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Elvira Chiosi » 2.L'Europa agli inizi dell'età moderna


L’Europa agli inizi dell’età moderna

Dalla fine del ‘400 alla prima metà del ‘500 si avviò la costruzione del mondo globalizzato nel quale oggi, più che nel passato, siamo coscienti di vivere.

Le esplorazioni geografiche aprirono nuovi orizzonti alla vecchia Europa, tanto da poter parlare di un’età di “rivoluzioni” in ogni settore:

  • Cultura: la scoperta dell’esistenza di popoli estranea alla narrazione biblica determinò una grave crisi nella coscienza europea. L’invenzione e e la diffusione della stampa, “rivoluzione inavvertita” (Eisenstein, 1995), offrirono lo strumento per moltiplicare gli effetti dirompenti di una più ampia circolazione delle idee.
  • Religione: la riforma protestante con la fine della unità religiosa comportò una rivoluzione della fede e della morale individuale che disegnò i caratteri peculiari tuttora evidenti nel nostro continente.
  • Politica: il tramonto degli ideali universalistici e la crisi di Impero e Papato, con il rafforzamento delle monarchie nazionali e degli Stati territoriali regionali, anche grazie alla formazione di eserciti e burocrazie moderne, determinarono un nuovo equilibrio europeo.
  • Economia: l’individualismo sconvolse i rapporti sociali ed influenzò l’evoluzione economica. Le scoperte geografiche aprono nuovi orizzonti commerciali, senza eliminare il persistente eurocentrismo.

Umanesimo e Rinascimento I

Il problema storiografico: opposizione o continuità con il Medio Evo?

  • Gli studiosi hanno evidenziato non tanto l’antitesi fra uomo “medievale” e “rinascimentale”, ma permanenze e differenze dovute alla “rinascita” dello spirito dell’età classica che comportò:

a) nuova concezione del mondo con la scoperta del valore dell’uomo e della sua natura mondana.

  • Si afferma il riconoscimento dell’uomo come essere inserito nel mondo della natura, della società e della storia, artefice del proprio destino, grazie alle prime esperienze verificatesi in città che furono la culla dell’ umanesimo (Firenze).
  • All’ascetismo medievale si contrappone il riconoscimento del valore del piacere, l’esaltazione della vita attiva rispetto a quella speculativa e della filosofia morale rispetto alla metafisica. Contro la mistica della povertà si riconosce la positività della ricchezza, segno di intelligenza e perseguibile con la virtù.

Umanesimo e Rinascimento II

b) Nuova concezione della storia, della politica e dei rapporti fra gli uomini.

  • Rispetto al Medioevo, che conosceva e utilizzava la cultura classica, assimilandola a sé, in una sfera senza tempo, l’Umanesimo avverte la necessità di riconoscere la dimensione storica degli eventi, realizzando il distacco dell’oggetto storico dal presente storiografico.
  • Matura con una nuova esigenza filologica l’aspirazione al pacifismo e alla tolleranza

c) Origini della scienza moderna con il progressivo affermarsi del metodo sperimentale.

  • Il riconoscimento del carattere determinante del rapporto uomo/natura costituisce la premessa dell’indagine sperimentale moderna, fondata sull’osservazione e sulla scoperta che la natura è scritta in caratteri matematici.

La vita economica I

La popolazione

  • Per l’età moderna disponiamo di studi demografici abbastanza attendibili.
  • La popolazione europea aumenta allo stesso ritmo di quella asiatica, mentre quella americana ha un tracollo.
  • Dopo la peste del 1348 si ha una progressiva crescita con una fase di espansione demografica dal 1450, determinata da molteplici fattori su cui è ancora aperto il dibattito storiografico:
    • diminuzione della mortalità ( si riducono gli effetti di guerre e malattie endemiche);
    • miglioramento del clima con minore incidenza sulle carestie;
    • aumento dei tassi di natalità e di nuzialità ma permanenza di una mortalità infantile elevata.
  • Le fonti della storia della famiglia documentano situazioni diverse tra il nord e il sud dell’Europa ed una sostanziale continuità nelle caratteristiche della vita quotidiana almeno fino al XVIII sec.
  • La famiglia dal punto di vista economico costituisce un’unità di consumo e di produzione.
da http://www.silab.it/storia

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La vita economica II

La rivoluzione dei prezzi

  • Una tendenza all’aumento dei prezzi fu registrata già alla fine del ‘400: l’instabilità finanziaria portò allo svilimento dei coni e all’ inflazione.
  • Il fenomeno, imprevisto e non sincronico, interessò tutta l’Europa e fu evidente soprattutto in Spagna.
  • Jean Bodin (1568) lo collegò con l’afflusso dei metalli preziosi dal Nuovo Mondo, influenzando la storiografia che oggi invece valuta la rivoluzione dei prezzi come un indice di molteplici trasformazioni in atto nell’economia tra ‘400 e ‘500 e cioè:
    • aumento demografico;
    • crescita della domanda di generi alimentari e sviluppo dell’agricoltura;
    • crescita della domanda di prodotti manifatturieri e sviluppo della proto-industria;
    • inurbamento e nuova organizzazione del lavoro.

La vita economica III

Ripercussioni sociali della rivoluzione dei prezzi
In un’Europa in cui lo sviluppo economico presenta una geografia molto diversificata è possibile individuare alcune tendenze di fondo tra i ceti sociali:

  • mercanti e produttori di manufatti se ne avvantaggiarono e sostennero la crisi;
  • i salariati subirono la crisi per il graduale declino dei salari reali;
  • la nobiltà feudale, pur conservando la giurisdizione, per fronteggiare la crisi fu costretta a cedere terre ai nuovi ricchi ed a spezzettare la riserva signorile tra famiglie coloniche.
  • I contadini dovevano censi e diritti al signore /allo stato/alla chiesa.
    • Usufruivano di usi civici (diritti di pascolo e di far legna, riconosciuti in un “sistema comunitario” che scoraggiava gli investimenti).

La vita economica IV

L’espansione dei traffici

  • L’aumento della domanda e il conseguente aumento della produzione proto-industriale inducono una notevole espansione dei traffici marittimi in cui si distinguono gli Olandesi.
  • Le Fiere testimoniano la trasformazione dell’ economia da cittadina a nazionale: la concorrenza si svolge in spazi di mercato più ampi.
  • Lo sviluppo dei traffici internazionali favorisce la formazione di nuovi capitali e rapporti di interesse tra banchieri e governi.
  • Centralità dei Paesi Bassi nell’avvento del capitalismo commerciale e dell’internazionalismo finanziario: nel 1532 viene istituita la Borsa di Amsterdam.

La società I

La stratificazione sociale in età moderna continua ad essere fortemente gerarchizzata, basata su differenze, disuguaglianze, distinzioni, privilegi e su un sistema ereditario di trasmissione di caratteri.

  • La società è divisa in ordini o status.
  • Ordine è l’insieme di persone che, per la comune condizione in cui si trovano, godono della medesima posizione in ordine ai diritti e ai doveri politici, elaborano e praticano forme di gestione della loro posizione comunitaria e forme di rappresentazione.
  • Gli individui vengono assegnati agli ordini con meccanismi di natura ascrittiva.

La società II

  • Il termine ceto distingue un insieme di individui per lo “status” occupato all’interno della gerarchia sociale. I ceti si distinguono dalle classi perché il discrimine non è fondato sul reddito, sulla ricchezza, ma sulla posizione occupata all’interno di una gerarchia sociale prestabilita e sul modo in cui sono percepiti dagli altri attori sociali.
  • Il termine classe distingue un gruppo sociale per la sua posizione economica all’interno del processo produttivo (es.: la borghesia, il proletariato).

La società III

Riprendendo la distinzione medioevale (orantes/ pugnantes/ laborantes) la società resta divisa fondamentalmente negli stessi tre ordini:

  • Clero
    • secolare (sacerdoti) o regolare (ordini religiosi): curano culto, predicazione, assistenza, carità, insegnamento.
    • alto o basso in relazione alle cariche e alle ricchezze.
  • Nobilità
    • di spada fa risalire le origini agli antichi conquistatori del paese (in Francia con la venalità degli uffici e la tassa della Paulette si crea anche una nuova nobiltà di toga).
    • I nobili che posseggono feudi esercitano la giurisdizione feudale (proprietà e gestione del potere giuridico, economico e politico).
  • Terzo stato
    • Comprende tutti coloro che non sono nobili né ecclesiastici: Mercanti/Professionisti/Artigiani/Commercianti/Contadini.
    • Si fa riferimento ad un quarto stato per coloro che non hanno reddito certo (Braccianti/Disoccupati/ Vagabondi).

La società IV

Il problema dei poveri nel ‘500 assume nuova rilevanza e l’assistenza esce dalla sfera ecclesiastica.
–> Con l’affermazione di una nuova etica del lavoro e della produttività, i poveri vengono visti come una minaccia sociale, non più come fratelli da aiutare nella comunità.

Alcune Città adottano specifici provvedimenti:

  • Londra decide di concedere licenze di accattonaggio per zone stabilite e predispone segni di riconoscimento per autorizzati a chiedere la carità, con misure severe,dalla schiavitù alla morte, per i disobbedienti.
  • In alcuni luoghi (Lione, 1533; Londra, 1544; Parigi, 1554) vengono create istituzioni come Ospedali (ricoveri per invalidi senza risorse) e Ospizi (ricoveri per mendicanti sani).

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