Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Gionata De Vico » 13.Fenomeni patologici a significato difensivo (2) Chemochine, Molecole di Adesione, Risposta di Fase Acuta, Flogosi.


Risposta di fase acuta

La risposta di fase acuta (RFA) comprende un complesso gruppo di fenomeni sistemici a carattere difensivo – in genere connessi a stimoli infiammatori – volti, tra l’altro, a limitare la diffusione di patogeni all’interno dell’organismo e a favorire i fenomeni riparativi tessutali e la ricostituzione di uno stato di salute in soggetti in cui cellule, tessuti ed/o organi hanno subito danni da parte di noxae diverse.

Proteine di fase acuta

Gli organi coinvolti nella RFA sono il fegato, il sistema neuroendocrino ed emopoietico, l’apparato muscolo-scheletrico, e gli organi linfoidi.

Le Citochine (IL-6, IL-1, TNF) liberate in seguito a stimoli infiammatori inducono un’alterazione dei tassi di sintesi di alcune proteine plasmatiche – la maggior parte delle quali è sintetizzata nel fegato – che sono definite proteine di fase acuta (PFA). Nei pesci troviamo:

  1. Proteina C-reattiva
  2. Amiloide serica P;
  3. SAA (Serum amyloid A)
  4. Transferrina
  5. Alfa-2-macroglobulina
  6. Componente C3
  7. Lisozima
  8. Lectine
Risposta di fase acuta

Risposta di fase acuta


Proteine di fase acuta (segue)

PFA a struttura pentamerica (pentraxine)

Proteina C-reattiva e Amiloide Serica P: una omologa della proteina C-reattiva dei mammiferi fu la prima PFA individuata nel 1973 nei pesci. È in grado di attivare il complemento, opsonizzare batteri, funghi e parassiti, indurre il rilascio di citochine, agglutinare particelle.

Si ritiene che tali proteine intervengano soprattutto nella difesa antimicrobica. Sembra anche che esse, legandosi al substrato possano fungere da recettori per le cellule citotossiche. Esse inoltre stimolano la chemiotassi dei macrofagi.

Proteine di fase acuta (segue)

PFA a struttura non pentamerica:

  • SAA (Serum amyloid A): identificata in tutti i vertebrati è coinvolta nella modulazione della risposta infiammatoria e nel trasporto lipidico, e si ritiene possa avere importanza nella risposta all’invasione setticemica.
  • Transferrina: è una proteina sierica capace di legare il ferro, sottraendolo al metabolismo dei batteri e inibendone così la moltiplicazione.
  • Alfa-2-macroglobulina: è un’anti-proteasi capace di bloccare e inibire funzionalmente una grande varietà di molecole proteiche. Essa può anche fungere da trasportatore di citochine.

Proteine di fase acuta

  • Componente C3 del complemento: è una proteina che interviene nelle fasi che precedono la RFA.
  • Lisozima: si ritrova non solo nel plasma, ma anche nel muco. È in grado di clivare i proteoglicani della parete batterica. Interviene anch’esso in fase precoce.
  • Lectine: attivata nella cascata del complemento. E’ stata isolata nell’anguilla, dove svolge un ruolo difensivo.

Le Infiammazioni o Flogosi

  • Una definizione: La flogosi è un meccanismo difensivo localizzato (circoscritto) che si attiva in tessuti e organi in seguito al danno cellulare indotto da agenti di natura diversa (fisica, chimica, biologica).
  • Scopo: eliminare o circoscrivere le cause della lesione ed avviare i meccanismi riparativi.
  • Meccanismo: modificazioni circolatorie locali e richiamo di cellule del sistema immunitario con formazione dell’Essudato, prodotto ricco in cellule della serie bianca, la cui morfologia e composizione deriva direttamente dal tipo e dall’entità dell’insulto pro-infiammatorio.

Angioflogosi e Istoflogosi

Angioflogosi: In linea generale, le flogosi in cui prevalgono i fenomeni legati a modificazioni del microcircolo, che si esprimono con fatti essudativi più o meno intensi. Sono anche definite flogosi acute;

Istoflogosi: flogosi in cui i fenomeni vasculo-ematici ed essudativi sono di minore entità, e prevalgono invece la migrazione e la proliferazione interstiziale di cellule mononucleate (linfociti, macrofagi), nonché la loro eventuale differenziazione in cellule morfo-funzionalmente differenti(plasmacellule, cellule giganti multinucleate).

Le Angioflogosi: una visione d’insieme

Il filmato: le angioflogosi

I materiali di supporto della lezione

Dianzani M.U., Dianzani I., Dianzani U.: Istituzioni di Patologia Generale-4a edizione. UTET.

Robbins: Le basi patologiche delle malattie-6a edizione. Editore - Piccin Nuova Libreria S.p.A.

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion