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Maria Elisabetta de Franciscis » 19.I Poteri del Presidente: i Poteri Impliciti


Gli Implied Powers

Nel disegno originario dei padri fondatori il Presidente degli Stati Uniti emergeva come organo puramente “esecutivo” il cui compito era quello di “take care that the laws be faithfully executed“.

Nel corso della storia, però, queste clausole sono state oggetto di un’interpretazione sempre più estensiva che hanno fatto del Presidente un organo sempre più dinamico e attivo con poteri crescenti di decisione, impulso e stimolo.

L’elusività dell’espressione “potere esecutivo” e la vaghezza dei termini della sezione 3 dell’articolo II, dunque, sono alla base dei poteri impliciti dell’esecutivo federale cioè di quei poteri che, pur non essendo chiaramente definiti nel testo costituzionale, la prassi e le interpretazioni della Corte Suprema hanno finito per convalidare nei secoli.

Barack Obama. Fonte: Whitehouse.gov

Barack Obama. Fonte: Whitehouse.gov


Il War Power

Proprio in base a queste clausole, infatti, nel corso del tempo si sono attribuiti al Presidente.

Il potere di Dare Inizio ad Azioni Militari prima che il Congresso approvi la dichiarazione di guerra.

Lo Zio Sam per l’esercito statunitense. Fonte: Library of Congress

Lo Zio Sam per l'esercito statunitense. Fonte: Library of Congress


Gli Executive Agreement

Il potere di Iniziativa in Materia di Politica Estera ne sono esempio gli executive agreement sottratti al controllo del Senato.

In questo caso, infatti, l’accordo internazionale non viene qualificato come trattato, ma viene stipulato dal Presidente per autorità propria, nella sua veste di Capo dell’Esecutivo.

Ovviamente il Presidente può ricorrere a questa procedura solo nel caso in cui non sia necessaria una legge per la concreta realizzazione dell’accordo. Appartengono a questa categoria gli accordi di Yalta e di Postdam durante la seconda guerra mondiale.

Il presidente Roosevelt firma l’accordo di Yalta. Fonte: National Archives

Il presidente Roosevelt firma l'accordo di Yalta. Fonte: National Archives


L’attività legislativa

Il Presidente può influenzare notevolmente l’attività legislativa del Congresso non solo attraverso il potere di veto che gli consente di rinviare alle Camere per ragioni di legittimità o di merito.

Infatti, se in teoria il Presidente non gode neppure del potere di iniziativa legislativa, in base ad una legge del 1921, il Budget and Accounting Act (Pub.L. 67-13, 42 Stat. 20, 1921), è autorizzato a presentare ogni anno una proposta di bilancio federale.

Più in generale ricorrendo al potere di messaggio, tramite l’annuale “State of the Union Speech” presentato al Congresso, il Presidente espone un vero e proprio programma legislativo, che poi si traduce nella presentazione di progetti di legge elaborati dall’amministrazione da parte di parlamentari sostenitori della politica presidenziale.

Ancora, il potere esecutivo ha acquisito il potere, non previsto dalla Costituzione di adottare atti con forza di legge, in virtù di una delega del Congresso o nelle situazioni di crisi.

Il Presidente Obama in Congresso, 25 Feb. 2009. Fonte: America.gov Blogs

Il Presidente Obama in Congresso, 25 Feb. 2009. Fonte: America.gov Blogs


Gli Emergency Powers

A Philadelphia non si affrontò in maniera diretta la questione delle emergenze ma furono attribuiti sia al Presidente che al Congresso poteri tali da garantire la sicurezza della Nazione e la separazione dei poteri.

I Poteri d’Emergenza sono attribuiti al Presidente in base ad una lettura elastica della clausola che gli attribuisce la funzione di Comandante in Capo.

L’attribuzione di questi poteri è avvenuta sulla base del principio della “prerogativa dell’esecutivo” secondo cui l’esecutivo che deve fronteggiare un’emergenza, che non può essere affrontata dal legislativo né dalla normativa esistente, deve godere di ampia discrezionalità, così il ricorso a poteri straordinari è costituzionalmente legittimo se finalizzato a garantire il “benessere comune”.

La guerra al terrore

La guerra al terrore


Gli Emergency Powers

La Corte Suprema si è sempre dimostrata favorevole a questa interpretazione e, in molte occasioni, è stato addirittura il Congresso ad ampliare la sfera d’azione del Presidente delegando atti propri del legislativo mediante uno Statutory Grant of Power emanato con mandato senza limiti temporali, con scadenza al compimento o emanato senza limiti temporali ma per una materia determinata e previa dichiarazione dello “Stato d’Emergenza” da parte del Presidente in base a quanto previsto dal National Emergency Act (50 U.S.C. 1601-1651) del 1976.

Ovviamente è data facoltà al Congresso di negare l’attivazione della delega ma dal 1979 ad oggi ciò non è mai avvenuto.

Attacco al World Trade Center, 9/11

Attacco al World Trade Center, 9/11


I freni ai poteri extra-ordinem

Quasi la totalità dei Presidenti da Wilson in poi hanno sposato la teoria dello Stewardship secondo la quale il Presidente ha poteri illimitati.

Alcuni hanno tenuto sempre presente il fatto che i propri atti fossero sottoposti ai controlli imposti dalla costituzione, altri, invece, hanno subito il freno da parte della Corte Suprema e del Congresso.

Nonostante i controlli e i freni imposti dalla costituzione, il fatto che il Presidente, in qualità di responsabile dell’amministrazione della Nazione, disponga di risorse maggiori rispetto al legislativo, una tale concessione di poteri fa sì che la Nazione possa essere esposta al pericolo degli abusi d’ufficio (Nixon v. Administrator of General Service, 433 U.S. 425, 1977).

La Corte Suprema ha sempre sostenuto l’interpretazione e la prassi che attribuisce poteri impliciti al Presidente pur affermando che il potere esecutivo non fosse illimitato.

I freni ai poteri extra-ordinem

In particolare, a seguito dello scandalo Watergate (U.S. v. Nixon, 418 U.S. 683, 1974) in più di un’occasione la Corte ha pronunciato ammonimenti dal considerare la funzione esecutiva come attribuzione illimitata di poteri impliciti. Ciò nonostante, solo in casi eccezionali si è provveduto a porre delle limitazioni ai poteri impliciti dell’esecutivo federale.

Nixon poco prima di rassegnare le dimissioni 9 Agosto 1974. Fonte: Watergate.info

Nixon poco prima di rassegnare le dimissioni 9 Agosto 1974. Fonte: Watergate.info


I materiali di supporto della lezione

AAVV., Il Decentramento politico negli Stati dell'Unione Europea, II edizione aggiornata, Maggioli editore, 2001. Solo il capitolo sugli Stati Uniti d'America, pp. 251-316.

Maria Elisabetta de Franciscis, L'Organizzazione della Presidenza negli Stati Uniti d'America per i Rapporti con il Congresso, in <1989> Rivista di Scienze Politiche, Anno II, n .2/1992, pp. 307-324.

Maria Elisabetta de Franciscis, I poteri del Presidente degli Stati Uniti d'America in materia legislativa, in <1989> Rivista di Scienze Politiche, Anno I, n.1-2/1991, pp. 223-281.

Maria Elisabetta de Franciscis, Il Presidente degli Stati Uniti d'America, Costituzione e Prassi. Editoriale Scientifica, 1996.

Reposo, Gli accordi internazionali in forma semplificata nel diritto costituzionale statunitense, Padova, 1983.

Dames & Moore v. Reagan, 453 U.S. 654, 1981.

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