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Matteo Pizzigallo » 12.Primavera in Marocco


Primavera in Marocco

“La democrazia non è una pillola che si scioglie nel caffè del mattino. E’ una cultura: educarsi ad essa richiede tempo. I marocchini stanno imparando a vivere insieme. Se saranno democratici o meno dipende solo da loro. Il re non vuole stare in secondo piano. Ha ragione. E’ un uomo che ama il suo Paese con passione e che vuole vederlo evolvere verso una modernità reale”. (Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino)

Mohammed IV ritratto sulla copertina della rivista Time

Mohammed IV ritratto sulla copertina della rivista Time


Vento di rivolta

Dopo le prime proteste in Tunisia, il vento della rivolta, ha cominciato a soffiare anche in Marocco dando vita a grandi manifestazioni popolari, culminate in quella di domenica “20 febbraio 2011”, data da cui prese nome il Movimento di protesta giovanile promosso e organizzato dal popolo della rete automobilitatosi.
A differenza del dispotico regime di Ben Alì in Tunisia, il sistema politico del Marocco si articolava su un ampio e variegato ventaglio (dalla destra ultraconservatrice alla estrema sinistra) di partiti di diverso peso elettorale, molti dei quali di limitate dimensioni, con inevitabili conseguenze sotto il profilo della governabilità, anche a causa dell’eccessiva frammentazione.

Manifestanti sfilano in corteo in Marocco. Fonte: Radio onda d’urto

Manifestanti sfilano in corteo in Marocco. Fonte: Radio onda d'urto


Crisi economica

La crisi economica e i suoi devastanti effetti occupazionali, soprattutto sulla popolazione giovanile, in larga parte istruita, (popolazione giovanile che costituisce la stragrande maggioranza dell’intera popolazione del Regno) hanno di gran lunga contribuito ad accrescere il diffuso malessere generazionale nei confronti delle classi dirigenti marocchine, (accusate di essere autoreferenziali e chiuse ad ogni ipotesi di ricambio) e nei confronti dei partiti tradizionali, poco attenti ai nuovi fermenti da tempo in atto nel vivace e inquieto mondo giovanile arabo, assetato di democrazia e di libertà.

Manifestazione per il referendum costituzionale del 1 luglio 2011. Fonte: Sollevazione

Manifestazione per il referendum costituzionale del 1 luglio 2011. Fonte: Sollevazione


Il sistema politico-istituzionale

La nuova Costituzione del Marocco, approvata con il Referendum del 1 luglio 2011, nel complesso, segna un passo avanti verso una maggiore parlamentarizzazione del sistema politico- istituzionale del Paese, mantenendo però in capo al sovrano ancora alcuni poteri militari e prerogative religiose. La persona del re perde la sua “sacralità”, ma rimane “inviolabile” e conserva la funzione di “Capo dei credenti”. Il potere legislativo del sovrano, esercitato attraverso i decreti reali, viene circoscritto ad alcune ben definite materie. Nella nuova Costituzione sono espressamente sancite: l’indipendenza e l’autonomia della magistratura; la libertà di pensiero e di opinione; la perfetta parità di genere in ambito politico, civile e sociale. Infine, ma non per ultimo, insieme all’arabo, viene riconosciuta come lingua ufficiale anche il tamazight, la lingua dei Berberi.

Grafico del sistema politico marocchino. Fonte: Reuters

Grafico del sistema politico marocchino. Fonte: Reuters


La nuova costituzione del Marocco

Questa nuova Costituzione del Marocco, nell’attuale delicato momento politico internazionale, rappresenta senza dubbio un fatto positivo, forse il “primo fiore” della primavera araba sbocciato in modo spontaneo e naturale. Forse non così bello come avrebbero voluto i giovani radicali del “Movimento 20 Febbraio”, ma comunque di particolare importanza anche perché portato avanti senza alcun intervento di interessati “suggeritori” stranieri.

Giubilo popolare per l’approvazione della nuova costituzione marocchina

Giubilo popolare per l'approvazione della nuova costituzione marocchina


Lo sviluppo democratico

In questo percorso sulla via dello sviluppo democratico delle riforme e della tutela dei diritti umani, Mohammed VI sa di poter sempre contare, e non solo da ora, sull’aperta collaborazione dell’Unione Europea e, in particolare, dell’Italia, ove peraltro vive e opera una consistente comunità marocchina in larga parte ben integrata. Le relazioni politiche bilaterali fra Italia e Marocco sono da tempo eccellenti e molto attiva è la cooperazione economica in vari importanti settori.

Roma 14 novembre 2012 festa dell’amicizia e della cooperazione Italia-Marocco

Roma 14 novembre 2012 festa dell'amicizia e della cooperazione Italia-Marocco


I materiali di supporto della lezione

Articoli di Matteo Pizzigallo pubblicati sulla rivista scientifica trimestrale Gnosis, annata 2011-2013

Rivista scientifica Gnosis

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