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Domenico Fulgione » 7.Phylum Platelminta


Phylum Platelminta

Greco: Platỳs = largo, piatto + hélminthos = verme.
15.000 specie note. Da microscopici a oltre 15 m.
Corpo appiattito in senso dorsoventrale, spesso con aspetto foliare. Forme a vita libera e parassite.
Triblastici, Acelomati, Protostomi.
Metameria assente.
Simmetria bilaterale e cefalizzazione.
Apparato digerente incompleto (bocca, privi di ano).
Sviluppo di organi (escretori, riproduttori).
Epidermide ciliata (Turbellaria) o rivestita da cuticola e provvista di ventose o uncini per la fissazione all’ospite (Trematoda, Cestoidea).
Strati muscolari ben sviluppati.
In maggioranza monoici.

Classificazione

Classe Turbellaria
Forme libere (salvo qualche eccezione commensale o parassita di invertebrati e pesci). Canale alimentare assente o variamente ramificato(ordine aceli: assente; policladi: molto ramificato; tricladi: 3 rami). Planaria, Dugesia. Presenza di ciglia. Sviluppo diretto.

Classe Trematodea (digenei)
Parassiti. Ciclo biologico caratterizzato sia da riproduzione asessuata (ospite intermedio) sia sessuata (ospite definitivo). L’ospite definitivo è generalmente un vertebrato (bovini, ovini, uomo ecc.), mentre quello intermedio è un mollusco. Generalmente monoiche, fatta eccezione per gli schistosomi.

Classe Cestoidea (cestodi)
Parassiti. Corpo nastriforme con un capo detto scolice che poggia su un collo seguito da segmenti detti proglottidi che nel loro insieme formano lo strobilo. L’adulto vive nell’intestino dell’ospite (vertebrati), le larve possono infestare diversi tessuti ed organi di invertebrati e vertebrati.

Classe Monogenea (monogenei)
Parassiti. Simili ai trematodi. Ciclo biologico caratterizzato solo dalla fase sessuata. Un solo ospite, infestano la superficie del corpo, in particolare le branchie dei pesci, aderendo a queste mediande un organo d’attacco detto Opistaptor.

Parete del corpo

Nei turbellari
Epidermide monostratificata. Produzione di muco per il movimento (scivolamento con le ciglia) e sostanze adesive per attacco al substrato.
Muscolatura liscia che permette di torcersi e di voltarsi, ed in alcuni casi, di nuotare con movimenti ondulatori.

Rabditi. Strutture bastoncellari contenute in alcune cellule epiteliali, con funzione ancora poco conosciuta. Vengono scaricate quando l’animale è disturbato e viene prodotta una guaina mucosa con funzione di protezione.

Parete del corpo dei turbellari. 1 Epitelio monostratificato ciliatato, 2 lamina basale, 3 lamina reticolare. Disegno di Daniela Rippa.

Parete del corpo dei turbellari. 1 Epitelio monostratificato ciliatato, 2 lamina basale, 3 lamina reticolare. Disegno di Daniela Rippa.


Parete del corpo (segue)

Nelle specie parassite la parete del corpo è costituita da una massa continua di citoplasma (sincizio) detta tegumento.
Fornisce sostegno al corpo e si oppone alla digestione per opera degli enzimi dell’ospite. I nuclei sono protetti dalla loro posizione profonda sotto gli strati muscolari della parete del corpo. Rabditi assenti. Glicocalice per la protezione (enzimi digestivi e sistema immunitario).

Parete del corpo di un cestode: 1 strato sinciziale, 2 glicocalice, 3 lamina basale, 4 muscolo circolare, 5 muscolo longitudinale . Disegno di Daniela Rippa.

Parete del corpo di un cestode: 1 strato sinciziale, 2 glicocalice, 3 lamina basale, 4 muscolo circolare, 5 muscolo longitudinale . Disegno di Daniela Rippa.


Alimentazione

Canale ramificato fornisce una ampia area interna per la secrezione di enzimi, l’assorbimento ed il trasporto di sostanze nutritive.
La digestione inizia extracellularmente e si completa all’interno delle cellulle che tappezzano il canale alimentare.
Nei trematodi il canale alimentare e le superfici del corpo possono essere attive nella ingestione, digestione e assorbimento del cibo.
Nei cestodi manca il canale alimentare ed il tegumento è implicato nell’assorbimento dell’alimento.

Intestino dei Turbellari

Ordine Aceli

  • Più primitivi. Hanno una bocca, ma sono privi di cavità digerente. Assumono il cibo attraverso la bocca convogliandolo direttamente alla massa di cellule digestive.

Ordine Rabdoceli

  • Canale alimentare semplice, sacciforme.

Ordine Tricladida

  • Intestino costituito da tre ramificazioni principali.

Ordine Policladi

  • Canale alimentare altamente ramificato.
Diversi tipi di intestino dei turbellari. Disegno di Daniela Rippa.

Diversi tipi di intestino dei turbellari. Disegno di Daniela Rippa.


Sistema muscolare e Sistema nervoso

Sistema Muscolare

  • Sotto l’epidermide sono presenti fasce di fibre circolari e longitudinali utilizzate nella locomozione.

Sistema nervoso

  • Nella maggior parte dei platelminti sono presenti gangli celebrali anteriorie. Diverso è il grado di cefalizzazione e organizzazione della rete nervosa. Nelle planarie e nella maggior parte dei cestodi, trematodi e monogenei dai gangli anteriori si dipartono 2 cordoni longitudinali connessi tra loro da cordoni nervosi trasversali.
Sezione trasversale di una planaria. Disegno di Daniela Rippa.

Sezione trasversale di una planaria. Disegno di Daniela Rippa.

Schematizzazione del sistema nervoso di una planaria. Disegno di Daniela Rippa.

Schematizzazione del sistema nervoso di una planaria. Disegno di Daniela Rippa.


Sistema Circolatorio

I Platelminti sono caratterizzati dall’assenza di un sistema circolatorio. La diffusione ed il trasporto attivo attraverso le membrane cellulari delle cellule superficiali ed intestinali soddisfano le esigenze relative alla circolazione ed agli scambi gassosi dei platelminti.

La presenza di un canale alimentare ramificato, nei turbellari, facilita la circolazione delle sostanze nutritive e dei gas durante il movimento dell’animale.

Apparato escretore

L’apparato escretore è costituito da protonefridi, o cellule a fiamma, che liberano l’animale dei cataboliti e dell’acqua costantemente assorbita dall’esterno. Funzionano principalmente nell’osmoregolazione dei turbellari dulciaquicoli e sono assenti in quelli marini.

Apparato escretore di un platelminta dulciaquicolo: 1 visione d’insieme, 2 cellule a fiamma, 3 struttura di una cellula a fiamma. Disegno di Daniela Rippa.

Apparato escretore di un platelminta dulciaquicolo: 1 visione d'insieme, 2 cellule a fiamma, 3 struttura di una cellula a fiamma. Disegno di Daniela Rippa.


Organi di senso

I platelminti presentano strutture sensoriali ben sviluppate che includono macchie oculari, meccanorecettori e chemiorecettori.
Presentano lembi a forma di orecchie detti auricole, dove sono concentrate cellule sensoriali.
La capacità di percepire la luce e di reagire ad essa sembra essere principalmente un adattamento protettivo dei platelminti conducenti vita libera.

Il chemiotattismo rappresenta un elemento importante nel comportamento dei platelminti. I parassiti sono in grado di rilevare sostanze dell’ospite, nell’acqua e/o siti all’interno dell’ospite. Permette alle forme libere di localizzare l’alimento.
La percezione del contatto è importante per l’orientamento. Questa può essere differente sulle diverse porzioni del corpo (planarie).

Organi di senso. 1 Auricole, 2 macchie oculari.  Disegno di Daniela Rippa.

Organi di senso. 1 Auricole, 2 macchie oculari. Disegno di Daniela Rippa.

Struttura degli ocelli o macchie oculari: 1 cellula fororecetrice, 2 cellula pigmentata, 3 granuli di pigmento.  Disegno di Daniela Rippa.

Struttura degli ocelli o macchie oculari: 1 cellula fororecetrice, 2 cellula pigmentata, 3 granuli di pigmento. Disegno di Daniela Rippa.


Adattamenti morfologici delle specie parassite

Apparato digerente poco sviluppato o assente.

Aumento generale delle dimensioni del corpo.

Pigmentazione scarsa o assente.

Atrofia del sistema di escrezione e di osmoregolazione.

Riduzione del sistema nervoso e degli organi di senso.

Appendici locomotorie ridotte o assenti.

Generale aumento dell’efficienza dei processi riproduttivi.

Porzione anteriore del corpo, regione boccale e le parti anteriori dell’intestino particolarmente modificate (uncini, ventose, denti, ecc.).

Adattamenti morfologici di alcuni parassiti. A) Tenia con 4 ventose principali (1); Myzophyllobothrium con lembi adesivi (1) e piccole ventose accessorie (2); Monogenea con Opisthaptor (1)

Adattamenti morfologici di alcuni parassiti. A) Tenia con 4 ventose principali (1); Myzophyllobothrium con lembi adesivi (1) e piccole ventose accessorie (2); Monogenea con Opisthaptor (1)


Riproduzione

Asessuale

  • Scissione trasversale e longitudinale (turbellari)
  • Rigenerazione (turbellari)
  • Amplificazione larvale

Sessuale
Ermafroditismo:

  • insufficiente prevalente (es. turbellari)
  • sufficiente (tenia e molti cestodi)
  • sessi separati negli Schistosomi
Riproduzione assessuale mediante scissione trasversale.  Disegno di Daniela Rippa.

Riproduzione assessuale mediante scissione trasversale. Disegno di Daniela Rippa.


Ciclo biologico

Turbellari e Monogenei: semplice
Cestodi e Trematodi: complesso

In particolare, i turbellari presentano una fase assessuale nei periodi favorevoli ed una fase sessuale durante i periodi sfavorevoli (zigote incapusulato). Presentano uno stadio larvale. Questo manca in alcuni e gli embrioni somigliano a piccoli vermi adulti.

I Monogenei sono ermafroditi. Molte uova fecondate vengono liberate nell’acqua. Alla schiusa fuoriesce una larva ciliata detta oncomiracidio liberamente natante alla ricerca di un pesce o un anfibio da parassitare.

Schema biologico di un trematode

I trematodi possono avere ben 7 differenti stadi del ciclo biologico.
Gli stadi 1,4, 5 e 7 sono presenti all’interno di ospiti, gli altri all’esterno.
I miracidi hanno la funzione di localizzare ed infestare l’ospite intermedio idoneo.
Le cercarie prodotte asessualmente negli ospiti intermedi emergono da questi alla ricerca di un ospite definitivo.

Schema del ciclo biologico dei trematodi.  Disegno di Daniela Rippa.

Schema del ciclo biologico dei trematodi. Disegno di Daniela Rippa.


Ciclo vitale della Fasciola epatica

Parassita delle vie biliari di molti animali domestici (bovini ed ovini). Produce uova che vengono diffuse mediante le feci. Dopo 2-3 settimane le uova si schiudono liberando una larva detta miracidio (ciliata e natante) capace di penetrare nella parete del corpo di un gasteropode d’acqua dolce (Limnea).
Il miracidio nel gasteropode metamorfosa in sporocisti, dalla forma di sacco e privo di intestino, contenente molte cellule germinali che si trasformeranno in redia. Dalle redie avranno origine le cercarie che fuoriescono dal corpo del gasteropode e si incistano come metacercaria ancorandosi alla vegetazione in attesa di essere ingerita dal suo ospite definitivo. Giunte nell’ospite definitivo le metacercarie fuoriescono dalla cisti e crescono divenendo un adulto sessualmente maturo.

Ciclo biologico della Faciola epatica.  1 ospite definitivo, 2 uova, 3 miracidio, 4 ospite intermedio, 5 sporocisti, 6 redia, 7 cercaria. Disegno di Daniela Rippa.

Ciclo biologico della Faciola epatica. 1 ospite definitivo, 2 uova, 3 miracidio, 4 ospite intermedio, 5 sporocisti, 6 redia, 7 cercaria. Disegno di Daniela Rippa.


Ciclo vitale della Tenia solium

Organismo parassita dell’uomo.

Ermafrodita sufficiente. Vive con lo scolice attaccato alla parete intestinale. Le proglottidi contenenti i gameti, o proglottidi mature, si staccano dal corpo del cestode e vengono liberate attraverso le feci. Possono successivamente essere ingerite dall’ospite intermedio, il maiale. Le uova schiudono nell’intestino del maiale e l’oncosfera libera migra nei muscoli dell’ospite dove si sviluppa in cisticerco (piccolo verme di 10mm circa con scolice retratto ed invaginato). Se carne infetta è ingerita dall’uomo il cisticerco si libera e si sviluppa in verme adulto.

Schema del ciclo biologico della Tenia solium.  Disegno di Daniela Rippa.

Schema del ciclo biologico della Tenia solium. Disegno di Daniela Rippa.


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