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Gabriella Fabbricino » 2.Canada storico e politico


Canada storico e politico

Il Canada, più che uno Stato è una Confederazione analoga a quella degli USA: Unione di 10 province totalmente sovrane per quanto loro concerne il particolare, vale a dire per le questioni interne, ma che restano sottoposte a un potere centrale per le questioni inerenti la comunità, come la difesa nazionale, gli affari esteri, le finanze federali, la giustizia, il commercio, i trasporti e le comunicazioni.

Per comprendere come si è giunti a questa organizzazione politica e amministrativa dobbiamo dare uno sguardo alla complessa storia delle origini di questo grande paese.

Dividiamo dunque le dominazioni in 3 grandi periodi:

  1. Dominio Francese fino al 1763
  2. Dominio Inglese 1763/1867
  3. Dominio Canadese dal 1867 : l’Acte de l’Amérique du Nord britannico ( British North America Pact), raggruppa le colonie inglesi del Nord America: esso non è altro che una sorta di aggiustamento del precedente Act d’Union del 1840 che riuniva Alto e Basso Canada e le province marittime.

Canada storico e politico

Gli sviluppi successivi si concluderanno col riconoscimento ufficiale del Canada libero della Costituzione dell’aprile 1982.

1° Periodo: si conclude con la sconfitta francese. Con il Trattato di Parigi del 1763, avviene la cessione della Nouvelle France agli Inglesi.

1791: Il Parlamento inglese divide Alto Canada e Basso Canada, 2 province ciascuna con la sua legislazione: 1 consiglio e 1 Assemblea eletta. Le 2 province vivono separate 50 anni con continue guerre e lotte. In questo periodo la superiorità politica, economica e culturale del gruppo anglofono prevarrà su quello francofono.

Tutto ciò porterà infine, nel 1867, alla formula politica di tipo federativo, l’unica in grado di permettere la coabitazione. Nel 1867 viene siglato il British North America Act: il Canada è formato da 4 province: Ontario, Quebec, Nouveau-Brunswick, Nouvelle Ecosse.

Poi si aggiungeranno Manitoba, Colombia Britannica, isola di Prince Edouard, Alberta e Saskatchewan, etc. etc.


Civiltà

Vediamo come questo territorio si venne popolando.

Le ondate migratorie hanno interessato nel corso dei secoli Francesi e Inglesi, ma anche altre popolazioni. Durante la fase francese si mescolano vari gruppi etnici. La prima necessità per il paese , dopo le conquiste e l’assestamento politico, era che esso fosse abitato. Dunque per far sì che soldati e ufficiali giunti al seguito degli eserciti vi restassero, era indispensabile il ricongiungimento con le famiglie, e cioè che dall’ Europa parenti e familiari venissero in Canada. Ma nel medesimo tempo era necessario che si formassero altri nuclei familiari. Insomma bisognava trovar moglie a quelli che non l’avevano nemmeno in Europa. Il problema non era facile: le donne bianche erano rarissime e le indigene molto ben custodite: inoltre queste ultime mancavano totalmente di igiene e quant’altro. Soltanto alcune,”civilizzate” e istruite dalle religiose e dai missionari, trovavano marito e non tornavano ai loro villaggi. Erano un numero molto esiguo. Pertanto, se questo grande e ricco territorio doveva essere abitato da chi lo aveva conquistato, era necessario l’aiuto dei governi. Cominciano così, un po’ per incoraggiamento delle autorità civili e religiose, un po’ per loro volontà, le emigrazioni di fanciulle e vedove.

Civiltà II

Attenzione: durante tutto l’arco del XVII° sec. questo tipo di emigrazione femminile non è da confondere con quanto avviene nelle isole americane dove sono inviati forzosamente filles de joie e briganti. Il fatto che giovani ragazze francesi accettassero volontariamente il rischio dell’esilio in un paese sconosciuto, ha fatto sorgere leggende in proposito, non rispondenti al vero sui loro costumi.

Il destino delle donne, soprattutto di quelle di condizioni modeste, era noto:

Dès l’âge scolaire la jeune française est mise en pension dans une communauté. L’heure du mariage sonne bientôt pour elle, souvent peu de temps après celle de la puberté. On pourrait croire que cet événement marque l’époque où la jeune fille s’ouvre enfin à une vie personnelle. Il n’en est rien. Elle prend aussi peu de part que possible à cet acte décisif, qui décidera de toute sa vie…..Soumise à la rude autorité paternelle, elle se laisse marier, car elle n’a, en cas de refus, d’autre perspective que de retourner au morne couvent.

Una ricca letteratura ci fornisce particolari di inutili lotte contro questo sistema. Dunque accettando l’avventura di un viaggio verso queste terre le donne speravano almeno nella libera scelta invece del convento o di un matrimonio imposto.

Civiltà III

L’emigrazione femminile concerne ragazze tra i 15 e i 25 anni.

Esse accompagnavano parenti o amici di parenti: oppure, se erano al servizio di qualche signore, lo seguivano, e gli rimborsavano il costo del viaggio un po’ alla volta. Non tutte sono orfane, spesso appartengono a famiglie povere che non possono o non vogliono emigrare. La loro moralità è garantita perché il paese aspira ad una immigrazione sana che lo popoli. Dunque, quando queste giovani arrivavano, vestite decorosamente, garantite dai parroci della comunità, che facevano da tramite tra i paesi d’origine e quello di arrivo, trovavano al loro sbarco, sulla banchina, una folta schiera di uomini di varia estrazione, funzionari, militari, borghesi, artigiani, che le attendevano, tutti desiderosi di accasarsi.

Ha così inizio una nuova società francese, realizzando il sogno dell’esploratore francese Chapelain, di franciser l’Amérique.


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