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Enrico Rebeggiani » 19.I lavoratori manuali dell'economia virtuale: dai Call Center ai cinesi delle Goldmines


Modello centro-periferia della struttura del mercato del lavoro:

Nucleo: costituito da lavoratori dipendenti permanenti e a tempo pieno, buone prospettive di carriera e di riqualificazione professionale, e con il diritto a livelli soddisfacenti di protezione sociale.

Periferia: comprende da due sottogruppi piuttosto diversi:

  1. quello dei dipendenti a tempo pieno, dotati di capacità ampiamente disponibili sul mercato del lavoro; con minori possibilità di carriera, è caratterizzato da un’alta rotazione.
  2. il secondo gruppo periferico assicura una flessibilità numerica ancora maggiore e comprende i lavoratori part-time, i lavoratori occasionali, temporanei, a contratto, i lavoratori con contratto di formazione, con una sicurezza del posto del lavoro ancora minore.

Letture:

Dore R., Il lavoro nel mondo che cambia, Il Mulino, Bologna, 2005.

Multimedia:

vedi Figura nella slide succesisva

Figura 1 – Struttura del mercato del lavoro in regime di accumulazione flessibile

Fonte: Institute of Personnel Management, in Harvey (1997: 189).

Fonte: Institute of Personnel Management, in Harvey (1997: 189).


Come cambia il mercato del lavoro

Tendenze di ristrutturazione del mercato del lavoro in regime di accumulazione flessible:

  • Riduzione numerica del “nucleo”: i lavoratori in possesso delle professionalità strategiche per la competitività delle imprese assicurano la flessibilità funzionale e si vanno sempre più riducendo.
  • Crescita dei gruppi periferici: si allarga il mercato periferico con lavoratori che assicurano alle imprese flessibilità numerica attraverso l’utilizzo di contratti temporanei.

La qualità della manodopera come fattore di competitività nell’e-conomy

La ricerca del “talento”:

  • La manodopera è sempre più la fonte primaria di produttività, innovazione e competitività in un’economia dipendente dalla capacità di recuperare, processare e applicare informazioni.
  • Questa manodopera deve essere altamente istruita e in grado di assumere iniziative.
  • La competitività delle imprese dipende dalla qualità e dall’autonomia della manodopera.
  • La manodopera deve essere capace di riprogrammarsi in capacità e conoscenza e pensare secondo obiettivi in cambiamento in un ambiente in evoluzione.

Letture:

Castells M., “Il lavoro nella e-conomy”, in Galassia Internet, Feltrinelli, Milano, 2006, pp. 93-99.

L’imperativo della flessibilità del lavoro

La flessibilità come principio organizzativo:

  • Le forme di networking delle imprese, il ritmo veloce dell’economia globale e la capacità tecnologica di lavorare on-line, per i singoli e per le imprese, porta all’affermazione di un modello flessibile di impiego.
  • La flessibilità riguarda in maniera diversa le diverse componenti dell’offerta di lavoro: per le componenti centrali, predomina la flessibilità funzionale; per le componenti periferiche prevale la flessibilità numerica.

La polarizzazione della manodopera

Nell’e-conomy emergono due tipi di lavoratori:

  • Manodopera autoprogrammabile: nucleo centrale del mercato del lavoro, numericamente limitato, dotato delle capacità di autoaggiornamento e adattamento ai cambiamenti del contesto lavorativo.
  • Manodopera generica: periferia del mercato del lavoro, tendenzialmente sempre più ampia, è composta da lavoratori rimpiazzabili e da lavoro che può essere meccanizzato o delocalizzato.

Letture:

Castells M., “Il lavoro nella e-conomy”, in Galassia Internet, Feltrinelli, Milano, 2006, pp. 93-99.

Fontana R., Mazza B. (a cura di), e-job. Guida al lavoro nella Net-Economy, Guerini, Milano, 2001.

Risorse:

Di Nicola P., Il lavoro nella Net-Economy tra improbabile mito e dura realtà, maggio 2001.

Multimedia:

Masi S. E., Lavoro e Net Economy, Università di Firenze [.doc]

Conclusioni: I paradossi dell’evoluzione dell’occupazione

Polarizzazione dell’occupazione:

  • Nell’economia in rete, la competitività delle imprese si basa sempre più sul talento dei lavoratori.
  • Il mercato del lavoro si polarizza tra un “nucleo” di lavoratori capaci di autoprogrammarsi e una “periferia” di lavoratori che non hanno questa capacità.
  • La flessibilità, anche se in maniera differenziata, riguarda tutta la manodopera e si afferma come imperativo organizzativo del sistema produttivo.

Prossima lezione

Il digital divide: le dimensioni della diseguaglianza

Una nuova dimensione di diseguagliaza sociale:

  • Problemi di concettualizzazione e definizione del divario digitale.
  • Il percorso concettuale della definizione dicotomica legata all’accesso alle definizioni multidimensionali più recenti.
  • L’approccio delle disugualianze digitali.

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