razze da carne o degli arieti.
Si esegue rilevando gli accrescimenti ponderali e gli indici di conversione di un certo numero di soggetti della stessa età, scelti secondo i criteri di selezione programmata ed allevati nelle medesime condizioni ambientali. Saranno selezionati gli animali che hanno avuto le migliori performances e che ovviamente hanno le migliori caratteristiche morfologiche e funzionali.
È adatto anche per la scelta dei torelli di razze lattifere da mettere in “prove di progenie”. Infatti anche nelle razze lattifere si richiede velocità di accrescimento e soprattutto precocità. Il performance test è un test di semplice realizzazione, dai costi limitati e dai tempi di attuazione inferiori rispetto agli altri test.

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IL SIB TEST
Definito anche “Prova dei fratelli”, è un test che consente di stimare in modo indiretto il valore genetico di un riproduttore attraverso la valutazione dei suoi collaterali in linea diretta (fratelli o sorelle piene, contemporanei), sulla base che questi hanno gli stessi ascendenti (e quindi parte dei geni in comune) e che sugli stessi si possono fare anche “prove post mortem” relative alle rese di macellazione.
È adottato dall’ANAS per la valutazione genetica dei verri.
Le rilevazioni sono effettuate su un fratello pieno, castrato (che deve essere il secondo miglior maschio della nidiata), e le due migliori sorelle piene del soggetto da testare.
I fratelli pieni (costituenti una banda) devono essere della stessa nidiata, avere lo stesso peso vivo iniziale e finale (155 kg) e sono controllati nello stesso periodo, dalla nascita fino alla macellazione.
I controlli interessano la velocità di accrescimento ed il consumo di alimenti, da vivi e quindi le rese di macellazione, la percentuale di tagli carnosi, i pesi delle cosce, coppe con osso, lombate e spalle a caldo, lo spessore del lardo; e dopo la consegna delle cosce al prosciuttificio, il peso delle stesse prima e dopo la prima fase di salatura.
I dati produttivi di due sorelle ed un fratello pieno di ogni verro candidato vengono raccolti presso un centro genetico e analizzati con un Multiple Trait-BLUP Animal Model con diversi modelli per ciascun carattere.
Il valore di ciascun carattere sarà espresso da un indice definito parziale.

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Di seguito gli indici parziali più importanti.

  1. Indice Incremento Medio Giornaliero: il valore genetico del verro per la velocità di accrescimento durante la prova rispetto alla media dei valori genetici dei verri nati nel 1993 (base fissa). È espresso in grammi.
  2. Indice Lardo: il valore genetico del verro per lo spessore del lardo misurato al macello sulla mezzena in corrispondenza del muscolo gluteo medio. È espresso in mm ed è riferito alla base 1993.
  3. Indice Tagli Magri: il valore genetico del verro per il peso totale di coppa e lombi. È espresso in kg ed è riferito alla base 1993.
  4. Indice Calo: il valore genetico del verro per la perdita del peso delle cosce durante la prima salagione in prosciuttificio. È espresso in grammi ed è riferito alla base 1993.
  5. Indice Cosce: il valore genetico del verro per il peso delle cosce a caldo. È espresso in kg ed è riferito alla base 1993. Non entra nella formazione dell’Indice genetico totale.
  6. Indice di Conversione Alimentare: il valore genetico del verro per il rapporto tra peso del mangime consumato e accrescimento ponderale. È espresso in unità ed è riferito alla base 1993. Non entra nella formazione dell’Indice genetico totale.
  7. Indice Grasso Intermuscolare Visibile: il valore genetico del verro per la probabilità di avere cosce con grasso intermuscolare visibile (Grassinatura). È espresso in unità di deviazione standard ed è riferito alla base genetica 1993. È calcolato solo per la razza Duroc italiana per la quale fa parte dell’Indice genetico totale.

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Indice Genetico Totale o Indice di Selezione
Esprime il valore genetico di un candidato per un genotipo aggregato che combina caratteri di economia di allevamento (Incremento Medio Giornaliero), di qualità della carcassa (Tagli Magri e Lardo) e di qualità della carne (Calo di prima salagione e Grasso Intermuscolare Visibile) in proporzioni che corrispondono agli obiettivi di selezione del Libro genealogico.
È espresso in unità di deviazione standard senza alcun riferimento ad una base genetica (base mobile).
La media di popolazione dell’indice di selezione è sempre 0,67.

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