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Matteo Pizzigallo » 2.Il mediterraneo alla vigilia della prima guerra mondiale


Vigilia di guerra

Alla vigilia della prima guerra mondiale tutti i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo erano controllati dalle Potenze europee.
Per la precisione, il Marocco e la Tunisia erano sotto protettorato francese. Solo da un punto di vista formale nei due Paesi i rispettivi sultano e bey continuavano a regnare, mentre di fatto tutti i gangli vitali della politica e dell’economia erano sotto l’esclusivo controllo francese.
L’Algeria, invece, sin dalla prima metà dell’ottocento era una vera e propria colonia francese “di sfruttamento e di popolamento” e, quest’ultimo aspetto, molti anni dopo, come vedremo nelle lezioni seguenti, sarebbe stato all’origine di gravi problemi.
La Libia, dal 1911 era una “nuova” colonia dell’Italia, anche se il reale controllo del territorio da parte delle Autorità italiane era solo limitato a Tripoli ed ad alcune zone costiere. Nel quadro delle operazioni militari connesse alla guerra di Libia, L’Italia aveva altresì occupato Rodi e le isole del Dodecanneso.

La guerra libica

Tripoli italiana, gli aeroplani per la prima volta in servizio di guerra

Tripoli italiana, gli aeroplani per la prima volta in servizio di guerra


L’Egitto di Fuad

L’Egitto era dalla fine dell’ottocento una colonia della Gran Bretagna, che controllava anche il Canale di Suez, l’importante Base di Aden ed il Sudan. Per quest’ultimo Paese fu inventato il “condominio” anglo-egiziano, di fatto una vera e propria finzione giuridica, perché il controllo del territorio era esercitato esclusivamente dal governatore britannico. Nel 1914 la Gran Bretagna trasformò l’Egitto in protettorato e, solo nel 1922, avrebbe concesso l’indipendenza affidandone la corona a Fuad. Come sempre, però, si sarebbe trattato, ancora una volta, di una finta indipendenza, perché la Gran Bretagna avrebbe mantenuto il controllo esclusivo sul Canale di Suez (presidiato da truppe inglesi) nonchè sulle forze armate dell’Egitto e sulla sua politica estera.

Fuad d’Egitto

Fuad d'Egitto


L’emiro Hussein

I Paesi Arabi del Mediterraneo orientale, Libano, Palestina e Siria, facevano parte integrante di quel che restava (larga parte della Penisola arabica tra il Mar Rosso e il Golfo persico) dell’antico grande Impero ottomano.

Alla vigilia della prima Guerra Mondiale, l’occhiuta sorveglianza turca aveva avvertito una forte ripresa dal nazionalismo arabo che, sia pur declinato nelle varie province dell’Impero con modalità e aspirazioni diverse, non sempre compatibili, sprigionava però una comune spinta all’autonomia e all’indipendenza.

E così mentre l’Emiro dell’Hijaz, Hussein, capo della nobile famiglia degli Hashemiti ( cui appartiene l’attuale re di Giordania), sognava per sé la creazione di un grande regno arabo, i nazionalisti siriani e libanesi, espressione di una borghesia mercantile più aperta ed evoluta, rivendicavano subito maggiori diritti, autonomia politica e autogoverno.

Hussein Emiro dell’Hijaz

Hussein Emiro dell'Hijaz


Sulla sponda sud del Mediterraneo

Sulla sponda Sud del Mediterraneo nello stesso periodo, anche nelle colonie nordafricane delle Potenze europee, gli arabi erano sempre più insofferenti nei confronti della rapace ed opprimente dominazione straniera.
A tal proposito, il grande storico francese André Nouschi scrive : “Il capitalismo ha conquistato tutta la regione e si è introdotto persino nelle campagne più chiuse. Questa penetrazione ha trasformato la struttura dell’economia rurale e urbana; attraverso la colonizzazione ha tolto all’Egitto e al Magreb le terre migliori, ha aggravato i contrasti tra i più ricchi e i più poveri. Ha contribuito a disintegrare le strutture sociali tradizionali; ha posto, inoltre, sotto il dominio degli uomini di affari europei l’insieme delle ricchezze minerarie dei Paesi mediterranei.”

Mediterraneo

Mediterraneo


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