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Lillà Lionetti » 7.Plicometria


Plicometria

La plicometria è una metodica descrittiva che permette la stima della massa grassa corporea attraverso equazioni derivate statisticamente mediante studi di popolazione partendo dalla determinazione dello spessore (plica) del tessuto adiposo in alcuni punti definiti del corpo.

La plicometria ha una duplice utilità:

  1. è una tecnica economica e non invasiva di valutazione del grasso;
  2. permette di definire la topografia o distribuzione del grasso sottocutaneo.

Teoria alla base della plicometria

La plicometria si basa sulle seguenti due assunzioni:

  1. le posizioni scelte per la misurazione siano rappresentative dello spessore medio del tessuto adiposo sottocutaneo.
  2. lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo sia proporzionale al grasso corporeo totale. La relazione tra tessuto adiposo sottocutaneo e massa grassa totale:
  • è relativamente costante (circa il 70-90% del grasso totale è sottocutaneo);
  • è diversa negli uomini e nelle donne perché le donne hanno una maggiore quantità di grasso viscerale (per una stessa quantità di grasso sottocutaneo le donne hanno più massa grassa totale dell’uomo);
  • è funzione dell’età e
  • varia in differenti individui e popolazioni.

Definizione di plica

Con il termine “plica” si intende lo spessore di una piega costituita da cute e del relativo tessuto adiposo sottocutaneo in un punto specifico del corpo.

La plica è quindi costituita essenzialmente da tessuti molli (adiposo sottocutaneo e cute) e ciò rende difficile la standardizzazione per la misura:

  • la compressibilità della cute e del tessuto adiposo è funzione del grado di idratazione, dell’età (i giovani hanno un maggior grado di idratazione) e varia da individuo ad individuo;
  • la maggiore o minore facilità con cui il tessuto adiposo è “separato” o “sollevato” da quello muscolare sottostante è estremamente variabile a seconda del sito di repere e dell’individuo (gli individui molto magri o obesi creano i maggiori problemi);
  • quanto più spessa è una plica meno riproducibile è la misura.
Plica costituita da cute e tessuto adiposo sottocutaneo. Immagine modificata, tratta da
W. McArdle, F. Katch, V. Katch, Alimentazione nello sport, Milano, Casa editrice Ambrosiana, 2001.

Plica costituita da cute e tessuto adiposo sottocutaneo. Immagine modificata, tratta da W. McArdle, F. Katch, V. Katch, Alimentazione nello sport, Milano, Casa editrice Ambrosiana, 2001.


Standardizzazione generale per la misurazione delle pliche

  1. Utilizzazione del plicometri.
  2. Identificazione del sito di repere.
  3. Sollevamento della plica ed applicazione del plicometro.
  4. Lettura: Ripetizione della misura 3 volte e media delle misurazioni.

Plicometro

Come strumento di misura della plica viene utilizzato il plicometro costituito essenzialmente da una pinza e da una scala graduata che può essere di due tipi:

  • plicometro manuale;
  • plicometro digitale.

La variabilità nella pressione esercitata è un fattore che influenza la riproducibilità della misurazione delle pliche.
I plicometri professionali devono:

  • esercitare una pressione costante (10g/cm3)
  • avere una scala di misura con un intervallo di 0,1 mm.

La pressione esercitata dal plicometro può variare da un produttore all’altro o da uno strumento all’altro, per questo motivo le misure effettuate con plicometri diversi possono essere non confrontabili.

Plicometro manuale.

Plicometro manuale.

Plicometro digitale.

Plicometro digitale.


Identificazione dei siti di repere

Le pliche generalmente misurate sono:

  1. plica bicipitale;
  2. plica tricipitale;
  3. plica sovrailiaca;
  4. plica sottoscapolare.

Sono queste le 4 pliche di interesse principale e per tutte e quattro le misure il soggetto deve trovarsi sempre: in posizione eretta, a piedi uniti, con le braccia lungo il corpo.

Sollevamento della plica

  • Identificare il punto di repere.
  • Sollevare la plica con il pollice e l’indice della mano sinistra a circa 8 cm di distanza su una linea perpendicolare all’asse longitudinale del sito.
  • Il pollice e l’indice vengono quindi spostati l’uno contro l’altro e la plica strettamente afferrata fra essi.
  • La plica deve essere mantenuta sollevata fino a quando la misurazione non è stata ultimata.
  • Le estremità del plicometro vengono applicate alla cute (1 cm al di sotto delle dita) con una pressione costante.
  • La misura viene rilevata 4 secondi dopo che si è posizionato il plicometro.
  • La misura va ripetuta 3 volte e va riportato il valore medio di tale rilevazione.

Per un approfondimento: NHANES Anthropometry procedures manual

Modalità di sollevamento della plica. Immagine modificata.

Modalità di sollevamento della plica. Immagine modificata.


Posizionamento del plicometro

Corretto posizionamento del plicometro. Immagine modificata, tratta da NHANES Anthropometry procedures manual

Corretto posizionamento del plicometro. Immagine modificata, tratta da NHANES Anthropometry procedures manual


Plica bicipitale

Viene misurata sulla superficie anteriore del braccio in corrispondenza del punto medio posto tra il processo acromiale della spalla e l’estremità del gomito.

Tale punto viene identificato rilevando con un metro la distanza tra l’acromion e l’estremità del gomito, ponendo quest’ultimo in posizione flessa a 90°.

Sito di repere per la plica bicipitale. Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 – Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative ai punti di repere delle pliche.

Sito di repere per la plica bicipitale. Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 - Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative ai punti di repere delle pliche.

Determinazione del punto medio del braccio.

Determinazione del punto medio del braccio.


Plica tricipitale

Viene misurata sulla superficie posteriore del braccio sempre in corrispondenza del punto medio posto tra il processo acromiale della spalla e l’estremità del gomito.

Utilizzata insieme alla circonferenza del braccio, permette di calcolare le aree muscolo-adipose del braccio.

Sito di repere della plica tricipitale.
Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 – Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative ai punti di repere delle pliche.

Sito di repere della plica tricipitale. Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 - Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative ai punti di repere delle pliche.


Plica sottoscapolare e plica sovrailiaca

Plica sottoscapolare: viene misurata in senso obliquo (45° rispetto al piano orizzontale), appena al di sotto dell’angolo inferiore della scapola. (in alcuni casi per individuare il sito di misurazione si fanno portare al soggetto le braccia dietro alla schiena).

Plica soprailiaca: in questo caso la misura viene presa in senso obliquo (45°), appena sopra la cresta iliaca sulla linea medio-ascellare.

Sito di repere della plica sottoscapolare.

Sito di repere della plica sottoscapolare.

Sito di repere della plica sovrailiaca.
Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 – Milano, per la  concessione ad uso didattico delle immagini relative ai punti di repere delle pliche.

Sito di repere della plica sovrailiaca. Si ringrazia DS Medica srl, Viale Monza 133 - Milano, per la concessione ad uso didattico delle immagini relative ai punti di repere delle pliche.


Utilizzo delle pliche

1. Le singole pliche possono essere paragonate a valori di riferimento per confrontare individui tra di loro o l’andamento del grasso sottocutaneo in quel punto di repere nel corso del tempo in un singolo individuo.
2. Pliche misurate in differenti punti di repere possono dare indicazioni sulla distribuzione (topografia) del grasso sottocutaneo di un soggetto o in studi di popolazione.
3. Le pliche possono essere inserite in equazioni predittive per la valutazione della massa grassa corporea le più utilizzate sono quelle di:

  • Durnin e Womersely (metodo delle 4 pliche):utilizza le 4 pliche descritte precedentemente ed è consigliato per l’analisi di soggetti con distribuzione del grasso corporeo soprattutto nel distretto superiore;
  • Jackson e Pollock: il metodo utilizza sia pliche che circonferenze ed è consigliato soprattutto per sportivi e soggetti con distribuzione di adiposità non omogenea.

4. Le pliche possono essere utilizzate per il calcolo delle aree muscolo-adipose degli arti.

Per i valori di riferimento americani si può consultare il sito NHANES: Anthropometric Reference Data for Children and Adults: United States, 2003–2006 by Margaret A. McDowell et al.

Equazioni predittive della massa grassa

Un esempio di equazione predittiva è quella derivata da Durnin e Womersley (1974); esistono delle tabelle specifiche che attraverso la somma delle quattro pliche misurate (sottoscapolare, sovrailica, bicipitale e tricipitale) permettono di calcolare la massa grassa.

Questo è possibile perché i valori medi dello spessore delle pliche in più siti sono stati correlati alla densità corporea misurata in soggetti normali attraverso la densitometria (si assume questa relazione valida anche per altri soggetti)

L’equazione assume la forma (equazione di Durnin e Womersley ):

D = c – m * log S

D= densità corporea;
c,m= coefficienti derivati empiricamente che variano per sesso ed età;
S= somma dello spessore delle quattro pliche.

Dalla densità si risale alla massa grassa con l’equazione di Siri:

%di grasso= (495/D-450)*100

Successivamente con un semplice calcolo di sottrazione della massa grassa (convertita in Kg) dal peso corporeo rileviamo la massa magra.

Calcolo della AMA e AFA

Per quanto riguarda il calcolo di:

  • area totale del braccio (ATA),
  • area muscolare del braccio (AMA), e
  • area adiposa del braccio (AFA),

si possono utilzzare le formule di FRISANCO e TRACER 1987

ATA (cm2)=C2 (cm2) /(4*π)

AMA (cm2)=
[C (cm)-Ts (cm)*π)]2/(4*π)

AFA (cm2)=(ATA-AMA)

Ove:
C =Circonferenza del braccio destro
Ts =plica tricipitale destra
π=3,14

Da: Bedogni Giorgio, Cecchetto Giovanna Manuale ANDID di valutazione dello stato nutrizionale Società Editrice Universo.

Area muscolare ed adiposa del braccio.
d2= diametro dell’area totale del braccio
d1= diametro dell’area muscolare del braccio

Area muscolare ed adiposa del braccio. d2= diametro dell'area totale del braccio d1= diametro dell'area muscolare del braccio


Critiche alla plicometria

Le maggiori critiche alla plicometria sono le seguenti:

  • l’assunzione della relazione fissa tra grasso sottocutaneo e grasso totale nei siti misurati può essere non valida (è stato calcolato che il contributo del grasso sottocutaneo al grasso totale può variare dal 20% al 70% nei soggetti normali!);
  • l’errore inter ed intra operatore può essere rilevante (sia per il modo di sollevare la plica sia per il sito di repere);
  • la difficoltà di ottenere dei dati realistici per i soggetti con obesità severa: i calibri possono misurare accuratamente le pliche fino a 40-60 mm (a seconda del plicometro) di spessore;
  • la predittività a livello individuale è mediocre, ma è migliore a livello di popolazione.

Per questi motivi, alcuni preferiscono usare le circonferenze per valutare la quantità di grasso corporeo e per quantificare la distribuzione di grasso corporea.

Qualità dei dati antropometrici

Per tutte le misure antropometriche (peso, altezza, circonferenze e pliche) è necessario limitare l’errore di misura legato al sistema di misurazione, assicurando:

  1. la formazione e la “standardizzazione” degli operatori (Standardizzazione: sia l’istruttore che l’operatore da formare effettueranno, in rapida successione, due serie di misurazione sugli stessi 10 soggetti con caratteristiche simili, per confrontare i risultati e verificarne l’accuratezza e la precisione);
  2. l’utilizzo di strumenti regolarmente revisionati e calibrati;
  3. la verifica periodica dell’accuratezza e la riproducibilità di strumenti e operatori.

Da: Riccardi, Pacioni, Rivellese Manuale di Nutrizione applicata. Sorbona.

Parametri che determinano la qualità dei dati antropometrici.

Parametri che determinano la qualità dei dati antropometrici.


I materiali di supporto della lezione

Bedogni Giorgio, Cecchetto Giovanna, Manuale ANDID di valutazione dello stato nutrizionale, Società Editrice Universo.

Riccardi, Pacioni, Rivellese, Manuale di Nutrizione applicata, Sorbona.

Anthropometric Reference Data for Children and Adults: United States, 2003–2006

National Healt and Nutrition Examination Survey

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