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Raffaele Feola » 4.L'integrazione attraverso il mercato


L’UEP e la riunione di Messina (1955)

Dopo il fallimento della CED ai sostenitori dell’integrazione europea non rimaneva che riparare sul mercato, grazie ad quale un processo unitario era ormai avanzato e costante. Di tale spinta fu espressione particolarmente proficua un nuovo organismo nato alla fine del 1950, l’Unione europea dei pagamenti (UEP), a metà strada tra una banca ed una stanza di compensazione del credito. L’UEP favorì notevolmente il Commercio tra gli Stati membri, l’abolizione delle barriere tariffarie e l’incremento della produzione. Dopo la crisi definitiva della CED l’introduzione di un organismo capace di sviluppare il mercato e la produzione mostrava la strada concreta per la realizzazione del sogno europeo e deve considerarsi la premessa verso la creazione di unione doganale tra i sei Stati membri.

Su tale terreno l’incontro della diplomazia fu molto più rapido ed efficace, come appare evidente nella riunione dei ministri degli esteri a Messina nel giugno del 1955 dove si gettarono le basi di un mercato comune europeo libero da protezioni e barriere doganali.

Su questa strada erano presenti potenti forze politiche ed in Italia, nonostante la spinta contraria dell’opposizione comunista, militavano la DC e i partiti alleati, che trovarono espressione autorevole nella politica di De Gasperi e nella strategia espressa anche a Messina.

I ministri degli esteri della CECA riuniti a Messina il 1 giugno 1955. Fonte:  Parlamento Europeo

I ministri degli esteri della CECA riuniti a Messina il 1 giugno 1955. Fonte: Parlamento Europeo


L’Europa e la politica energetica

Fu costituito a tal fine un comitato composto da tutti i rappresentati dei partiti cristiano-democratici, socialdemocratici e liberali. Il fine era quello di mobilitare i partiti nazionali sul programma di Messina e, a lungo termine, per la formazione degli Stati Uniti d’Europa. Era una strada nuova ed importante che affiancava alla spinta economica e contingente del passo dopo passo, l’impulso più profondo e costante della politica generale che doveva sostenere il fiato corto della mera cooperazione tra governi. Si gettavano così le basi solide per la firma del Trattato di Roma del 1957. Tra l’altro il comitato politico per iniziativa specialmente di Monnet aveva posto il problema della crisi energetica ed aveva proposto lo sfruttamento di centrali atomiche per superare un deficit che non poteva non compromettere il rapido sviluppo dell’Occidente. Il comitato su impulso di Spaak intendeva dunque non solo promuovere una comunità politico economica ma la costituzione di un organismo capace di affrontare e risolvere i grandi problemi dello sfruttamento dell’energia atomica (EURATOM).

Francia, Inghilterra e Germania tra atomica e crisi di Suez

L’energia entrava di prepotenza nel dibattito per l’unione europea. Con risultati peraltro non positivi. In effetti sull’uso dell’atomo sorsero scontri specialmente tra Germania e Francia. La prima riteneva che dovesse essere escluso in modo decisivo e preliminare ogni uso militare, la seconda invece intendeva utilizzare anche la possibilità di possedere, come le grandi potenze, la bomba atomica.

Anche per tale motivo iniziò a metà degli anni Cinquanta un confronto a volte aspro tra Germania e Francia. Un confronto anche nell’apertura di un libero mercato europeo, cui le forze politiche protezioniste guardavano specialmente in Francia con grande diffidenza. Lo stallo pro e contro la creazione almeno di un’unione doganale (che ad esempio la Gran Bretagna vedeva con ostilità) fu risolto da un avvenimento di grande importanza per l’orgoglio di Francia e Inghilterra: la nazionalizzazione del canale di Suez da parte del Presidente egiziano Nasser (luglio 1956).

Locandina del Dottor Stranamore (1964), opera satirica del cineasta Stanley Kubrick sul pericolo nucleare negli anni della guerra fredda
Una significativa copertina del Time del 1958 ritrae Nasser
La Stampa registra il clima mediorientale dopo la crisi di Suez

La crisi di Suez “sospinge” l’unificazione economica europea

La risposta anglo-francese fu forte, ma si risolse in modo disastroso non sul piano militare, ma su quello diplomatico. Infatti l’attacco a Suez delle truppe anglo-francesi (31 ottobre 1956) scatenò la contemporanea reazione americana e sovietica, che lasciò solo contro tutti specialmente il governo francese. Quest’ultimo presieduto dal socialista Guy Mollet si convinse di poter trovare appoggio solo sul Vecchio continente, nel seno di un processo di unificazione europeo.

La crisi di Suez fu dunque una potente molla per superare le difficoltà e procedere verso la stipula di un nuovo trattato europeo: CEE ed EURATOM erano più vicini. La Francia ribaltava così abilmente gli esiti disastrosi della spedizione militare e lasciava la Gran Bretagna senza altra alleanza che quella assai subordinata verso gli USA. Anche questo elemento fu favorevole alla CEE: il governo de Gaulle respinse le richieste inglesi e favorì un’accelerazione del processo di unificazione e di libero scambio.

Il primo ministro francese Guy Mollet e quello inglese Anthony Eden in un incontro del 1957

Il primo ministro francese Guy Mollet e quello inglese Anthony Eden in un incontro del 1957


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