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Maria Elisabetta de Franciscis » 6.Gli Articoli di Confederazione e la Costituzione a Confronto


Verso la confederazione

Il primo progetto di federazione tra le colonie inglesi del nordamerica, l’Albany Plan of Union, fu elaborato da Thomas Chinson e Benjamin Franklin negli anni ‘50 del 700.

Il fallimento di questo piano, che prevedeva l’istituzione di un’assemblea permanente delle colonie presieduta da un governatore, fu determinato sia dalla riluttanza della Corona a creare un governo unitario sia dalle rivalità e dai conflitti che si agitavano tra le tredici colonie.

Solo la necessità di unirsi contro un nemico comune durante la guerra con l’Inghilterra avviò definitivamente il processo di confederazione dei nuovi Stati.

L’Albany Plan of Union

L'Albany Plan of Union


Verso la confederazione

La Dichiarazione d’Indipendenza dei coloni, inoltre, non produsse immediatamente un governo.

Mentre era impegnato a condurre una guerra ancora in atto, infatti, il Congresso Continentale incoraggiava le singole ex colonie a ratificare le loro costituzioni che, in sostanza, rispecchiavano le precedenti carte coloniali.

Per ragioni di sicurezza i nuovi Stati decisero di inviare rappresentanti al Congresso Continentale allo scopo di intraprendere le prime relazioni internazionali.

I delegati, però, non potevano assumere impegni in nome del proprio Stato senza consultarsi con gli organi deliberanti di questo.

Intanto, il procedere della guerra rendeva sempre più pressante l’esigenza di formare un governo autorizzato a rappresentare i tredici Stati.

L’unione Perpetua

Nel giugno del ‘76 l’organo di coordinamento delle colonie, il Congresso Continentale istituì una “commissione dei tredici”, in rappresentanza delle colonie, incaricata di redigere un piano di confederazione. Il documento fu approvato dal Congresso il 9 luglio 1778.

Solo nel 1781, a seguito della ratifica da parte di ciascuno Stato, entrarono in vigore “Articoli di Confederazione” che istituivano una “lega di mutua amicizia” tra gli Stati ritenuta indispensabile a salvaguardare l’autonomia appena conquistata da ciascuno e, nello stesso tempo, l’alleanza ideologica, politica e bellica che li aveva portati alla libertà.

L’ unione perpetua creava una lega di comune amicizia tra i tredici Stati istituita “per la comune difesa, per la sicurezza delle proprie libertà, per il conseguimento di una prosperità generale e reciproca” (articolo 3) tra Stati che conservavano “la propria sovranità, libertà e indipendenza” (articolo 2).

Video: Gli Articoli di Confederazione

Gli Articoli di Confederazione e di Unione Perpetua. Fonte: Wikipedia

Gli Articoli di Confederazione e di Unione Perpetua. Fonte: Wikipedia


Assetto istituzionale

Il modello adottato dalla Confederazione divergeva nettamente da quello scelto dagli Stati membri soprattutto in quanto non era prevista la separazione delle funzioni.

Per non sminuire la sovranità acquistata di recente dagli Stati, infatti, il patto confederativo prevedeva un solo organo, il Congresso Continentale, all’interno del quale i singoli Stati avevano da due a sette rappresentanti ma un unico voto, e, non essendo previsti né un organo giudiziario né un organo esecutivo, il Congresso era depositario di tutti i poteri.

La Confederazione si caratterizzava, quindi, per una forma di governo simile a quella assembleare, differenziandosene solo per il ramo giudiziario in quanto il Congresso doveva provvedere ai tribunali la cui giurisdizione, però, era fortemente limitata.

Funzioni principali erano la politica estera e la difesa.

Attraverso il Congresso, infatti, la Confederazione aveva l’esclusivo potere di dichiarare guerra e concludere la pace, tuttavia, le truppe erano organizzate e fornite dagli Stati che conservavano il potere di nominare gli ufficiali.

Betsy Ross cuce la bandiera degli Stati Uniti. Fonte: Department of Veterans Affairs

Betsy Ross cuce la bandiera degli Stati Uniti. Fonte: Department of Veterans Affairs


Assetto istituzionale

La struttura e i poteri della Confederazione. Fonte: Wikipedia

La struttura e i poteri della Confederazione. Fonte: Wikipedia


Assetto istituzionale

Pur essendo investito di poteri importanti (potere di guerra), il Congresso dovette presto affrontare gravi problemi istituzionali.

L’Unione, infatti, subiva una forte influenza da parte degli Stati.

Gli Stati controllavano il Congresso che, in assenza di bicameralismo deliberava con il consenso di nove stati su tredici e all’unanimità in caso di emendamento del trattato; non esisteva un vero e proprio organo esecutivo e i comitati ad hoc creati per rispondere alle varie esigenze federali funzionavano in base alla diversa disponibilità degli Stati a sottostare alle loro direttive.

La Confederazione, inoltre, non disponeva di risorse finanziarie proprie e, dal momento che non aveva la facoltà di imporre tasse o regolare il commercio imponendo dazi doganali, era costretta a richiedere finanziamenti agli stati per ogni sua attività, finanziamenti che non sempre erano onorati.

La ratifica del Maryland. Fonte: Wikipedia

La ratifica del Maryland. Fonte: Wikipedia


Il blocco istituzionale

Il Congresso si ritrovò ben presto bloccato e, nell’arco di un decennio, i delegati si convinsero che i nuovi stati avevano bisogno di un assetto definitivo e stabile.

Infatti, se l’inefficienza del sistema si rivelò in particolare durante la Guerra d’Indipendenza, in quanto gli Stati più prossimi al fronte fecero sforzi inauditi per far fronte alle quote di finanziamento assegnate loro, mentre gli Stati più lontani non se ne preoccuparono, nel 1783, a guerra terminata, la Confederazione si trovò a fronteggiare una situazione di forte conflittualità degli Stati, alimentata da disaccordi sulla divisione delle terre ad ovest e da rivalità commerciali e aggravata dalla presenza dell’Inghilterra in Canada e ad ovest e della Spagna a sud.

In questa situazione, nel 1786, in un incontro convocato ad Annapolis, si cercò di revisionare il patto confederativo in modo da ripartire più correttamente le competenze tra gli Stati e l’organo sopranazionale; tuttavia, i delegati non riuscirono a superare la paralisi iniziale e, senza deliberare, rimandarono i lavori ad un nuova Convenzione.

La Convenzione di Philadelphia

La Convenzione di Philadelphia si aprì nel 1787.

Per superare i problemi insiti nel patto confederativo, i delegati convennero presto sulla necessità di elaborare una costituzione scritta, una norma fondamentale per tutti gli Stati che sarebbe stata ratificata dal popolo.

Così si perseguì l’obiettivo della costruzione di un efficiente governo dell’intera federazione, con l’autorità sufficiente per garantire la sicurezza nazionale contro il pericolo inglese e garantire lo sviluppo economico delle ex colonie, attraverso la creazione di un unico grande mercato senza barriere interne.

A Philadelphia fu delineato un disegno costituzionale di compromesso tra Stati del Sud e Stati del Nord, tra Stati grandi e piccoli e tra Stati che auspicavano la formazione di un forte governo federale, i federalisti, e Stati che volevano migliorare la Confederazione senza limitare l’autonomia statale, i repubblicani poi divenuti antifederalisti.

Video: La Convention di Philadelphia

I lavori della Convention. Fonte: South Alabama

I lavori della Convention. Fonte: South Alabama


La Convention di Philadelphia

Repubblicani v. Federalisti. Fonte: Cyberlearning world

Repubblicani v. Federalisti. Fonte: Cyberlearning world


Progetti di Costituzione

Queste contrapposizioni si tradussero nella contrapposizione tra due progetti:

  • il Virginia Plan (Madison), che prevedeva la creazione di un Parlamento, in cui gli Stati fossero rappresentati in proporzione alla loro popolazione con il potere di legiferare su qualsiasi materia, e un forte esecutivo centrale, dotato del potere di veto incondizionato sulle leggi statali
  • il New Jersey Plan, che riproponeva gli Articoli di Confederazione con alcune modifiche rilevanti come il conferimento del potere di imporre tariffe doganali

La soluzione fu trovata nella creazione di un sistema di governo misto capace di conciliare la volontà di salvaguardare l’autonomia dei singoli Stati e l’esigenza di creare un ente superiore portatore di interessi unitari.

Federalisti e Antifederalisti. Fonte: Mr. Bruce’s History

Federalisti e Antifederalisti. Fonte: Mr. Bruce's History


La Costituzione degli Stati Uniti

Fu il progetto di Madison a fornire le basi della nuova costituzione ma i lavori della Convention giunsero al termine solo grazie ai compromessi raggiunti in merito a tre questioni fondamentali:

  • per tutelare l’autonomia e la sovranità statuale fu stabilito che tutti i poteri non delegati al nuovo organo legislativo rimanessero di competenza esclusiva degli Stati
  • per dotare l’organo legislativo di un’adeguata rappresentatività fu applicato il principio federale. Il Connecticut compromise, infatti, prevedeva l’istituzione di un legislativo nazionale bicamerale composto da una Camera dei Rappresentanti, eletti dal popolo con rappresentatività variabile in base alla grandezza dello Stato, e una Camera del Senato, eletta dal popolo con uguale rappresentatività per ogni Stato
  • per definire le attribuzioni dell’organo esecutivo, seguendo lo schema di alcune costituzioni statali, si preferì un modello monocratico e indipendente

La Costituzione degli Stati Uniti

The Great Compromise. Fonte: Regentsprep

The Great Compromise. Fonte: Regentsprep


La Costituzione degli Stati Uniti

Nasceva così il primo esempio di governo federale della storia.

A questo punto il Congresso aveva ecceduto il mandato ricevuto, quindi, decise di sottoporre il progetto a ratifica ad apposite convenzioni statali e di condizionare l’entrata in vigore alla ratifica di nove stati su tredici.

La Costituzione degli Stati Uniti d’America entrò in vigore il 30 Aprile del 1789.

La Costituzione degli Stati Uniti d’America. Fonte: History

La Costituzione degli Stati Uniti d'America. Fonte: History


I materiali di supporto della lezione

AAVV., Il Decentramento politico negli Stati dell'Unione Europea, II edizione aggiornata, Maggioli editore, 2001.

Gore Vidal, L'invenzione degli Stati Uniti. I padri: Washington, Adams, Jefferson. Fazi editore, 2005.

Massimo Teodori, Storia degli Stati Uniti, Newton Compton, 1997.

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