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Giuseppe Campanile » 5.Ovi-caprini: aspetti riproduttivi e produttivi


Origini e diffusione degli ovi-caprini in Italia

Pecora → Pecunia → Ricchezza

L’allevamento ovino è una delle più antiche forme di allevamento praticato dall’uomo e la specie conta oggi circa un miliardo di capi nel mondo. In Italia i capi allevati sono 13.620.778 e la forma di conduzione prevalente è quella a conduzione familiare (ISTAT).

Utilizzo: transumanza – stabulazione

Ruolo: ecologico, economico, sociale

Produzioni: lana-pelle, latte, agnelli

Diffusione nel Paese: Sardegna (4 mln)- Sicilia – Calabria – Basilicata – Campania – Puglia – Italia centrale. Piemonte: razza delle Langhe. Lombardia: razza bergamasca.

Produzioni – razze: a prevalente produzione di latte;  da latte e carne e da lana e carne.

Principali razze ovine allevate in Italia: Sarda, Comisana, Delle Langhe, Massese, Merinizzata italiana, Appenninica, Bergamasca.

Programmazione nascite: dipende dalla fisiologia e dalla tradizione italiana:

  • Pasqua: accoppiamenti novembre-dicembre
  • Natale: accoppiamenti aprile-maggio
Patrimonio ovino italiano.

Patrimonio ovino italiano.


Origini e diffusione degli ovi-caprini in Italia (segue)

Importanza delle specie per la valorizzazione delle aree svantaggiate.

Importanza delle specie per la valorizzazione delle aree svantaggiate.


Caratteristiche riproduttive


Ciclo ovarico

Il centro tonico dell’ipotalamo stimola il GnRh e di conseguenza il rilascio delle gonadotropine. L’ormone FSH stimola l’accrescimento dei follicoli mentre l’ormone LH ne garantisce la maturazione, la sua secrezione è pulsatile e la presenza di estrogeni fa aumentare i picchi di LH. In questa fase si ha riduzione del GH con aumento di insulina che rende l’ipotalamo più influenzabile dagli estrogeni. Nell’ipotalamo c’è anche un centro fasico stimolato dall’estradiolo di origine ovarica che rimane quiescente fino alla pubertà.

Ciclo ovarico.

Ciclo ovarico.


Ciclo estrale

E’ diviso in: fase luteinica e fase follicolare. A loro volta divise in:

  • metaestro: caratterizzato dallo sviluppo del corpo luteo con l’inizio della secrezione di progesterone (pecora 1°-4°gg /capra 1°-3°gg)
  • diestro: periodo di attività del corpo luteo, caratterizzato da una massiva produzione di progesterone (pecora 5°-13° gg / capra 4°-17°gg)
  • proestro: caratterizzato dalla regressione del corpo luteo e dalla crescita del follicolo, e dalla produzione di estrogeni (pecora 14°-16°g / capra 18°-20° gg)
  • estro: periodo della recettività sessuale, (determinata dagli alti tassi di estrogeni), durante il quale avviene l’ovulazione, (determinata dal picco di LH), ed incomincia a formarsi il corpo luteo (durata 36 ore con ovulazione alla fine del calore dalla 24° alla 30° ora)

L’attività riproduttiva della femmina è influenzata anche dalla suzione. La suddetta determina iperprolattinemia che blocca il centro ciclico ipotalamico, provocando la riduzione della pulsatilità dell’ormone LH e ritardando l’estro. Togliendo presto l’agnello da sotto la madre, essa si può far coprire già un mese dopo il parto.

Programmazione riproduzione

La programmazione della riproduzione fa si che si possano ottenere gli agnelli a dicembre, aprile ed agosto, non rispettando pienamente, così, la stagionalità dell’animale. Gli accoppiamenti per ottenere l’agnello pesante e quello leggero a Natale devono infatti avvenire a maggio ed aprile, mesi che seguono un fotoperiodo crescente. Per tali monte si utilizzano le primipare (meno stagionali), le pecore vuote con induzione ormonale e un numero di maschi giovani alto (in un rapporto di 2\25) per coprire tutte le femmine in calore (più soggetti al giorno). Per l’agnello pasquale gli accoppiamenti avvengono in un periodo più favorevole alla natura degli animali, ma si devono gestire i calori e garantire la monta (rapporto ariete\pecora 1\25).

Elementi che influenzano la riproduzione

Il tasso di rimonta: determina la quota di soggetti che deve sostituire gli animali eliminati, tale da mantenere la mandria costante. Dipende dalla vita media produttiva dell’animale e definisce quante agnelle si devono destinare alla rimonta. In genere gli animali da rimonta sono quelli nati nei primi parti autunnali. Consente inoltre di determinare quante agnelle bisogna fare accoppiare in purezza con arieti miglioratori:

Tasso di rimonta = n° femmine allevate x 100/ vita media produttiva

N° femmine da destinare alla rimonta con arieti miglioratori= bisogna tener conto della fertilità del gregge, del tasso di gemellarità, tasso di mortalità e del tasso di rimonta.

Fertilità = n°pecore partorite/n° pecore matricine.

Fecondità = agnelli nati/n° pecore matricine.

Tecniche di allevamento.

Mortalità neonatale.

Allattamento

Destino del latte

  • Completamente destinato all’agnello.
  • Destinato per i primi 3 mesi.
  • Destinato per il primo mese.
  • In parte dato all’agnello e in parte munto.
  • Totalmente destinato alla mungitura.

Colostro

Il parto deve avvenire in “perfette” condizioni termiche. Lo stress termico determina infatti ritardi nell’ assunzione del colostro che è fondamentale nelle primissime ore di vita, poiché la placenta sindesmo-coriale della pecora non consente la trasmissione di anticorpi dalla madre al feto durante la gestazione. L’importanza dell’assunzione immediata sta nella bassa acidità del pH gastrico che determina l’inattivazione dei pepsinogeni ed il migliore assorbimento delle immunoglobine.

Allattamento

Naturale: comporta il ritardo della messa in riproduzione della pecora.

Artificiale: si utilizza un latte con:

  • Proteine 22%
  • Lipidi 26/27%

al fine di mantenere le stesse caratteristiche del latte materno, (lip. 6%, prot. 5%, lat. 4,5%, cen. 0,1%).

Svezzamento

Somministrazione di 1-1.5lt /sog. di latte in polvere con concentrazione del 18%, in più pasti per non sovraccaricare l’abomaso. Dalla 1° sett. somministrare piccole quantità di fieno di alta qualità, per favorire lo sviluppo volumetrico del rumine e la formazione della microflora e fauna ruminale. Successivamente alimenti altamente fermentescibili (che rilasciano AGV) per favorire la capacità adsorbente del rumine attraverso la stimolazione delle papille ruminali. Un agnello si considera svezzato quando ha raggiunto un peso che gli consente di ingerire, ad una data età, 700-800g di s.s. Una corretta alimentazione è indispensabile per garantire un perfetto sviluppo di tutti i tessuti dell’organismo. La crescita di questi si differenzia in:

  • isometria: accrescimento in equilibrio con il resto dell’organismo
  • allometria diminuitiva: accrescimento inferiore rispetto al resto dell’organismo
  • allometria maggiorativa: accrescimento superiore rispetto al resto dell’organismo

I primi tessuti a crescere sono quelli scheletrici, seguiti dai muscolari per finire a quelli adiposi, da qui il peggioramento dell’indice di conversione alimentare nei soggetti adulti.

Produzione del latte

Mammogenesi

3 fasi di sviluppo mammario:

  1. fase di sviluppo mammario
  2. fase di lattogenesi
  3. involuzione mammaria (graduale; indotta; senile; causata)

Secrezione lattea

La ghiandola mammaria è a secrezione mista:

  • apocrina: perdita di membrane con citoplasma
  • merocrina: espulsione dei componenti prodotti

 


Produzione del latte  (segue)

Secrezione del grasso del latte

In relazione con i mitocondri si trovano molte gocciole lipidiche che si spostano verso la parte apicale della cellula determinando sulla superficie libera delle protrusioni che successivamente si liberano insieme ad un sottile strato di citoplasma e con il sottile tratto di membrana che lo avvolge. È questa la secrezione apocrina della ghiandola mammaria.

Secrezione delle proteine del latte

Nella parte apicale della cellula e nella zona del Golgi si osserva la presenza di numerose vescicole provviste di membrana, le quali contengono numerosi piccoli granuli proteici (lattoproteine) che verranno secreti con modalità merocrina fondendosi con la membrana.

Produzione del lattosio

Avviene a livello delle vescicole del Golgi ad opera della lattosintetasi, costituita da:

  • galattosiltransferasi
  • α-lattoalbumina

Produzione del latte (segue)

Ceneri

Le ceneri derivano per diffusione o per trasporto attivo dal sangue. La presenza di minerali è sempre legata al corretto funzionamento della pompa sodio-potassio.

Lattazione

L’inizio della lattazione è caratterizzato da una minore assunzione di sostanza secca da parte del soggetto. Questo è attribuibile a:

  • fattori ancestrali
  • fattori anatomico–funzionali

Quando l’animale comincia ad assumere la quantità di sostanza secca necessaria si passa da una fase catabolica della lattazione (ipoglicemia) ad una anabolica (iperglicemia)

Mungitura

Le tecniche di mungitura generalmente utilizzate si distinguono in:

  • manuale: 80/140 capi ora per operatore
  • meccanica: è generalmente bifasica e si ottiene una doppia increzione di ossitocina

Fasi della mungitura

  • Preparazione: pulitura e asciugatura della mammella (prima increzione di ossitocina e contrazione delle cellule a canestro).
  • Mungitura propriamente detta.
  • Sgocciolatura: eliminazione del latte residuale.

Mungitura (segue)

In allevamento si può verificare che:

  • le pecore non vengono munte
  • le pecore vengono munte a fine lattazione
  • le pecore vengono munte dopo il primo mese di allattamento
  • le pecore vengono munte dopo due mesi di allattamento
  • il latte viene munto e dato in parte all’agnello
  • le pecore vengono munte subito dopo il parto

La formazione e la discesa del latte dipendono da fattori ormonali e meccanici: essenziale è l’eccitazione delle terminazioni nervose del capezzolo determinate dalla suzione o dalla mungitura, sia essa meccanica o manuale. Gli ormoni che entrano in gioco in questo processo sono due:

  • prolattina: ormone preipofisiario
  • ossitocina: ormone postipofisiario

Redditività dell’allevamento ovino

L’azienda ovina crea reddito per l’allevatore o per le zone in cui è presente

Caso aziendale

L’allevamento è costituito da 237 capi di cui:

  • 193 pecore tra lattazione e asciutta
  • 38 agnelle da rimonta
  • 6 maschi

Gli ovini allevati sono rappresentati da meticci su base Sopravissana e Gentile di Puglia che sono incrociati con maschi in purezza di razza Delle Langhe e Comisana. L’attività dell’azienda è finalizzata alla produzione di formaggio e carne.

Razza allevata: matesina x comisana

Elementi per il calcolo dei fabbisogni

Composizione media del latte: grasso 8,1%, proteine 6,4%. Peso vivo medio: 50 kg

Fabbisogno di mantenimento + lattazione

Ingestione: 2 kg s.s. UFL: 1,24 Proteine: 300 gr.

Pecore allevate nell’azienda in oggetto.

Pecore allevate nell'azienda in oggetto.

Formaggi di produzione aziendale.

Formaggi di produzione aziendale.


Redditività dell’allevamento ovino (segue)


Redditività dell’allevamento ovino (segue)


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