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Maria Filomena Caliendo » 8.Metodi di classificazione biogeografica


Le categorie corologiche

Categoria Corologica o Corotipo

È definita da un accumulo significativo di areali coincidenti.
L’individuazione di corotipi deriva dall’analisi degli areali di numerosi taxa appartenenti a gruppi diversi e con caratteristiche ecologiche differenti.
I corotipi che consentono di classificare i taxa presenti in un area sono eterogenei a livello dimensionale e non sono necessariamente né gerarchici né modulari. Da ciò deriva la possibile coesistenza, in un medesimo territorio, di taxa appartenenti a categorie corologiche diverse.

Le categorie corologiche (segue)

Nel sud della penisola Iberica coesistono taxa la cui distribuzione rientra nel corotipo Europeo, Turanico-Mediterraneo, Afrotropicale-Mediterraneo.

Corotipo Afrotropicale-Mediterraneo. Fonte  Wikipedia.

Corotipo Afrotropicale-Mediterraneo. Fonte Wikipedia.

Corotipo Europeo (in alto) e Turanico-Mediterraneo (in basso). Fonte  Wikipedia.

Corotipo Europeo (in alto) e Turanico-Mediterraneo (in basso). Fonte Wikipedia.


Le categorie corologiche (segue)

Per Gravitazione s’intende l’ubicazione geografica del baricentro di un areale, ossia di quella parte dell’areale dove il taxon è più abbondante.

Gravitazione. Fonte  Wikipedia.

Gravitazione. Fonte Wikipedia.


General track

È definito dalla congruenza statisticamente significativa degli areali degli elementi subordinati di gruppi monofiletici.
Con track ci si riferisce a come si connettono nello spazio geografico gli elementi subordinati che appartengono all’areale di un gruppo monofiletico di qualsiasi rango.
L’individual track è rappresentato dal complesso dei segmenti che collegano gli areali di specie che formano un gruppo monofiletico. Tali segmenti vengono, solitamente, tra i punti più vicini delle frontiere degli areali.

Individual Track

Un individual track rappresenta le relazioni spaziali attuali tra areali legati da una storia genealogica comune.
La trascrizione su una mappa di un track quindi non richiede di tracciare confini di areali, ma è rappresentata da un insieme di linee.

Le categorie corologiche

Rappresentazione di un  Track che connette gli areali A-D secondo il criterio delle distanze minime tra frontiere. Fonte  Wikipedia.

Rappresentazione di un Track che connette gli areali A-D secondo il criterio delle distanze minime tra frontiere. Fonte Wikipedia.


General track

Un general track risulta dalla sovrapposizione di individual track derivanti dall’analisi della distribuzione di gruppi sistematici diversi.
Il suo significato è di evidenziare la distribuzione attuale di biota dalle origini comuni nello spazio e nel tempo.

General Track. Modificato da  Wikipedia.

General Track. Modificato da Wikipedia.


Unità biotica regionale

Corrisponde alla distribuzione geografica di una formazione biotica coesa ecologicamente con i suoi parametri spaziali.
L’unità più utilizzata è il biota, cioè un particolare assetto di specie di un bioma e l’area geografica che esso occupa.
I limiti vengono spesso indicati in base ad una o più Specie Guida.
Generalmente tale classificazione è impiegata in ambito fitogeografico anche se la fauna associata a tali formazioni vegetali sembra essere altrettanto corrispondente.

Unità biotica regionale (segue)

È da sottolineare che tali formazioni biotiche, pur essendo equivalenti da un punto di vista ecologico, sono il frutto dell’evoluzione convergente di elementi con un’origine filogenetica diversa (biota diversi).
Risulta importante l’analisi comparativa di unità biotiche regionali equivalenti ma disgiunte nello spazio e derivanti da storie biogeografiche differenti per poter comprendere le vicende evolutive delle specie e dei biomi.

Unità biotica regionale (segue)

Distribuzione delle aree con clima mediterraneo. Modificato da  Wikipedia.

Distribuzione delle aree con clima mediterraneo. Modificato da Wikipedia.


Modello di distribuzione

E’ la distribuzione geografica di un complesso di organismi presenti (come tali o come ancestrali) nell’area studiata a partire da uno stesso periodo storico. Rappresenta una entità biogeografica i cui confini sono meno chiari nello spazio di quanto non siano le regioni o i corotipi.
La sua unità è dovuta alla gravitazione nella stessa area ecogeografica degli elementi che ne fanno parte, ma soprattutto dal fatto che essi condividono una stessa storia biogeografica.

Modello di distribuzione (segue)

E’ identificato attualmente da un cenocrono. Esso rappresenta un insieme di organismi che in una data area presentano caratteristiche ecogeografiche comuni e i cui rapporti filogenetici con elementi di altre zone lasciano supporre che essi siano presenti, come tali o come ancestrali, dalla stessa epoca e che condividano quindi la stessa storia biogeografica.

Modello di distribuzione (segue)

Le modificazioni delle relazioni spaziali, della fisiografia e delle condizioni climatiche possono provocare la coesistenza in una stessa area di elementi biotici eterogenei. La loro corrispondenza con situazioni ecogeografiche coincidenti ne permette la classificazione in Modelli di Distribuzione, particolarmente evidenti nelle Zone di Transizione. Tale approccio consente infatti di riconoscere gli esiti attuali di processi allocronici e geograficamente disomogenei di formazione di biota.

Modello di distribuzione (segue)

Modello di distribuzione nella zona di transizione messicana. Neartico (verde) e Neotropicale (grigio). Modificato da  Wikipedia.

Modello di distribuzione nella zona di transizione messicana. Neartico (verde) e Neotropicale (grigio). Modificato da Wikipedia.


I materiali di supporto della lezione

M. Zunino e A. Zullini . Biogeografia . La dimensione spaziale dell'evoluzione. Casa ed. Ambrosiana, Milano.

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