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Gionata De Vico » 17.Fenomeni patologici a carattere difensivo: le istoflogosi


Istoflogosi

Flogosi in cui i fenomeni vasculo-ematici ed essudativi sono fugaci e/o di lieve entità, e prevalgono invece la migrazione e la proliferazione interstiziale di cellule mononucleate (macrofagi, linfociti e plasmacellule), nonché la loro eventuale differenziazione in cellule morfo-funzionalmente differenti (cellule epitelioidi, cellule giganti). L’istoflogosi può essere classificata in due distinte varietà:

  1. istoflogosi aspecifica o diffusa;
  2. istoflogosi specifica o granulomatosa;

Istoflogosi (segue)

L’istoflogosi viene comunemente intesa come la cronicizzazione del processo infiammatorio acuto che consegue alla mancata rimozione dello stimolo lesivo da parte dei meccanismi generati da quest’ultimo.

Ciò non è esatto in quanto è possibile che il processo cronicizzi conservando i caratteri della angioflogosi (es. ascesso), così come è possibile che esso assuma fin dall’inizio i caratteri dell’istoflogosi.

L’isto e l’angioflogosi rappresentano due aspetti diversi della risposta infiammatoria che possono coesistere e/o sovrapporsi.

Istoflogosi (segue)

Istoflogosi aspecifica o diffusa: caratterizzata prevalentemente da infiltrati linfo-plasmocitari (c.d. infiltrati parvicellulari) in sede interstiziale, ed ha aspetti morfologici estremamente simili da un caso all’altro.

Istoflogosi specifica o granuloma: la particolare composizione cellulare e l’architettura delle lesioni risultano morfologicamente peculiari a livello microscopico.

Istoflogosi aspecifica: infiltrato parvicellulare diffuso. Foto del Prof. Gionata De Vico.

Istoflogosi aspecifica: infiltrato parvicellulare diffuso. Foto del Prof. Gionata De Vico.

Granuloma – nodulo tubercolare elementare. Foto del Prof. Gionata De Vico.

Granuloma - nodulo tubercolare elementare. Foto del Prof. Gionata De Vico.


Granulomi a patogenesi non immunologica

Granulomi a patogenesi non immunologica o da “corpo estraneo”: le cellule “chiave” sono le Natural Killer (NK) e i macrofagi (spesso fusi a formare cellule giganti tipo Müller); la citochina dominante è l’Interferone Gamma (IFN) gamma (bassi livelli), che anche nei pesci ha spiccate attività proinfiammatorie, attivando una cascata di segnali che inducono lo scoppio respiratorio e l’espressione genica.

Granuloma Colesterinico Cell. gigante tipo Mϋller (freccia verde) e cell. Epitelioidi (frecce gialle). Foto del Prof. Gionata De Vico.

Granuloma Colesterinico Cell. gigante tipo Mϋller (freccia verde) e cell. Epitelioidi (frecce gialle). Foto del Prof. Gionata De Vico.


Granulomi a patogenesi immunologica

Granulomi a patogenesi immunologica: indotti in genere da agenti biologici (batteri, parassiti, funghi). Le cellule “chiave” sono i macrofagi (ed i loro derivati: le cellule epitelioidi e le cellule giganti tipo Langhans) ed i linfociti T helper (Th) tipo 1 (Th1)e tipo 2 (Th2), mentre le citochine dominanti sono IL-1, IL-6, TNF, INF gamma (nel caso di attivazione dei Th1), IL-4 ed IL-5 (nel caso di attivazione dei Th2).

Granuloma Tubercolare: Cell. gigante tipo Langhans (freccia nera) e cell. Epitelioidi (frecce verdi). Foto del Prof. Gionata De Vico.

Granuloma Tubercolare: Cell. gigante tipo Langhans (freccia nera) e cell. Epitelioidi (frecce verdi). Foto del Prof. Gionata De Vico.


Alcuni granulomi batterici dei pesci

Granuloma da Mycobatteri (gr. Tubercolare): I pesci possono manifestare lesioni granulomatose da mycobatteri del gruppo NTM (non-tuberculous mycobacteria).

Tra i responsabili: Mycobacterium marinum, M. chelonae, M. fortuitum, ecc.. Le lesioni granulomatose sono spesso sovrapponibili a quelle tubercolari dei mammiferi, essendo costituite prevalentemente da cellule epitelioidi e cellule giganti tipo Langhans, cui si associano linfociti e fibroblasti.

Alcuni granulomi batterici dei pesci (segue)

Granuloma da Aeromonas spp.: in forme atipiche di aeromoniasi, è possibile osservare lesioni granulomatose sistemiche. Al centro necrotico dei granulomi si trovano le colonie batteriche circondate da cellule epitelioidi e fibroblasti.
Red mouth disease – Yersinia ruckeri: In corso della malattia è possibile osservare lesioni granulomatose sistemiche.

Granulomi micotici nei pesci

Granulomi micotici: Nei pesci i funghi (Fusarium spp., Aphanomyces spp.) possono essere causa di epizoozie (come la sindrome epizootica ulcerativa) e determinare lesioni granulomatose localizzate e/o sistemiche. I granulomi micotici possono avere fisionomia varia, presentare o meno aree centrali necrotiche, e sono in genere costituiti da macrofagi, da cellule epitelioidi e talvolta cellule giganti.

Pagro, rene: granuloma micotico. Foto del Prof. Gionata De Vico.

Pagro, rene: granuloma micotico. Foto del Prof. Gionata De Vico.

Pagro: aspetto istologico del granuloma micotico. Ife micotiche (frecce). Foto Prof. G. De Vico.

Pagro: aspetto istologico del granuloma micotico. Ife micotiche (frecce). Foto Prof. G. De Vico.


Lesioni simil-granulomatose in invertebrati

Piede di Mollusco: Lesione parassitaria granuloma-like.
Foto del Prof. Gionata De Vico.

Piede di Mollusco: Lesione parassitaria granuloma-like. Foto del Prof. Gionata De Vico.


Lesioni simil-granulomatose in invertebrati (segue)

Mytilus, Branchia: lesione simil-granulomatosa accerchiante una metacercaria. Foto del Prof. Gionata De Vico.

Mytilus, Branchia: lesione simil-granulomatosa accerchiante una metacercaria. Foto del Prof. Gionata De Vico.


Lesioni simil-granulomatose in invertebrati (segue)

A. Pallipes: Lesione simil-granulomatosa da Cytrobacter sp. Foto del Prof. Gionata De Vico.

A. Pallipes: Lesione simil-granulomatosa da Cytrobacter sp. Foto del Prof. Gionata De Vico.


I materiali di supporto della lezione

Dianzani M.U., Dianzani I., Dianzani U.: Istituzioni di Patologia Generale-4a edizione. UTET.

Robbins: Le basi patologiche delle malattie-6a edizione. Editore - Piccin Nuova Libreria S.p.A.

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