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Gabriella Fabbricino » 12.Cenni delle problematiche giuridiche


Cenni delle problematiche giuridiche

A cura della prof.ssa Maria Elisabetta De Franciscis

Aspetti giuridici rilevanti del Canada

Dal punto di vista strettamente giuridico la storia e l’evoluzione del Canada offrono molteplici aspetti rilevanti. Tra i tanti, vengono qui esposti i più pertinenti alle tematiche in oggetto: a). l’assenza di una vera fase costituente; b). la scelta di “nazionalizzare” il British North America Act per il tramite dello strumento del “rimpatrio”; c). una carta costituzionale che di fatto consiste nell’appendice al British North America Act; d). la previsione di clausole accomodanti i desiderata di Québec; e). la pre esistenza di un procedimento decisionale aggravato fondato sull’intermediazione Stato-Regioni ancorata dapprima sulla unanimità e poi su una maggioranza qualificata.

E’ ormai opinione consolidata quella che vuole che la legge fondamentale di un popolo sia la manifestazione della volontà popolare estrinsecata per il tramite di una Assemblea Costituente; eppure può dirsi che una tra le più giovani costituzioni delle democrazie mature è espressione della volontà popolare di una parte, seppure significativa, e non dell’interezza del popolo canadese. Infatti, la Loi Constitutionnelle de 1982 è il prodotto di due successive Conferenze Federal/Provinciali e cioè di una intensa concertazione Stato-Regioni. Nella prima, viene abrogato il principio dell’unanimità modificando la disposizione che stabilisce la obbligatorietà dell’unanimità del voto di tutte le Province per apportare emendamenti all’Atto del Nord America Britannico del 1867.

Aspetti giuridici rilevanti del Canada

Nella seconda si esaudisce la richiesta di Québec di essere considerata società distinta, e ci si accorda sull’inclusione de la Charte des Droits et Libertés nella legge fondamentale. Nonostante le concessioni ottenute il Québec non ratifica la proposta di Loi Constitutionnelle che pertanto giunge al Parlamento di Westminster per la conversione in legge con il voto contrario non di una qualsiasi Provincia ma di quella che, avendo rivendicato il diritto alla secessione, aveva in una qualche misura indotto le altre ad intraprendere la fase costituente. La trasmissione al Parlamento di Westminster della Loi Constitutionnelle è l’avvio della complessa procedura del “rimpatrio” che vede la Regina Elisabetta II svolgere un duplice ruolo. Infatti, il 29 marzo 1982, nella veste di Sovrana del Regno Unito, concede la sanzione regia (Royal assent) alla legge (approvata dal Parlamento di Westminster) che sancisce il trasferimento al Canada di ogni autorità e competenza in materia costituzionale. Successivamente, ad Ottawa il 17 aprile dello stesso anno, la Regina Elisabetta II, nella veste di Sovrana del Canada, promulga la Loi Constitutionnelle completando il trasferimento di competenze.

Aspetti giuridici rilevanti del Canada

La procedura del “rimpatrio” costituzionalizza la Charte des Droits et Libertés che dal 17 aprile 1982 si impone al Governo ed al Parlamento del Canada inclusi i territori dello Yukon, di Nunavut e di ciò che rimane del Territorio di Nord-Ovest, nonchè alle Assemblee elettive ed ai Governi di ogni Provincia e Territorio. Oltre alle esplicitazione delle libertà fondamentali ed alle connesse garanzie di tutela giurisdizionale, la Loi Constitutionnelle provvede con ben otto articoli alla disciplina del problema linguistico, garantendo completa eguaglianza e pari dignità all’inglese ed al francese, e sancendo il diritto all’istruzione dei figli nella lingua della minoranza di appartenenza. Ma la Charte prevede anche due articoli (artt.33 e 38) che rispondono alle richieste di autonomia delle Province ed in particolare della Provincia Québec. Il primo è anche noto come “l’article malgré “ mentre il secondo è conosciuto come “l’article en désaccord”. L’articolo 33 dispone che il legislativo di una Provincia possa approvare una legge le cui disposizioni entrino in vigore malgrado le disposizioni nazionali: “Le Parlement ou la législature d’une province peut adopter une loi où il est expressément déclaré que celle-ci ou une de ses dispositions a effet indépendamment d’une disposition donnée de l’article 2 ou des articles 7 à 15 de la présente charte.”

1982 Ottawa: la signature par Sa Majestè de la promulgation de la Loi Constitutionelle de 1982.

1982 Ottawa: la signature par Sa Majestè de la promulgation de la Loi Constitutionelle de 1982.


Aspetti giuridici rilevanti del Canada

Mentre l’articolo 38 consente che un emendamento non produca effetti nella Provincia la cui assemblea legislativa abbia espresso il suo dissenso antecedentemente alla promulgazione dello stesso : “La modification visée au paragraphe (2) est sans effet dans une province dont l’assemblée législative a, avant la prise de la proclamation, exprimé son désaccord par une résolution adoptée à la majorité des députés, sauf si cette assemblée, par résolution également adoptée à la majorité, revient sur son désaccord et autorise la modification.

All’articolo 33 ha fatto ricorso l’organo legislativo di Québec nel 1988 per vietare l’uso della lingua inglese su cartelloni pubblicitari e sui negozi malgrado le disposizioni contrarie della Charte, mentre la Provincia a maggioranza francofona è quasi sempre ricorsa all’articolo 38 dal 1982 ad oggi, per contrastare le decisioni assunte in sede di concertazione Stato-Regioni ovvero dalle Conferenze Federal/Provinciali.Va rilevato che le previsioni degli articoli 33 e 38 della Charte mettono a repentaglio il perdurare della Federazione stessa dacchè di fatto accolgono la dottrina della nullificazione secondo la quale, di volta in volta, le parti decidono se uscire o rimanere in una federazione. A ciò tenta di porre rimedio la Corte Suprema con il Renvoi à la sécession du Québec del 1998.

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